Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

E' il luogo in cui potete parlare di tutto quello che volete, in particolare di tutti gli argomenti non strettamente attinenti allo sport americano...
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Mahor
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Mahor »

Angyair wrote: Corsi e ricorsi nella trattativa Alitalia.

Quanto alla questione prostituzione, lasciando perdere questioni morali e religiose, ma quante realmente credete che siano le donne che di propria volontà vendono il proprio corpo? E non sto parlando di quelle che sposano uomini più grandi o brutti solo per il loro conto in banca.
Lo Stato può ammettere che qualcuno possa lucrare sullo sfruttamento sessuale di una donna?
La rendiamo legare? Bene, lo Stato può ammettere di lucrare sullo sfruttamento sessuale di una donna?
No, come detto bisogna colpire duro chi sfrutta.
Rendiamo le prostitute libere professioniste.
Perché gente con problemi disposta a pagare per una scopata esisterà sempre.
leonemigliore

Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by leonemigliore »

Mahor wrote: No, come detto bisogna colpire duro chi sfrutta.
Rendiamo le prostitute libere professioniste.
Perché gente con problemi disposta a pagare per una scopata esisterà sempre.
esatto bisogna colpire in modo molto duro chi sfrutta le prostitute,e il pedofili con pene esemplari,no come
adesso che dopo poco tempo sono gia' fuori.per me non c'e' niente di male fare la prostituta di professione
basta che paghi le tasse e che sia seguita da un medico,poi puo' fare quello che vuole del suo corpo.
mahor purtroppo hai detto una triste verita':gente con problemi disposta a pagare per una scopata esistera'
sempre.
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Vic Vega
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Vic Vega »

Da corriere.it, aggiornamento sulla questione Alitalia.

«Ci volevano trattare peggio delle colf»
Berlusconi: «Nessuna alternativa a Cai»
I piloti : «Il contratto Cai ha contenuti peggiorativi rispetto a quello delle collaboratrici domestiche»



MILANO - Non si placa la tempesta politico-mediatica sul caso Alitalia. Dopo che le organizzazioni di hostess e steward avevano fatto sapere di essere di essere pronte a fare un passo in avanti e dopo che il segretario della Cgil Guglielmo Epifani in un'intervista a «La Repubblica» propone l'apertura di una trattativa con Lufthansa, i piloti ribadiscono il loro no alle condizioni proposte loro da Cai (la sigla sta per Compagnia aerea italiana).

I PILOTI - Il contratto proposto dalla Cai ai piloti di Alitalia e condiviso da FitCisl, Uiltrasporti e UglTrasporti, in alcune parti «ha contenuti peggiorativi rispetto a quello recentemente rinnovato dalle collaboratrici domestiche, categoria per cui nutriamo il massimo rispetto e considerazione». Lo afferma l'Anpac in una nota.
L'associazione dei piloti fa poi riferimento al sondaggio pubblicato dal Corriere della Sera, da cui emerge che il 77% degli italiani «ritiene che i contratti di piloti e assistenti di volo andrebbero uniformati a quelli in vigore nelle altre compagnie europee». E, a questo proposito, la nota ricorda che «Anpac e Unione Piloti, nel corso della trattativa con la Cai, hanno più volte proposto questa soluzione ed hanno inoltre aggiunto di essere pronti ad una decurtazione della relativa parte economica fino al 30%».

BERLUSCONI - La posizione dei piloti riacutizza anche la polemica politica sulla vicenda. Su cui interviene di nuovo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Non ci sono soluzioni alternative a Cai. Chi festeggia per il fallimento della trattativa non si rende conto della situazione. Non c'è alcuna altra offerta oltre a quella della cordata italiana» ha dichiarato il premier. «Le immagini dei festeggiamenti da parte di alcuni dipendenti Alitalia, dopo il ritiro dell'offerta della Cai, credo che non siano piaciute in generale perchè sono persone che non si rendono conto della situazione di Alitalia, soprattutto dopo lo sforzo di alcuni imprenditori di investire e accollarsi un compito non facile. Vedere che chi doveva essere beneficiato invece era felice, sicuramente non è stato un bel vedere» ha detto ancora il premier in un'intervista rilasciata a «Studio Aperto» su Italia 1. «Il senso di responsabilità di alcuni di quelli che hanno fatto l'offerta non è diminuito - ha aggiunto il premier - ma credo che la situazione sia molto negativa. Piloti e assistenti si renderanno conto che non c'è altra soluzione alternativa». Secondo il premier, inoltre, «anche in questa occasione si è verificato quanto successo con Air France, quando Spinetta trattò per circa 13 giorni e poi ricevette una lettere dai sindacti che volevano un altro accordo. Si chiedono cose che nessuna compagnia può accettare, come la categoria dei piloti che si possa gestire da sola. Non è accettabile». Berlusconi ha concluso affermando: «Non credo ci sia nesuna possibilità che si presentino altri soggetti, credo che ci sia una seria possibilità di fallimento per la compagnia ma gli italiani sono buoni giudici nel capire da che parte sono le colpe».

ENRICO LETTA - «Le colpe di Berlusconi sono sotto gli occhi di tutti», ma con tempi «così stretti l'unica soluzione concreta rimane quella di Cai». Enrico Letta, ministro ombra del welfare, dal forum dei giovani imprenditori di Confcommercio, torna a puntare il dito sulle responsabilità del presidente del Consiglio in merito alla vicenda Alitalia, ma è convinto che ognuno debba fare «un passetto»: «non ci siano dei diktat e non si pretenda un inginocchiamento sui ceci. Tutti devono firmare l'accordo, anche la Cgil». «Berlusconi - ha proseguito - critica gli stessi piloti e la Cgil che aveva lodato, ad aprile, quando fecero saltare l'accordo con Air France. Se esistesse la macchina del tempo, metterebbe un cero alla Madonna per tornare a quel 30 marzo e firmare con Air France».

ROTONDI - Per arrivare ad una soluzione della crisi Alitalia occorre, secondo il segretario della Dca Gianfranco Rotondi «uno scatto di responsabilità: quella parte del sindacato che ancora è recalcitrante rispetto all’accordo se ne faccia una ragione e dimostri di avere buon senso. La Cgil di Epifani - chiede il ministro per l’Attuazione del programma - non faccia l’errore storico di affossare l`Alitalia. Il governo, del resto, ha fatto il proprio dovere».

ALEMANNO - «Mi auguro che tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione, in particolare di opposizione, diano segnali convergenti da questo punto di vista, perchè stiamo parlando della vita di lavoratori e di famiglie» ha dichiarato invece il sindaco di Roma Gianni Alemanno parlando a margine di un comvegno del Pdl a Sasso Marconi (Bologna). Secondo Alemanno la disponibilità degli assistenti di volo dell'Anpav a firmare il contratto quadro Alitalia «è un segnale di eccezionale importanza. È solo un primo segnale - ha aggiunto il sindaco di Roma - ma dimostra che la responsabilità può prevalere. Ho fatto più volte un appello a tutte le sigle sindacali perchè prevalga il senso di responsabilità e si capisca che non c'è alternativa a questa soluzione. Anche i possibili acquirenti internazionali hanno detto con chiarezza che non entrano nella partita se non c'è una cordata nazionale. Credo che i prossimi giorni siano decisivi. In questo momento - ha detto ancora Alemanno - bisogna essere realisti e responsabili, non creare illusioni, fare in modo che ci sia un approccio vero e serio».

DISTACCHI SINDACALI - Ma il no dei piloti mette in campo anche una nuova polemica, quella sui distacchi sindacali in Alitalia. La spesa annuale di Alitalia per i distacchi sindacali ammonta a 13,5 milioni di euro, contro una stima di 1,5 milioni di euro «se si applicassero le regole medie che valgono nell'industria per quanto riguarda le relazioni industriali» ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. «Mediamente - ha proseguito Sacconi - oggi in Alitalia stanno fuori dall'attività per funzioni sindacali 30 piloti, 50 assistenti di volo e 100 di personale di terra. Sono - ha ricordato Sacconi - l'espressione di un sistema vizioso e viziato che parte dalla testa, da un management che ha spesso coperto le proprie inefficienze e concedendo quello che altrove non veniva concesso. Tutto ciò non centra nulla con il pilota». Sacconi ha di nuovo precisato di aver chiesto ai piloti «non un taglio di salario ma un'ipotesi di riduzione del 6-7% a questo livello di ore di volo. Ciò significa che con un modesto innalzamento delle ore di volo si mantiene lo stesso livello retributivo».
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Paperone »

ieri leggevo che piloti e assistenti di volo Alitalia lavorano mediamente 100 ore in meno all'anno rispetto ai colleghi europei
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Vic Vega »

Su Alitalia e recessione economica globale, l'editoriale di Eugenio Scalfari (repubblica.it)



La vendano all'estero
o se la prenda lo stato

di EUGENIO SCALFARI


È VERO che la crisi dell'Alitalia è un bruscolino rispetto a quanto sta accadendo sui mercati mondiali, ma è pur sempre un fatto che ci riguarda molto da vicino, mette in gioco il trasporto aereo d'una nazione, il prestigio d'un governo che è il nostro governo, la rappresentatività d'un movimento sindacale che discute e firma contratti in nome di milioni di lavoratori.

Quindi ci occuperemo anzitutto di quella crisi al punto in cui ora è giunta e di quanto potrà accadere nei prossimi giorni, fin quando la flotta di bandiera potrà ancora volare.

La cordata tricolore e il piano industriale redatto da Banca Intesa si fondavano sul concetto della discontinuità. Al di fuori di esso il tentativo di Colaninno e di Passera non sarebbe mai nato e nessun altro tentativo analogo avrebbe mai potuto nascere.
Discontinuità a 360 gradi: nell'organizzazione delle rotte aeree, degli aeroporti, dei velivoli, dei debiti, del personale di terra e di volo e dei rispettivi contratti.
Discontinuità sommamente sgradita ai creditori di Alitalia, ai suoi azionisti privati, ai suoi dipendenti, cioè a tutti coloro che avrebbero dovuto pagare il conto di un dissesto annunciato da molti anni.

Non starò qui a ripetere quali siano state le responsabilità di quel dissesto, ma debbo ancora una volta ricordare che gli anni terribili sono stati soprattutto gli ultimi cinque dal 2003 al 2008, dalla gestione Mengozzi all'affondamento del piano Air France. Un disastro che porta ben chiari i nomi dei responsabili: in testa l'associazione dei piloti e Silvio Berlusconi. Anche Prodi ebbe le sue colpe: incertezza, indecisione; ma senza l'opposizione aggressiva dei piloti e di Berlusconi la via della soluzione era stata finalmente trovata e si sarebbe realizzata.

Un progetto basato sulla discontinuità dipende in gran parte dalle modalità del negoziato e dalle capacità del negoziatore. Colaninno questa capacità l'ha dimostrata in precedenti occasioni ma in questo caso la sua presenza al tavolo è stata minima. È entrato in scena il penultimo giorno e ne è uscito subito.

Anche il ruolo di Gianni Letta è stato molto modesto. Berlusconi praticamente non s'è mai visto salvo per pochi minuti. Tremonti, diretto azionista dell'Alitalia, assente anche lui. L'unico negoziatore al tavolo è stato il ministro Sacconi. Una frana.

Sacconi ha impostato l'intera trattativa sugli ultimatum e su una scelta discriminatoria degli interlocutori. Sapeva fin dall'inizio che il nocciolo duro da convincere sarebbe stato il personale di volo e le associazioni autonome che lo rappresentano. Sapeva anche che il tempo utile a disposizione era breve a causa della pessima situazione patrimoniale e finanziaria della società.

Sacconi trattava cioè sull'orlo del baratro ma era evidentemente convinto che spingere il dramma verso il suo punto culminante avrebbe facilitato l'accordo. Perciò perse volutamente tempo. Si contentò di ottenere il beneplacito di Bonanni, Angeletti, Polverini che non contavano niente in questa vertenza; tenne fuori dalla porta i piloti dell'Anpac e le altre associazioni autonome; scelse come bersaglio la Cgil che accusò fin dall'inizio di ideologismo politico e di una strategia del "tanto peggio".

I piloti dell'Anpac hanno molte responsabilità come abbiamo già ricordato, ma ci sono anche alcuni punti fermi che vanno tenuti ben presenti e cioè:
1. Guadagnano meno dei loro colleghi di Air France, British, Lufthansa. Guadagnano invece di più dei piloti di Air One.
2. Hanno una produttività più bassa dei colleghi di quelle tre società a causa della cattiva organizzazione dei voli e degli equipaggi; tuttavia su questo punto avevano dato subito la loro positiva disponibilità.
3. Sia Sacconi sia il commissario Fantozzi hanno posto il negoziato sotto scadenze ultimative di 48 in 48 ore pena la messa immediata in mobilità di tutto il personale e, ovviamente, la sospensione dei voli. Ma poiché le 48 ore passavano e gli aerei continuavano regolarmente a volare l'effetto è stata la perdita di credibilità sia del ministro sia del commissario.
Ma l'errore di fondo è stato un altro e porta il nome di Silvio Berlusconi. Il "premier" aveva assunto in campagna elettorale l'impegno di favorire una cordata tricolore e questo ha determinato la strategia del governo producendo però un gravissimo vizio di forma nella procedura: ha vincolato il commissario Fantozzi a privilegiare come controparte la cordata Colaninno.
È vero che la legge Marzano, appositamente riscritta per l'occasione, prevede la trattativa privata, ma non prevede l'esclusiva. Fantozzi è stato tuttavia insediato con la condizione di preferire almeno in prima battuta la cordata Colaninno la quale a sua volta, forte di questo privilegio, ha fissato le condizioni pensando che su di esse sarebbe stato relativamente facile acquisire il consenso dei sindacati confederali.

Il tema del contratto col personale di volo è stato completamente sottovalutato sia da Colaninno sia da Sacconi. E quando Epifani ha fatto presente la verità e cioè che la rappresentatività dei sindacati confederali era pressoché nulla per quanto riguarda il personale di volo questa onesta ammissione è stata ritenuta segno di tradimento e di irresponsabilità sia da parte del governo sia da parte della Cisl e sia dalla quasi totalità dei "media" giornalistici e televisivi.

* * *
Ancora ieri il presidente del Consiglio ha ribadito che le soluzioni sul tappeto sono soltanto due: accettare il piano industriale di Colaninno o il fallimento.
Ma non è così. La procedura impone a Fantozzi di sollecitare altre offerte di acquisto per l'Alitalia, in blocco senza discontinuità oppure soltanto per una parte degli asset. Se il commissario di Alitalia si sottraesse a questo suo urgente e inderogabile compito verrebbe meno ai doveri del suo ufficio e sarebbe passibile d'esser messo sotto accusa da parte della Corte dei conti per aver causato grave danno erariale alle casse dello Stato.

È ben comprensibile che una soluzione di questo genere, l'arrivo d'un cavaliere bianco che a questo punto non potrebbe essere altri che uno dei grandi vettori stranieri, sarebbe una penosa sconfitta d'immagine per il "premier", ma non è comunque in sua facoltà bloccare una procedura prevista dalla legge. Salvo di nazionalizzare l'Alitalia, magari temporaneamente, seguendo le procedure imposte in analoghi casi dalla Commissione di Bruxelles.
Gli esempi che proprio in queste ore vengono dagli Usa ci dicono che in casi estremi la politica, in mancanza di alternative e per evitare guai peggiori, può e anzi deve ricorrere a estremi rimedi.

* * *
Il rimedio adottato - tardivamente - da George W. Bush è chiaro ed è stato già ampiamente descritto ieri dai giornali di tutto il mondo: creare un apposito veicolo federale che si assuma l'onere di acquistare tutti i titoli-spazzatura che ingombrano i portafogli del sistema bancario americano, pagabili al 65 per cento del loro prezzo nominale. Il costo dell'intera operazione è di 700 miliardi di dollari, cifra iperbolica alla quale il Tesoro farà fronte emettendo titoli propri e/o addirittura stampando carta moneta.

Un provvedimento analogo fu preso nel 1932 in piena depressione americana e mondiale con la creazione della Reconstruction Finance Corporation. Come si vede le analogie con la crisi iniziata nel 1929, che raggiunse il suo culmine anche in Europa a tre anni di distanza, sono molto forti con la situazione attuale pur nelle ovvie differenze.

In sostanza si tratta d'un salvataggio senza limiti di cifra dell'intero sistema bancario americano e mondiale perché non solo americano ma anche mondiale è stato l'inquinamento provocato sui mercati finanziari dai titoli-spazzatura.

Sarà sufficiente quest'intervento colossale a ridare fiducia e stabilità ai mercati? Probabilmente sì, ma ci saranno altri effetti che sono fin d'ora prevedibili. Stabilizzare il sistema e salvarlo da un crac totale è un risultato non solo utile ma necessario. Pensare che sia indolore e privo di conseguenze sgradevoli sarebbe però illusorio e sbagliato.

* * *
Il costo di questa gigantesca operazione si scaricherà inevitabilmente sul bilancio federale Usa, già oberato da un antico e ampio disavanzo. Le previsioni più attendibili (riportate da Federico Rampini nel suo articolo di ieri) calcolano che il costo dell'intervento sarà del 7 per cento del Pil degli Stati Uniti. L'inondazione di liquidità avrà effetti cospicui sul tasso d'inflazione americana.

Più difficile è prevedere quale sarà il comportamento del dollaro sul mercato dei cambi. La ripresa in grande stile dei valori delle Borse potrà provocare un afflusso di capitali esteri e quindi un rialzo del tasso di cambio della moneta Usa, ma la prospettiva di inasprimenti fiscali e le dimensioni del disavanzo di bilancio potranno a loro volta provocare uno spostamento di capitali dal dollaro ad altre monete. Non dimentichiamo che il sistema finanziario Usa ha vissuto e vive sul paradosso d'esser finanziato non già dal risparmio interno ma dal risparmio internazionale. La crisi in atto può attirare capitali speculativi a breve ma può anche indirizzare altrove il risparmio internazionale. Del resto il vero e proprio crollo delle riserve della Fed avvenuto in questi mesi è un segnale in questa direzione.

Complessivamente ci sembra di poter dire che le forze di stagnazione economica siano maggiori delle forze di sviluppo per la semplice constatazione che lo sforzo di stabilizzare da parte del Tesoro serve a ripianare i debiti e non a rilanciare gli investimenti e la domanda.
Se questi effetti si produrranno sarà difficile scommettere sulla locomotiva americana e sui suoi effetti tonici verso il resto del mondo.

Post Scriptum. Ha fatto sensazione leggere il nome di Marina Berlusconi nel nuovo consiglio di amministrazione di Mediobanca, nella sua qualità di rappresentante di Fininvest, presente con l'uno per cento nel patto di sindacato di Piazzetta Cuccia.
La presenza di Marina Berlusconi è pienamente legittimata dalla presenza della Fininvest nel capitale di Mediobanca; non toglie che rappresenti un'altra anomalia del sistema Italia. Fininvest ha amici potenti e collaudati nel cda di Piazzetta Cuccia: Mediolanum, i francesi di Tarak Ben Ammar, Ligresti, Tronchetti Provera, Geronzi. Per quel tanto che conta in Mediobanca, c'è anche Banca Intesa.

La famiglia Berlusconi si muove da tempo per stabilire rapporti intrinseci con le banche e l'establishment assicurativo e finanziario italiano oltre che con quello industriale. Sono passati i tempi del Berlusconi che sparava sulla grande impresa e sulla grande finanza sostenendo gli interessi e le aspettative delle partite Iva e delle piccole imprese.

È finita la caccia alle allodole ed è cominciata quella al cinghiale. La stessa operazione Alitalia mira a questo risultato. Dietro la bandiera tricolore c'è sempre un sottofondo di interessi politici ed economici, ma questo lo sappiamo da un pezzo e accade in tutto il mondo.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Angyair »

Mahor wrote: No, come detto bisogna colpire duro chi sfrutta.
Rendiamo le prostitute libere professioniste.
Perché gente con problemi disposta a pagare per una scopata esisterà sempre.
Quindi lo Stato può lucrare, tramite il pagamento delle tasse, sullo sfruttamento sessuale delle donne (o degli uomini o dei trans)? E perché non legittimare la figura del pappone? Se paga le tasse....

Sulla questione Alitalia, interessante intervento di Ichino sulla questione sindacati e contratti.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Mahor »

Lo Stato non lucra, lo Stato è tenuto a supervisionare ciò che sul suo territorio accade.
Lo Stato ha il monopolio delle sigarette, eppure queste sono fonti di numerosi problemi di salute cui poi il Servizio Sanitario Nazionale deve far fronte.
E magari fumi.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Angyair »

Mahor wrote: Lo Stato non lucra, lo Stato è tenuto a supervisionare ciò che sul suo territorio accade.
Lo Stato ha il monopolio delle sigarette, eppure queste sono fonti di numerosi problemi di salute cui poi il Servizio Sanitario Nazionale deve far fronte.
E magari fumi.
Sdeng! Ritenta, sarai più fortunato. :D
E comunque io non sto' e non voglio giudicare, quelle sono solo le domande che uno si dovrebbe fare per capire come la pensa. Io la penso in un modo, tu magari in un altro e non voglio dirti affatto che stai sbagliando.
Il fumo fa' male, ma non è un reato fumare (anche se io lo vieterei in modo assoluto :D). Supervisionare non significa accettare tutto quello che avviene e regolarlo per ricavarne soldi.
Ci sarà sempre qualcuno che pagherà per una scopata e quindi conviene legalizzare?
Ci sarà sempre qualcuno ha sceglierà di drogarsi, che ha bisogan di soldi e ruberà, o che ne vuole di più e trufferà, ruberà, diventerà politico....
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by White Rabbit »

Mahor wrote: Lo Stato non lucra, lo Stato è tenuto a supervisionare ciò che sul suo territorio accade.
Lo Stato ha il monopolio delle sigarette, eppure queste sono fonti di numerosi problemi di salute cui poi il Servizio Sanitario Nazionale deve far fronte.
E magari fumi.
Ma le sigarette sono oggetti. Stai facendo male a te stesso con la consapevolezza di farlo, dunque son cazzi tuoi. Non puoi sfruttare delle ragazzine che le mignotte non vorrebbero farle ma sono schiavizzate e costrette.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Mahor »

Non c'è da riprovare, ho usato il magari mica per nulla.

Comunque... se tu sei proibizionista è un altro discorso e c'è poco da dire.
Posso solo dirti che storicamente il proibizionismo ha fallito.

White Rabbit wrote: Ma le sigarette sono oggetti. Stai facendo male a te stesso con la consapevolezza di farlo, dunque son cazzi tuoi. Non puoi sfruttare delle ragazzine che le mignotte non vorrebbero farle ma sono schiavizzate e costrette.
L'italiano non è un'opinione.
Ho detto che bisognare rendere le prostitute (maggiorenni, ovviamente) libere professioniste.
Quindi fare in modo che non restino schiave.
Sono d'accordo sul fatto che vada combattuto lo sfruttamento, non sul fatto che la prostituzione debba essere debellata.
Perché noi non siamo nessuno per decidere che una persona non possa, a piacere, pagare per fare sesso.
L'importante è che questo avvenga senza che venga sfruttato nessuno.
Del resto noi non siamo nessuno nemmeno per decidere che una donna non possa vendere le sue prestazioni sessuali.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by White Rabbit »

Scusami e per garantire l'effettiva esistenza di una libera professione e l'assenza di abusi che si fa, si crea un'ordine professionale con annesso esame di stato?
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Angyair »

Mahor wrote: Comunque... se tu sei proibizionista è un altro discorso e c'è poco da dire.
Posso solo dirti che storicamente il proibizionismo ha fallito.

Del resto noi non siamo nessuno nemmeno per decidere che una donna non possa vendere le sue prestazioni sessuali.
Non sono proibizionista in senso assoluto, anzi, ma il fumo mi da' fastidio, fa' male, anche a me che non fumo, e lo vieterei. :D

Ecco, la seconda parte sarebbe l'inizio su un discorso su quali sono i doveri dello stato rispetto al proteggere l'individuo (e non permettere di fare qualunque cosa uno voglia) ma è un discorso lungo, e ora non ho nè il tempo nè la voglia (oltre al fatto che non mi sembra un argomento che si possa trattare con il giusto peso su un forum).
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Mahor »

Non garantirai mai che non esistano abusi.
Non è certo un problema di legalizzare la prostituzione e legiferare a riguardo.
Che tu lo faccia o meno continueranno ad esistere prostitute sfruttate da papponi e persone represse che ci andranno fottendosene del fatto che stanno ingrassando le tasche di questi.

Rendendo una libera professione la prostituzione aiuteresti chi vuole praticare questo lavoro a farlo nella legalità... e chi vuole pagare per avere un rapporto sessuale a poterlo fare con un minimo di coscienza a posto.
Oltre che a togliere almeno parte dei proventi a chi sfrutta questi giri INFAMI.

Angyair wrote: Non sono proibizionista in senso assoluto, anzi, ma il fumo mi da' fastidio, fa' male, anche a me che non fumo, e lo vieterei. :D

Ecco, la seconda parte sarebbe l'inizio su un discorso su quali sono i doveri dello stato rispetto al proteggere l'individuo (e non permettere di fare qualunque cosa uno voglia) ma è un discorso lungo, e ora non ho nè il tempo nè la voglia (oltre al fatto che non mi sembra un argomento che si possa trattare con il giusto peso su un forum).
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by BruceSmith »

Mahor wrote: Posso solo dirti che storicamente il proibizionismo ha fallito.
il probizionismo ha comunque fatto meno danni della legalizzazione.

e il discorso "qualcuno che paga per del sesso a pagamento (o che sniffa, o che si buca) ci sarà sempre tanto vale legalizzare almeno ci pagano le tasse" è quanto di peggio si possa sentire.
uno stato non può decidere cosa è legale e cosa no in base a questi parametri. quella roba lì si chiama calare le braghe
Last edited by BruceSmith on 21/09/2008, 15:19, edited 1 time in total.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Mahor »

Se vale il discorso "chi fuma fa solo del male a sè stesso" deve valere il discorso "chi scopa a pagamento, se lo fa con una persona che non è sfruttata, non fa certo del male a te".
Non mi pare di aver detto che si debba legalizzare la pedofilia, ho detto che se due persone adulte e consenzioneti vogliono scambiare denaro con prestazioni sessuali non vedo perché lo Stato si debba intromettere impedendo questa cosa.

QUESTO è di peggio si possa sentire.


Riguardo al fatto che il proibizionismo abbia fatto meno danni della legalizzazione è tutto da vedere, perché i dati, riguardo all'uso delle droghe, che provengono dall'Olanda non sono così catastrofici.
Certo non più di quelli nostrani, dove pure le droghe sono messe al bando.
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