Red wrote:
Anquetil se la vide con Coppi, Gaul, Bahamontes.
Merckx e Gimondi se la videro a vicenda, se non altro.
Hinault mise in fila gente come Fignon e Lemond.
Contador, per quanto mi risulta, gli avversari migliori li ha battuti all'antidoping e niente mi toglie dalla mente l'idea che se fosse nato in Italia invece che in Spagna avrebbe fatto, insieme a Valverde, la fine di Basso.
E' triste dirlo, ma gli albi d'oro di questo periodo hanno ben poca credibilità...
Sugli albi d'oro purtroppo si potrebbe parlare per giorni senza venire a capo di nulla. Contador non è mai stato beccato ad un controllo, come Riccò, Hullrich o Zuelle, è sospettato di aver avuto rapporti con scienziati del doping, come in Italia è accaduto a Basso, che ha confessato e s'è beccato due anni, e Di Luca, riabilitato dopo aver perso un mondiale. Io sono ben contento della severità della federazione italiana, capisco che il sospetto è inevitabile, ma nemmeno si può perdere il gusto di una gara sospettando di tutto e tutti, è inevitabile per noi fidarci degli atleti non condannati, altrimenti meglio lasciar perdere lo sport.
Concordo che la federazione spagnola sia colpevolmente lassista, purtroppo solo l'UCI potrebbe prendere in mano la situazione e, con i dirigenti attuali, mi vien da ridere a pensarci.
Invece impossibile ora fare un rapporto fra Hinault, Anquetil, Mercx e Contador oggi. Occorre farlo fra qualche anno.
Quando a 26 anni Indurain vinse il suo primo Tour de France, sembrò una vittoria rubata e sembrò che Bugno avesse perso solo perchè, troppo sicuro della vittoria, avrebbe sottovalutato il suo avversario. Lo stesso Chiappucci sembrava potesse infastidire Miguelon.
Il suo ultimo Tour Indurain lo vinse battendo Ugrumov, non certo un fuoriclasse, ed un Pantani che non pensava di non poter competere per la vittoria e per la prima parte del Tour perse tanto tempo in classifica. Avversari modesti, ma non per questo la vittoria valse di meno.
Armstrong, che personalmente non sopporto per i suoi atteggiamenti da mafiosetto d'infimo ordine, vedi il caso Simeoni, un anno battè Mayo e Beloki. Hinault lo ricordo bene perchè ero ragazzino e mi avvicinavo al ciclismo quando lui stravinceva, il suo quinto Tour de France lo vinse scortato come gregario dal suo unico avversario credibile, Lemond; Fignon non c'era, e non c'è mai stato un vero scontro fra i due francesi, in quanto erano facili ad infortuni, Hinault saltò due stagioni per infortunio, quando Fignon vinse i suoi due tour, fra l'altro in un periodo uin cui non c'erano avversari, in quanto Zoetmelk annaspava e Polidor si era ritirato, italiani e spagnoli erano in crisi, Roche e Lemond ancora non erano pronti ad un tour. Quando Hinault tornò per i suoi ultimi due tour, in cui si scambiò il primo ed il secondo posto con il compagno di squadra Greg Lemond, senza avversari credibili, Fignon era fuori per infortunio e non tornò più quello dei primi anni '80, in quanto perse qualcosa in continuità di rendimento, a cronometro e nelle salite più dure.
Se Hinault lo valuti dagli avversari che sconfisse, tolti i primissimi anni lo devi valutare poco.
Vinse tre giri d'Italia, in quegli anni Moser era molto amico dell'organizzatore Torriani, quindi si vedevano giri pianeggianti, con tre cronometro, due o tre tappe di salita al massimo, nelle altre le salite erano lontane dal traguardo, per lo meno 10 o 11 arrivi in volata.
I vincitori del giro in quegli anni erano Moser e Saronni, campioni nelle gare di un giorno solo ma non nei giri a tappe, Battaglin, Panizza, un paio di spagnoli non eccelsi, come Lejarreta ed il povero Fernandez, più i giovanissimi Contini, Visentini e Chioccioli, il primo poi si perse per strada e gli altri due non divennero mai veri fuoriclasse.
Ma di questo possiamo accusare Hinault? Bernard sfruttò al massimo il suo immenso talento, facendoci divertire per anni, corse al massimo per anni nei grandi giri, che fossero anni parzialmente privi di grandi avversari, fra i vecchi degli anni '70 che si ritiravano e giovani che ancora non erano pronti, non può certo essere imputato a lui.