Re: Il ritorno dei comunisti

La gente vuole solo il goal
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Sir Iverson

Re: Il ritorno dei comunisti

Post by Sir Iverson »

Mokele wrote: QUoto il bianconiglio, aggiungendo secondo me quello che è il giocatore più "futuribile": Bilyaletdinov, classe 85

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Come si chiama sta canzone?
the gift

Re: Il ritorno dei comunisti

Post by the gift »

shilton wrote:
ma guardo la status di "malato" e non solo te lo sei guadagnato,detto questo la risposta secondo me é:
sì,sei l'unico  :thumbup:
In effetti direi di Si.
Reverend_Goldberg
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Re: Il ritorno dei comunisti

Post by Reverend_Goldberg »

Si sblocca finalmente Savo Milosevic e il Rubin fa un altro passo verso il titolo:

24esima giornata

Tom Tomsk [0 - 1] Lokomotiv Mosca
79'[0 - 1] D. Sychev
http://videos.sapo.pt/gtwmWm1lBVkfuBshrZc0

Dinamo Mosca [2 - 1] Saturn
21'[0 - 1] A. Karyaka (rig.)
http://videos.sapo.pt/gBTAdTzv8sBJ5ZVw2ggH
72'[1 - 1] A. Kokorin
http://videos.sapo.pt/rZP9VMRzZeyWGtzRBc6U
83'[2 - 1] A. Kerzhakov
http://videos.sapo.pt/is132L5bZoC6QlwT4Ue2

Rubin Kazan [3 - 0] Spartak Nalchik
2' [1 - 0] A. Bukharov
http://videos.sapo.pt/GIZIyrMtmIAcnI3Lbpqw
15'[2 - 0] S. Milosevic
http://videos.sapo.pt/n6uJdU8ZRvsh1u4WCkPw
53'[3 - 0] S. Milosevic
http://videos.sapo.pt/0jAzolzsfswgmm8igCbd
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acnumber7

Re: Il ritorno dei comunisti

Post by acnumber7 »

Ha vinto chi doveva vincere, certo che la Dinamo ha faticato molto per avere ragione del Saturn: molto meglio il secondo tempo dei padroni di casa che han fatto un notevole forcing per ribaltare il risultato ma alla fine con grande merito han portato a casa la gara. Però qualcuno mi deve spiegare come si fa a prendere, in vantaggio fuori casa, un gol (bello tra l'altro, realizzato dall'appena entrato 17enne Kokorin) da lancio lungo a scavalcare la difesa che era schierata malissimo. Notevole anche l'esterno destro di Kerzhakov  :applauso:
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Re: Il ritorno dei comunisti

Post by Reverend_Goldberg »

FC Mosca [2 - 1] Shinnik Yaroslavl
22'[1 - 0]  A. Samedov   
http://videos.sapo.pt/UGyZWzhTysvE35Z0Ub3U
59'[2 - 0]  H.A. Bracamonte   
http://videos.sapo.pt/ihft9olChyBFnDfVU3A7
90'[2 - 1]  D. Kudryashov 
http://videos.sapo.pt/49AZz2Dn3OzTap8FuMcw

Khimki [1 - 2] CSKA Mosca
32'[0 - 1]  A. Grigoriev
http://videos.sapo.pt/MN3BDrfBsLPZhpAg52dR
67'[0 - 2]  P. Mamaev
http://videos.sapo.pt/oNI5pvQUONMrdp36hr4w
90'[1 - 2]  A. Berezutski (a.g.)
http://videos.sapo.pt/9Ywa2jRbrgZREGbHfraL

Ecco per chi si era tenuto lo Zenit i gol che aveva sbagliato nelle scorse partite.  :forza:

Zenit San Pietroburgo [8 - 1] Luch-Energia Vladivostok
7' [1 - 0] Danny
20'[2 - 0] A. Arshavin
35'[3 - 0] R. Shirokov
42'[4 - 0] Danny
47'[5 - 0] F. Tekke
61'[6 - 0] F. Tekke
72'[7 - 0] A.D. Dominguez
75'[7 - 1] V. Bulyga
89'[8 - 1] F. Tekke

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Last edited by Reverend_Goldberg on 05/10/2008, 21:19, edited 1 time in total.
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acnumber7

Re: Il ritorno dei comunisti

Post by acnumber7 »

Reverend_Goldberg wrote: Zenit San Pietroburgo [8 - 1] Luch-Energia Vladivostok
7' [1 - 0] Danny
20'[2 - 0] A. Arshavin
35'[3 - 0] R. Shirokov
42'[4 - 0] Danny
47'[5 - 0] F. Tekke
61'[6 - 0] F. Tekke
72'[7 - 0] A.D. Dominguez
75'[7 - 1] V. Bulyga
89'[8 - 1] F. Tekke
Ecco cosa volevo dire quando Sky non si azzarda a far vedere le partite di squadre come il Luch Energiya :D

Tiro al bersaglio e avrebbero potuto essere anche di più i gol: lo Zenit ha condito il tutto con qualche legno.
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Re: Il ritorno dei comunisti

Post by Reverend_Goldberg »

Anche se non è ancora Campione di Russia, ora è ufficiale, il Rubin Kazan è la prima squadra europea che parteciperà sicuramente alla fase a gironi della Champions League 2009/10.
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MattBellamy
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Re: Il ritorno dei comunisti

Post by MattBellamy »

Reverend_Goldberg wrote: Anche se non è ancora Campione di Russia, ora è ufficiale, il Rubin Kazan è la prima squadra europea che parteciperà sicuramente alla fase a gironi della Champions League 2009/10.
Rev e ac, com'è sta squadra? mai vista in vita mia, quindi chiedo in generale, come giocano, chi hanno di interessante etc..
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acnumber7

Re: Il ritorno dei comunisti

Post by acnumber7 »

Il Rubin è una squadra rivelazione che quest'anno, salvo crolli clamorosi, vincerà la Russian Premier League con grande sorpresa generale. Basti pensare che l'anno scorso arrivò decima e sinceramente se il preseidente Gusev deciderà di continuare a spendere non vedo perchè squadra non possa ambire a sorprendere anche il prossimo anno. I giocatori più conosciuti della squadra sono il mediano nonchè capitano della Russia Sergei Semak, l'ex partner di Sheva alla Dinamo Kiev ossia Rebrov che fa coppia davanti con Savo Milosevic che tra l'altro ha trovato gloria segnando solo qualche settimana fa una doppietta. In mezzo al campo vengono schierati il jamaicano Sibaya che qualcuno sicuramente conosce e che dà qualità al gioco del Rubin insieme al turco (8mln il cartellino) Karadeniz (il migliore dei suoi). In fascia poi c'è un giovane di talento, Ryazantsev che è un centrocampista di grandi doti offensive, solo che quest'anno ha disputato un campionato inferiore alle aspettative e il Rubin per la futura Champions pare stia cercando di acquistare Nicolita dallo Steaua Bucarest, giocatore che occuperebbe il ruolo di Ryazantsev, forse col chiaro intento di garantirsi più esperienza. La formazione gioca un ottimo calcio (come Zenit e CSKA), crea tante palle gol come dimostrano i 2-3 gol a partita che negli ultimi mesi stan facendo a ripetizione e in difesa, tra cui c'è il croato Tomas ex Como, subisce veramente poco.
Della serie "anche a noi non mancano i soldi e li investiamo" ecco spiegati i motivi di questa rapida ascesa del Rubin, che non lesina acquisti e ingaggi altini e se non sbaglio Karadeniz è quello che prende di più quasi 3mln di euro. Tanto per far capire le ambizioni della squadra, quasi tutti i nomi di maggior prestigio che ho citato sono stati acquisti di inizio campionato. In definitiva stanno meritando questo titolo perchè, insieme al CSKA, si son dimostrati la squadra più continua e regolare del campionato, al contrario del più elogiato Zenit che però paga il poco cinismo sotto porta e punti regalati a cani e porci causa anche una difesa a volte troppo alta (Advocaat si sa che predilige un gioco molto offensivo) e avvezza a concedere molti contropiedi.

P.S. Asfaltata del CSKA ieri ai danni della Dinamo, che se avesse vinto avrebbe raggiunto al secondo posto proprio il CSKA. C'è ancora da aspettare per il titolo del Rubin e alla penultima giornata c'è il big match CSKA-Rubin ma forse sarà già tutto deciso.
Last edited by acnumber7 on 28/10/2008, 14:32, edited 1 time in total.
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Re: Il ritorno dei comunisti

Post by Mahor »

Sibaya lo ricordo più di quantità che di qualità... ma magari lo ricordo male.
Comunque non so, a leggere i nomi così avrei più paura dello Zenit (che poi è ovvio che non si vince sulla carta, ma in campo).
Non so come stia andando in campionato, ma in Champions meritava 3 vittorie su 3 partite e gioca davvero piuttosto bene...
acnumber7

Re: Il ritorno dei comunisti

Post by acnumber7 »

Mahor wrote: Sibaya lo ricordo più di quantità che di qualità... ma magari lo ricordo male.
Comunque non so, a leggere i nomi così avrei più paura dello Zenit (che poi è ovvio che non si vince sulla carta, ma in campo).
Non so come stia andando in campionato, ma in Champions meritava 3 vittorie su 3 partite e gioca davvero piuttosto bene...
In campionato fa una fatica boia a vincere e questo più o meno dalla ripresa del campionato dopo la pausa Europeo. A livello di gioco sono una delle migliori squadre in Europa e non sto bestemmiando. Il motivo per cui anche in RPL stan zoppicando l'ho scritto proprio a fine intervento del post di prima: crea moltissimo, concretizza pochissimo. Come prende un contropiede, in quanto si sbilancia molto, trova avversari spietati a punirli. Mi viene in mente la partita di Settembre col CSKA in casa: 1-3. Poteva anche finire 5-4 per dire un risultato. In quella partita si son divorati l'impossibile, cosa che poi han fatto un po' con la Juve in un paio di occasioni, col Real, e un paio di settimane fa in casa con la pippa di Tekke che ha sciupato occasioni su occasioni come Gilardino al Milan. Comunque se devo scegliere un giocatore simbolo di questa annata russa, escludendo i soliti nomi Arshavin, Tymoshchuk, Zhirkov, Wagner Love ecc...prendo tutta la vita Alan Dzagoev.

Mahor, nel Rubin di quest'anno, grazie alla fantasia di Berdyev, l'allenatore, spesso si è visto un continuo spostamento di uomini. Rebrov ha giocato punta, ala e trequartista. Karadeniz e Ryazantsev idem e in più han fatto anche i centrocampisti. Sibaya ha fatto anche l'ala. Gli unici che han mantenuto la loro posizione sono stati Semak davanti alla difesa e Buharov centravanti. Tutto questo per spiegare anche le partite di qualità di Sibaya :D anche se quello più qualitativo nel mezzo rimane il turco.
Last edited by acnumber7 on 28/10/2008, 22:52, edited 1 time in total.
acnumber7

Re: Il ritorno dei comunisti

Post by acnumber7 »

Riporto un articolo di tuttomercatoweb.com su Alan Dzagoev, così per far conoscere un po' questo giocatore qui dentro.

Dzagoev, zar di Russia con modestia

Prima la UEFA dello Zenit, a cui ha fatto seguito la Supercoppa Europea, poi la grande sorpresa della Nazionale di Hiddink ad Euro 2008: il calcio russo sta crescendo ormai in misura esponenziale, anche grazie ad un campionato sempre più competitivo e combattuto. Non solo brasiliani ed argentini però movimentano il torneo sovietico: il talento più cristallino ha 18 anni, si chiama Alan Dzagoev e gioca nel CSKA Mosca. Scopriamo insieme la nuova stella del calcio dell'est.


Alan Elizbarovich Dzagoev (in caratteri cirillici Алан Елизбарович Дзагоев) nasce il 17 giugno 1990 a Beslan, nell'Ossezia del Nord, regione tristemente famosa per i conflitti sorti negli ultimi mesi tra Russia e Georgia e per la vicinanza all'altrettanto martoriata zona della Cecenia.

Figlio di Tariel e Lana, dimostra sin da piccolo una grande passione per il calcio, forse condizionata dalla madre che, come racconta lui stesso "sa fare almeno 10 palleggi su una gamba sola": il piccolo Alan e suo fratello maggiore iniziano allora a giocare, all'età di 10 anni, nelle giovanili dello Yunost Vladikavkaz, pur essendo un grande tifoso dei rivali dell'Alania, la formazione caucasica più famosa di Russia.

Ben presto il calcio diventa per il talentuosissimo ragazzo la sua ragione di vita: sognando di diventare come Frank Lampard, il suo idolo in quegli anni, Dzagoev decide di lasciare anche la carriera scolastica (in cui peraltro si applica in maniera alterna, ovvero solo nelle materie che, come la storia, lo affascinano). Intanto nel 2006, all'età di 16 anni, si avvicina la maturità calcistica.

Viene acquistato per pochi rubli dal FC Krylya Sovetov-SOK (da non confondere con il ben più noto Krylya Sovetov di Samara, formazione della massima serie russa), squadra di Dimitrovgrad militante nel campionato di Serie C, zona Ural-Povolzhye: il suo talento però è già nettamente di un livello superiore, tanto che in un campionato duro in cui il fisico e l'esperienza fanno a volte più della classe, il giovanissimo Dzagoev mette a segno 6 gol in 37 presenze. Inevitabile allora richiamare a sè gli osservatori dei grandi club russi: la rapidissima ascesa è imminente.

Tra le tante offerte arrivate nel dicembre 2007, tra cui quella pesantissima dello Zenit San Pietroburgo, la società ed il giocatore scelgono quella del CSKA Mosca, la corazzata allenata da Valery Gazzaev: guarda caso (ma neanche troppo), l'allenatore di quell'Alania che tanto ammirava da bambino. Nella titolata squadra dell'esercito, che solo un anno e mezzo prima aveva vinto la Coppa UEFA, spiccano fra gli altri i nomi dei brasiliani Daniel Carvalho, Jo e Vagner Love: troppa concorrenza per un ragazzino di 17 anni che può dunque aspirare al massimo a qualche panchina per fare esperienza.

Gazzaev, vecchia volpe del calcio sovietico, sa però di aver tra le mani un diamante e lo gestisce col contagocce: esordio il 26 aprile, nei minuti di recupero della sfida contro il Luch-Energia di Vladivostok, poi la prima maglia da titolare, l'11 maggio, nell'ultima giornata della Premier Liga russa prima della sosta per gli Europei. Contro il Khimki, Dzagoev non scherza: un gol e due assist fanno capire subito alla dirigenza dell'Armata che chiunque, con un talento così in casa, può lasciare il club...

Daniel Carvalho, finito ai margini a causa di un bruttissimo infortunio, va in prestito all'Internacional, Jo viene venduto per la 'modica' cifra di 25 milioni di euro al Manchester City: Alan è praticamente già titolare a 18 anni appena compiuti. Un problema? Nient'affatto: inizia la spaventosa esplosione di una stella che, in sedici partite di campionato, sarà in grado di mettere a segno 8 reti e 10 assist. In pratica, una giocata decisiva a partita, a cui vanno aggiunti i 3 gol in 3 presenze in Coppa nazionale e soprattutto la doppietta nel primo turno della fase a gironi di Uefa, contro il Deportivo La Coruna.

Numeri pazzeschi, che a settembre hanno spinto Guus Hiddink a convocarlo in Nazionale: contro la Germania (0-2), Dzagoev è diventato il più giovane giocatore di movimento (escluso dunque il portiere, dove spopola l'ex teenager Akinfeev) della storia ad esordire con la maglia della Russia. Ed anche l'esordio è stato molto vicino ad essere quello di un assoluto predestinato: il numero 46 del CSKA appena entrato in campo ha infatti colpito un clamoroso palo interno che avrebbe potuto fruttare alla Russia un pareggio per 2-2 in casa di Ballack e compagni.

179 centimetri per 70 chili, Alan viene considerato in patria "il nuovo Arshavin": per sgombrare il campo da equivoci, ruolo, caratteristiche e se vogliamo anche il valore assoluto di prospettiva, sono molto diversi dal genio dello Zenit che negli ultimi mesi ha fatto innamorare di sè l'Europa. Trequartista, ma non così offensivo da essere anche una seconda punta nonostante la vena realizzativa, Dzagoev dà il meglio di sè con il suo destro fatato: classe, controllo di palla e visione di gioco ne fanno uno straordinario regista, sempre pronto a disegnare la parabola giusta per l'assist al bacio ai compagni, o per pennellare la punizione, il suo marchio di fabbrica, nel sette del portiere avversario.

Rapido, ma se vogliamo non scattante come il 10 dello Zenit, la stella del CSKA può giocare anche più arretrato proprio a sfruttare la sua straordinaria capacità di playmaking: contemporaneamente però, privarlo della sua efficacia in fase realizzativa sarebbe un delitto. Il tiro da lontano è preciso e potente, la fantasia è quella dei grandi numeri 10 del calcio mondiale: non pensiamo allora di esagerare se definiamo il valore del giocatore complessivamente superiore a quello di "Shava" che, nonostante sia da diversi anni il miglior giocatore del suo campionato, solo da poco ha trovato il cambio di passo a livello internazionale.

Sicuramente il fisico è da riempire per competere ad altissimi livelli in un campionato di primissima fascia, ma il talento cristallino c'è tutto: la garanzia per il suo futuro? La straordinaria attitudine al lavoro, di pieno stampo sovietico (ricordate il 'Colonello' Lobanovskiy?), che ne fa un giocatore con margini di allenabilità spaventosi: la mentalità da leader, lo spirito di sacrificio e la sua modestia fuori dal campo lo rendono un prospetto davvero di categoria massima.

"Non gioca a calcio per soldi o per la notorietà, ma perchè il calcio è la sua vita" spiega il suo allenatore ai tempi del Krylya Sovetov-SOK: "E' stato cresciuto meravigliosamente dai suoi genitori e vorrei ringraziarli a nome mio ed a nome del calcio russo" ha addirittura sentenziato Valery Gazzaev, lasciando trasparire tutta la soddisfazione per la "sua creatura".

Le premesse per un giocatore "storico", da futuri Palloni d'Oro (sì, al plurale), ci sono davvero tutte: la realtà del calcio russo sta emergendo in maniera prepotente grazie ai tecnici olandesi che hanno saputo valorizzarla, ma la differenza nei prossimi anni la faranno i nuovi talenti, come Dzagoev, il georgiano Kenia o il forte attaccante (classe '89) Prudnikov, di proprietà dello Spartak Mosca di Miki Laudrup, anch'egli già nel giro della Nazionale maggiore.

Il futuro di Alan intanto sembra quasi già scritto dalla sorte, nonostante la corte, tra gli altri, del Real Madrid: la sua squadra preferita è il Chelsea, il suo idolo Frank Lampard, il suo club il più legato a Roman Abramovich per rapporti, ormai decaduti, tra la sua proprietà e l'azienda del magnate russo. Per decidere quale sarà la cifra da scrivere davanti agli zeri, che saranno di certo sette, non resta che aspettare il continuo della UEFA ed il prossimo campionato russo, a cui il CSKA si presenterà con un altro talento al fianco di Dzagoev: ha 19 anni, si chiama Tomas Necid, è ceko ed è stato capocannoniere dell'Europeo under 17 nel 2006 e di quello Under 19 dello scorso anno. Ma questa, come si suol dire, è un'altra storia...


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Re: Il ritorno dei comunisti

Post by rene144 »

Ed il Rubin Kazan è aritmeticamente campione :applauso:
acnumber7

Re: Il ritorno dei comunisti

Post by acnumber7 »

rene144 wrote: Ed il Rubin Kazan è aritmeticamente campione :applauso:
Nel pantano del Saturn hanno vinto con merito, coronando una stagione fantastica e oltre ogni rosea aspettativa nonostante i milioni di euro, tanti, spesi dal presidente. E' curioso come a dare il titolo sia stato uno dei giocatori che non ha reso come previsto e dal quale ci si aspettava di più, Milosevic che all'89° ha messo dentro il gol più importante del Rubin. Milosevic che come l'altro scorer Adamov era entrato nella ripresa, quindi coach Berdyev bravo e fortunato anche nei cambi :D. Complimenti al Rubin  :applauso: :applauso:
acnumber7

Re: Il ritorno dei comunisti

Post by acnumber7 »

Oggi l'ha fatta fuori dal vaso Arshavin che in una intervista a sport-express.ru ha detto di averne le tasche piene dello Zenit.

In sintesi: è demotivato e infelice perchè la dirigenza si è opposta sempre con fermezza a una sua cessione, ritenendolo pedina fondamentale su cui proseguire le stagioni future. Il punto più basso per lui raggiunto è stato il 2 settembre, giorno di chiusura del mercato. Momento più alto l'Europeo."Poco interesse"  hanno invece riscosso i successi con lo Zenit, cioè RPL, Uefa e Supercoppa Europea :roll:

Allora l'ha fatta fuori dal vaso perchè momento più sbagliato di questo non poteva scegliere: lo Zenit (non lui invece) in un mese si gioca la stagione, in RPL (posto Uefa) e in Champions...avessi detto niente. Rischia di destabilizzare un ambiente che si sta concentrando per un finale di stagione delicato. Punto secondo, ha mancato di rispetto a tutta la società, tifosi e compagni che si sono fatti un culo così per arrivare a quei successi, smontandoli come se fossero perdite di tempo. A quanto pare dietro di lui c'è il Tottenham che, sterline a parte (ma in Russia non lo pagano poco) non so cosa di così prestigioso possa garantrgli. Al massimo, ma proprio massimo se si riprendono, un piazzamento Uefa. Ma i trofei quando mai li vincerà?! Probabile che stia facendo pressione su di lui Pavlyuchenko, magari parlandogli bene di Londra, di come si vive bene e di quanto bella sia la PL (bella più per chi sta in alto che per chi sta in basso, aggiungo io).

To be continued...
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