Ivers,Ivers wrote: Secondo me lui non vedeva l'ora di sedersi in panca, ma io insisto su un altro concetto: cosa ne possiamo sapere noi del lavoro che c'è a monte? Cioè, intendo dire che un manager non lavora solo durante la partita, ma tutti i giorni, gomito a gomito con i giocatori, è il suo lavoro è anche il rapporto con loro, che è fatto di capire, ascoltare e parlare, mediare, moderare, cosa ne possiamo sapere noi di quel lavoro e come possiamo apprezzarlo quando lo giudichiamo e lo crocifiggiamo per un late hook? E quali e quanti sono i veri disastri combinati?
prima di tutto basterebbe informarsi. Non solo Beckett voleva stare in campo, ma ha esplicitamente ringraziato Francona per avercelo lasciato, come da dichiarazioni riportate mi pare su questo stesso topic.
Sia chiaro, da lui non mi aspetto niente di diverso.
E' un fuoriclasse, e i fuoriclasse presumono sempre di poter risolvere le cose in qualche modo. Non sono obiettivi perchè molto spesso l'adrenalina, l'orgoglio e l'abitudine a fare affidamento sul talento offusca loro le idee.
Apposta c'è il manager. Perchè c'è bisogno di uno che pensi lucidamente.
Se la fastball di Beckett va 5 miglia all'ora in meno della solita media, se sta alta 20-40 centimetri più del solito facendo fare esercizio di swing agli avversari, se Longoria, anche in conseguenza di questo, gli ha rifilato fino a quel momento un doppio e un fuoricampo ma Francona non lo toglie neanche quando è svanita la possibilità che Beckett potesse vincere, a cosa diavolo ci possiamo attaccare per difendere l'indifendibile?
Cosa c'entrano il lavoro e gli oscuri segreti psicologici e tecnici di fronte a questi dati incontrovertibili?
Perchè quasi tutti gli ignoranti disinformati sulle pieghe del lavoro oscuro di Francona avevano previsto quello che sarebbe accaduto se Beckett fosse rientrato con la parte forte del lineup dei Rays?
Francona non è un terapista di gruppo, e anche se lo fosse bisogna proprio vedere se lasciare il tuo lanciatore in campo a farsi massacrare sia la terapia migliore.
Comunque mi interessa molto anche la tua definizione di disastro, visto che un late hook, anche se ci ha fatto perdere la partita, anche se ha rimesso in equilibrio una serie che poteva essere già chiusa, anche se di conseguenza può avere un impatto devastante su tutta la stagione, non è da considerarsi un disastro.

