Filosofia di gioco

Il Punto d'incontro dei Fans NBA di Play.it USA

Stockton o J-will?

John Stockton
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Toni Monroe
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Re: Filosofia di gioco

Post by Toni Monroe »

Nash è appena più ordinato di J-Will, e più portato al passaggio, anche se la media assist degli ultimi anni era dovuta anche al sistema di gioco. Stockton non lo dobbiamo scoprire adesso. Non chi lo ha visto giocare e se lo ricorda. Convengo sul fatto che KG sappia essere concreto, ma a Duncan ho voluto contrapporre un pari ruolo che suscita entusiasmo e in quel senso KG è perfetto, poi è vero che non è solo uno che tira cadendo all'indietro. Una forzatura (la mia in questo caso) ogni tanto ci sta.  :lol2: Alla fine il discorso diventa: per vincere bisogna per forza andare con la concretezza? Una squadra come i Suns doveva per forza snaturarsi e andare a pescare delle boe da mettere sotto canestro? Non avevano fatto male, ma a pagare è stato il coach e la sua filosofia di gioco.
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Toni.
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Re: Filosofia di gioco

Post by Red »

Toni Monroe wrote: Nash è appena più ordinato di J-Will, e più portato al passaggio, anche se la media assist degli ultimi anni era dovuta anche al sistema di gioco. Stockton non lo dobbiamo scoprire adesso. Non chi lo ha visto giocare e se lo ricorda. Convengo sul fatto che KG sappia essere concreto, ma a Duncan ho voluto contrapporre un pari ruolo che suscita entusiasmo e in quel senso KG è perfetto, poi è vero che non è solo uno che tira cadendo all'indietro. Una forzatura (la mia in questo caso) ogni tanto ci sta.  :lol2: Alla fine il discorso diventa: per vincere bisogna per forza andare con la concretezza? Una squadra come i Suns doveva per forza snaturarsi e andare a pescare delle boe da mettere sotto canestro? Non avevano fatto male, ma a pagare è stato il coach e la sua filosofia di gioco.
Beh, i Lakers dello show time hanno offerto il migliore spettacolo della storia della NBA e hanno vinto molto...
MJ era spettacolo allo stato puro e ha vinto tantissimo.

E' chiaro che lo spettacolo fine a sè stesso paga poco, ma nulla impedisce di sposarlo alla concretezza.
E' la contrapposizione fra spettacolo e concretezza ad essere un po' scolastica.

I Suns avrebbero vinto se avessero preso KG (che pure tu consideri, sia pure un po' forzando, il testimonial della filosofia dello spettacolo) per Marion...
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Ciombe
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Re: Filosofia di gioco

Post by Ciombe »

Toni Monroe wrote: Nash è appena più ordinato di J-Will, e più portato al passaggio, anche se la media assist degli ultimi anni era dovuta anche al sistema di gioco. Stockton non lo dobbiamo scoprire adesso. Non chi lo ha visto giocare e se lo ricorda. Convengo sul fatto che KG sappia essere concreto, ma a Duncan ho voluto contrapporre un pari ruolo che suscita entusiasmo e in quel senso KG è perfetto, poi è vero che non è solo uno che tira cadendo all'indietro. Una forzatura (la mia in questo caso) ogni tanto ci sta.  :lol2: Alla fine il discorso diventa: per vincere bisogna per forza andare con la concretezza? Una squadra come i Suns doveva per forza snaturarsi e andare a pescare delle boe da mettere sotto canestro? Non avevano fatto male, ma a pagare è stato il coach e la sua filosofia di gioco.
quando si parla di Nash e dei Suns si sopravvaluta sempre il "sistema di gioco".
Il sistema di gioco dei Suns non favoriva Nash, era Nash che era il meccanismo principale di quel sistema.
Nash sfornava assist grazie al sistema? Allora perchè Banks e Barbosa non facevano altrettanti assist?

Ragazzi, sottovalutato il fatto che Nash riesce a fare al doppio della velocità ciò che al 99% dei play NBA non riesce a fare a velocità normale.
E' impressionante la velocità con chi riesce a leggere e capire la situazione in campo e agire di conseguenza, da quasi l'impressione di anticipare la reazione della difesa e cogliere il buco che si crea per poi smistare il pallone.

il problema dei Suns non è stato lo spettacolo a confronto della concretezza. Il problema è stata a mio avviso l'inesperienza di alcuni uomini chiave.
Amare, Diaw, Barbosa nei PO sono sempre stati mangiati da pariruolo più cinici, esperti e smaliziati, se a questo ci aggiungi la sofferenza cronica di Marion a essere decisivo contro Duncan hai completato il quadro.

Il coach ha pagato per divergenze con la dirigenza, non certo per il suo stile di gioco che oltre ad essere spettacolare è anche abbastanza strutturato, complesso e redditizio.

Se poi nelle partite decisive Amare si fa segnare 4/5 canestri in faccia dal suo uomo o manca di fare il suo compito sul P&R, in attacco sfonda 2 volte di seguito e si fa espellere per una lite con l'Horry di turno, se Diaw sbaglia due appoggi da sotto, se Barbosa mette 20 punti in 10 minuti in una qualsiasi gara di RS e nei PO fa 0/10 al tiro forzando tutto, il coach ha poca colpa.
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Re: Filosofia di gioco

Post by Toni Monroe »

Ho capito, Ciombe, ma io infatti ho detto che la media era dovuta anche al sistema di gioco. Non ho detto che se vado io a fare il play ottengo le stesse medie.  :lol2: Nash aveva delle buone medie anche prima, ma soltanto negli ultimi due anni a Dallas si avvicinò alla doppia cifra di media. E il minutaggio era comunque buono. A Phoenix si è consacrato, ma chiaramente era già valido, ci mancherebbe.  :notworthy: L'analisi delle lacune dei Suns nei PO la condivido in pieno.  :ok:
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Re: Filosofia di gioco

Post by darioambro »

per dare spettacolo puro j.Will vince di sicuro, Stockton era brutta a guardarsi con quella faccia da bravo ragazzo di campagna con i pantalonci da podista, però ricordarlo nella finale contro i Bulls mi f battere il cuore.
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Re: Filosofia di gioco

Post by luciusnba »

darioambro wrote: per dare spettacolo puro j.Will vince di sicuro, Stockton era brutta a guardarsi con quella faccia da bravo ragazzo di campagna con i pantalonci da podista, però ricordarlo nella finale contro i Bulls mi f battere il cuore.

brutto a guardarsi? :shocking:
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Re: Filosofia di gioco

Post by Red »

luciusnba wrote:
brutto a guardarsi? :shocking:

A me tanto brutto non sembra...

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Se poi parliamo di estetica del basket, diciamo che io lo vorrei sempre vedere in campo... era una goduria per chi ama questo sport...
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Re: Filosofia di gioco

Post by Toni Monroe »

Bien, se la mettiamo sul piano estetico (intendendo che quei pantaloncini erano inguardabili  :lol2:), possiamo anche parlarne.  :01: Ma non direi mai che il gioco di Stockton era brutto. Certo alcune idee di J-Will (specie se andavano a buon fine) erano da farti alzare dalla sedia; ma non è che quelle di Stock fossero da noia. Erano, semmai, da applausi. Come è stato fatto notare in una delle risposte, qui, fare bene una cosa facile non è da tutti.  :notworthy:
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Re: Filosofia di gioco

Post by darioambro »

nono mica a giocare.....ma scherziamo?
dico esteticamente: corporatura esile, viso da bravo ragazzo senza in filo di barba, pantaloncini da podista, senza un tatuaggio ( che all'epoca non andavano di moda, specie tra i bianchi) uno acqua e sapone insomma....poi in campo poesia pura e molti play oggi dovrebbero imparare da lui che non era spettacolare come Nash, ma una tecnica di base come la sua oggi non si trova......forse Kidd dei bei tempi.
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Re: Filosofia di gioco

Post by Toni Monroe »

Va bene ma questa è una cosa un po' così..  :lol2: non voglio dir cose che possano farti risentire, perchè non c'è davvero acrimonia, ma la questione estetica, per come la descrivi -seppur con un fondo di verità- non è che sia fondamentale. Per dire, Sam Cassel è inguardabile ma tanti altri che possono essere più belli da vedere, non potrebbero neanche allacciargli le scarpe. Qui non si tratta di pensare alle sembianze che sceglieremmo per noi in un gioco di basket, che allora magari non è quello di uno Stockton il tipo che preferiamo, ma di filosofia di gioco. E la contrapposizione Stock - J-Will era un buon pretesto. Non una sfilata di moda.  :thumbup:
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