Re: La verità, vol. V

E' il luogo in cui potete parlare di tutto quello che volete, in particolare di tutti gli argomenti non strettamente attinenti allo sport americano...
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margheritoni10
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Re: La verità, vol. V

Post by margheritoni10 »

Sine wrote: Ma in generale mi sono sempre sembrati una minchiata questi tipi di libri. Non mi sono ancora trovato nella situazione di pensare di prenderli (e mi piacerebbe non trovarmici, odio essere dipendente di qualcosa, non ho mai fumato proprio per non correre il rischio di farmi fregare), però non capisco come un libro possa farti abbandonare una dipendenza comunque non banale come quella del fumo, o peggio ancora dell'alcol.
Poi magari funzionano, non ci sono dentro e non lo posso sapere, sono quelle cose per cui sono scettico per partito preso.
Il fumo, come la maggior parte dei "vizi", crea principalmente una dipendenza psicologica legata a situazioni, sensazioni, momenti, etc... che il cervello associa alla sigaretta. Gli esempi stupidi che ti ho fatto prima fanno giustamente ridere visti con gli occhi di un non fumatore ma sono realtà che vivo ormai incosciamente. Il mio cervello ha abbinato tutta una serie di momenti alla presenza del fumo e vede il fumo come un naturale completamento di esso. Arrivi a pensare cose del tipo: "non sarà più uguale una cena, un tramonto, un caffè, un concerto, un viaggio in macchina, una bevuta con gli amici, una seduta sul water, una scopata, etc...". Razionalmente sono cagate pazzesche ma funziona così. E' quello che ti lega a doppio filo al cicchino.
Questo tipo di libri (credo perchè non l'ho ancora letto) probabilmente agiscono a livello psicologico su queste tue convinzioni, smontandole una per una, fino a farti capire che non hai bisogno delle sigarette per "goderti" i momenti.

Credo funzioni così, magari chi l'ha letto può dirti qualcosa in più.
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Re: La verità, vol. V

Post by AEM »

BruceSmith wrote: AEM, cosa significa "roid child"?
Io sono uno dei tantissimi che negli anni 80 si faceva gli steroids per essere quel tantino meglio e avere la possibilita` di giocare al livello del college. C'e' lo fatta, e ho usato quegli anni per prendermi una gran bella educazione. Adesso, ha 42 anni, cammino con un canna perche` il ginocchio dx e andato (non posso fare piu di 10 metri prima che fa male). Devo vedere un dr. per il mio cuore ogni 3 settimane grazie al allargamento del cuore che ho (steroids prima/cigarette dopo/14-16 ore di lavoro in mezzo).

Adesso, e lo faccio gratis, spendo da 8 a 10 ore a parlare nei licei su cosa vuol dire rovinarsi la vita. Di tutte le cose che ho fatto con la mia vita (nel lavoro, con la famiglia, con amici) questa e la cosa che mi da piu` soddisfazione, perche` posso cambiare la vita di un ragazzo/a sono contento.

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Re: La verità, vol. V

Post by Sine »

BruceSmith wrote: a parte la questione libri, tieni presente che l'alcolismo è più simile allo tossicodipendenza che al tabagismo.
sono cose molto diverse
Sì, ma infatti sono molto più scettico sul libro sull'alcolsimo che sull'altro
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margheritoni10
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Re: La verità, vol. V

Post by margheritoni10 »

AEM wrote: Io sono uno dei tantissimi che negli anni 80 si faceva gli steroids per essere quel tantino meglio e avere la possibilita` di giocare al livello del college. C'e' lo fatta, e ho usato quegli anni per prendermi una gran bella educazione. Adesso, ha 42 anni, cammino con un canna perche` il ginocchio dx e andato (non posso fare piu di 10 metri prima che fa male). Devo vedere un dr. per il mio cuore ogni 3 settimane grazie al allargamento del cuore che ho (steroids prima/cigarette dopo/14-16 ore di lavoro in mezzo).

Adesso, e lo faccio gratis, spendo da 8 a 10 ore a parlare nei licei su cosa vuol dire rovinarsi la vita. Di tutte le cose che ho fatto con la mia vita (nel lavoro, con la famiglia, con amici) questa e la cosa che mi da piu` soddisfazione, perche` posso cambiare la vita di un ragazzo/a sono contento.

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domanda: quando eri dentro quel loop c'era qualcuno che ti metteva davanti alla realtà facendo quello che fai tu ora nei licei?
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Re: La verità, vol. V

Post by AEM »

No, perche` solo con servizi, cose come Alcoholi Anonymous, Resources for Students, e altre cose cosi nessuno voleva ascoltare "quello prima di lui" perche` tutti erano piu` furbi.

Se vi dicessi le percentuali di ragazzi che giocano a Division I e scommettono sareste stupiti a dir poco.

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Re: La verità, vol. V

Post by Sine »

mr.kerouac wrote: la madonna, sembra di essere a beirut...
comunque essendo barcellona una grande città è ovvio che bisogna prestare un minimo di attenzione (come a milano, amsterdam, torino, roma, parigi, ecc... d'altronde) ma a me in 5 anni 5 non è mai successo nulla. credimi le città invivibili sono altre (parigi per esempio).
Io sono stato là quest'ultimo dell'anno, ma non so quanto faccia testo, visto il giorno particolare.
A capodanno la rambla era ovviamente stracolma di gente, ma va detto che erano praticamente tutti extracomunitari, in particolare all'altezza del loro quartiere, quindi inizio della strada, partendo da piazza Catalunya, ed effettivamente è successo un po' di tutto. Si vedevano volare in aria bottiglie di vetro che dovevi stare attento che non ti finissero in faccia, c'è stata una rissa tra una decina di persone, ad un certo punto il lancio delle bottiglie ha portato ad una vera e propria gara in cui i più furbi si lanciavano in mezzo ad uno spiazzo coperto di vetri e gli altri intorno gli lanciavano bottiglie, piene o vuote.
Prima della mezzanotte a passare dal porto a fine Rambla fino al porto olimpico abbiamo assistito ad uno scippo, ma va detto che quella zona non è il massimo della vita.
Ma ripeto, era un giorno un po' così, per gli altri non è successo nulla di rilevante, anche se qualcuno che girava per la Rambla che era in evidente cerca di zaini da aprire c'era, ma lì basta stare un po' in occhio, ed è così pure a Milano.
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Re: La verità, vol. V

Post by Sine »

margheritoni10 wrote: Il fumo, come la maggior parte dei "vizi", crea principalmente una dipendenza psicologica legata a situazioni, sensazioni, momenti, etc... che il cervello associa alla sigaretta. Gli esempi stupidi che ti ho fatto prima fanno giustamente ridere visti con gli occhi di un non fumatore ma sono realtà che vivo ormai incosciamente. Il mio cervello ha abbinato tutta una serie di momenti alla presenza del fumo e vede il fumo come un naturale completamento di esso. Arrivi a pensare cose del tipo: "non sarà più uguale una cena, un tramonto, un caffè, un concerto, un viaggio in macchina, una bevuta con gli amici, una seduta sul water, una scopata, etc...". Razionalmente sono cagate pazzesche ma funziona così. E' quello che ti lega a doppio filo al cicchino.
Questo tipo di libri (credo perchè non l'ho ancora letto) probabilmente agiscono a livello psicologico su queste tue convinzioni, smontandole una per una, fino a farti capire che non hai bisogno delle sigarette per "goderti" i momenti.

Credo funzioni così, magari chi l'ha letto può dirti qualcosa in più.
La ringrazio per la spiegazione, in effetti per chi non ne è invischiato non son cose facili da capire.
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Re: La verità, vol. V

Post by doc G »

Sine wrote: Ma in generale mi sono sempre sembrati una minchiata questi tipi di libri. Non mi sono ancora trovato nella situazione di pensare di prenderli (e mi piacerebbe non trovarmici, odio essere dipendente di qualcosa, non ho mai fumato proprio per non correre il rischio di farmi fregare), però non capisco come un libro possa farti abbandonare una dipendenza comunque non banale come quella del fumo, o peggio ancora dell'alcol.
Poi magari funzionano, non ci sono dentro e non lo posso sapere, sono quelle cose per cui sono scettico per partito preso.
Partiamo da un presupposto: un libro non può farti fare nulla. Nulla.
Però può essere utile lo stesso, parlando ovviamente in generale, magari quello è una cazzata di libro.
Nella mia precedente attività, per circa 10 anni, mi sono occupato molto di formazione, ero nel mondo assicurativo, i 3/4 della formazione erano tecnici e l'altro quarto riuniva tecniche di vendita, di comunicazione e motivazionali.
Nelle tecniche motivazionali quasi tutti gli autori si basavano su alcuni presupposti.
Prima di tutto: una cosa la fai bene se hai voglia di farla, sennò meglio lasciar perdere. Fumi e vuoi smettere? Si può provare. Hai voglia di continuare a fumare, come Marghe? E allora che perdi tempo a rompere i coglioni sul modo di smettere (parlo in seconda singolare ovviamente per facilità di colloquio, intediamoci!).
Vuoi smettere? Come vuoi fare qualsiasi altra cosa? In primo luogo può far comodo una leva, che aumenti la convinzione, che puoi trovare dentro di te ma, se fatichi, anche all'esterno.
In secondo luogo può farti comodo avere degli ancoraggi, per rafforzarti. Gli ancoraggi possono essere infiniti, di infiniti tipi differenti, magari il sentire di gente che ha fatto quel che vorresti fare tu e c'è riuscita può aiutarti, magari no, ma un ancoraggio che funzioni l'abbiamo tutti.
Infine, come aiuto, può far comodo qualcuno che ci indichi un metodo, anche se in questo caso il metodo è chiaramente inutile: vuoi smettere? Basta non accendere più una sigaretta, a che serve un metodo? Ma per molti di noi può essere comunque di aiuto sapere di avere un metodo che funziona, che prevede momenti di successo e momenti di difficoltà.
Infine può aiutare vedere i propri successi nel seguire il metodo, e può aiutare avere qualcuno che ce lo dica.
Nella teoria dell'apprendimento di Maslow, fondamentalmente noi partiamo da una situazione in cui non sappiamo e non sappiamo di non sapere, poi non sappiamo ma ce ne accorgiamo, quindi iniziamo a sapere a ce ne accorgiamo, infine sappiamo e diventa così automatico che non ce ne accorgiamo. Chi di noi oggi si accorge si saper scrivere su un forum di sport americani o deve pensare a come farlo? Un libro può aiutare nelle prime due fasi.
Ovviamente se uno è motivato e convinto, nello smettere di fumare (come nel dimagrire, smettere di bere o qualsiasi altra cosa simile) non sono necessari altri aiuti di alcun genere.
AEM wrote: Io sono uno dei tantissimi che negli anni 80 si faceva gli steroids per essere quel tantino meglio e avere la possibilita` di giocare al livello del college. C'e' lo fatta, e ho usato quegli anni per prendermi una gran bella educazione. Adesso, ha 42 anni, cammino con un canna perche` il ginocchio dx e andato (non posso fare piu di 10 metri prima che fa male). Devo vedere un dr. per il mio cuore ogni 3 settimane grazie al allargamento del cuore che ho (steroids prima/cigarette dopo/14-16 ore di lavoro in mezzo).

Adesso, e lo faccio gratis, spendo da 8 a 10 ore a parlare nei licei su cosa vuol dire rovinarsi la vita. Di tutte le cose che ho fatto con la mia vita (nel lavoro, con la famiglia, con amici) questa e la cosa che mi da piu` soddisfazione, perche` posso cambiare la vita di un ragazzo/a sono contento.

AEM
Complimenti, sono sinceramente ammirato. Conosco solo ora questa storia, non so se ne avevi parlato prima, ma sappi che, per quel che può valere, hai tutta la mia stima ed il mio rispetto.
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Re: La verità, vol. V

Post by BruceSmith »

margheritoni10 wrote: Il fumo, come la maggior parte dei "vizi", crea principalmente una dipendenza psicologica legata a situazioni, sensazioni, momenti, etc... che il cervello associa alla sigaretta. Gli esempi stupidi che ti ho fatto prima fanno giustamente ridere visti con gli occhi di un non fumatore ma sono realtà che vivo ormai incosciamente. Il mio cervello ha abbinato tutta una serie di momenti alla presenza del fumo e vede il fumo come un naturale completamento di esso. Arrivi a pensare cose del tipo: "non sarà più uguale una cena, un tramonto, un caffè, un concerto, un viaggio in macchina, una bevuta con gli amici, una seduta sul water, una scopata, etc...". Razionalmente sono cagate pazzesche ma funziona così. E' quello che ti lega a doppio filo al cicchino.
Questo tipo di libri (credo perchè non l'ho ancora letto) probabilmente agiscono a livello psicologico su queste tue convinzioni, smontandole una per una, fino a farti capire che non hai bisogno delle sigarette per "goderti" i momenti.

Credo funzioni così, magari chi l'ha letto può dirti qualcosa in più.
esatto. smettere è faticoso (anche) perchè la sigaretta è associata ad una serie di momenti\azioni.
banalmente, mentre aspettavo l'autobus, mentre guardavo una partita di calcio, dopo aver fatto il bagno al mare mi veniva voglia di fumare.

ho letto un pezzettino del libro, per curiosità, quando già non fumavo da qualche mese... per cui non faccio testo.

@AEM: grazie anche da parte mia.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Re: La verità, vol. V

Post by AEM »

doc G wrote:Complimenti, sono sinceramente ammirato. Conosco solo ora questa storia, non so se ne avevi parlato prima, ma sappi che, per quel che può valere, hai tutta la mia stima ed il mio rispetto.
Grazie,

Senza sembrare ingrato, non voglio stima, ma solo che ragazzi non facciano le cavolate che ho fatto io. Che i ragazzi che ho allenato, con qui ho parlato, che sono riuscito a toccare, vadano avanti per la strada davanti a loro senza usare niente per farla piu` bella come panorama. Perche` la verita e` questa, quando usi qualsiasi cosa, sia sigarette, che bere, che droga (legali o no), per troppo tempo il bel panorama diventa una scena orrenda. C'e' un saying che dice "anything, good or bad, if overdone, is never good" (qualsiasi cosa, buona o no, fatta troppo, non e mai buona).

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Re: La verità, vol. V

Post by mr.kerouac »

Sine wrote: Io sono stato là quest'ultimo dell'anno, ma non so quanto faccia testo, visto il giorno particolare.
A capodanno la rambla era ovviamente stracolma di gente, ma va detto che erano praticamente tutti extracomunitari, in particolare all'altezza del loro quartiere, quindi inizio della strada, partendo da piazza Catalunya, ed effettivamente è successo un po' di tutto. Si vedevano volare in aria bottiglie di vetro che dovevi stare attento che non ti finissero in faccia, c'è stata una rissa tra una decina di persone, ad un certo punto il lancio delle bottiglie ha portato ad una vera e propria gara in cui i più furbi si lanciavano in mezzo ad uno spiazzo coperto di vetri e gli altri intorno gli lanciavano bottiglie, piene o vuote.
Prima della mezzanotte a passare dal porto a fine Rambla fino al porto olimpico abbiamo assistito ad uno scippo, ma va detto che quella zona non è il massimo della vita.
Ma ripeto, era un giorno un po' così, per gli altri non è successo nulla di rilevante, anche se qualcuno che girava per la Rambla che era in evidente cerca di zaini da aprire c'era, ma lì basta stare un po' in occhio, ed è così pure a Milano.
giustissimo... capodanno purtroppo è un giorno un pò particolare ovunque. gli extracomunitari si trovano in strada (mi è capitato a cannes e so di un mio amico che ha rischiato seriamente a milano), quindi sarebbe meglio non girare in una grossa città.
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Re: La verità, vol. V

Post by The goat »

comunque la nicotina non dà solo dipendenza psicologica.
quella è la prima cosa che i fumatori avvertono come dice il marghe (più che altro la gestualità automatica di compiere sempre gli stessi gesti, la ritualità, anche quel senso di sicurezza che ti dà).
però la nicotina sviluppa (in misura che varia da caso a caso) anche una dipendenza fisica del quale magari è più difficile accorgersi.

La nicotina aumenta il livello di dopamina nei circuiti cerebrali del piacere. Studi hanno dimostrato che il fumo di tabacco inibisce la monoammina ossidasi (MAO), responsabile della degradazione nel cervello dei neurotrasmettitori monoamminergici, tra cui la dopamina. Questo genera una sensazione di piacere con un meccanismo analogo a quello innescato dalla cocaina e dall'eroina. La dipendenza da nicotina è quindi legata anche alla necessità biochimica di mantenere elevati livelli di dopamina. È altresì possibile che altre sostanze presenti nel fumo di tabacco concorrano sinergicamente a creare questo effetto.

Oltre a tutto ciò, la nicotina esplica anche un curioso effetto a livello gastrico in sinergia con altri componenti del fumo di tabacco. A pochi minuti dall'assunzione di fumo di tabacco si verifica un incremento del 15% della secrezione di HCl (acido cloridrico) da parte della mucosa gastrica. Questa potrebbe essere la ragione per cui il desiderio di sigaretta aumenta dopo i pasti, specie se abbondanti
.
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Abbey Road è dolce e universale come il caffè di Starbucks
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Re: La verità, vol. V

Post by margheritoni10 »

doc G wrote: Partiamo da un presupposto: un libro non può farti fare nulla. Nulla.
Però può essere utile lo stesso, parlando ovviamente in generale, magari quello è una cazzata di libro.
Nella mia precedente attività, per circa 10 anni, mi sono occupato molto di formazione, ero nel mondo assicurativo, i 3/4 della formazione erano tecnici e l'altro quarto riuniva tecniche di vendita, di comunicazione e motivazionali.
Nelle tecniche motivazionali quasi tutti gli autori si basavano su alcuni presupposti.
Prima di tutto: una cosa la fai bene se hai voglia di farla, sennò meglio lasciar perdere. Fumi e vuoi smettere? Si può provare. Hai voglia di continuare a fumare, come Marghe? E allora che perdi tempo a rompere i coglioni sul modo di smettere (parlo in seconda singolare ovviamente per facilità di colloquio, intediamoci!).
Vuoi smettere? Come vuoi fare qualsiasi altra cosa? In primo luogo può far comodo una leva, che aumenti la convinzione, che puoi trovare dentro di te ma, se fatichi, anche all'esterno.
In secondo luogo può farti comodo avere degli ancoraggi, per rafforzarti. Gli ancoraggi possono essere infiniti, di infiniti tipi differenti, magari il sentire di gente che ha fatto quel che vorresti fare tu e c'è riuscita può aiutarti, magari no, ma un ancoraggio che funzioni l'abbiamo tutti.
Infine, come aiuto, può far comodo qualcuno che ci indichi un metodo, anche se in questo caso il metodo è chiaramente inutile: vuoi smettere? Basta non accendere più una sigaretta, a che serve un metodo? Ma per molti di noi può essere comunque di aiuto sapere di avere un metodo che funziona, che prevede momenti di successo e momenti di difficoltà.
Infine può aiutare vedere i propri successi nel seguire il metodo, e può aiutare avere qualcuno che ce lo dica.
Nella teoria dell'apprendimento di Maslow, fondamentalmente noi partiamo da una situazione in cui non sappiamo e non sappiamo di non sapere, poi non sappiamo ma ce ne accorgiamo, quindi iniziamo a sapere a ce ne accorgiamo, infine sappiamo e diventa così automatico che non ce ne accorgiamo. Chi di noi oggi si accorge si saper scrivere su un forum di sport americani o deve pensare a come farlo? Un libro può aiutare nelle prime due fasi.
Ovviamente se uno è motivato e convinto, nello smettere di fumare (come nel dimagrire, smettere di bere o qualsiasi altra cosa simile) non sono necessari altri aiuti di alcun genere.
Perfetto Doc. Generalmente però il punto di svolta avviene a cavallo tra la fase 2 e la fase 3. Quando passi dalle domande (esco dal discorso fumo perchè è un processo cognitivo applicabile a tutti i settori "gestiti" dalla psiche) alla razionalizzazione del "problema"... li, per esperienza personale (vissuto sulla mia pella ma anche su quella di pensone che mi sono vicine), credo diventi importante trovare un appiglio per iniziare a lavorare su se stessi in modo proficuo. Altrimenti è un attimo tirare su lo scudo protettivo contro gli stimoli esterni e continuare a crogiolarsi nelle proprie debolezze, anzi spesso trasformandole in punti di forza per rifiutare il mondo esterno (io la chiamo sindrome "del dannato"). Perchè uscirne viene visto come un salto nel buio, come qualcosa di complicato, che costa fatica, che non si è in grado di fare, che fa paura. E qua non c'entra un cazzo l'intelligenza, lo stato sociale e tutte quelle cazzate che in gergo comune si usano per definire questo tipo di situazioni.

curisità: che lavoro fai?
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Re: La verità, vol. V

Post by Porsche 928 »

La verita e` che ho sempre odiato "dipendere" da qualcosa, alcohol, fumo, droga.
Drogarmi non l'ho mai fatto.
Bere, ho sempre bevuto ma sono anni che ho smesso di esagerare e adesso preferisco a volte un buon succo di frutta ad una birra (ammetto che la birra qui non e` il massimo), perche lavorando in discoteca come buttafuori per anni, ne ho visti troppi rovinarsi.
Il fumare, ho fumato 10 anni dai 19 ai 29, ci son caduto come uno stupido per farmi vedere "uguale agli altri del branco" e ci ho messo 10 anni a focalizzare la mia dipendenza (l'ho sempre saputo ma non volevo ammetterlo).
La cosa che ha fatto scattare in me l'esigenza di smettere e` stato il giorno in cui mi sono reso conto che ho fatto quasi 20 km per prendere un pacchetto di sigarette perche in quello cominciato ne avevo solo 19 (o 18 non ricordo) e sintivo l'esigenza psicofisica di comprarne un pacchetto per essere "sicuro di arrivare a sera", questo successe un lunedi, il martedi ne fumai 20 il mercoledi 10 il giovedi ne ho scroccata una  e NON ho mai piu fumato una sigaretta, ora non mi da nemmeno piu "fastidio" e neppure "voglia" il fumo passivo.

La verita e che sono 3 anni e mezzo che non fumo e ne sono orgoglioso e sono sicuro che per me era solo una questione psicologica, e devo dire che non e stato nemmeno difficilissimo una volta focalizzato il problema.
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Re: La verità, vol. V

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BruceSmith wrote: ah, la sigaretta dopo il bagno al mare, sull'asciugamano al sole. 
Un classico. Intramontabile, come il pollo con le patate (cit.)
Nam Sibyllam quidem Cumis ego ipse oculis meis vidi in ampulla pendere,
et cum illi pueri dicerent: Σίβυλλα τί θέλεις; respondebat illa: ἀποθανεῖν θέλω.
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