Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

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Porsche 928
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Porsche 928 »

49ers fans wrote: Legalmente parlando la devi vedere diversamente,ma credimi che chi ha investito in Alitalia negl'ultimi tempi è veramente di una spregiudicatezza che si merita di rimanere all'asciutto. Sia long che short era un titolo da stare alla larga...anzi larghissima a meno che non ti arrivino le notizie prima degl'altri ma li si incappa nell'insider trading e affini.

Capitolo bad company:penso che le uniche risorse che rimangono ad Alitalia siano immobili e roba simile,gl'aerei mi sembra che siano in leasing, e se anche non fosse penso che gli MD80 in dotazione abbiano un appeal di mercato pari a quello di una Fiat Duna.

p.s a qualche volenteroso interesserebbe discutere in un topic di Borsa/Finanza? non mi sembra che esista al momento nel forum
Io gli azionisti li vedo alquanto incazzati, e` una bega in piu, vuoi vedere che e la prima vera class action italiana, c'e il rischio di pagarla non una ma 2 volte, dovendo indennizzare anche gli azionisti (e li son cavoli).

Fonte adnkronos.it
Economia
ALITALIA: BRUCIATO 98,5% VALORE TITOLO, 30MILA AZIONISTI PRONTI A CLASS ACTION
Milano, 27 ago. (Adnkronos) - Sono circa trentamila i piccoli azionisti che rischiano di vedere azzerato il loro investimento in Alitalia. Con il salvataggio della compagnia aerea da parte di una cordata di imprenditori italiani e la divisione in una parte "buona" e in una "cattiva" della societa', i piccoli risparmiatori con azioni Alitalia rischiano di ritrovarsi in mano carta straccia. Dal giorno dell'ingresso in borsa, nel maggio del 1986, fino alla sospensione dalla quotazione, lo scorso 3 giugno, il titolo Alitalia ha bruciato il 98,5% del proprio valore. Al netto degli interventi sul capitale, un'azione della compagnia aerea valeva 22 anni fa quelli che oggi sarebbero 30,04 euro.Tre mesi fa il prezzo era di 0,44 euro, cioe' l'1,4% del valore iniziale. E ora circa trentamila persone rischiano di vedere annullato del tutto il valore dei titoli in loro possesso, con la "good company" che viene venduta e la "bad company" che viene commissariata. Per questo il Siti, il Sindacato Italiano per la Tutela dell'Investimento e del risparmio, e' pronto a promuovere una class action nel caso in cui gli azionisti non vengano in qualche modo tutelati. "In caso di bancarotta -dice all'ADNKRONOS Domenico Bacci, segretario del Siti- depositeremo un esposto o avvieremo una class action. Sono state date informazioni e rassicurazioni che ora vengono smentite. E se, come sembra, la compagnia verra' smembrata in una parte 'buona' e in una 'cattiva', con la prima venduta a un gruppo di imprenditori senza neanche un'asta e la seconda scaricata sugli azionisti, allora ci sarebbero anche gli estremi per un'azione penale". Per Bacci, ora "bisogna ragionare in un'ottica di salvataggio, non solo della compagnia, ma anche di chi vi ha investito". Ad esempio, suggerisce, con strumenti come "i warrant di salvataggio, che consentirebbero ai vecchi azionisti di rientrare nella nuova societa' a un determinato prezzo e a una certa data".

(Mba/Col/Adnkronos)

27-AGO-08 18:31
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by 49ers fans »

Porsche 928 wrote: Io gli azionisti li vedo alquanto incazzati, e` una bega in piu, vuoi vedere che e la prima vera class action italiana, c'e il rischio di pagarla non una ma 2 volte, dovendo indennizzare anche gli azionisti (e li son cavoli).

Fonte adnkronos.it
Guarda che l'operazione sia una porcata bella e buona ne sono consapevoli tutti, il dramma è che visto lo stato comatoso della società è pure la meno peggio.
La storia della perdita del 98,5% del valore è reale,però alzi la mano chi ha comprato le azioni al collocamento e le ha ancora in portafoglio? Nessuno credimi.
Se vuoi investire in borsa bisogna accettare il rischio come diceva giustamente Jakala,e secondo (e non meno importante) la responsabilità. Sia che tu sia speculatore o cassettista non puoi avere sempre il "paracadute" che si apre e ti salva il portafoglio. Chi ha investito in una società del genere non può che meritarsi questo,quando Air France stava per chiudere con il governo Prodi offriva nell'OPA 0,35 centesimi per azione quando la stessa quotava in Borsa 0,70 o giù di li. Tutti gl'analisti negl'ultimi mesi hanno definito qualsiasi investimento su Alitalia ad altissimo rischio,quindi è giusto che ad un adeguato rischio corrisponda una possibile grossa perdita. Io sono poco più che un neofita del trading in Borsa ma almeno le regole fondamentali devi conoscerle e seguirle,se non le segui o sei un ingenuo oppure uno squalo speculatore che si cerca rischi enormi. Una società come Alitalia che è stata,se non sbaglio,in attivo una volta sola negl'ultimi 10 anni (e in quell'anno lo è stato solo grazie a plusvalenze) non può che essere in balia di speculatori.
Ma questi del SITI sanno almeno cos'è uno stop loss? un cassettista? uno speculatore? Non si può sempre avere diritti e nessun dovere
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Porsche 928
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Porsche 928 »

49ers fans wrote: Guarda che l'operazione sia una porcata bella e buona ne sono consapevoli tutti, il dramma è che visto lo stato comatoso della società è pure la meno peggio.
La storia della perdita del 98,5% del valore è reale,però alzi la mano chi ha comprato le azioni al collocamento e le ha ancora in portafoglio? Nessuno credimi.
Se vuoi investire in borsa bisogna accettare il rischio come diceva giustamente Jakala,e secondo (e non meno importante) la responsabilità. Sia che tu sia speculatore o cassettista non puoi avere sempre il "paracadute" che si apre e ti salva il portafoglio. Chi ha investito in una società del genere non può che meritarsi questo,quando Air France stava per chiudere con il governo Prodi offriva nell'OPA 0,35 centesimi per azione quando la stessa quotava in Borsa 0,70 o giù di li. Tutti gl'analisti negl'ultimi mesi hanno definito qualsiasi investimento su Alitalia ad altissimo rischio,quindi è giusto che ad un adeguato rischio corrisponda una possibile grossa perdita. Io sono poco più che un neofita del trading in Borsa ma almeno le regole fondamentali devi conoscerle e seguirle,se non le segui o sei un ingenuo oppure uno squalo speculatore che si cerca rischi enormi. Una società come Alitalia che è stata,se non sbaglio,in attivo una volta sola negl'ultimi 10 anni (e in quell'anno lo è stato solo grazie a plusvalenze) non può che essere in balia di speculatori.
Ma questi del SITI sanno almeno cos'è uno stop loss? un cassettista? uno speculatore? Non si può sempre avere diritti e nessun dovere
Poi si va a vedere che Alitalia ha promesso cose..., che lo stato ha promesso cose..., che le banche hanno promesso cose... e scopri che anche i piccoli investitori che magari 4-5 anni fa hannno/avevano 2 risparmi se li son fregati.

Ma questo vale per Alitalia come vale per Parmalat, Cirio, i mutui subprime, ecc ecc ecc(con le dovute differenze si intende).
Edit. Mettiamoci pure i bot argentini (e li c'era una nazione a "garantire" sulla carta).

Per esempio andiamo a vedere quante azioni (in percentuale) "casualmente" sono rimaste alle banche della vecchia Parmalat?

Non commmettere l'errore di pensare che in giro ci siano tutti squali, perche e molto piu facile pescare 1000 pesci piccoli che un paio belli grossi.
Last edited by Porsche 928 on 29/08/2008, 23:42, edited 1 time in total.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by OnTheBizz »

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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by 49ers fans »

Porsche 928 wrote: Poi si va a vedere che Alitalia ha promesso cose..., che lo stato ha promesso cose..., che le banche hanno promesso cose... e scopri che anche i piccoli investitori che magari 4-5 anni fa hannno/avevano 2 risparmi se li son fregati.

Ma questo vale per Alitalia come vale per Parmalat, Cirio, i mutui subprime, ecc ecc ecc(con le dovute differenze si intende).
Edit. Mettiamoci pure i bot argentini (e li c'era una nazione a "garantire" sulla carta).

Per esempio andiamo a vedere quante azioni (in percentuale) "casualmente" sono rimaste alle banche della vecchia Parmalat?

Non commmettere l'errore di pensare che in giro ci siano tutti squali, perche e molto piu facile pescare 1000 pesci piccoli che un paio belli grossi.
Sono casi analoghi ma molto diversi tra di loro. Alitalia,e non lo scopro di certo io,è il fallimento di una politica aziendale svolta da una politica clientelare con il beneplacito dei sindacati.
Parmalat,Cirio % C. erano aziende private che erano controllate occultamente dalle banche,le quali tenevano per i "cosidetti" i vari Tanzi e Cragnotti. Vendevano ai poveri obbligazionisti le quote di debito delle società,fino a quando non è più stato sostenibile rimborsarli. Così le banche sono "rientrate" dai crediti con la società,e gl'obbligazionisti con le tasche vuote (o quasi).
Non penso ci siano tanti squali,anzi proprio quelli si saranno tenuti alla larga da situazioni tipo Alitalia,quello che mi fa incavolare è che saranno quei 1000 pesci piccoli che hanno giocato a fare gli squali e ora si sono scottati. Purtroppo la presunzione e l'ignoranza ti fanno pagare un conto salato (sia chiaro non mi riferisco a te,ma agl'attuali azionisti Parmalat che si sono trovati in mano il cerino più corto)
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Jakala »

49ers fans wrote: p.s a qualche volenteroso interesserebbe discutere in un topic di Borsa/Finanza? non mi sembra che esista al momento nel forum
Se apri il topic posto volentieri da neofita. :paper:
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Spree »

La naftalina mi è sempre piaciuta moltissimo: al contrario che a Michele Serra, il quale trova un forte odore di naftalina nelle riforme scolastiche proposte dal ministro Gelmini. Ricordo la beatitudine con cui, a tarda primavera, aprivo gli armadi dove mio padre e mia madre avevano chiuso i cappotti e le pellicce invernali, e aspiravo l'odore di naftalina, che mi rammentava profumi molto più squisiti.

Michele Serra ha perfettamente ragione su un punto capitale. Non potrà esserci nessun rinnovamento della scuola italiana, se il governo non aumenterà in modo considerevole gli stipendi dei maestri elementari e dei professori delle medie e del liceo. Non è possibile insegnare con uno stipendio di 1200 euro al mese.

Con questa somma non si possono comprare libri e nemmeno giornali: né si acquistano vestiti, cappotti e golf nuovi, senza i quali nessuno avrà mai il rispetto degli alunni, visto che oggi la dignità esiste solo se è accompagnata da danari. Leopardi con il vecchissimo cappotto sfilacciato e Baudelaire con le scarpe bucate non sono eroi del nostro tempo. Come il governo trovi i soldi, non so e non mi importa di sapere. So soltanto che dal 1945, quando qualcuno tocca questo argomento, la risposta è sempre la stessa: "Non c'è danaro". Mentre il danaro c'è, sempre, per le cose più sciocche.

Una di queste cose fu, appunto, quella di moltiplicare gli insegnanti nella scuola elementare: con un costo enorme. Un maestro solo (a parte l'insegnante di lingue straniere) è del tutto sufficiente. Ricordo maestre intelligenti ed eroiche che, nei piccoli paesi, fronteggiavano nello stesso tempo tre classi, alternando italiano e aritmetica, geografia e storia.

Per quanto so, la scuola elementare italiana, negli anni dal 1935 al 1970, era piuttosto buona. Sarebbe sbagliato, invece, aumentare il numero degli scolari nelle classi, in specie nelle scuole elementari e medie. Non si può insegnare l'italiano a quaranta ragazzi contemporaneamente, come facevo negli anni tra il 1954 e il 1959, quando ero professore negli avviamenti. C'è un problema: i maestri e le maestre del 2008 sono ancora capaci di insegnare cinque o sei materie?

La scuola elementare e media non ha bisogno di computer, come diceva Silvio Berlusconi anni fa. Il computer è anche troppo usato, oggi, in Italia. Col risultato che ragazzi di tredici anni lo usano meravigliosamente, come un gioco spettacolare, ma non sanno scrivere una lettera in italiano.

Credo che tra voto e giudizio scolastico non ci sia una vera differenza. Tutti i professori sanno che i voti riflettevano un discussione tra professori e preside in camera di consiglio: "tu a quello togli due materie a settembre, e a questo ne aggiungo una io". Quanto ai giudizi psicologici, la pretesa di comprendere, analizzare e giudicare un bambino o un ragazzo, è completamente insensata. Nessun professore sa chi è veramente un alunno di otto o quindici anni: non lo sanno nemmeno il padre o la madre, e nessun altro essere umano.

Settantacinque anni fa, Giorgio Manganelli, il quale è stato lo scrittore italiano più intelligente dell'ultimo mezzo secolo, veniva ritenuto da tutti (presidi, maestri, professori, compagni) un idiota. Dobbiamo dare pochissimo peso ai voti e ai giudizi della scuola: sono, fatalmente, un meno peggio.

I libri scolastici sono troppi, e spesso sono cattivi. Ricordo una immensa e mostruosa antologia per i ginnasi-licei, che non spiegava i testi, ma cercava di diffondere la terminologia strutturalista ("diegesi", "attante"). Forse sarebbe necessario istituire una specie di concorso statale, con cui stabilire quali libri scolastici sono adatti, e quali no. Capisco che si tratta di una proposta pericolosa, perché non ho fiducia negli eventuali giudici.

I ragazzi non leggono, o leggono troppo poco. Spesso, i professori non sono in grado di consigliare i libri giusti. Non è possibile far leggere a un quindicenne La coscienza di Zeno (libro per lui noioso e incomprensibile), invece che I ragazzi della via Paal o Delitto e castigo, che egli amerebbe appassionatamente. Forse è ingenuo sperare in una buona lista di libri, proposta dal Ministero dell'Istruzione.


Pietro Citati

Continua la tua battaglia PIetro, anche se nessuno ti ascolterà mai
La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Jakala »

Spree wrote: (...)
Michele Serra ha perfettamente ragione su un punto capitale. Non potrà esserci nessun rinnovamento della scuola italiana, se il governo non aumenterà in modo considerevole gli stipendi dei maestri elementari e dei professori delle medie e del liceo. Non è possibile insegnare con uno stipendio di 1200 euro al mese.

(...)So soltanto che dal 1945, quando qualcuno tocca questo argomento, la risposta è sempre la stessa: "Non c'è danaro". Mentre il danaro c'è, sempre, per le cose più sciocche.

Una di queste cose fu, appunto, quella di moltiplicare gli insegnanti nella scuola elementare: con un costo enorme. Un maestro solo (a parte l'insegnante di lingue straniere) è del tutto sufficiente. Ricordo maestre intelligenti ed eroiche che, nei piccoli paesi, fronteggiavano nello stesso tempo tre classi, alternando italiano e aritmetica, geografia e storia.

(...)


Pietro Citati

Continua la tua battaglia PIetro, anche se nessuno ti ascolterà mai
Se e' stato fatto uno scambio fra piu' assunti, ma peggio pagati e meno ore rispetto a piu' lavoro, ma paga piu' alta secondo me le critiche piu' che ai governi che si sono succeduti andrebbe ai sindacati.

Non a caso in alcuni blog di professori si parla di tagli all'organico come una sventura, quando sono l'unico modo di recuperare soldi.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by lleo »

Spree wrote: Non è possibile far leggere a un quindicenne La coscienza di Zeno (libro per lui noioso e incomprensibile), invece che I ragazzi della via Paal o Delitto e castigo, che egli amerebbe appassionatamente. Forse è ingenuo sperare in una buona lista di libri, proposta dal Ministero dell'Istruzione.
potrà dire tante cose buone, ma sui libri da consigliare anche lui ha delle idee molto confuse  :gazza:
prova a far leggere Delitto e castigo a un quindicenne, e vediamo dopo quante pagine smette. poi I ragazzi della via Paal, tra l'altro un libro davvero moderno.. magari per un bambino di 11 anni.
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PREGO I MODERATORI DI CANCELLARE ANCHE QUESTO POST.
Fight Da Powa!![/align]
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Porsche 928 »

Fonte www.tgfin.mediaset.it

Alitalia: avanti anche senza intesa
Brunetta "avverte" i sindacati

Nell'operazione per salvare Alitalia si deve andare avanti "anche senza l'accordo dei sindacati". A dirlo è il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che ha mandato un messaggio alle sigle sindacali e a Corrado Passera di Intesa San Paolo. "Vorrei ricordare - ha detto Brunetta - che la situazione di Alitalia è il prodotto di cattiva politica certamente, ma anche di cattivo sindacato".

"Io non avrei mai detto 'salta tutto se il sindacato non è d'accordo': per niente, si va avanti", ha detto il ministro Brunetta durante il dibattito di Omnibus Estate su La7.

E sulla vicenda Alitalia Brunetta ha aggiunto: "Se fossi stato Spinetta non mi sarei alzato dal tavolo per andarmene. Preferisco il metodo Tatcher. Se il sindacato dice di no, peggio per lui".

Il ministro ha poi assicurato che nessun dipendente in esubero dell'azienda in crisi sarà assorbito dalla pubblica amministrazione e ha anche ricordato che "non ci sono profili di aiuti di Stato" per Alitalia e che molti Paesi europei hanno curato "con particolare attenzione" le compagnie nazionali.
Son sincero, non so come commmentarla questa notizia, penso che il pugno di ferro in guanto di velluto sia una cosa giusta, pero i sindacati han dimostrato che se vogliono rompere le scatole ci riescono eccome.

Comunque a parte tutto, sono ancora convinto che la compagnia non si salvera, ma mi rode un po ammettere che il governo (NON il nano) sta facendo l'impossibile, questo fa onore a tutti i partecipanti al tavolo delle trattative.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Paperone »

mi piace molto questa riforma della scuola
ma molto davvero

peccato che non siamo più negli anni 30 :gazza:
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by tabz »

Paperone wrote: mi piace molto questa riforma della scuola
ma molto davvero

peccato che non siamo più negli anni 30 :gazza:
  riforma della scuola. Ma a che livello ti riferisci: asilo,elementari,medie,superiori o universita'?
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by davidvanterpool »

tabz wrote:   riforma della scuola. Ma a che livello ti riferisci: asilo,elementari,medie,superiori o universita'?
  college. parlava della riforma della scuola americana!
C'è bisogno che si giochi con un po' di dignità! Con un po' di anima cazzo! Nessuno fa un salto, un fallo con la palla lì! Facciamo a cazzotti almeno!! Ma che cazzo avete dentro?

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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Post by Porsche 928 »

Fare impresa, l'Italia scivola al 65° posto
di Alessandro Merli

Basterebbe chiedere a qualsiasi imprenditore: svolgere attività d'impresa in Italia non è facile. Per certificarlo, la Banca mondiale usa un metodo più analitico, nel suo annuale rapporto Doing Business: sceglie dieci categorie di indicatori fondamentali per chi voglia condurre un'attività d'impresa, come tempi e costi di apertura o chiusura di una società, la flessibilità del lavoro, l'accesso al credito, il pagamento delle tasse, la burocrazia per gli scambi con l'estero, l'efficienza della giustizia civile. E ogni anno arriva alla stessa conclusione: l'Italia è un Paese difficile in cui condurre affari.
Quest'anno, i dati pubblicati ieri sono particolarmente sconfortanti: la classifica dell'Italia peggiora al 65esimo posto (su 181 Paesi), ed è sempre saldamente ancorata sul fondo dei Paesi industriali, quasi tutti nei primi 30. Siamo davanti, fra i membri dell'Ocse, solo alla Repubblica ceca e alla Grecia. Delle altre potenze del G-7, la penultima è la Francia, 31esima. Ma davanti a noi ci sono anche Turchia, Perù e Giamaica. Il Kirgizistan, che ha fatto un balzo di oltre trenta posti, sta per raggiungerci.
La graduatoria appare come sempre paradossale, perché esclude volutamente altri fattori, come stabilità macroeconomica, sicurezza, corruzione, che pure giocano un ruolo importante nelle decisioni delle imprese. Ma serve a quantificare uno spettro di riforme, molte delle quali a costo zero o molto basso, che servono a rendere un Paese business-friendly, come dicono alla Banca mondiale, favorevole all'attività d'impresa. E l'Italia, stando a questa cifre, non lo è. «Le riforme economiche nelle aree che prendiamo in esame - dice uno degli autori del rapporto, Cesar Chaparro, dell'International Finance Corporation, l'affiliata della Banca mondiale che si occupa del settore privato - aiutano la creazione di aziende e quindi di occupazione, contribuiscono a generare crescita. Molti Paesi usano le nostre classifiche per osservare le migliori pratiche a livello mondiale, le prendono come riferimento, utilizzano lo studio per stimolare il dibattito sui propri punti deboli».
L'anno scorso, nel mondo, 113 Paesi hanno messo in atto almeno una misura di riforma atta a favorire l'attività d'impresa, un record. I progressi sono particolarmente notevoli nelle aree più arretrate, come i Paesi ex comunisti dell'Europa orientale e dell'Asia centrale e l'Africa (il leader del rapporto pubblicato ieri è l'Azerbaijan, che ha messo in atto riforme in 7 delle 10 aree considerate dalla Banca), ma neanche i Paesi avanzati stanno fermi.
«L'arretramento dell'Italia - sostiene Chaparro - è legato anche ai progressi compiuti dagli altri, che sono più rapidi, oltre che a ragioni tecniche, come la revisione di alcuni parametri e l'inserimento di nuovi Paesi, come Bahamas, Bahrain e Qatar, che si collocano tutti davanti al vostro Paese. Ma permangono anche ragioni più fondamentali per il ritardo italiano». Il rappresentante della Banca indica alcune aree di progresso, come la semplificazione delle procedure di registrazione di un'azienda con l'applicazione di un singolo procedimento elettronico e la riduzione delle imposte sul reddito delle società, ma nel cartellino dell'Italia per quest'anno c'è, insieme a questi due passi avanti, anche un passo indietro. Secondo la Banca mondiale, la flessibilità del lavoro è diminuita con l'applicazione di procedure di licenziamento che ne hanno allungato i tempi.
I più gravi problemi del ritardo abissale rispetto agli altri Paesi industriali vanno però individuati in due aree sulle quali il rapporto Doing Business punta il dito da anni, senza che si siano registrati progressi apprezzabili. Un'autentica zavorra sulla classifica (e quindi sulla facilità di fare impresa in Italia) è la lentezza della giustizia civile, dove l'Italia si piazza addirittura al 156esimo posto sui 181 Paesi. Ci vogliono quasi quattro anni per ottenere attraverso un giudice il rispetto di un contratto e anche il numero di procedure è il più alto fra i Paesi Ocse. L'altro punto dolente (l'Italia è 128esima) è il capitolo del pagamento delle tasse, dove, nonostante i recenti progressi, la percentuale dei profitti che finisce al fisco è la più alta fra i Paesi industriali. In quest'area incidono anche sulla vita delle imprese italiane il numero dei pagamenti e i costi e i tempi per riempire i formulari.
In una sola delle dieci categorie prese in considerazione dalla Banca mondiale, l'Italia è fra i primi 30 Paesi del mondo: la facilità con cui si può chiudere un'azienda.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/09/impresa-italia-65-posto.shtml?uuid=0d195ca4-7f02-11dd-b0fe-339c6b71624c&DocRulesView=Libero


Non riesco nemmeno a commentarla.  :disgusto:
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