Concordo, ma anzi sarei ancora più ottimista su Cleveland anche in funzione regular season. Forse cado nel luogo comune per cui la sola presenza del 23 vuol dire essere contender, ma pur non amandolo alla follia secondo me è proprio così e da questa base devono partire tutti i discorsi.doc G wrote: I Cavaliers in regoular season difficilmente faranno meglio delle ultime due stagioni, in quanto se non danno il massimo non rendono, ma ci sono seri rischi che anche ai play off ripetano il cammino degli ultimi due anni.
Una squadra brutta, sporca e cattiva, che fa giocar male gli avversari e li mette in imbarazzo, di supporto al giocatore più spettacolare della lega. Questo mix ha messo in imbarazzo i Lakers ed i Celtics, lo scorso anno i Pistons, ormai c'è poco da verificare.
Tanti esterni intercambiabili, rapidi in difesa, buoni sugli scarichi, che con i raddoppi su Lebron non mancano mai, lunghi che riempono l'area in difesa rendendo difficili le penetrazioni anche ai vari Kobe, Wade, Pierce e via dicendo, in attacco uno è un rude boscaiolo regalato al peggior difensore avversario, uno fra Wallace e Varejao, ma l'altro in campo è capace anche di rendersi pericoloso e di sfruttare gli assist di Lebron e degli esterni, che si tratti di Smith o di Ilgausckas. Poi vedremo cosa combinerà il rookie, ma anche senza sottovalutare i Cavaliers ai play off potrebbe rivelarsi un errore fatale.
Quello che è mancato a LeBron per l'assalto al titolo (oltre - forse - ad un layup in gara 7 a Boston l'estate scorsa ed al non trovare in finale gli Spurs nell'anno dispari) mi è sempre sembrato il terzo violino offensivo (con James non credo serva il secondo violino o un mega fuoriclasse realizzatore, catalizzando già da solo le prime due opzione offensive), perchè dal quarto giocatore in avanti c'è tutto quello che serve: il lungo con mani di qualità (Ilga), i falegnami dominanti a modo loro in difesa (BigBen ed il medusone dal Brasile), la guardia che non rompe le scatole e non ti danneggia sui due lati del campo (West), il sesto uomo gelido nei finali ed amico del capo (Boobie), i tiratori micidiali se in giornata (Pavlovic e Wally), un coach appiccicoso che ti inchioda ai tuoi difetti ai playoff.
Ora mi azzardo a dire che sia arrivato quel terzo violino, un giocatore completo ed ancora molto sottovalutato nei commenti, ovvero Mo Williams: relativamente giovane (1982), affamato, in crescita, può sia spezzare le difese in avvicinamento che segnare dalla media sugli scarichi corti di James (per le fucilate nei ribaltamenti oltre il perimetro ci pensano invece i tre specialisti da 3), ottimo ai liberi, con voglia in difesa.
Può essere lui la vera chiave per far fare ai Cavs il definitivo salto di qualtà.

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