http://riccacestinocinico.spaces.live.com/Hank Luisetti wrote: attualmente non è argomento di discussione nel topic, ma vorrei chiedere se mi potreste illustraare la riforma della Gelmini.
Guarda un po' se il mio articolo ti soddisfa.

http://riccacestinocinico.spaces.live.com/Hank Luisetti wrote: attualmente non è argomento di discussione nel topic, ma vorrei chiedere se mi potreste illustraare la riforma della Gelmini.

Dire che fa schifo non basta vero? Quando ho una tastiera italiana sottomano (stasera) cerchero' di fornire una spiegazione esauriente.Hank Luisetti wrote: attualmente non è argomento di discussione nel topic, ma vorrei chiedere se mi potreste illustraare la riforma della Gelmini.


Non capisco perchè se si mettono stranieri, che non parlano bene e che hanno bisogno di essere seguiti diversamente, in una classe a se si parla di discriminazione mentre se sono in classi miste costringendo i ragazzi italiani a rallentare va tutto bene.SafeBet wrote: Sempre in riferimento alla scuola, la seguente mozione proposta della Lega.
Si separa per integrare.
Si mette una quota stranieri, la cui distribuzione dovrà essere proporzionata al numero complessivo degli alunni italiani (cioè se, paradossalmente, in un quartiere ci sono solo bambini stranieri, cosa si fa?).
S'istituisce il divieto di prendere uno straniero in classe dopo il 31 dicembre.


lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.

Alt, esistono altre soluzioni (mai sentito parlare di mediatori linguistico-culturali? esiste anche una laurea). Non capisco perché le uniche due ipotesi prese in considerazione siano: lasciarli in classe a non capirci un cazzo o segregarli. Questo è il dubbio che dovremmo porci.nefastto wrote: Non capisco perchè se si mettono stranieri, che non parlano bene e che hanno bisogno di essere seguiti diversamente, in una classe a se si parla di discriminazione mentre se sono in classi miste costringendo i ragazzi italiani a rallentare va tutto bene.
No, non è ragionevole. E' funzionale. Ma la funzionalità non è un parametro che uno Stato che garantisce diritti civili dovrebbe prendere come suo parametro unico nel prendere decisioni (e nemmeno come principale). Se ce ne sono troppi (ma come stabilisci la quota?) in un determinato quartiere, ripeto, come ti comporti? Impedisci ad alcuni di andare a scuola? Li costringi a frequentare scuole lontano da casa (considerando che già partono da condizioni medie di più scarso benessere, quindi eventuali difficoltà di spostamenti lunghi, quindi incentivo a non frequentare, quindi discriminazione)?BruceSmith wrote: io non so se l'idea della lega sia una cacata.
ma ci sono stati numerosi casi di genitori che hanno spostato i propri figli in altre classi\scuole perchè seguire il programma era impossibile.
non è colpa di nessuno se un bambino straniero arriva a scuola e non sa nemmeno un parola (non si parla di scrivere, ma di parlare) di italiano. bisognerà cercare una strada che permetta a bambini che partono da posizioni diversissime di seguire lo stesso programma. e la cosa è tutt'altro che semplice.
dire che non ci debbano essere troppi bambini stranieri (si parte dal presupposto - grezzo ma efficace - che un bambino straniero parte da una posizione di svantaggio), in modo da non mettere il maestro in difficoltà eccessiva, potrebbe essere una idea ragionevole.

puoi mettere tutti i mediatori linguistici che vuoi ma è innegabile che si perda moltissimo tempo. Vero è che i bambini non sono tutti uguali e c'è chi arriva prima e chi dopo ma partire dalla stessa base linguistica aiuta e molto.SafeBet wrote: Alt, esistono altre soluzioni (mai sentito parlare di mediatori linguistico-culturali? esiste anche una laurea). Non capisco perché le uniche due ipotesi prese in considerazione siano: lasciarli in classe a non capirci un cazzo o segregarli. Questo è il dubbio che dovremmo porci.
No, non è ragionevole. E' funzionale. Ma la funzionalità non è un parametro che uno Stato che garantisce diritti civili dovrebbe prendere come suo parametro unico nel prendere decisioni (e nemmeno come principale). Se ce ne sono troppi (ma come stabilisci la quota?) in un determinato quartiere, ripeto, come ti comporti? Impedisci ad alcuni di andare a scuola? Li costringi a frequentare scuole lontano da casa (considerando che già partono da condizioni medie di più scarso benessere, quindi eventuali difficoltà di spostamenti lunghi, quindi incentivo a non frequentare, quindi discriminazione)?
Si dice che i bambini italiani sono rallentati nel seguire il programma scolastico a causa dei bambini stranieri: ma quali bambini? Vanno tutti alla stessa velocità? Non esistono delle differenze di apprendimento a prescindere dalla nazionalità di un bambino?
Non credo che un bambino straniero supportato da un'apposita figura in classe ci metta poi così tanto a recuperare su un programma di classi elementari.
Ripeto, qui si parte dal presupposto che ci siano solo due alternative: o in classe da soli o fuori. Non è così.
E soprattutto chi promuove questa mozione (la Lega) non citi indeterminati altri paesi europei dove questa soluzione è praticata con sistematicità. Vorrei sapere quali e quanti Paesi effettivamente si comportano in questo modo, e qual è l'impatto sull'integrazione degli stranieri in questi paesi.
A me hanno sempre insegnato che una cosa è funzionale proprio perchè funziona. E poi creare classi dove gli stranieri possono imparare anche meglio per me è un'ottima garanzia dei diritti civili. Diritti che ricordono valgono anche per i cittadini italianinon è ragionevole. E' funzionale. Ma la funzionalità non è un parametro che uno Stato che garantisce diritti civili dovrebbe prendere come suo parametro unico


non è che sono rallentati perchè si trovano con bambini meno intelligenti.SafeBet wrote: No, non è ragionevole. E' funzionale. Ma la funzionalità non è un parametro che uno Stato che garantisce diritti civili dovrebbe prendere come suo parametro unico nel prendere decisioni (e nemmeno come principale). Se ce ne sono troppi (ma come stabilisci la quota?) in un determinato quartiere, ripeto, come ti comporti? Impedisci ad alcuni di andare a scuola? Li costringi a frequentare scuole lontano da casa (considerando che già partono da condizioni medie di più scarso benessere, quindi eventuali difficoltà di spostamenti lunghi, quindi incentivo a non frequentare, quindi discriminazione)?
Si dice che i bambini italiani sono rallentati nel seguire il programma scolastico a causa dei bambini stranieri: ma quali bambini? Vanno tutti alla stessa velocità? Non esistono delle differenze di apprendimento a prescindere dalla nazionalità di un bambino?
Non credo che un bambino straniero supportato da un'apposita figura in classe ci metta poi così tanto a recuperare su un programma di classi elementari.
guarda che io ho parlato esclusivamente di classi "miste" (è brutto ma rende l'idea).SafeBet wrote: Ripeto, qui si parte dal presupposto che ci siano solo due alternative: o in classe da soli o fuori. Non è così.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.

E su che basi lo affermi? E' un fenomeno che hai studiato?nefastto wrote: puoi mettere tutti i mediatori linguistici che vuoi ma è innegabile che si perda moltissimo tempo. Vero è che i bambini non sono tutti uguali e c'è chi arriva prima e chi dopo ma partire dalla stessa base linguistica aiuta e molto.
Funzionale vuol dire che funziona, non vuol dire che è giusto. L'etica è una materia a parte.nefastto wrote: A me hanno sempre insegnato che una cosa è funzionale proprio perchè funziona. E poi creare classi dove gli stranieri possono imparare anche meglio per me è un'ottima garanzia dei diritti civili. Diritti che ricordono valgono anche per i cittadini italiani
D'accordo, ma prima di saperlo non si può provare? Non riusciamo a farlo con tutti, quindi non lo facciamo con nessuno? Boh, a me questa sembra una scorciatoia.BruceSmith wrote: la figura apposita va benissimo, ma non credo che si possano seguire i bambini stranieri in maniera capillare.
E' una soluzione che non mi piace, e ne ho spiegato i motivi più in alto in questo post. Magari può essere una soluzione d'emergenza, ma l'integrazione non si ottiene affrontando la questione sempre come un'emergenza.BruceSmith wrote: guarda che io ho parlato esclusivamente di classi "miste" (è brutto ma rende l'idea).

certo che si può provare.SafeBet wrote: D'accordo, ma prima di saperlo non si può provare? Non riusciamo a farlo con tutti, quindi non lo facciamo con nessuno? Boh, a me questa sembra una scorciatoia.
ci mancherebbe. certe volte mi interpreto male anche io. :DSafeBet wrote: Mi scuso se ho male interpretato il post precedente.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.


doc G wrote: C'è, quello "si vogliono fare i soldi, tanti!", seppur dal titolo anacronistico!


Aggiungerei, anzi: proprio in queste situazioni qui chi sa come muoversi ed ha delle buone condizioni id partenza può fare un sacco di soldi. Il problema sono tutti gli altri.49ers fans wrote:
Mi spiace contraddirti ma il titolo non è proprio anacronistico.
Se il mercato si muove le opportunità per fare soldi ci sono SEMPRE

Spree wrote: In linea teorica sono molto d'accordo con Safebet. Anche in linea pratica, se il fenomeno fosse contenuto, si potrebbero usare con successo i mediatori culturali. Ma se in una classe hai 10 italiani e 15 stranieri, di cui 3 cinesi, 2 marocchini, 2 albanesi, 3 solveni, 1 rumeno, 1 filippino, 2 senegalesi e 1 nigeriano, mi spieghi come fai? Poi, che il discorso del rallentamento sia poco sensato è evidente: c'è pieno di bambini e ragazzi italiani che rallentano di continuo gli altri (e infatti io sarei per le classi separate sulla base dei risultati degli anni precedenti :D)
E ancora: ma perché il maestro unico deve essere il male? La scuola Italiana ha sempre funzionato bene (meglio di oggi) quando c'erano più maestri unici e meno menate psicopedagogiche.
[/align]
Siamo d'accordo Spree.Spree wrote: In linea teorica sono molto d'accordo con Safebet. Anche in linea pratica, se il fenomeno fosse contenuto, si potrebbero usare con successo i mediatori culturali. Ma se in una classe hai 10 italiani e 15 stranieri, di cui 3 cinesi, 2 marocchini, 2 albanesi, 3 solveni, 1 rumeno, 1 filippino, 2 senegalesi e 1 nigeriano, mi spieghi come fai? Poi, che il discorso del rallentamento sia poco sensato è evidente: c'è pieno di bambini e ragazzi italiani che rallentano di continuo gli altri (e infatti io sarei per le classi separate sulla base dei risultati degli anni precedenti :D)