Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

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White Rabbit

Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by White Rabbit »

BruceSmith wrote: a testa alta?
ha fatto una trattativa sbattendosene della volontà e degli interessi dei lavoratori alitalia. ha fatto i suoi interessi politici.
ha partecipato al gran casino, ha aspettato l'assist di veltroni e adesso firma l'intesa (mica che poi si facesse il famoso referendum interno. la maggioranza dei dipendenti erano favorevoli): si è semplicemente approfittato del fatto che alitalia non può fallire. 
adesso tira fuori la pantomima dei precari, tutta roba già sentita.

Ah beh, lui non ha rispettato i lavoratori (che NON volevano firmare) ma Angeletti e Bonanni che si son calati le braghe al primo giorno hanno fatto veramente la volontà dei lavoratori :roll: infatti i tesserati CISL erano tutti dispiaciuti quando è fallita la trattativa (quelli famosi dell'esultanza erano della CISL...). Non ha firmato quando gli altri si sono calati le braghe a condizioni che non gli andavano bene, ha tenuto duro, voleva una partecipazione internazionale. Si è ritrattato, Bonanni e Angeletti non potevano contrattare nulla, lui ha ottenuto la partecipazione internazionale che voleva e alcune condizioni che chiedeva. Non ha fatto politica, anche perchè non aveva niente da guadagnarci, visto che tutti stavano già dando a lui la colpa del fallimento (e non a qualcun altro che invece non ha mai colpe di niente), ha fatto quello che deve fare un sindacalista, che piaccia o meno. Quello che non aveva fatto altre volte.
BruceSmith
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by BruceSmith »

White Rabbit wrote: Ah beh, lui non ha rispettato i lavoratori (che NON volevano firmare) ma Angeletti e Bonanni che si son calati le braghe al primo giorno hanno fatto veramente la volontà dei lavoratori :roll: infatti i tesserati CISL erano tutti dispiaciuti quando è fallita la trattativa (quelli famosi dell'esultanza erano della CISL...). Non ha firmato quando gli altri si sono calati le braghe a condizioni che non gli andavano bene, ha tenuto duro, voleva una partecipazione internazionale. Si è ritrattato, Bonanni e Angeletti non potevano contrattare nulla, lui ha ottenuto la partecipazione internazionale che voleva e alcune condizioni che chiedeva. Non ha fatto politica, anche perchè non aveva niente da guadagnarci, visto che tutti stavano già dando a lui la colpa del fallimento (e non a qualcun altro che invece non ha mai colpe di niente), ha fatto quello che deve fare un sindacalista, che piaccia o meno. Quello che non aveva fatto altre volte.
almeno, sarai d'accordo con me, dire che i lavoratori erano o no d'accordo fa una notevole differenza.  :D
per quel che ho letto e sentito rimango della mia opinione: la maggioranza dei lavoratori di alitalia sarebbero stati favorevoli.
se vuoi fargli un monumento, fai pure. per me, ha solo rischiato di far fallire la trattativa per favorire gli strapagatissimi piloti (erano loro, probabilmente, che esultavano).
ma non dire che lui ha ottenuto la partecipazione internazionale perchè siamo in piena fantascienza.

edit. WR, a voler esser cattivo, sembra quasi che tu stia mettendo le mani avanti.
mica che qualcuno venga qui a dire che il tuo piccolo grande amico di arcore ha ottenuto una grande vittoria.  :gogogo:
Last edited by BruceSmith on 25/09/2008, 15:57, edited 1 time in total.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
MagicKobe
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by MagicKobe »

White Rabbit wrote: Ah beh, lui non ha rispettato i lavoratori (che NON volevano firmare) ma Angeletti e Bonanni che si son calati le braghe al primo giorno hanno fatto veramente la volontà dei lavoratori :roll: infatti i tesserati CISL erano tutti dispiaciuti quando è fallita la trattativa (quelli famosi dell'esultanza erano della CISL...). Non ha firmato quando gli altri si sono calati le braghe a condizioni che non gli andavano bene, ha tenuto duro, voleva una partecipazione internazionale. Si è ritrattato, Bonanni e Angeletti non potevano contrattare nulla, lui ha ottenuto la partecipazione internazionale che voleva e alcune condizioni che chiedeva. Non ha fatto politica, anche perchè non aveva niente da guadagnarci, visto che tutti stavano già dando a lui la colpa del fallimento (e non a qualcun altro che invece non ha mai colpe di niente), ha fatto quello che deve fare un sindacalista, che piaccia o meno. Quello che non aveva fatto altre volte.
Air france non ha ancora firmato nulla nè dato garanzie,ha solo fatto sapere di essere interessata a una quota di minoranza pari a max il 20%,cosa che a parte le cifre si sapeva già da prima,al contrario di epifani che ha già firmato.
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Vic Vega
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Vic Vega »

Alitalia, l'Anpav firma l'intesa
Arriva il sì di una delle tre sigle degli assistenti di volo. Ma Avia e Sdl dicono di no. Sacconi: Cai andrà avanti lo stesso


ROMA - Giornata decisiva per il futuro d'Alitalia dopo che giovedì era arrivato il sì della Cgil all'accordo con la Cai, la Compagnia aerea italiana, composta da un gruppo di imprenditori guidati da Roberto Colaninno.

ASSISTENTI DI VOLO: UN SI' E DUE NO - Il presidente dell'Anpav (una delle tre sigle degli assistenti di volo ndr) Massimo Muccioli ha dichiarato di aver firmato l'accordo quadro Cai e ha specificato che sono 1300 gli esuberi previsti all'interno del comparto degli assistenti di volo. Muccioli ha spiegato come dalle carte esaminate emerge che su 4.600 assistenti di volo tra Alitalia, AirOne e Volare, saranno riassunti circa 3.200-3.300 lavoratori. Il personale in esubero sarà poi accompagnato per sette anni con la cassa integrazione e la mobilità verso il pensionamento anche se non tutti riusciranno ad arrivare alla pensione con queste procedure. Il presidente dell’Avia, Antonio Divietri e il coordinatore nazionale dell’Sdl, Fabrizio Tomaselli, le altre due organizzazioni sindacali degli assistenti di volo hanno invece detto no all'accordo. «In questo momento - ha detto Divietri - non ci sono le condizioni per la firma. Da parte nostra non c'è voglia di chiusura ma di costruire e i naviganti di Alitalia si stanno muovendo tutti insieme». «Ci sono argomenti importanti da definire - ha spiegato ancora Divietri - perché il contratto andrà poi fatto e se ci sono errori e omissioni bisogna metterci mano. Da parte del governo c’è buon senso, mentre da parte della Cai ci sono incomprensibili rigidità. Stiamo facendo un intenso e proficuo lavoro e speriamo che il governo faccia da facilitatore». Per quanto riguarda il merito della trattativa, ha aggiunto Tomaselli, «noi abbiamo fornito una serie di integrazioni, sappiamo che un documento firmato non più essere messo in discussione - ha puntualizzato - ma se anche su queste integrazioni ci sarà un muro da parte dell’azienda, non ci saranno le condizioni per firmare. Ora ci aspettiamo risposte positive e confidiamo nel buon senso del governo, altrimenti faremo una rapida consultazione interna e decideremo il da farsi». Tomaselli, infine, si è rammaricato del fatto che, nella trattativa, «sono stati fatti molti errori perché il ministro Sacconi non ha mediato ma è stato parte in causa».
Ora sono in corso i colloqui con Anpac e Unione piloti. Berti (presidente Anpac) ha dichiarato prima di entrare a Palazzo Chigi: «Abbiamo letto su diverse testate di supposte aperture. Non ci sono mai state. Noi continuiamo a trattare».

SACCONI - «Confidiamo che ci possa essere (da parte di piloti e assistenti di volo) una adesione se non a tutto il documento almeno a una parte di esso. L'adesione sarebbe importante per garantire alla Cai un consenso tale per proseguire il risanamento della compagnia» aveva detto in precedenza il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a «Mattino 5» di Canale 5. Interpellato sulle conseguenze di una mancata adesione delle associazioni dei piloti, Sacconi aveva sottolineato che «La Cai potrebbe continuare comunque il suo percorso. Credo che i singoli non si sottrarrebbero alla proposta di assunzione» dal momento che «perderebbero anche gli ammortizzatori sociali». Sui contenuti dell'accordo firmato giovedì il ministro ha aggiunto che «il documento è lo stesso del 18 settembre, già sottoscritto dal Uil, Cisl e Ugl, con in più solo «alcuni chiarimenti».

SINDACATI: COLLOQUIO CON LUFTHANSA - I leader di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti hanno incontrato all'interno dell'ambasciata di Roma l’ambasciatore tedesco in Italia e alcuni emissari di Lufthansa. Lo riferiscono fonti sindacali. Al centro dell’incontro la possibilità che Lufthansa possa entrare in Alitalia. Lufthansa riferiscono le stesse fonti sindacali, sarebbe disponibile a entrare in Alitalia non solo con una quota di minoranza ma «anche con quote piu’ rilevanti».
«Nel corso dell'incontro - ha spiegato Angeletti intervenendo a "Radio Anch'io" - si è evidenziato l'interesse di Lufthansa a seguire le vicende Cai, anche se naturalmente ancora non c'è niente di concreto. Non dimentichiamo che il percorso per salvare Alitalia è appena iniziato. La proposta di acquisto della Cai dovrà essere realizzata e poi servirà l'ok di Bruxelles». Il leader della Uil ha poi chiarito i motivi che spingono i sindacati confederali a prediligere Lufthansa piuttosto che Air France come partner internazionale di Alitalia: «Non è ovviamente una questione di nazioni o di giudizi sulla qualità delle due compagnie, ma riguarda il fatto che la Francia è concorrente dell'Italia sul piano del turismo, questo è un elemento importante».

EPIFANI - Uno scambio di opinioni». Così il leader della Cg Epifani ha definito l'incontro avuto con i vertici di Lufthansa su futuro di Alitalia. «Abbiamo verificato la serietà e l'impegno di Lufthansa», ha detto a margine della manifestazione sulla legalità organizzata dai sindacati e Confindustria a Caserta. Alle domande dei giornalisti se nel corso dell'incontro si sia parlato anche della quota che la compagnia tedesca potrebbe prendere in Alitalia, Epifani ha risposto: «Su questo deve decidere la Cai, con noi non si parla di queste cose». Il segretario generale ha glissato anche sull'eventuale preferenza tra Air France o Lufthansa: «Su questo se la vedono con Cai». Quanto alla possibile intesa tra la Cai e i piloti Epifani ha chiosato: «Mi stupirei se i piloti non firmassero».

LETTA HA INCONTRATO IL PRESIDENTE DELLA COMPAGNIA TEDESCA - Intanto emerge che sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta ha incontrato giovedì il presidente di Lufthansa Wolfgang Mayrhuber giunto a Roma su richiesta del governo italiano.

COLANINNO - «Soddisfatto? Certo che sono soddisfatto, abbiamo fatto un grande balzo in avanti: pochi giorni fa c'erano solo macerie e adesso vediamo la luce in fondo al tunnel». Così il presidente di Cai Roberto Colaninno ha commentato gli ultimi sviluppi della vicenda Alitalia in una intervista all'Unità. «È un bel passo avanti. Lo so che la politica continua a litigare, ma dovrebbe essere felice in questo momento: tutti hanno dato una mano per risolvere una crisi drammatica», dice Colaninno, che aggiunge: «L'invito di Veltroni mi ha fatto piacere, così come non mi è mai mancato l'incoraggiamento di Berlusconi, che ha sempre creduto al successo della proposta italiana», ma «se siamo arrivati ad un accordo il merito è di Gianni Letta che non ha mai mollato: ha fatto un lavoro straordinario». E sul futuro di Alitalia ha detto: ora «bisogna
lavorare sodo, ci vogliono anni per conquistare il pareggio, ragazzi, non è che stiamo trattando un gioiello».

Da corriere.it
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by MagnusPinus »

Quand' e' che si finisce con sta manfrina e si va tranquilli tranquilli in bancarotta evitando altro spreco di dindi??
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Vic Vega
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Vic Vega »

Le ragioni di Epifani:

http://tv.repubblica.it/copertina/epifani-spiega-la-sua-firma/24493?video

Ha rischiato di spezzare la corda, ma alla fine ha avuto ragione lui. Tanto di cappello, anche perchè si è battuto per obiettivi condivisibili (precari, invarianza salariale del personale di terra, incremento della produttività rispetto alle stime contenute nell'accordo del 18 Settembre, chiarezza sulla presenza da subito di un grosso partner internazionale).

MagnusPinus wrote: Quand' e' che si finisce con sta manfrina e si va tranquilli tranquilli in bancarotta evitando altro spreco di dindi??
Penso che con l'inserimento graduale in un grosso network internazionale il pericolo di fallimento sia scongiurato. Anche Epifani lo sottolinea nella parte finale dell'intervento che ho linkato.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by White Rabbit »

Vic Vega wrote: Le ragioni di Epifani:

http://tv.repubblica.it/copertina/epifani-spiega-la-sua-firma/24493?video

Ha rischiato di spezzare la corda, ma alla fine ha avuto ragione lui. Tanto di cappello, anche perchè si è battuto per obiettivi condivisibili (precari, invarianza salariale del personale di terra, incremento della produttività rispetto alle stime contenute nell'accordo del 18 Settembre, chiarezza sulla presenza da subito di un grosso partner internazionale).
Infatti fare il sindacalista è questo.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Porsche 928 »

Ma i famosi 300 milioni non erano vincolati a qualcosa (vado a memoria), adesso con il (forse) nuovo asset societario, non e che le compagnie che non centrano con Alitalia possano fare di tutto perche venga aperta una procedura per "aiuto di stato"?
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by OnTheBizz »

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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by White Rabbit »

Bizz, ogni tanto ti confondi le idee da solo: fino a ieri Epifani aveva fatto fallire la trattativa air france e quindi aveva fatto uno sgarbo al centro-sinistra; oggi invece è diventato lo schiavetto del centro-sinistra. C'è qualcosa che non quadra, a livello logico.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by OnTheBizz »

White Rabbit wrote: Bizz, ogni tanto ti confondi le idee da solo: fino a ieri Epifani aveva fatto fallire la trattativa air france e quindi aveva fatto uno sgarbo al centro-sinistra; oggi invece è diventato lo schiavetto del centro-sinistra. C'è qualcosa che non quadra, a livello logico.
Va là, mica l'ho disegnata io quella vignetta  :D

Che poi, la politica è per propria natura dinamica. Ma vedrò di finire di scrivere stasera, sto uscendo  :offtopic:
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Paperone »

OnTheBizz wrote: Che poi, la politica è per propria natura dinamica.
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:gazza:
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Mahor »

Paperone wrote: Image
:gazza:
:lmao:
:notworthy:
Hai spaccato TANTISSIMO a 'sto giro. :D
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Vic Vega »

Su Alitalia, da ilgiornale.it:


Roma - La nuova Alitalia decolla. Anche i piloti hanno firmato e sono saliti a bordo della Compagnia aerea italiana. C'è voluta una trattativa no stop durata ben 15 ore, ma alla fine la firma più sofferta e attesa, quella decisiva dei piloti di Anpac e Up è arrivata. Elemento portante dell’intesa è la riduzione degli esuberi: la Cai assumerà 1689 piloti mentre quelli che rimarranno nella bad company "ricoperti" dagli ammortizzatori sociali saranno 860. Gli esuberi inizialmente previsti dal piano era 1000, ma Anpac e Up avevano sempre sostenuto che questa cifra sarebbe stata ingestibile. Il 9% dei 1.689 piloti assunti in Cai (circa 139) verrà impiegato con un part time a rotazione, con un meccanismo di solidarietà. I piloti impiegati full time saranno, quindi, 1550, cioè il numero inizialmente previsto.

Ai comandanti contratto da dirigenti Tra le novità, l’inquadramento dei comandanti nel contratto dirigenti mentre ai piloti primi ufficiali verrà applicato il contratto unico della Cai. Le due categorie avranno in comune la previdenza integrativa, l’assistenza sanitaria, la normativa d’impiego e l’addestramento. Rimane aperto il nodo dei 130 piloti cargo per i quali si sta ancora trattando per farli rientrare nel perimetro aziendale. È poi prevista una lista di anzianità per i piloti che andranno in cassa integrazione, di cui terrà conto la Cai nel momento in cui dovesse avere bisogno di nuove risorse. Stabiliti i capisaldi dell’accordo, ora le parti dovranno procedere alla definizione dei nuovi contratti.

Trattativa in salita È stata tutta in salita la strada che ha portato all’intesa. Nel corso del pomeriggio di ieri Cai e associazioni dei piloti sarebbero state sul punto della rottura. E anche dopo l’arrivo in serata, alle 19,30, a Palazzo Chigi, dei leader dei confederali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che era stato visto come il segnale di una firma vicina, in realtà il confronto è stato teso ed acceso e si è arrivati alla firma soltanto dopo altre cinque ore di negoziato. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno valutato le modifiche apportate al piano, da loro sottoscritto l’altro ieri, nel corso della trattativa con i piloti. Una valutazione che sarebbe stata complessa ma che poi ha portato anche al via libera delle tre centrali confederali e dell’Ugl 

"Piena soddisfazione da parte del governo e gratitudine alla Cai nelle persone dell'ingegnere Roberto Colaninno e dell'ingegnere Rocco Sabelli che hanno condotto personalmente la trattativi": così Palazzo Chigi commenta l'esito della trattativa su Alitalia e in particolare il raggiungimento dell'intesa con i piloti.

Il commento dei piloti
Anche i vertici delle due associazioni dei piloti cantano vittoria. "Finalmente - ha detto il numero uno dell’Anpac, Fabio Berti - siamo arrivati a un accordo che ci soddisfa. C’è però ancora molto da lavorare, è solo un inizio". Positivo anche il giudizio dell’Up, anche se il presidente Massimo Notaro ha sottolineato che "per gli esuberi la situazione è ancora delicata, perchè il numero è ancora molto elevato, anche se più piccolo".







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Lufthansa scopre le sue carte
"Noi puntiamo al 49 per cento"

di MASSIMO GIANNINI

"ALITALIA ci interessa molto. Ma noi puntiamo alla maggioranza...". Wolfgang Mayrhuber va dritto al cuore del problema, quando spiega a Epifani, Bonanni e Angeletti i progetti di Lufthansa sulla nostra compagnia di bandiera.
Alle nove del mattino, davanti a una tazza di caffè sorseggiata nella quiete di Villa Almone, residenza romana dell'ambasciatore tedesco Michael Steiner, il chairman del colosso tedesco conferma ai leader di Cgil, Cisl e Uil che, se il governo italiano fosse disponibile, potrebbe acquisire fin da subito il controllo di Alitalia. "Ci vuole un accordo in tempi rapidi - spiega il manager - e Lufthansa è pronta a fare la sua parte".

Non tanto e non solo per bruciare la concorrenza di Air France, quanto piuttosto perché la mitica "cordata italiana" raggruppata sotto le insegne di Cai, per quanto corroborata dal sofferto accordo con le rappresentanze dei lavoratori, non avrebbe la "massa critica", in termini di capacità finanziaria e di potenzialità operativa, per reggere l'urto della concorrenza globale.

Dunque, nel breve giro di tre giorni, un altro bluff del governo è finalmente caduto. Non era affatto vero che "non esistono manifestazioni di interesse da parte delle compagnie straniere", come Berlusconi ha ripetuto per giorni e giorni, costringendo il commissario Fantozzi a ripetere lo stesso bugiardo refrain. Con l'unico obiettivo (del tutto strumentale) di mettere le confederazioni con le spalle al muro, e con l'unica pretesa (del tutto inattuale) di difendere la linea del Piave dell'"italianità", inopinatamente e irresponsabilmente fissata dal Cavaliere fin dalla campagna elettorale della scorsa primavera.

Sono bastate poche ore di colloqui nell'ufficio del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (prima con Francesco Mengozzi in rappresentanza dei francesi, poi con lo stesso Mayrhuber in rappresentanza dei tedeschi) a far venire in campo le due proposte alternative di Air France e di Lufthansa. Molto diverse l'una dall'altra, ma entrambe molto concrete.

Negli incontri di Palazzo Chigi e di Villa Almone, i tedeschi hanno riproposto il loro schema di gioco, che contempla due ipotesi. Da un lato, una partecipazione con la quale Lufthansa si affianca a Cai: "Ma per noi - è il senso della posizione tedesca - questa è l'ipotesi meno preferibile". Dall'altro lato, un ingresso nel capitale della nuova compagnia in posizione di maggioranza relativa, o comunque con una quota che può arrivare o si può avvicinare al 49%: "E per noi - è la postilla tedesca - questa è una soluzione di gran lunga migliore".

Mayrhuber spiega ai sindacati perché questa seconda opzione è più "funzionale". "È inutile che voi, oggi, stiate a discutere dell'italianità e della non italianità della vostra compagnia di bandiera. Così come sarebbe inutile che lo facessimo noi tedeschi in casa nostra, o i francesi in casa loro. Rischiamo di fare una guerra nel pollaio di casa, mentre qui in Europa presto arriveranno i grandi vettori dell'Estremo Oriente che ci spazzeranno via".

Per questo l'unica strategia è quella dell'integrazione. E per i tedeschi la "polpa" buona di Alitalia è oggi una formidabile occasione di integrazione, dentro un modello di network aereo multi-hub e multi-brand. "Noi siamo pronti, il piano industriale è pronto". Epifani, Bonanni e Angeletti (e insieme a loro anche la leader dell'Ugl Renata Polverini) condividono e appoggiano la proposta Lufthansa, anche nella sua forma più "radicale", cioè il pieno controllo di Alitalia.

Ma a questo punto, se ci sarà il via libera all'accordo sindacale con Cai allargato anche a tutte le sigle autonome dei piloti e del personale di volo, il problema è solo politico. "Ma il governo di cosa ha paura?", è la domanda congiunta di Mayrhuber e Steiner. "Io sono chairman di Lufthansa - spiega il primo ai leader sindacali per smitizzare il mantra dell'italianità - e non sono nemmeno tedesco, sono austriaco. E tutto sommato nemmeno Lufthansa è poi così tedesca...". Oltre il 51% del suo capitale è collocato sul mercato, e i primi due azionisti sono la francese Axa (col 10,56%) e l'inglese Barclays (con il 5,07%).

Solo il premier può sciogliere il nodo. Ma per farlo deve uscire dalla logica "resistenziale" alla quale ha costretto tutti, a partire da Colaninno e dai suoi sedicenti "capitani coraggiosi". L'offerta Lufthansa è preferibile per ragioni economiche. Intanto parte con il consenso di tutte le sigle, confederali e autonome. E poi, ruotando su una strategia industriale "a rete integrata" che non contempla l'individuazione di un unico hub italiano, incontra il consenso politico della Lega e del Nord, che non devono subire lo smacco del downgrading di Malpensa.

Ma l'opzione tedesca pone un problema politico: obbliga il Cavaliere a una marcia indietro di fronte agli elettori (ai quali ha giurato che l'Alitalia sarebbe rimasta italiana) e di fronte ai soci di Cai (ai quali ha promesso prebende pubbliche in cambio della fiche privata sulla compagnia di bandiera).

L'offerta Air France è preferibile per ragioni politiche. Intanto la Francia è presidente di turno della Ue, e al Cavaliere può convenire l'idea di fare un favore a Sarkozy. E poi Jean Cyril Spinetta si accontenta di una quota del 10-15%, e in una prima fase si acconcia ad affiancare Cai in posizione minoritaria, perché questo gli consente di blindare comunque Alitalia nel patto Sky Team (la cui eventuale rescissione costerebbe circa 200 milioni di euro alla nostra compagnia) per poi fagocitarla con tutta calma nel giro di qualche anno.

Ma l'opzione francese sconta un'incognita economica: quanto può reggere lo schema "Cai più Air France"? La competizione internazionale nel trasporto aereo sarà feroce, e richiederà investimenti massicci. I soci Cai, nonostante la buona volontà dimostrata con l'accettazione del lock up che li obbliga a non cedere le proprie quote di qui a cinque anni, dovranno rimettere mano pesantemente al portafoglio, per fare cospicue ricapitalizzazioni molto prima del 2013. E poiché è chiaro che i vari Aponte, Fratini e Bellavista non avranno né denaro né voglia, a quel punto Air France avrà buon gioco a conquistare, senza inutili spargimenti di carta bollata, la maggioranza.

Alla fine, per l'Italia e per l'Alitalia, l'alternativa è semplice. Per il governo si tratta di scegliere tra una vendita immediata, o una svendita differita. Per il Cavaliere si tratta di scegliere tra un insano, autarchico provincialismo e un sano, realistico europeismo.
 
(da repubblica.it)
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frog
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by frog »

frog wrote:
Mi chiedo, se uno venisse catapultato da Marte in Italia e osservasse che, il presidente del consiglio è proprietario delle maggiori reti televisive concorrenti a quella pubblica e la coalizione da lui guidata si rifiuta di eleggere il presidente della commissione che dovrebbe controllare le suddette reti, impedendo in questo modo l'elezione dei nuovi organismi deputati a dirigerle, con le conseguenze sotto gli occhi di tutti, ricordando anche il caso Saccà, non troverebbe la cosa vomitevole ?
Personalmente, se non fosse che ritengo di non poter spendere nemmeno una parola di commento su qualsiasi membro della coalizione di maggioranza, pena la mia estromissione a vita da questo forum, ritengo la cosa vomitevole.
Un tempo scrissi queste parole, purtroppo nulla si è mosso per cambiare tutto ciò e la situazione resta vomitevole

http://www.radicali.it/view.php?id=129256
Ebbene si: son ancor chi

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