probabile.Teo wrote: Potrebbe, ma ci sono una miriade di incognite, fisiche e di gioco, io sto alla finestra, ma per il momento credo rimanga dietro almeno alle 3 dell'anno scorso.
ma - come dicevo prima - abbiamo ridotto il gap.

probabile.Teo wrote: Potrebbe, ma ci sono una miriade di incognite, fisiche e di gioco, io sto alla finestra, ma per il momento credo rimanga dietro almeno alle 3 dell'anno scorso.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.



senza ombra di dubbio, se non avesse fallito a Londra sarebbe rimasto volentieri li, cosi come se fosse arrivato quest'anno un tecnico che gli avesse dato fiducia.Lukavitt wrote: Questa Rod è una bella "romantica" chiave di lettura ma io per ora la vedo diversamente, è tornato solo perchè li ha fallito altrimenti di noi si sarebbe anche dimenticato e sarebbe rimasto volentieri a Londra, poi io tifo Milan prima di tutto e quindi chi c'è non mi importa più di tanto basta che lotti per la mia squadra, è certo che però per lui avrò un'occhio di riguardo ovvero la mia stima se la dovrà meritare più di altri come pure il mio nuovo affetto...poi se ci riuscirà sarà bello il doppio ma per ora le sue dichiarazioni su quanto ci ha sempre voluto bene e di quanto non vedeva l'ora di tornare non le voglio leggere...

mancanza di progetto.sonnechiosissimo wrote: scusate la domanda ma borriello perchè lo avete ripreso pagandolo pure profumatemente, se poi ad ogni presunta offerta vorreste piazzarlo?

o progetto di m***a?!rodmanalbe82 wrote: mancanza di progetto.

Nessun volo pindarico. Puoi mettere tutte le faccine che vuoi e fare tutta l'ironia che ti pare, ma per un giovane le difficoltà di adattamento nel passaggio dalle giovanili al professionismo sono dovute principalmente a 4 fattori: diversa fisicità del gioco, limiti tattici, personalità, esperienza. L'ultima la considero un limite che hanno tutti, a prescindere, cui si sopperisce con gli altri. La personalità e la perizia tattica in genere si acquisiscono con il tempo, a parte chi, come Fabregas, ha queste doti innate. Il fisico invece è una discriminante importante, poi se vuoi continuare a ridere fai pure, ma ti potrei fare l'esempio di tanti giocatori precoci che avevano qualità fisiche decisamente superiori alla media dei loro coetanei e non solo (Richards, Rooney, Kompany, Vanden Borre, Bojinov e ce ne sarebbero tanti altri). Un'associazione troppo ricorrente per essere considerata irrilevante. Poi certo, ci sono i Messi, i Fabregas, i Bojan, i Pato ma loro emergono semplicemente perchè sono fuoriclasse assoluti, di una categoria superiore (può darsi che anche Balotelli sia della stessa categoria). Tra l'altro Aguero nella prima stagione 38 presenze e 6 (non 16...) gol, con la prima metà di stagione passata dalla stampa spagnola a chiedersi se i 25 e passa milioni spesi non fossero troppi. E non prendiamo ad esempio i campionati sudamericani, il cui contesto mi pare oggettivamente non paragonabile a quello europeo ed in particolare italiano. Tra l'altro, Albertazzi è più giovane di tutti quelli da te citati al loro esordio fra i difensori. Tra l'altro, nessuno di questi era un difensore che giocasse in Italia. Dai tempi di Maldini io non ricordo un 17enne debuttare a grandissimi livelli in difesa. Poi certo, sicuramente conta anche il fatto che Albertazzi sia acerbo rispetto ad altri che son stati più precoci, che non significa però essere acerbo in relazione alla media dei suoi coetanei ne avere potenzialità inferiori. Per dire anche difensori molto talentuosi giocano poco (non in Italia, all'estero) e magari hanno già anche 20-21 anni, non 17 (prendi Vidal). Altri che son diventati grandissimi giocatori, a 17 anni erano nelle giovaniliMahor wrote:
Non conta. Capisco, posso anche condividere, ma alla fine non conta una sega se i soldi provengono da azionariato popolare, borsa, merchandising o da un giro di escort. In economia di mercato devi avere la capacità/voglia continua di rilanciare.Fantaman wrote: A parte Moratti chi è che ripiana tutti gli anni il bilancio in questo modo in Europa??
Te lo dico io, NESSUNO

Trofeo Moretti...margheritoni10 wrote: Domanda: non ho visto 1 minuto 1 di calcio estivo... ma Albertazzi quando avrebbe giocato?
Immagino che qualsiasi nome facessi continueresti su questa falsariga, quindi mi fermo a quelli già citati.Peyton_Manning18 wrote: Non sto a discutere sul fatto che giovani che abbiano sfondato fin da subito ce ne siano molti...
Nel ruolo di difensore la situazione tende ad essere un attimo più difficile... Mi porti come esempio Sakho, che gioca nel PSG, una squadra che ha rischiato la B francese. Può permettersi un bocia perchè, per quanto proclamino grandi campionati, peggio dell'anno scorso non possono fare.
Sui difensori brasiliani, con tutto il rispetto, nutro sempre parecchi dubbi... e sono proprio curioso di vederlo al Bayern...
Il ruolo del portiere è troppo particolare per essere preso in considerazione. E' un ruolo dove si può insegnare, ma il grosso lo devi avere di talento...
Xavi e Fabregas, soprattutto il secondo, sono due eccezioni di giovani registi che hanno fatto la differenza da subito...
Tra i difensori, l'età è fondamentale perchè non bastano istinto e fisico, ma è necessario crescere a livello tattico...
Non c'era ironia, ridevo solo vedendo il fatto che mettessi il fisico a discriminante quando è ovvio che lo sia... ma il fatto che Balotelli abbia un fisico sopra la media è una di quelle qualità che lo rendono pronto già a 17 anni per il grande calcio.White Rabbit wrote: Nessun volo pindarico. Puoi mettere tutte le faccine che vuoi e fare tutta l'ironia che ti pare, ma per un giovane le difficoltà di adattamento nel passaggio dalle giovanili al professionismo sono dovute principalmente a 4 fattori: diversa fisicità del gioco, limiti tattici, personalità, esperienza. L'ultima la considero un limite che hanno tutti, a prescindere, cui si sopperisce con gli altri. La personalità e la perizia tattica in genere si acquisiscono con il tempo, a parte chi, come Fabregas, ha queste doti innate. Il fisico invece è una discriminante importante, poi se vuoi continuare a ridere fai pure, ma ti potrei fare l'esempio di tanti giocatori precoci che avevano qualità fisiche decisamente superiori alla media dei loro coetanei e non solo (Richards, Rooney, Kompany, Vanden Borre, Bojinov e ce ne sarebbero tanti altri). Un'associazione troppo ricorrente per essere considerata irrilevante. Poi certo, ci sono i Messi, i Fabregas, i Bojan, i Pato ma loro emergono semplicemente perchè sono fuoriclasse assoluti, di una categoria superiore (può darsi che anche Balotelli sia della stessa categoria). Tra l'altro Aguero nella prima stagione 38 presenze e 6 (non 16...) gol, con la prima metà di stagione passata dalla stampa spagnola a chiedersi se i 25 e passa milioni spesi non fossero troppi. E non prendiamo ad esempio i campionati sudamericani, il cui contesto mi pare oggettivamente non paragonabile a quello europeo ed in particolare italiano. Tra l'altro, Albertazzi è più giovane di tutti quelli da te citati al loro esordio fra i difensori. Tra l'altro, nessuno di questi era un difensore che giocasse in Italia. Dai tempi di Maldini io non ricordo un 17enne debuttare a grandissimi livelli in difesa. Poi certo, sicuramente conta anche il fatto che Albertazzi sia acerbo rispetto ad altri che son stati più precoci, che non significa però essere acerbo in relazione alla media dei suoi coetanei ne avere potenzialità inferiori. Per dire anche difensori molto talentuosi giocano poco (non in Italia, all'estero) e magari hanno già anche 20-21 anni, non 17 (prendi Vidal). Altri che son diventati grandissimi giocatori, a 17 anni erano nelle giovanili

Perché si è formato al PSG, squadra in cui approdò a 10 anni (circa... avevo visto uno stralcio di una sua intervista su France 2... non ricordo esattamente l'età, ma siamo lì).Peyton_Manning18 wrote: Quindi, per te, Sakho è pronto per giocare ad alti livelli?
Come mai gioca in una delle più grandi decadute del calcio europeo? :gazza:

Forse Aldo Serena che dopotutto non ha mai fatto l'allenatore, ma credo e spero che Ancelotti non si sia trasformato in una sorta di Ezio Glerean.Sheva-Dinho-Kakà-Pato insieme? Si può
Nelle gare meno impegnative Ancelotti può provarci, con l'ucraino punta centrale
di Aldo Serena
Stuzzica la fantasia e fa volare l'entusiasmo il fatto di avere in squadra tre palloni d'oro come Ronaldinho, Kakà e Shevchenko, più un giovane di sicuro talento come Pato. Il Milan quest'anno vive esattamente questa situazione. Ma quattro giocatori così possono giocare insieme? Io dico di sì. E' possibile, magari non sempre, magari non contro le grandi, ma certamente sì, nei match casalinghi, contro avversari più abbordabili.
Ancelotti ha scelto il 4-2-3-1. Tre trequartisti e un'unica punta insomma. Unica punta che con questi interpreti potrebbe essere Sheva. Anche in considerazione dell'età dell'ucraino, il sacrificio sulla fascia, a destra, potrebbe essere più 'facile' da chiedere al diciottenne Pato. Shevchenko nel Milan ha fatto una caterva di gol, partendo da ogni posizione. Potrebbe quindi adattarsi al ruolo di punta centrale: meno movimento, più uomo gol.
Kakà giocherebbe immediatamente alle sue spalle, il ruolo di trequartista centrale gli si addice alla perfezione, mentre Dinho avrebbe la corsia sinistra. Non dimentichiamoci di Seedorf. L'olandese, vista la grandissima concorrenza, potrebbe sì giocare meno rispetto al passato, ma giocare i match che contano. Meno quantità, più qualità. Proprio perché la convivenza in campo dei quattro grandi diventerebbe complicata negli incontri più delicati. Meglio un giocatore meno offensivo, capace di offrire un supporto più completo alla squadra.
Scelte complicate anche a centrocampo. I posti sono due. Uno è di Pirlo, giocatore che ritengo insostituibile, unico al mondo. Restano Gattuso, Ambrosini e il nuovo acquisto Flamini. C'è spazio per uno soltanto di loro. Per questo Ancelotti, che è sempre stato bravo non solo come allenatore ma anche come psicologo, quest'anno dovrà gestire la situazione con massima abilità.
Perché se a centrocampo sarà dura tenerne fuori due, ricordiamoci che in attacco c'è gente come Inzaghi e Borriello. Pippo è un computer, sa gestirsi, sa di non poter giocare sempre ma è abilissimo a farsi trovare pronto ogni volta in cui ce n'è bisogno, anche solo per 20 minuti. L'ex genoano è rientrato alla base quando lo scenario a Milanello era ben diverso. Ma la gestione di questi giocatori non rappresenterà a mio parere un problema eccessivo per Ancelotti. Staranno fuori, sì, succederà, senza nulla togliere alle loro qualità. L'impatto mediatico sarà comunque diverso. Spiegare un eventuale risultato negativo con in panchina gente come Ronaldinho sarebbe chiaramente molto più complicato.
26 agosto 2008
