Una cella a base di cellulosa...

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N3lLo
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Una cella a base di cellulosa...

Post by N3lLo »

Nelle ultime settimane ho seguito da vicino la stuazione di Roberto Saviano un uomo che ha cambiato il modo di intendere la criminalità e che è riuscito ad invertire per una volta l'inerzia delle cose mettendo con le spalle al muro ciò che invece è abituato/a a ordinare e farsi obbedire senza possibilità di risposta,ma a pensarci bene è anche un uomo solo,un uomo invivibile e accerchiato,senza possibilità di scegliere senza scampo imprigionato nel suo libro che tanto succcesso gli ha donato.
Io vivo a "Gomorra",non esattamente nella famigerata Casal di Principe ma neanche troppo lontano,non abbastanza lontano per evitare di vedere i posti di blocco combinati Carabinieri+Esercito che mi lasciano nella testa immagini che richiamano non l'idea di un paese civile ma di un qualcosa di ancora valutabile come sottosviluppato.
Non vivo troppo lontano da potermi considerare tranquillo e non coinvolto,vivo la dimensione di chi leggendo il libro di Saviano non è rimasto sconvolto e sconcertato ma solo più incazzato perchè non c'è niente da fare finche i problemi non ti vengono sbattuti in faccia,ordinati in uno schema come il Saviano ha fatto non ti sembra vero e non capisci che i 10 km che ti dividono dall'ultimo morto e che ti sembrano un infinità sono in realtà poco più di una sottile linea.
Oltre a questo tipo di reazione immagino che lo scrittore napoletano da Roma in su abbia suscitato scalpore,abbia ha portato nei 43 paesi in cui Gomorra è stato venduto una nuova visione di qualcosa di vecchio che da decenni ha martoriato la Campania rendendola la zona franca che oggi tanto faticosamente lo stato sta cercando di ri-colonizzare.
E' proprio nelle stanze del governo che Knives di Warhol ha avuto secondo me l'impatto più forte,quei coltelli rosa a capo di 300 e passa pagine di accuse e racconti hanno risvegliato in chi ci governa l'interesse verso qualcosa di cui tutti sapevano ma di cui nessuno parlava,i blitz successivi alla semi-chiusura di Spartacus i nuovi pentiti e la rete che la DDA di Napoli sta stringendo attorno a Schiavone & co. sta cominciando a funzionare,almeno cosi sembra.
In tutto questo però c'è la triste storia di un uomo che ha fatto molto che ha probabilmente dato nuova linfa a questo processo che dal 1993 si trascinava senza svolte in varie aule,c'è la storia dell'uomo che ora deve avere paura di quei coltelli.
Saviano è con le spalle al muro purtroppo.
A Napoli non è riuscito a prendere in fitto una casa a causa del suo nome e del suo "lavoro",l'aver aperto gli occhi a chi non voleva vedere gli è costato caro,ha perso molto di quello che aveva fino a quando era un semplice ragazzo napoletano che filosofeggiava per via Mezzocannone all'uscita della facoltà di lettere.
Ora gli amici gli voltano le spalle ed a Casal di Principe è di moda scrivere sui muri "Saviano uomo di niente",l'accusa di aver voluto fare i soldi sale forte e si va ad aggiungere alla condanna che Setola e i nuovi casalesi pare abbiano già controfirmato,pare sia tutto pronto esplosivo detonatore a telecomando e punto in cui l'esecuzione avrà luogo(l' A3 ndr.),Saviano adda muri!
La reazione del 28enne scrittore è di quelle che più giuste non si può,se ne va!
Lascia quel paese che tanto ha aiutato per non avere più paura per poter uscire la sera e poter continuare a fare il suo lavoro,per non sentirsi responsabile di quegli angeli custodi che sono stati indicati dai clan come compagni di viaggio ideali per il trapasso.
Che dire...Grazie e in bocca al lupo!!
:applauso: :applauso:
Vi linko un articolo della repubblica da cui ho appreso la notizia e che riporta una diretta testimonianza di Saviano:
[url=http://"http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/camorra-3/lascio-italia/lascio-italia.html"]Link[/url]
Last edited by N3lLo on 15/10/2008, 17:57, edited 1 time in total.
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maffu
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Re: Una cella a base di cellulosa...

Post by maffu »

Sto guardando ora Matrix, dove c'è proprio Saviano che parla della sua decisione. Trovo incredibile che in uno dei paesi considerati più evoluti, nel 2008, un uomo debba essere messo a bando per un libro che ha scritto. Un libro di sacrosante e scomode verità purtroppo. E' rimasto anche troppo, fa bene ad andarsene, speriamo possa ricominciare una vita al di fuori di questo paese del quarto mondo.
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Re: Una cella a base di cellulosa...

Post by davidvanterpool »

Perché voi veramente pensate che rischi meno uscendo dall'Italia?
C'è bisogno che si giochi con un po' di dignità! Con un po' di anima cazzo! Nessuno fa un salto, un fallo con la palla lì! Facciamo a cazzotti almeno!! Ma che cazzo avete dentro?

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rodmanalbe82
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Re: Una cella a base di cellulosa...

Post by rodmanalbe82 »

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Re: Una cella a base di cellulosa...

Post by margheritoni10 »

  Appartengo a quel nord che da Gomorra ha tratto una nuova visione di qualcosa di vecchio che da decenni sta martoriando la Campania rendendola la zona franca che oggi tanto faticosamente lo stato sta cercando di ri-colonizzare. Ad una piccola "isola felice" del nord che conosce l'esistenza di questo cancro ma che lo vive come un entità astratta, un qualcosa talmente lontano dalla propria vita comune da identificarlo quasi come il fil rouge di romanzo, di un film... talmente surreale da non appartenere al proprio mondo. A quel nord che spesso si chiede "ma come cazzo si fa a vivere così? Ma come stracazzo si fa ad abbassare sempre la testa davanti a tutto questo? Ma perché?" e che subito dopo, quando si ferma a riflettere e proietta se stesso ad altre latitudini, capisce che è molto facile giudicare da 600 Km di distanza o pontificare sempre con il culo degli altri… perché poi lo sai che l'humus su cui poggia il sistema è antico, sedimentato da generazioni e che come per tutti i grandi cambiamenti sociali i tempi di gestazione sono necessariamente lunghi. Che non basta un Peppino Impastato, un Falcone, un Saviano a rivoltare una società, un modo di essere, forse di vivere. Perchè sono aspirine contro l'alzheimer i 500, 1000, 10000 uomini dell'esercito, il 41-bis, o i maxi processi che di volta in volta schieriamo in Sicilia, in Calabria, in Campania a seconda di dove la lente d'ingrandimento dei media ha posato l'occhio.
Lo sai che senza lavoro (legale), scolarizzazione e presidio del territorio da parte delle istituzioni non si cambia una sega. Che senza quella, anche l'azione congiunta di tante piccole formichine, tanti piccoli N3lLo, gente con i coglioni pieni che nel loro piccolo prova a cambiare il sistema dal di dentro ma standone fuori è inefficace. Va data la forza ai NelLo della situazione di continuare a vivere la propria terra senza scapparne, di ribellarsi “accettando” altre regole. Non credo ci vogliano eroi o  martiri… quelli funzionano se sono punte di iceberg in emersione, non frammenti di ghiaccio sparsi nel nulla.. altrimenti scuotono le coscienze ma non cambiano per un cazzo i sistemi contro cui combattono.

Speriamo questa spinta arrivi e sia decisa (da ambo le parti) ma sul breve periodo tendo ad essere pessimista.

In bocca al lupo N3lLo, davvero.
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Re: Una cella a base di cellulosa...

Post by N3lLo »

Come molti di voi hanno fatto ho guardato con attenzione l'intervento di Saviano a Matrix.
Che dire una lezione ma anche un momento triste in un riquadrino si vedeva la faccia di chi per fare del bene si prende in faccia le accuse del primo cretino di turno che si fa i conti su quanto si è mai potuto mettere in tasca uno che oggi non ha più una vita....
Sono con lui in tutto,in ogni singolo concetto ed in primis su quello che è il suo punto forte il perchè di tutta questa attenzione da parte dei clan,lo riprendo in breve perchè credo sia la lezione che è da trarre dal suo sacrificio,perchè tale lo considero,anche per chi non ha letto o non ha sentito.
Saviano osserva che un giornalista che fa un inchiesta su Schiavone il clan etc. non viene preso in considerazione viene considerato come un appartenente ad una ristretta cerchia di "intelletuali" che vuoi per l'istruzione vuoi per la mente più aperta da esperienze più elevate ha una coscienza critica che rimane a se stesso o a pochi altri.Saviano esula da questa figura,Saviano ha scritto un bignami della camorra da Cutolo in poi!Chi non ne sapeva niente leggendo un semplice libro si è trovato in mano il sapere è come se si desse d'improvviso ad una persona con problemi di vista un paio di occhiali adatti al difetto che si porta dietro,sarà la luce!!!
I clan hanno paura di quello che già Marghe ha illustrato,istruzione e cultura in primis,i clan hanno paura di Saviano perchè ha dato alle persone,anche a quelle che se "fann e fatt llor",la possibilità di essere a conoscenza dei fatti e quindi di avere un opinione su quello che li circonda,non più un passivo vivere qualcosa che non si può cambiare ma uno sguardo deciso su quello che non va!!
Qui sta la grandezza del suo libro nel potere della letteratura che lui stesso ha esaltato,io dal canto mio cerco quando  mi è possibile di illustrare a chi non ha occhi per vedere cosa succede cerco di spingere di scavare e credo che anche una discussione al bar con un amico che dice "Ma che devono fare se si ribellano quelli gli sparano!!" sia importante,anche un no in una semplice discussione amichevole mentre si beve una birra è un piccolo mattoncino per un no più grande alle organizzazioni criminali,un no che gli taglierebbe le gambe,ne sono sicuro.
Ho scritto su questo forum di Saviano perchè lo frequento da un pò ed ho capito che la "popolazione" che lo pgni giorno lo riempe è ampia ed eterogena sia culturalmente che "mentalmente", e proprio per questa vasta presenza di persone di luoghi diversi spero che il passaqgio di Saviano sull'estensione capillare geografica ed economica dei clan sia stato preso in considerazione.Questi fanno i soldi qui ma li investono da altre parti a Milano,Mantova e chi più ne ha.... Sono dovnque e senza una presa di coscienza immediata,anche di chi è a 600 Km da Casale nula cambierà.
Quindi son proprio gli interventi dei "nordisti" che mi fanno più piacere,di chi ha tratto il massimo giovamento da quelle pagine e che oggi comincia ad avere un opinionre chiara e forte,come diceva qualcuno potere alla parola,non sono le pistole e gli arresti a fermarli ma la mancanza di paura!!!
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Re: Una cella a base di cellulosa...

Post by hispanico82 »

davidvanterpool wrote: Perché voi veramente pensate che rischi meno uscendo dall'Italia?
Si lo credo fermamente. Lo credo perchè allo stato attuale delle cose i clan non sono forti militarmente come prima, come dieci anni fa, e lo dimostra quello che è stato trovato nel covo del gruppo che ha provocato la strage degli immigrati. Poche armi a disposizione, che loro stessi cercavano di modificare ogni volta per tentare di non far collegare le varie stragi perpetrate.
Lo dimostra il fatto che quella strage ha avuto un seguito mediatico forte, un eco che si è sentito in tutta Italia, quando meno di dieci anni fa passava tutto sotto silenzio, perchè i clan non avrebbero mai permesso a chi occupa il loro territorio di ribellarsi in maniera così eclatante.
Lo dimostra il fatto che sta facendo leva sull'ignoranza, per screditare questo eroe moderno che non ha avuto paura a far conoscere a tutto il mondo (vista la mole di libri venduti) quelle dinamiche che regolano le potenze economiche dei clan di stampo camorrista. Perchè quella gente non capisce che vive in una terra che ormai è un inferno, non capisce che rischia la vita perchè davanti casa sua, o magari sotto, sono stati occultate tonnellate di rifiuti tossici.

E' naturale che questo sforzo, fatto da una minoranza, sarà vano se non verrà seguito da azioni mirate e forti da parte dello stato e delle forze dell'ordine. E' normale che non è la massima aspirazione di nessuno vivere in uno stato militarizzato, ma se questo può portare ad effettivi miglioramenti della qualità della vita, allora lo posso accettare.

Qua viviamo in un territorio dove spesso è meglio che nel quartiere ci sia il capozona, il boss, altrimenti qualunque delinquente ci può entrare per rubare o rapinare. Per questo la gente si incattivisce, ed anche il buono fa la parte del duro se gli dici di spostare l'auto parcheggiata in doppia fila per uscire. E tu non puoi far altro che essere più duro di lui.
Ciò significa che la mentalità è radicata, e poichè la paura del cambiamento è sempre presente in ogni uomo, la maggior parte pensa che "finora sono stato bene così" e non vede il motivo di lottare per cambiare. Poi magari quella stessa persona si muove e va a vivere al nord, nelle città dove i camorristi riciclano i soldi della droga, dei rifiuti, del racket, investendo nelle costruzioni, e si rende conto che fino al momento prima non viveva bene, ma sopravviveva.
Solo quando il messaggio sarà così forte da far capire questo, allora la mentalità della gente cambierà, ed i camorristi non troveranno più terreno fertile nell'esercito dei pedoni, quelli mandati avanti perchè devono "proteggere" i pezzi importanti dello scacchiere, e sono i più sacrificabili. Solo in quel momento si potrà effettivamente puntare ad un cambiamento, forte e duraturo.
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Re: Una cella a base di cellulosa...

Post by hispanico82 »

Ecco qua:
NAPOLI - Il leader dei Casalesi, Francesco 'Sandokan' Schiavone, detenuto nel carcere di Opera in regime di 41 bis, avrebbe inviato un fax al suo avvocato in cui, senza mai nominarlo, prende di mira Roberto Saviano.
"Questo grande romanziere - avrebbe scritto il camorrista - che fa il portavoce di chissà chi deve smettere di fare illazioni calunniose false su di me non solo in conferenza stampa, ma poi riportate sul giornale Repubblica che lo leggono milioni di persone, accostandomi a signori che non ho mai conosciuto".

La notizia è stata rivelata nel corso della registrazione di Matrix in cui è presente lo stesso scrittore e torna ad alimentare i timori per la vita dello scrittore dopo che le dichiarazioni del pentito Carmine Schiavano sembravano poter ridimesionare l'allarme.

Interrogato oggi dal procuratore aggiunto di Napoli Franco Roberti e dal pm della Dda Antonio Ardituro, Carmine Schiavone aveva affermato di non aver mai parlato né di essere a conoscenza di un piano del clan dei Casalesi per attentare alla vita di Saviano. Il collaboratore di giustizia, secondo una relazione di servizio fatta da addetti alla sicurezza e poi trasmessa alla Dda di Napoli, sarebbe l'autore della segnalazione del progetto di attentato ai danni di Saviano emerso in questi giorni. La procura di Napoli prosegue le indagini per accertare le modalità della diffusione della segnalazione.

Inteprellato sulle affermazioni del collaboratore di giuistizia, Saviano ha mostrato di dargli poco credito. "Difficilmente un pentito ammette di avere ancora rapporti con i clan", ha detto lo scrittore in collegamento con il Tg5 dagli studi di Matrix, lascendo capire che nel caso non saranno certo queste dichiarazioni a fargli rivedere il proposito di lasciare l'Italia. "Io continuerò a lavorare e a scrivere sempre senza tirarmi indietro" ribadisce l'autore di Gomorra citando poi una frase di von Klausevitz: "Quando mi togli tutto, mi lasci la cosa più pericolosa, la rabbia". Che i Casalesi gli abbiano tolto tutto, però, lo conferma lo stesso Saviano. "In qualche modo, lo hanno fatto - dice - ma è rimasta la rabbia che mi fa dire 'continuero' a scrivere. Sto pensando di andare via, via per riuscire ancora a rotolarmi nella realtà e lavorare sporcandomi. Mi occuperò ancora di loro ma sul piano internazionale".
Il solo fatto che gli sia permesso di mandare un fax per fare una dichiarazione pubblica è qualcosa di grottesco, quasi quanto la relazione presentata contro Saviano ed altre due persone per screditarli e firmata da Zagaria (in galera) e Schiavone (latitante)  e letta durante un processo ufficiale...
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Re: Una cella a base di cellulosa...

Post by SULF6HC »

inanzitutto vorrei ringraziare N3lLo per aver aperto questo topic,secondo me,uno dei topic più importanti di questo forum,se devo dire la verità ci avevo pensato anche io ad aprirlo,dato che mi sto interressando molto di questa faccenda,ma mi hai preceduto.( :applauso:)

ho appena finito di leggere l'articolo che è uscito ieri su repubblica,in cui dice che vorrebbe andare via da questo paese:

" Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni! E voglio ancora scrivere, scrivere, scrivere perché è quella la mia passione e la mia resistenza e io, per scrivere, ho bisogno di affondare le mani nella realtà, strofinarmela addosso, sentirne l'odore e il sudore e non vivere, come sterilizzato in una camera iperbarica, dentro una caserma dei carabinieri - oggi qui, domani lontano duecento chilometri - spostato come un pacco senza sapere che cosa è successo o può succedere. In uno stato di smarrimento e precarietà perenni che mi impedisce di pensare, di riflettere, di concentrarmi, quale che sia la cosa da fare. A volte mi sorprendo a pensare queste parole: rivoglio indietro la mia vita. Me le ripeto una a una, silenziosamente, tra me..."

mi ha fatto veramente commuovere,e non mi immagino come a 28anni un uomo posso vivere una vita cosi per aver scitto un libro,un libro molto importante direi.
ancora più effetto mi fanno i suoi vecchi amici che gli dicono che si sono stancati di difendere lui e il suo maledetto libro,non possono essere in guerra con il mondo per colpa sua.
colpa ? se la colpa sarebbe aver scitto un libro cosi importante allora non so più cosa dire.

:applauso: :applauso: :applauso: :applauso:
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Re: Una cella a base di cellulosa...

Post by dreamtim »

http://tv.repubblica.it/copertina/saviano-fatti-i-fatti-tuoi/25227?video


amarezza cubica.
Ma tanto la colpa è delle istituzioni....ti abbandonano?

la massa si attacca a quelle trasversali, lecite o meno, e ribalta il comune concetto di buon senso.
Paradossalmente, pur schifando la cosa, la comprendo.

Gli "rompe" le uova nel paniere, dà esposizione che nn gradiscono, ridicolizza i santoni locali.
Per me seduto in poltrona che leggo è un eroe, ma appunto io sono in potrona...
Onore a Dreamtim. L'Ultimo prototipo di owner neanche preso in considerazione per una produzione di massa, troppo strano per vivere, troppo raro per morire (cit. Dr.Gonzo).
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Re: Una cella a base di cellulosa...

Post by N3lLo »

Sconvolge ma rende l'idea,qui cosi si vive...
E' nu scemo.. la camorra a noi non ci da nessuno fastidio...(cit.)
Che si deve dire più?Nulla credo,siamo vittime della nostra ignoranza e il problema che si fanno qua è che più posti di blocco rendono più problematiche le loro cavalcate con i capelli al vento e il casco sotto la sella..bah..
Io non sono un amante delle forze dell'ordine,non amo le divise e vi assicuro che me ne hanno combinate delle belle ai tempi della cannabis  :hehe: ma non capire che chi sta con la mitraglietta fuori al liceo non lo fa per prendersi le 4 canne che ti porti in tasca ma per fare in modo che chi è realmente pericoloso decida finalmente di non distruggere più quel poco di buono che si prova a fare qui è veramete da farti cadere le braccia!!!
Prima di arrestare Schiavone DI Lauro o chi per esso andrebbe educata la gente alla civiltà,gli si dovrebbe far vedere e capire come si vive senza Camorra e magari dopo questo tipo di operazione potremo sperare di non vergognarci dei nostri compaesani.
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Re: Una cella a base di cellulosa...

Post by N3lLo »

Durante l'edizione del Tg 4 di ieri 9 settembre Emilio Fede ha duramente commentato le ultime dichiarazioni del giornalista Roberto Saviano nel corso del Festival della letteratura di Mantova. Sferzanti i giudizi del direttore del telegiornale Mediaset a proposito della notorietà e dei guadagni ottenuti dall'autore di «Gomorra»: secondo Fede, Saviano avrebbe ben cavalcato l'onda della notorietà ottenuta per i suoi scoop giornalistici riguardanti il clan camorristico casertano dei Casalesi. E poi contenuti nel best seller divenuto poi anche un film di successo internazionale. L'attacco andato in onda su Rete 4 si fa ancor più pesante quando Fede, dopo aver sarcasticamente dichiarato la sua solidarietà all'autore napoletano, ha poi parlato della vita da scortato che Saviano sta conducendo e di cui spesso si lamenta (lo ha fatto anche in occasione del meeting di Mantova). Fede valuta questa condizione da «prigioniero» come positiva per le tasche del giornalista-scrittore. L'Emilio nazionale, continuando, dichiara di poter dare lezioni al giovane scrittore su come sia la vita da scortati, un atteggiamento che va controcorrente rispetto alle manifestazioni solidali espresse dalla categoria dei giornalisti nei confronti di Saviano. Il commento più lampante alle dichiarazioni del direttore della terza rete Mediaset è la presenza del suo intervento nella trasmissione di Rai 3 «Blob», da sempre contenitore dei peggiori exploit che la tv italiana ed i suoi protagonisti riescono a partorire.

Cercando un pò in giro news sulla situazione Saviano,e guardate cosa ho trovato sul suo myspace...Ma come si fa ad avere in giro ancora gente cosi....ai vertici di un tg che si vede in tutta Italia...

:disgusto:
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Re: Una cella a base di cellulosa...

Post by Mahor »

In che mondo di MERDA viviamo :censored:.

Un paio di cose scritte da Hispanico e N3llo sono da :notworthy:... magari ci fosse più gente come voi. :applauso:
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Re: Una cella a base di cellulosa...

Post by SULF6HC »

Il ministro Maroni due giorni fa ha detto che Saviano:  "è un simbolo della lotta alla criminalità, e non "il" simbolo e che quindi non è giusto dargli tutti i meriti,la vera lotta alla camorra la fanno la polizia,la magistratura e gli imprenditori.Non è da oggi che si combatte la camorra, lo si fa da sempre in silenzio."

Oggi invece ha detto che lo hanno frainteso e che non voleva togliere niente a Saviano,ma voleva solo dire che "non spetta solo a lui farsi carico della lotta alla criminalità".

che schifo di uomo! prima dice una cosa e poi si rimangia tutto,ne conosco un altro che fa cosi tutte le sante volte,non ho parole.
sappiamo benissimo che la lotta alla camorra la stanno portando avanti i magistrati che rischiano la vita come saviano,ma questo non vuol dire che saviano si sta prendendo tutti i meriti non meritati (scusate le parole),lui è stato l'unico che avuto il coraggio a scrivere un libro del genere e che a 28 anni si trova a vivere la vita in una caserma senza aver rapporti con persone o qualsiasi altra cosa.




p.s
non capisco come un topic cosi importante venga trascurato da tuttti i forumisti.
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Re: Una cella a base di cellulosa...

Post by francilive »

SULF6HC wrote: p.s
non capisco come un topic cosi importante venga trascurato da tuttti i forumisti.
perchè sta questione alla fin fine:
1- si commenta da sola, i fatti sono noti.
2- inizia anche a stufare per il fatto che non c'è più niente da aggiungere, tant'è che più che per la questione in sè sta iniziando a tornare alle cronache per i pareri inutili dei vari emilio fede, che sfruttano la notizia per far parlare anche di sè, dicendo una fesseria qualsiasi, purchè se ne parli.
3- se uno fa quello che ha fatto saviano, è normale che riceva delle minacce. lo stato gli ha dato una scorta pagata da noi cittadini, cosa che non ha fatto per molti altri casi che hanno ricevuto minacce e che, totalmente sconosciuti, vivono quotidianamente nella paura e nella paura dei loro famigliari. detto questo, ha la possibilità di andare all'estero o di rimanere a napoli. se rimane, non rischia più di quanto ha rischiato finora. se va via, non va via da sconfitto, ma da chi giustamente preferisce maggiori garanzie sulla propria sicurezza.

detto questo, ossia citando semplicemente i fatti, cos'altro c'è da aggiungere?
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