Certo, e qui mi ricollego al discorso che feci dopo le sconfitte agli Australian Open e a Wimbledon. Secondo me poter giocare nuovamente in questo modo, senza essere schiacciato dalla pressione dell'essere il favorito perenne, quello che deve sempre vincere, che deve combattere con i numeri nei libri dei record e non con gli avversari nel campo potrebbe essere più una liberazione che un male, per lui. Per il suo gioco, e per la sua "immagine", come già detto da Vic: da una divinità perfetta, lontana, quasi asettica, che si può soltanto ammirare, è ritornato finalmente umano, e questo porta una componente emotiva spesso sconosciuta durante gli anni del dominio...White Rabbit wrote: (...) però è sicuramente un giocatore che sente più bisogno di esprimersi al meglio per vincere e conseguentemente deve giocare nuovamente a braccio e testa liberi, cosa che su partita singola, se stai bene, ti permette di asfaltare chiunque, ma nel giorno in cui non va bene ti fa perdere da molti.
Intanto la Pennetta fa il possibile contro una Safina semplicemente troppo forte. La grazia con cui si è chinata verso l'italiana per il bacetto post-match mi ha fatto temere per un momento che volesse sbranarla.











