Re: Super Tuesday

E' il luogo in cui potete parlare di tutto quello che volete, in particolare di tutti gli argomenti non strettamente attinenti allo sport americano...
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Vic Vega
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Re: Super Tuesday

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Spree
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Re: Super Tuesday

Post by Spree »

E poi qui dentro c'è qualcuno che si offende se diciamo che in america sono ignoranti :D
La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.
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Vic Vega
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Re: Super Tuesday

Post by Vic Vega »

Da repubblica.it


Quando il carattere
ha la meglio sull'esperienza...

di MATT BROWNE

"It's the economy, stupid!": l'ormai tristemente famosa battuta di James Carville quest'anno potrebbe rivelarsi premonitrice. Da settimane gli strateghi del partito democratico esortavano Barack Obama a smetterla di ingaggiare battaglie collaterali con la candidata conservatrice alla vicepresidenza Sarah Palin e a concentrarsi senza riserve e ulteriori distrazioni sulle questioni vere e che più contano. La crisi di Wall Street della settimana scorsa gli ha forzato la mano e ha cambiato radicalmente il panorama elettorale, riportandolo a favore di Obama. Mentre i titoli finanziari crollavano, l'indice di gradimento di Obama è risalito, e in questo momento egli ha un vantaggio su John McCain di quattro punti percentuali.

Questo rovescio di fortuna dipende davvero soltanto dall'economia? È opinione diffusa che una flessione economica favorisca quasi sempre il partito all'opposizione, e i democratici oltre tutto paiono a loro agio più quando devono discutere di questioni interne che quando devono affrontare temi di politica estera. Il crollo di Wall Street ha indotto molti illustri specialisti democratici a instaurare un parallelo con la Grande Depressione degli anni Trenta che preparò e precorse la vittoria di Franklin Delano Roosevelt e ben venti anni di governo democratico.

In realtà, gli eventi di questa settimana avrebbero potuto avere sviluppi diversi. Sul versante economico, rispetto a McCain, Obama gode da parte dell'elettorato di una fiducia soltanto marginalmente superiore, e di fatto in tempi di grande paura - quale è quella generata dall'attuale crisi finanziaria - l'elettorato americano spesso si affida più volentieri alla "sicurezza" del Gop, il Grand Old Party.

In realtà, il vantaggio di Obama dipende tanto dalla natura della reazione del suo avversario quanto dalla sua stessa visione di ripresa economica per l'America.

Per buona parte della settimana scorsa, la reazione di McCain alla crisi finanziaria ha fatto notizia su tutti i giornali: sostenitore da sempre della deregulation, egli ha cercato quasi freneticamente di reinventarsi come populista addirittura favorevole alla regulation.

Il candidato repubblicano ha passato un'intera settimana a cercare in ogni modo possibile di prendere l'iniziativa e rimanere in vantaggio, spesso senza neppure concedersi il tempo necessario a riflettere opportunamente sugli avvenimenti. Ha promesso di riformare la "cultura da casinò" di Wall Street e la cattiva gestione di Washington, ha proposto di istituire una commissione governativa incaricata di studiare a fondo la crisi, in un primo tempo si è opposto al piano di salvataggio in extremis di AIG per poi avallarlo, ha chiamato in causa la Sec (la Securities and Exchange Commission), e infine ha annunciato la sua proposta: quella di pianificare un'operazione di salvataggio identica in tutto e per tutto a quella a cui le autorità federali avevano già deciso di dar vita. Poiché si è rimangiato l'affermazione secondo cui le fondamenta dell'economia americana sono solide, e poiché dichiara adesso che "siamo in una crisi totale", ogni sua azione è parsa rafforzare la sua stessa ammissione che l'economia dopo tutto non è il suo punto forte. Come ha sostenuto George Will sulle pagine del Washington Post, sotto la pressione di una crisi finanziaria uno dei candidati si è comportato come un giocatore alle prime armi, agitato e confuso, entrato in una squadra troppo forte per lui, e quel candidato non è Barack Obama.

Nel bel mezzo della crisi, però, i repubblicani non si sono fatti sfuggire il fatto che anche Obama ha omesso di fare una proposta significativa. Tuttavia, quando per encomiare l'operato della Federal Reserve e impegnarsi a lasciarla lavorare senza intralci, Obama venerdì si è rivolto alla stampa affiancato da consulenti economici di primo piano dell'Era Clinton - tra i quali spiccavano gli ex segretari del Tesoro Robert Rubin e Larry Summers - il candidato democratico ha trasformato la crisi in un'opportunità per tornare in vantaggio nei sondaggi.

A rivelarsi deleteria per McCain non è stata soltanto la sua reazione incerta e ambigua, ma soprattutto la natura viscerale e istintiva della stessa. Criticando duramente McCain per il suo attacco personale a Chris Cox, presidente della Sec, il Wall Street Journal ha definito il candidato repubblicano "impedito" e "non-presidenziale". In effetti, la reazione di McCain alla crisi è stata rivelatrice nella misura in cui ha messo in luce il suo modo melodrammatico di intendere la politica, un modo di fare caratterizzato dall'impulsività, che lo induce a reagire emotivamente agli eventi e a contrapporre coloro che sono dalla sua parte e quanti sono contro di lui perché "corrotti" o perché "hanno tradito la fiducia dell'opinione pubblica".

Ed è proprio questo suo tratto caratteriale a poter offrire a Obama l'occasione di aggiudicarsi una per altro improbabile vittoria nel dibattito di venerdì prossimo tra i candidati alla presidenza, quando il tema caldo potrà ancora una volta cambiare, virando in questo caso verso la politica estera.

Quando l'estate scorsa lo staff della campagna di Obama ha accettato di sostituire il tema del primo faccia a faccia tra i candidati, passando dalla politica interna a quella estera, in buona parte si è voluto interpretare questa decisione come il desiderio da parte della campagna di Obama di affrontare in primo luogo la sfida più difficile. David Axelrod - stratega capo di Obama - ammette che questa decisione può aver colto molti di sorpresa, ma non quanto la fiducia che Obama nutre in sé stesso di poter vincere il primo faccia a faccia, attaccando McCain proprio sulle sue opinioni e il suo temperamento. Obama sosterrà che McCain reagisce di istinto a qualsiasi situazione - non soltanto alle crisi finanziarie, dunque - con un medesimo livello di ansia, senza avere una visione strategica più ampia. La reazione spropositata di McCain alla crisi russo-georgiana, che egli ha cercato di far passare come un "avvenimento in grado di cambiare il mondo", ne è un esempio, mentre la sua tranquilla convinzione che nel futuro dell'America ci saranno altre guerre ne è un sintomo ulteriore.

Se Obama saprà mettere in evidenza e in rapporto tra loro la frenetica reazione di McCain alla crisi finanziaria con le sue più esplicite carenze in materia di politica estera, allora potrà addurre validi argomenti per affermare che, quando si parla di caratteristiche che deve avere un presidente, il carattere e la padronanza di sé possono avere la meglio sull'esperienza e sull'affidabilità morale. Se ci riuscirà, allora la Casa Bianca sarà per lui più vicina.

Matt Browne, ex-direttore di Policy Network, la fondazione politica legata a Peter Mandelson e Tony Blair, è senior fellow al Center of American Progress.
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Gian Marco
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Re: Super Tuesday

Post by Gian Marco »

Spree wrote: E poi qui dentro c'è qualcuno che si offende se diciamo che in america sono ignoranti :D
Per carità. Io ci ho vissuto un anno in America e sono il primo a dire che su certe cose fanno accapponare la pelle... :D
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Re: Super Tuesday

Post by ze_ginius »

Vic Vega wrote: Da repubblica.it

Quando il carattere
ha la meglio sull'esperienza...

di MATT BROWNE
Molto interessante, grazie per la segnalazione. In effetti McCain ha preso un bel rovescio (ieri sera mi pare di aver sentito che ora si trova indietro di nove punti) e ora pare abbia addirittura chiesto di sospendere la campagna elettorale per trovare una soluzione condivisa alla crisi dei mercati.
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Re: Super Tuesday

Post by Hank Luisetti »

McCain non va da Letterman e il comico si vendica in tv


NEW YORK (25 settembre) - John McCain, il candidato repubblicano alla Casa Bianca, ha cancellato all'ultimo momento la partecipazione al "Late Show" di David Letterman e il comico non l'ha presa bene, passando buona parte della serata a criticarlo di fronte a milioni di telespettatori.

McCain doveva comparire ieri notte, per la tredicesima volta, allo show di Letterman sulla Cbs, uno dei programmi più seguiti nella fascia serale sulle tv americane. Ma, dopo aver annunciato di sospendere la propria campagna elettorale per tornare a Washington a occuparsi della crisi finanziaria, McCain ha chiamato il conduttore e gli ha annunciato che non avrebbe partecipato al programma.

Il comico, così, è stato costretto a improvvisare la serata e non ha mancato di far sapere «all'amico John» di averla presa male. «Sono più che deluso da questo comportamento - ha detto Letterman - qui c'è qualcosa che puzza. Mi chiedo se McCain sospenda davvero la campagna perché c'è una crisi economica, o perché i numeri dei sondaggi stanno scivolando». «Non si sospende una campagna elettorale - ha incalzato Letterman -. Non si fa, perché questo mi fa pensare che allora quando sei alla Casa Bianca puoi sospendere il fatto di essere presidente, perché c'è una crisi. Abbiamo già un tizio del genere alla Casa Bianca in questo momento...».
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Re: Super Tuesday

Post by One »

Direi che McCain sta colando a picco....
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Re: Super Tuesday

Post by Porsche 928 »

Hank Luisetti wrote: McCain non va da Letterman e il comico si vendica in tv


NEW YORK (25 settembre) - John McCain, il candidato repubblicano alla Casa Bianca, ha cancellato all'ultimo momento la partecipazione al "Late Show" di David Letterman e il comico non l'ha presa bene, passando buona parte della serata a criticarlo di fronte a milioni di telespettatori.

McCain doveva comparire ieri notte, per la tredicesima volta, allo show di Letterman sulla Cbs, uno dei programmi più seguiti nella fascia serale sulle tv americane. Ma, dopo aver annunciato di sospendere la propria campagna elettorale per tornare a Washington a occuparsi della crisi finanziaria, McCain ha chiamato il conduttore e gli ha annunciato che non avrebbe partecipato al programma.

Il comico, così, è stato costretto a improvvisare la serata e non ha mancato di far sapere «all'amico John» di averla presa male. «Sono più che deluso da questo comportamento - ha detto Letterman - qui c'è qualcosa che puzza. Mi chiedo se McCain sospenda davvero la campagna perché c'è una crisi economica, o perché i numeri dei sondaggi stanno scivolando». «Non si sospende una campagna elettorale - ha incalzato Letterman -. Non si fa, perché questo mi fa pensare che allora quando sei alla Casa Bianca puoi sospendere il fatto di essere presidente, perché c'è una crisi. Abbiamo già un tizio del genere alla Casa Bianca in questo momento...».
Beh David, Leno o Oprah non le mandano certo a dire, penso che facciano piu danni loro (se vogliono) di qualsiasi campagna elettorale sbagliata.

Almeno in Usa ancora esiste la satira politica e di questo c'e` da esserne solo che contenti.
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Re: Super Tuesday

Post by Gilbertology »

Hank Luisetti wrote: McCain non va da Letterman e il comico si vendica in tv


NEW YORK (25 settembre) - John McCain, il candidato repubblicano alla Casa Bianca, ha cancellato all'ultimo momento la partecipazione al "Late Show" di David Letterman e il comico non l'ha presa bene, passando buona parte della serata a criticarlo di fronte a milioni di telespettatori.

McCain doveva comparire ieri notte, per la tredicesima volta, allo show di Letterman sulla Cbs, uno dei programmi più seguiti nella fascia serale sulle tv americane. Ma, dopo aver annunciato di sospendere la propria campagna elettorale per tornare a Washington a occuparsi della crisi finanziaria, McCain ha chiamato il conduttore e gli ha annunciato che non avrebbe partecipato al programma.

Il comico, così, è stato costretto a improvvisare la serata e non ha mancato di far sapere «all'amico John» di averla presa male. «Sono più che deluso da questo comportamento - ha detto Letterman - qui c'è qualcosa che puzza. Mi chiedo se McCain sospenda davvero la campagna perché c'è una crisi economica, o perché i numeri dei sondaggi stanno scivolando». «Non si sospende una campagna elettorale - ha incalzato Letterman -. Non si fa, perché questo mi fa pensare che allora quando sei alla Casa Bianca puoi sospendere il fatto di essere presidente, perché c'è una crisi. Abbiamo già un tizio del genere alla Casa Bianca in questo momento...».
Ho visto la puntata...Letterman assolutamente in formissima lo ha preso per il culo dall'inizio alla fine...cosa che tra l'altro è stata poi portata avanti nel Late Late Show da Ferguson...ieri McCain ha fatto un grosso buco nell'acqua (che poi sia chiaro, per quanto mi riguarda va benissimo)
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Re: Super Tuesday

Post by PINNO »

McCain sbugiardato in diretta

Non va al Letterman Show: "Devo correre a Washington".
Ma viene beccato a farsi intervistare altrove


Il candidato repubblicano era atteso la scorsa notte al Late Show della Cbs, ma all'ultimo momento il suo staff ha disdetto l'appuntamento: "Il senatore sta tornando nella capitale per affrontare la crisi economica". In realtà era poco distante, negli studi di Cbs News, ospite della giornalista Katie Couric. Informato della cosa, David Letterman non si è fatto pregare e l'ha smascherato in diretta tv

http://tv.repubblica.it/copertina/mccai ... 4494?video

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Re: Super Tuesday

Post by Gilbertology »

Letterman: McCain’s Cancellation Not Funny
By Bill Carter
David Letterman

Senator John McCain may have disappointed many expectant voters and debate viewers with the decision to suspend his campaign, but none more so than a late-night talk show host on CBS.

David Letterman was so unhappy that Mr. McCain canceled his scheduled appearance on his show Wednesday night that he spent much of the first segment assailing the senator’s decision and suggesting “something doesn’t smell right” about the Senator’s plan to go to Washington to work on the financial crisis.

Mr. Letterman told his audience that Senator McCain had called him directly on short notice Wednesday, to tell him he had to cancel his appearance. After expressing his admiration for Mr. McCain and his sacrifice as a prisoner of war in Vietnam, Mr. Letterman said, “When you call up at the last minute and cancel, that’s not the John McCain I know.” He repeated that “something smells right now” and he suggested “somebody must have put something in his Metamucil.”

Mr. Letterman said Mr. McCain had said the economy was “about to crater” which necessitated that he get to Washington right away. Mr. Letterman then suggested that McCain should not be suspending his campaign at all and that he could have “sent in the second-string quarterback,” his vice presidential running mate, Gov. Sarah Palin of Alaska, to fill in for him. “You don’t quit,” Mr. Letterman said.

After suggesting that Ms. Palin should be prepared to step up and “be ready,” because “the poor guy is getting a little older,” Mr. Letterman reconsidered and said of Ms. Palin’s readiness, “Don’t get me started.”

Even after Mr. Letterman brought out Keith Olbermann, the MSNBC host and vituperative Republican critic as the substitute guest for Mr. McCain, he continued to assail Mr. McCain for the decision to cancel the appearance. His critique reached a high point when he learned that at the very moment Mr. McCain was supposed to be on the couch next to him being interviewed, the senator was at the CBS News center three blocks away in Manhattan, getting ready to be interviewed by the CBS News anchor, Katie Couric.

Mr. Letterman ordered his director to put on a live feed from that location, which showed Mr. McCain getting made up to go on with Ms. Couric. “He doesn’t seem to be racing to the airport,” Mr. Letterman observed.

After listening to some questions from Ms. Couric, Mr. Letterman said, “Hey, John, I’ve got a question: You need a lift to the airport?”

He then asked Mr. Olbermann if he thought this was all Mr. McCain’s fault, or whether other factors had come into play.

“He ditched you,” Mr. Olbermann said.
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Re: Super Tuesday

Post by Paperone »

Sen. John McCain will participate in tonight's presidential debate.

inoltre dovrebbero aver raggiunto un accordo sul piano per la crisi economica.
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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Re: Super Tuesday

Post by Vic Vega »

Da repubblica.it


LE PAGELLE DEL PRIMO CONFRONTO
McCain senza carisma
Obama troppo freddo

di VITTORIO ZUCCONI

JOHN MCCAIN 6-
Ci si attendeva poco e quindi dà molto. Conferma il sospetto che si senta il capitano di una squadra in svantaggio che deve rimontare lanciando attacchi diretti e personali all'avversario che palesemente disprezza e infatti riesce con qualche successo a irritare, approfittando del fatto che giocava in casa, sul campo della politica estera e della strategia. L'attacco personale è sempre rischioso, perché può indisporre gli spettatori, ma McCain deve rischiare per vincere, anche se si scopre. Ripete per sette volte che Obama "non capisce", che è ingenuo e inesperto, dunque non è pronto ad assumere il timone degli Stati Uniti dal 20 gennaio prossimo, seguendo, come era ovvio avrebbe fatto, il copione già scritto da Hillary Clinton per contendere le primarie al più giovane rivale.

Ha tutto il carisma e la capacità di seduzione di una minestrina al brodo di dadi servita nel refettorio di una casa di riposo, e mostra la comprensibile tendenza dell'anziano a incespicare su nomi difficili come quello di Ahmadinejad, che deve ripetere per tre volte prima di azzeccare, ma riesce a evitare che il disastro finanziario in corso, il suo bizzarro comportamento degli ultimi tre giorni e quel piano di salvataggio della Borsa con soldi pubblici in pieno stile Alitalia voluto da Bush e che i suoi stessi colleghi di partito definiscono "socialistico" (sic) gli restino appesi attorno al collo. Il suo obbiettivo principale era quello di essere bianco accanto al nero e quello gli sarebbe riuscito anche se fosse stato zitto per 90 minuti. La sufficienza se la aggiudica ammettendo per due volte che sotto la gestione Bush, prigionieri sono stati torturati. "Non dovremo mai più torturare". Soltanto per questo, merita i tre punti.

BARACK OBAMA 5+
Ci si aspettava molto e quindi dà poco. Non riesce ad approfittare dell'assist che questa settimana di "Mc Follies" e la scomposta agitazione del vecchio senatore di fronte al caos finanziario e al pasticcio del piano Bush salva-Borsa gli avevano offerto e si chiude in un catenaccio politico e retorico come troppo spesso gli accade nei dibattiti. Soffre della sindrome classica di tutti i candidati democratici, Bill Clinton eccettuato, la tendenza a parlare in politichese e in termini complessi, aggravato dal suo personale tic di inserire pause nel mezzo delle fasi e di ripetere parole come "io, io, io" che lo fanno apparire balbuziente e incerto. Di fronte all'evidente disprezzo del collerico dirimpettaio, che a volte sembra fare la parte che Al Gore interpretò contro Bush, risponde con argomentazioni e distinguo ed elenchi che non arrivano al cuore.

Nel suo terrore di apparire troppo "caldo" (leggi: nero) si mostra un po' troppo "freddo" (leggi: bianco) e dunque proietta un'immagine cerebrale e compunta che vuol essere presidenziale, ma risulta distaccata. I dibattiti non servono a sciorinare piattaforme e programmi politico economici che non vengono poi mai rispettati e non avrebbero comunque alcun senso di fronte a un futuro delle finanze pubbliche sconosciuto e terrificante. Servono a conquistare il pubblico attraverso esibizione di carattere, personalità, spontaneità simulata e passione. Fu detto che Bush vinse perché apparve come il compagno di scuola con il quale si andrebbe a bere una birra. Se questo è il criterio, Obama è apparso come il compagno dal quale si copierebbero volentieri i compiti. Continua a fare molto gioco e a non fare il gol decisivo. Ma i primi sondaggi sembrano darlo vincitore e spiegano la aggressività di McCain. Conta sull'ipotesi che il 2008 sia l'anno in cui il cervello torna a contare più della birra. Il più se lo merita ricordando a McCain una delle sue gaffe più sensazionali, quando dimostrò, in un momento di tenera senilità, di non sapere che Zapatero è il premier di una nazione della Nato e non un subcomandante zapatista.

JIM LEHRER 7
L'arbitro è il migliore della partita. Pur essendo addirittura più anziano del senatore (ha 74 anni) il vecchio "anchor" dell'esemplare telegiornale della tv pubblica Pbs è il più vivo dei tre e tenta ripetutamente di strappare McCain e Obama alla stucchevole recitazione dei loro "talking points", delle lezioncine insegnate e memorizzate dalle loro badanti politiche, senza mai mostrarsi nè untuoso, nè partigiano, nè deferente con nessuno dei due. Neppure lui riesce a far dire le cose con le loro parole, ma esibisce quella virtù del giornalismo americano che purtroppo non ha attraversato l'Atlantico insieme con i tanti vizi: la brevità. Pone domande brevi e dirette, conoscendo bene la legge delle interviste televisive e radiofoniche: più lunga è la domanda, più facile sarà per l'intervistato pensare a come aggirarle e a come mentire. Purtroppo è un dinosauro sopravvissuto alla generazione estinta o in via di estinzione dei Cronkite, Murrow, Reasoner, Brokaw, Schafer e Wallace il vecchio.
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Re: Super Tuesday

Post by Hank Luisetti »

McCain, Obama square off in first debate

(09-26) 21:27 PDT SAN FRANCISCO -- In a spirited and sometimes contentious debate, John McCain repeatedly cast Barack Obama as naive and inexperienced - and Obama countered by suggesting his opponent stubbornly supports failed administration policies on the economy and Iraq

There were no major gaffes - and some clear contrasts in style - in the 90-minute debate at the University of Mississippi, where plenty of fireworks erupted over issues ranging from terrorism and the budget to potential meetings with foreign leaders.

Though the Arizona senator repeatedly - and at times sarcastically - jabbed Obama as failing to grasp key policies and issues, the Illinois senator never lost his cool and went toe-to-toe with his competitor on foreign policy issues, which were presumed to be McCain's strength.

Both a CBS News poll of undecided voters and a CNN poll after the debate gave the win to Obama by double digits - though many analysts said the match was surprisingly even.

The debate was intended to explore national security and foreign policy issues. But with the political arm-wrestling over the $700 billion bailout package still raging in Washington, this week's extraordinary financial crisis caused moderator Jim Lehrer of PBS to spend nearly half of the time on economic issues.

That allowed both candidates to deliver their views on the crisis, though neither was ready to commit to supporting a plan still being hammered out in Congress.

"This is a final verdict on eight years of failed economic policies promoted by George Bush ... and supported by Sen. McCain," Obama said. "I think the fundamentals of the economy have to be measured by whether the middle class is getting a fair shake."

But McCain countered, "This isn't the beginning of the end of this crisis. This is the end of the beginning if we come out with a package that will keep these institutions stable." McCain also tried to separate himself from his own party and the Bush administration.

"We Republicans came to power to change government, and government changed us," he said. But, "I didn't win Miss Congeniality in the United States Senate. ... I have fought against excessive spending my entire career."

Obama countered, saying that the Bush administration - and McCain - failed to act aggressively to protect the interests of America's working men and women.

"We need more responsibility, but we need it not just when there's a crisis," Obama said. "There are folks out there who have been struggling before this crisis took place. ... We haven't been paying attention to them.

"Ten days ago, John said that the fundamentals of the economy are sound," Obama said. "I just fundamentally disagree."

Obama, 47, the first-term senator from Illinois, was under the gun to demonstrate that he will tackle critical issues, has a vision for the future, and has the experience and maturity to be the nation's commander in chief.

But McCain, 72 and a veteran of 26 years in Congress, faced his own challenges - to cast himself as a political maverick, not a clone of President Bush, who also has the steady hand and temperament to deal with crises.

Throughout the evening, McCain displayed a sharp and occasionally sarcastic offense against Obama, employing verbal barbs and seeking to contrast himself as a steely veteran of foreign affairs and reformer on financial issues.

"I don't think I need any on-the-job training," he said. "I'm ready to go at it right now."

And repeatedly, on issues ranging from Iraq to Pakistan, the Arizona senator dismissed Obama as an inexperienced and "naive" legislator who doesn't understand key policies and areas of national concern.

McCain sharply suggested that on Iraq, Obama was ignorant of the difference between a "strategy" and a "tactic," and later added, "I don't think that Sen. Obama understands that there was a failed state in Pakistan when (former President Pervez) Musharraf came to power."

On Iraq, McCain argued, "If we suffer defeat ... that will have a calamitous effect on Afghanistan. Sen. Obama doesn't seem to understand there is a connection between the two."

Obama scored a zinger when he jabbed back at McCain's suggestion that some of the Democrat's policies were potentially dangerous to the country.

"Coming from you, who has threatened extinction for North Korea ... and (sung) some songs about bombing Iran, I don't know how credible that is," Obama said.

Throughout the night, Obama clearly held his own - unflustered and often reaching out to McCain, noting his agreements on policy issues and crediting McCain for successes.

But he consistently came back to his argument that - in his vision for the future and leadership - the Republican represented a continuation of Bush's policies, which Obama said have badly affected average Americans in every area of their lives.

"Over the last eight years, this administration and Sen. McCain have been solely focused on Iraq ... that is where their resources and their priorities have gone," Obama said. "In the meantime ... we have weakened our capacity to project power around the world."

"McCain, just as consistently, aimed to distance himself from Bush, saying that he has parted ways with the president on a range of issues, from climate change and Guantanamo Bay to "the way the Iraq war was conducted."

"That is independent," he said, adding that he was glad to have another maverick as a running mate, Alaska Gov. Sarah Palin.

At one point, McCain even tried to tie Obama and Bush together in a criticism of their leadership styles. Regarding the Democrat's persistent questioning of the surge policy in Iraq, McCain said, "We've seen this stubbornness before in this administration ... we need more flexibility in a president of the United States than that."

McCain's entrance on the stage came after the reversal of a dramatic declaration that he had made just 48 hours before - insisting that he would not participate in the debate unless Congress agreed on a bailout package to stabilize the nation's financial markets.

And even as Obama argued that the debate must go forward and the next president must be able to multitask in times of crisis, McCain pledged to suspend his campaign - something he only partially delivered on - and concentrate instead on the bailout package.

Republican supporters insisted that he showed steely determination to put country first and help resolve the crisis, while Democrats argued that McCain only ended up undermining delicate negotiations in Washington in a desperate move to stall his recent slide in the polls.

That set the stage for the debate, coming with the election just five weeks away and the presidential race still virtually in a dead heat.

Friday's debate was the first of three, with the next session on Oct. 7 at Belmont University in Nashville, and the final matchup on Oct. 15 at Hofstra University in Hempstead, N.Y.

Vice presidential candidates Palin and Democrat Joe Biden are to meet just once, Oct. 2 at Washington University in St. Louis.



Obama quotes
"I do think there is constructive work being done." - Obama's response when asked whether he intends to vote for a rescue plan taking shape in Congress.

"We did not set up a 21st century regulatory framework to deal with these problems. And that in part has to do with an economic philosophy that says that regulation is always bad." - Obama on the financial crisis.

"You said we would be greeted as liberators, and you were wrong." - Obama on McCain's support for the war in Iraq.

"This notion that by not talking to people we are punishing them - it doesn't work." - Obama on the need to broaden diplomatic efforts.


McCain quotes
"I hope so." - McCain's response when asked whether he intends to vote for a rescue plan taking shape in Congress.

"Sen. Obama has the most liberal voting record in the United States Senate. It's hard to reach across the aisle when you're that far to the left." - McCain contrasting his record of bipartisanship with Obama's.

"So let me get this right, we sit down with Ahmadinejad and he says, 'We're going to wipe Israel off the face of the Earth' and we say, 'No you're not.' Oh please." - McCain on Obama's willingness to negotiate with Iran.

"I have opposed the president on spending, on climate change, on torture of prisoners, on Guantanamo Bay ... on the way that the Iraq war was conducted." - McCain on his independence from President Bush.
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Re: Super Tuesday

Post by Gilbertology »

Ho visto il dibattito...mi aspettavo molto ma molto di più, invece i due sono stati molto sulla difensiva senza esporsi troppo, ne è venuto fuori un dibattito abbastanza lento, da Obama mi aspettavo più "palle" in questa occasione, ma avrà modo di rifarsi nei prossimi confronti. La questione che più mi ha lasciato a bocca aperta è che adesso hanno intenzione di lasciare l'Iraq ed entrare in Pakistan per "combattere Al Qaeda"...mah...
In ogni caso McCain proprio non mi piace, se eletto potrebbe fare addirittura peggio di Bush.
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