Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
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BruceSmith
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
Compagnia di veto
di Dario Di Vico
Una cosa va messa subito in chiaro: quello che sta andando in scena in queste ore a Roma non è un tradizionale conflitto sindacale. Nella storia, anche recente, della rappresentanza dei lavoratori italiani abbiamo assistito a battaglie e vertenze molto aspre durate giorni e giorni. In gioco quasi sempre c'era la forza del sindacalismo italiano, la difesa delle sue postazioni e la capacità di condizionare le decisioni della controparte ma in un contesto in cui le ragioni di un interesse comune allo sviluppo dell’azienda assai raramente sono venute meno. In Alitalia è diverso. Nella compagnia di bandiera vige, purtroppo ormai da tempo immemorabile, una forma particolare di governance che è non esagerato chiamare «consociativismo aereo». Partiti, governi di turno, management e sindacati hanno dato vita a una gestione irresponsabile delle risorse che ha portato alle degenerazioni descritte ieri su questo giornale da Sergio Rizzo. A pagare alla fine era Pantalone e in questo marasma si sono perse o diluite le differenze di comportamento tra sindacalismo autonomo e tradizione confederale. E non è certo un caso che in queste ore i leader del tavolo appaiano i rappresentanti delle organizzazioni dei piloti e che la busta paga sia composta da 550 voci.
Il consociativismo non vuole la privatizzazione dell'Alitalia. Il primo test della pervicace volontà di boicottare il risanamento lo abbiamo avuto sei mesi fa, quando il sindacato decise più o meno a tavolino di far scappare Air France, di rendere impossibile la vendita ai francesi pur di preservare lo status quo. Il governo di allora, guidato da Romano Prodi, a causa delle contraddizioni interne e dell'influenza esercitata dalla Cgil, non riuscì a rompere l'incantesimo e ne ha pagato le conseguenze. Con il centro-destra a palazzo Chigi il copione si sta ripetendo. La propensione al veto di piloti e sindacalisti dell’Alitalia è no partisan, non guarda in faccia a nessuno.
La richiesta di discutere congiuntamente esuberii e piano industriale si sta rivelando un machiavello per evitare non solo la normalizzazione dell'Alitalia, ma persino di discutere gli indispensabili sacrifici richiesti dalla situazione pre-fallimentare. L'obiettivo dei consociativi è quello di limitare preventivamente l'autonomia della nuova dirigenza ed evitare di mettere in discussione i propri privilegi. Come interpretare altrimenti la pretesa che le organizzazioni dei piloti possano mettere bocca sulle promozioni, l'assegnazione degli incarichi e persino le assunzioni? Non è bastato finora che in sede di mediazione si individuassero aree contrattuali specifiche e forme contrattate di flessibilità per chi guida un aeromobile. Anpac e soci vogliono di più, vogliono tenere in mano la cloche delle scelte aziendali come è riuscito loro in tutti questi anni nonostante il Paese sia stato guidato da coalizioni di colore opposto.
Stando così le cose è ovvio che il negoziato sia appeso a un filo e il futuro della compagnia di bandiera appaia nero. In queste settimane si è aperto sul piano Fenice un ampio dibattito di politica industriale e aziendale che ha visto confrontarsi — con pareri opposti — sia economisti sia uomini d'impresa. Se però ad avere la meglio sarà il partito del veto ci sarà poco da gioire anche per chi ha legittimamente criticato il piano. E' difficile che un terzo compratore si azzardi a bussare.
http://www.corriere.it/editoriali/08_se ... aabc.shtml
di Dario Di Vico
Una cosa va messa subito in chiaro: quello che sta andando in scena in queste ore a Roma non è un tradizionale conflitto sindacale. Nella storia, anche recente, della rappresentanza dei lavoratori italiani abbiamo assistito a battaglie e vertenze molto aspre durate giorni e giorni. In gioco quasi sempre c'era la forza del sindacalismo italiano, la difesa delle sue postazioni e la capacità di condizionare le decisioni della controparte ma in un contesto in cui le ragioni di un interesse comune allo sviluppo dell’azienda assai raramente sono venute meno. In Alitalia è diverso. Nella compagnia di bandiera vige, purtroppo ormai da tempo immemorabile, una forma particolare di governance che è non esagerato chiamare «consociativismo aereo». Partiti, governi di turno, management e sindacati hanno dato vita a una gestione irresponsabile delle risorse che ha portato alle degenerazioni descritte ieri su questo giornale da Sergio Rizzo. A pagare alla fine era Pantalone e in questo marasma si sono perse o diluite le differenze di comportamento tra sindacalismo autonomo e tradizione confederale. E non è certo un caso che in queste ore i leader del tavolo appaiano i rappresentanti delle organizzazioni dei piloti e che la busta paga sia composta da 550 voci.
Il consociativismo non vuole la privatizzazione dell'Alitalia. Il primo test della pervicace volontà di boicottare il risanamento lo abbiamo avuto sei mesi fa, quando il sindacato decise più o meno a tavolino di far scappare Air France, di rendere impossibile la vendita ai francesi pur di preservare lo status quo. Il governo di allora, guidato da Romano Prodi, a causa delle contraddizioni interne e dell'influenza esercitata dalla Cgil, non riuscì a rompere l'incantesimo e ne ha pagato le conseguenze. Con il centro-destra a palazzo Chigi il copione si sta ripetendo. La propensione al veto di piloti e sindacalisti dell’Alitalia è no partisan, non guarda in faccia a nessuno.
La richiesta di discutere congiuntamente esuberii e piano industriale si sta rivelando un machiavello per evitare non solo la normalizzazione dell'Alitalia, ma persino di discutere gli indispensabili sacrifici richiesti dalla situazione pre-fallimentare. L'obiettivo dei consociativi è quello di limitare preventivamente l'autonomia della nuova dirigenza ed evitare di mettere in discussione i propri privilegi. Come interpretare altrimenti la pretesa che le organizzazioni dei piloti possano mettere bocca sulle promozioni, l'assegnazione degli incarichi e persino le assunzioni? Non è bastato finora che in sede di mediazione si individuassero aree contrattuali specifiche e forme contrattate di flessibilità per chi guida un aeromobile. Anpac e soci vogliono di più, vogliono tenere in mano la cloche delle scelte aziendali come è riuscito loro in tutti questi anni nonostante il Paese sia stato guidato da coalizioni di colore opposto.
Stando così le cose è ovvio che il negoziato sia appeso a un filo e il futuro della compagnia di bandiera appaia nero. In queste settimane si è aperto sul piano Fenice un ampio dibattito di politica industriale e aziendale che ha visto confrontarsi — con pareri opposti — sia economisti sia uomini d'impresa. Se però ad avere la meglio sarà il partito del veto ci sarà poco da gioire anche per chi ha legittimamente criticato il piano. E' difficile che un terzo compratore si azzardi a bussare.
http://www.corriere.it/editoriali/08_se ... aabc.shtml
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
Eh ma qui te la cerchi. Un sardo, mi parla di uguaglianza nella suddivisione delle risorse economiche del paese? Qui mi fate diventare leghista. :roll:MagicKobe wrote: non è campalinismo,è questione di uguaglianza.
La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.
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MagicKobe
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
Ahahahhaha.Spree wrote: Eh ma qui te la cerchi. Un sardo, mi parla di uguaglianza nella suddivisione delle risorse economiche del paese? Qui mi fate diventare leghista. :roll:
Informati meglio spree...
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White Rabbit
Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
Se ti riferisci allo status di regione autonoma, sopravvaluti i poteri che garantisce tale condizione in seguito alla riforma del titolo V della costituzione. Se ti riferisci al saldo fiscale della regione Sardegna, secondo quanto riportato da un articolo de il sole 24 ore (http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/08/federalismo-sette-regioni-autosufficienti.shtml?uuid=8c1ac2f2-61ef-11dd-878c-15751ecf7bb7&DocRulesView=Libero) la Sardegna è una delle poche regioni che versa allo stato più di quanto riceve, e non è che ci voglia molto a capire perchè, avendo in casa la più grande raffineria di petrolio (che penso con i suoi versamenti di iva ed irpef basterebbe per coprire una buona parte della popolazione sarda, che d'altronde è di solo 1 milione e mezzo di abitanti...) e vedendo la totale assenza dello stato (basti vedere la condizione di molte infrastrutture, grazie ai soldi finiti per far fare autostrade alla mafia nel sud Italia e mai nemmeno transitati in Sardegna). Mettici che lo stato ha un debito nei confronti della regione di 25 miliardi di euro (dovuti in passato e mai stanziati e che, secondo la finanziaria nazionale 2006, dovranno essere restituiti gradualmente entro 25 o 30 anni, ora non ricordo) e fai un po' tu. Non è per fare campanilismo, ma quando si parla di cose altrui è bene informarsi e non basarsi su preconcetti o luoghi comuni.Spree wrote: Eh ma qui te la cerchi. Un sardo, mi parla di uguaglianza nella suddivisione delle risorse economiche del paese? Qui mi fate diventare leghista. :roll:
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
http://www.regione.toscana.it/regione/e ... 21743.htmlla Sardegna è una delle poche regioni che versa allo stato più di quanto riceve
Io dico di no, poi fate voi. Quello di cui parla l'articolo nel tuo link è il fatto che la sardegna produce più di quanto riceve, cioè che il reddito procapite dipende in maggior parte da produzione interna e non ottiene molti versamenti dallo stato. Che c'entra poco con il saldo.
Last edited by Spree on 14/09/2008, 12:21, edited 1 time in total.
La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.
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White Rabbit
Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
Quindi i dati della regione Toscana, fonte imparziale, valgono più di quelli de il sole 24 ore, noto organo di stampa del partito sardo d'azione?
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BruceSmith
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
White Rabbit wrote: Quindi i dati della regione Toscana, fonte imparziale, valgono più di quelli de il sole 24 ore, noto organo di stampa del partito sardo d'azione?![]()
guarda che il dato portato da spree
A dirlo è un'indagine pubblicata stamane dal quotidiano "Il Sole 24 ore", su un elaborazione dei dati di Confindustria, dal 2000 al 2006. Secondo la classifica nelle Marche i tributi regionali sono stati 9.750 euro pro capite mentre la spesa pubblica per i servizi 8.600 euro. Il saldo regionale, quindi, risulta in attivo di 1.150 euro a persona. Le Marche si posizionano quindi tra le otto regioni in attivo con Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana, Lazio e Friuli Venezia Giulia.
viene segnalato anche nel tuo articolo:
Tra 2002 e 2006 (la media quadriennale è necessaria per scontare le oscillazioni di cassa), per esempio, ogni lombardo ha dato al Fisco, nelle sue varie forme, 13.700 euro, ricevendone solo 8.850 in termini di spesa pubblica. In credito con il «pubblico», anche se in misura più contenuta, sono anche emiliani (3.450 euro a testa), veneti (2.900 euro), piemontesi (1.900 euro), e, lontano dal Nord, i cittadini di Marche (1.150 euro) e Lazio (1.500). Gli altri (32,2 milioni di italiani) sono tutti, chi più chi meno, in rosso, fino al record dei 3mila euro che ogni valdostano riceve in media più di quanto paga in tasse.
probabilmente è lo stesso studio.
un conto è parlare del reddito procapite, un conto è dire: a fronte di TOT. tasse vengono dati TOT. finanziamenti statali.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
Faccio notare che la regione toscana riporta esattamente lo stesso studio del sole 24 ore.White Rabbit wrote: Quindi i dati della regione Toscana, fonte imparziale, valgono più di quelli de il sole 24 ore, noto organo di stampa del partito sardo d'azione?![]()
La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.
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Paperone
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
anche nell'articolo citato da WR i nomi che vengono fatti sono sempre gli stessi, e la Sardegna non c'èSpree wrote: http://www.regione.toscana.it/regione/e ... 21743.html
Io dico di no, poi fate voi. Quello di cui parla l'articolo nel tuo link è il fatto che la sardegna produce più di quanto riceve, cioè che il reddito procapite dipende in maggior parte da produzione interna e non ottiene molti versamenti dallo stato. Che c'entra poco con il saldo.
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
Che culo :gazza:BruceSmith wrote: Le Marche si posizionano quindi tra le otto regioni in attivo


Nomino TheBluesBrothers Primo Ministro del mio regno, Nova Civitas.
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Toni Monroe
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
A spiegarne ancora più chiaramente i motivi è un'altra elaborazione, condotta dal direttore generale di Assonime Stefano Micossi, che permette di misurare il rapporto fra reddito pro capite e trasferimenti statali (dati 2006). A guidare la classifica sono Valle d'Aosta, Sardegna e Trentino Alto Adige.
Ma una volta appurato che c'è chi versa di più e chi versa di meno, che alcuni (in teoria, che poi si dovrebbe capire a chi vanno i soldi) ricevono di più ed altri ricevono di meno.. continuo a pensare che ci siano più ragioni per lasciare che l'alitalia fallisca, che non di salvarla. Le aziende private, quando non riescono ad andare avanti, chiudono o vendono o si fondono con altre. Perchè dovrebbe essere diverso per quelle statali, in generale, e per alitalia, in particolare? Come mai non si riescono a trovare dei capitalisti disposti a metterci il loro grano? Quali valutazioni hanno fatto, che ci si guarda bene dal far conoscere al pubblico, per decidere che non è il caso di accollarsi quest'onere?
Ma una volta appurato che c'è chi versa di più e chi versa di meno, che alcuni (in teoria, che poi si dovrebbe capire a chi vanno i soldi) ricevono di più ed altri ricevono di meno.. continuo a pensare che ci siano più ragioni per lasciare che l'alitalia fallisca, che non di salvarla. Le aziende private, quando non riescono ad andare avanti, chiudono o vendono o si fondono con altre. Perchè dovrebbe essere diverso per quelle statali, in generale, e per alitalia, in particolare? Come mai non si riescono a trovare dei capitalisti disposti a metterci il loro grano? Quali valutazioni hanno fatto, che ci si guarda bene dal far conoscere al pubblico, per decidere che non è il caso di accollarsi quest'onere?
"Orgoglioso di non essere uno di loro." Paolo Maldini
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MagicKobe
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
Allora,il saldo tra il gettito fiscale prodotto e la spesa pubblica in sardegna è nettamente positivo,in sardegna si copre quasi il 50% del territorio italiano destinato a basi militari cosa che si riallaccia al debito dello stato citato da white,inoltre ricordo che la sardegna ha la continuità territoriale da solo una decina d'anni,visto che siamo tutti uguali non capisco perchè io sardo per fare 100 km spendo 100 e tu ne devi spendere 50.Spree wrote: http://www.regione.toscana.it/regione/e ... 21743.html
Io dico di no, poi fate voi. Quello di cui parla l'articolo nel tuo link è il fatto che la sardegna produce più di quanto riceve, cioè che il reddito procapite dipende in maggior parte da produzione interna e non ottiene molti versamenti dallo stato. Che c'entra poco con il saldo.
Aggiungo che in sardegna chi si ha preso i grandi contributi sono aziende come la legler(non certo sarda) che poi invece di investirli nelle sedi sarde ormai obsolete li investiva al nord.
Campalinismo e fatti.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
Cosa che è ampiamente provata da caterve di fatti che vedo qui citati.MagicKobe wrote: Allora,il saldo tra il gettito fiscale prodotto e la spesa pubblica in sardegna è nettamente positivo,in sardegna si copre quasi il 50% del territorio italiano destinato a basi militari cosa che si riallaccia al debito dello stato citato da white,inoltre ricordo che la sardegna ha la continuità territoriale da solo una decina d'anni,visto che siamo tutti uguali non capisco perchè io sardo per fare 100 km spendo 100 e tu ne devi spendere 50.
Aggiungo che in sardegna chi si ha preso i grandi contributi sono aziende come la legler(non certo sarda) che poi invece di investirli nelle sedi sarde ormai obsolete li investiva al nord.
Campalinismo e fatti.
L'ultimo punto, invece, sinceramente mi sfugge. Puoi esplicitare il concetto?
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
Quello che mi piace, dei fascisti, è l'attaccamento alla patria e alla sua carta fondamentale. Oltre che la capacità di rinnovarsi, ovviamente.
La notizia del giorno:
I giovani di AN: non possiamo e non vogliamo essere antifascisti La Repubblica
Qui il testo completo
Un paio di passaggi interessanti:
- "non ti scrivo per riaprire il dibattito sul ventennio fascista, non credo infatti che questa debba essere la mia prima preoccupazione di eletto nelle istituzioni e di dirigente politico." Giusto. I politici non devono sapere cosa non è democrazia, è un buon modo per essere dei buoni governanti democratici.
- "Ce l'ho messa tutta per trovare un motivo valido per essere antifascista ma non l'ho proprio trovato anzi ne ho trovati molti per non esserlo". Effettivamente deve essere proprio difficile.
L'argomento vincente è, poi, che nel nome dell'antifascismo sono state fatte delle cose sbagliate, anche terribili. Aggiungerei un grazie al cazzo, ma lasciamo stare. Aggiungerei che citare Pansa tra gli storici è segno di profonda ignoranza e scarsa conoscenza del prblema. Il fatto, piuttosto semplice, è che chi fascista è, non può essere antifascista. Le aggressioni ai membri di Azione Giovani (che, poverini, non hanno mai picchiato nessuno, sia ben chiaro :D)? Sbagliate. L'antifascismo è, e soprattutto è stato, l'aggressione fisica ai membri di associazioni così? Forse. Forse, in realtà, quando il fascismo era il male assoluto da combattere (e lo era), era anche giusto che fosse così. Ma l'antifascismo è molto di più: è un'idea, è credere nell'uguaglianza delle persone, nella libertà di pensiero, parola, espressione, riunione, nella democrazia. Rifiutare questo significa, semplicemente, essere fascisti. E non avere alcun diritto ad un'espressione politica nel nostro paese, di cui - di fatto - si rifiutano la costituzione e le leggi.
Dodicesima disposizione transitoria della costituzione italiana
Legge 20 giugno 1952 n° 645
Sentenza della corte costituzionale 16 gennaio 1957
Cito i pezzi più importanti e significativi:
"È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista."
"si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista."
"Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche"
"Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste"
"La corte costituzionale dichiara infondata la questione di legittimità costituzionale della legge 20 giugno 1952, n. 645, in riferimento alle norme contenute nell'art. 138 della Costituzione; dichiara infondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale della norma contenuta nell'art. 4 della legge 20 giugno 1952, n. 645, in riferimento alle norme contenute nella XII delle disposizioni transitorie e finali e nell'art. 21 primo comma della Costituzione."
La notizia del giorno:
I giovani di AN: non possiamo e non vogliamo essere antifascisti La Repubblica
Qui il testo completo
Un paio di passaggi interessanti:
- "non ti scrivo per riaprire il dibattito sul ventennio fascista, non credo infatti che questa debba essere la mia prima preoccupazione di eletto nelle istituzioni e di dirigente politico." Giusto. I politici non devono sapere cosa non è democrazia, è un buon modo per essere dei buoni governanti democratici.
- "Ce l'ho messa tutta per trovare un motivo valido per essere antifascista ma non l'ho proprio trovato anzi ne ho trovati molti per non esserlo". Effettivamente deve essere proprio difficile.
L'argomento vincente è, poi, che nel nome dell'antifascismo sono state fatte delle cose sbagliate, anche terribili. Aggiungerei un grazie al cazzo, ma lasciamo stare. Aggiungerei che citare Pansa tra gli storici è segno di profonda ignoranza e scarsa conoscenza del prblema. Il fatto, piuttosto semplice, è che chi fascista è, non può essere antifascista. Le aggressioni ai membri di Azione Giovani (che, poverini, non hanno mai picchiato nessuno, sia ben chiaro :D)? Sbagliate. L'antifascismo è, e soprattutto è stato, l'aggressione fisica ai membri di associazioni così? Forse. Forse, in realtà, quando il fascismo era il male assoluto da combattere (e lo era), era anche giusto che fosse così. Ma l'antifascismo è molto di più: è un'idea, è credere nell'uguaglianza delle persone, nella libertà di pensiero, parola, espressione, riunione, nella democrazia. Rifiutare questo significa, semplicemente, essere fascisti. E non avere alcun diritto ad un'espressione politica nel nostro paese, di cui - di fatto - si rifiutano la costituzione e le leggi.
Dodicesima disposizione transitoria della costituzione italiana
Legge 20 giugno 1952 n° 645
Sentenza della corte costituzionale 16 gennaio 1957
Cito i pezzi più importanti e significativi:
"È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista."
"si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista."
"Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche"
"Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste"
"La corte costituzionale dichiara infondata la questione di legittimità costituzionale della legge 20 giugno 1952, n. 645, in riferimento alle norme contenute nell'art. 138 della Costituzione; dichiara infondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale della norma contenuta nell'art. 4 della legge 20 giugno 1952, n. 645, in riferimento alle norme contenute nella XII delle disposizioni transitorie e finali e nell'art. 21 primo comma della Costituzione."
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
All'epoca dei grandi contributi per il mezzogiorno,lo stato e la regione elargì grandi contributi a fondo perduto a grandi aziende del nord per investire e creare in sardegna fabbriche e altri stabilimenti.Spree wrote: Cosa che è ampiamente provata da caterve di fatti che vedo qui citati.
L'ultimo punto, invece, sinceramente mi sfugge. Puoi esplicitare il concetto?
Queste cos'hanno fatto?hanno preso i finanziamenti e quei soldi li hanno investiti nei loro stabilimenti originali,e trasferendo attrezzature e macchinari vecchi e obsoleti nei nuovi stabilimenti creati in sardegna,di fatto destinati a fallire ben prima di iniziare a produrre.
Ah,per tornare al caso alitalia e alle sue tariffe in sardegna,c è da dire che appena ha perso il monopolio e quindi costretta ad abbassare le sue tariffe gli amministratori hanno ben visto di abbandonare le tratte sarde.
Quindi scusami se un sardo di pagare i suoi debiti e i vizi di certi lavativi ne abbia veramente poca voglia.


