SULF6HC wrote:
Un olimpiade che ha avuto nell'altetica delle prestazioni strepitose,che non riuardano purtoppo la nostra squadra italiana,anche se ha avuto anche grandi gioie in questo sport.
Risultati non soddisfacenti:
-nel salto in alto con la DI MARTINO,che non supera 1.96 e rimane a quota 1.93,lei che ha un personale di 2.03,e che poteva anche andare ad arrampicarsi sul podio strappando un bronzo.
-nella 4X100 femminile e maschile,tutte e due le squadre ,sono state squalificate,molto evidiente il cambio errrato nelle donne,fra Vincenza Calì e Giulia Arcioni,che è stato fuori settore,comuqnue anche senza questo sbaglio hanno sbagliato tutti i cambi che hanno rallentato molto,infatti il tempo era quello che era,un secondo in meno dal loro record italiano di 43.04 stabilito ad Annecy,peccato perchè eguagliando il record saremmo arriavati 3° e avremmo preso un bronzo dato che la nigeria ha preso il bronzo proprio con il tempo di 43.04.
molto discusso il cambio fra DE GREGORI e COLLIO nella maschile,non evidentissimo ma c'era,di poco,ma c'era.
-nel gara del martello nella quale LINGUA e VIZZONI non si sono qualificati per la finale,tutti nulli per LINGUA e un 75.01 per VIZZONI,che ha un personale di 78.21.
-da ricordare la mancata qualificazione alla finale nel salto in lungo con ANDREW HOWE,sincero nell'intervista,fatta dalla Caporali:"non c'ero con il fisico,questo è tutto".giusto dire che quei famosi 200m corsi a Annency in cui si è infortunato non gli doveva fare,ma la colpa è di sua madre,ovvero della allenatrice che lo segue,che deve assolutamente impedire di far fare una gare che non è la sua a un alteta di questo livello e anche cosi vicina all'olimpiade.
Ricordo invece le due gare che ci hanno fatto sognare la marcia 50km maschile e quella 20km femminile, ALEX SCHWAZER che conquista un oro importantissimo e ELISA RIGAUDO che conquista il bronzo.peccato nella maratona nella quale BALDINI è arrivato 19° e non ha fatto un prestazione cosi spettacolare,ovvero quella che tutti ci aspettavamo.
Ne ho già parlato in precedenza riguardo a USAIN BOLT,dei tre ori e i tre wr quindi non voglio ripetere,ma faccio solo un altro

a questo alteta strepitoso che ha fatto due tempi mostruosi e uno insieme ai suoi "fratelli": 9.69....19.30....37.10.
P.s
solo lacrime per la gare del salto in alto nella quale un alteta strepitosa,come BLANKA VASIC,colei che ha vinto ultimamente tutti i meeting internazionale e gli appuntamentei della golden league,che sentiva già l'odore della medalgia d'oro,e che invece con 2.05 cede l'oro all'HELLEBAUT,atlea belga che vince con 2.05.
Per questa atleta mi è dispiaciuto perchè è un alteta delle mie preferite come la russa ELENA ISINBAEVA che ha stupito tutti vincendo l'oro e facendo ancora un altro wr di 5.05.
Ricordo che le prossime gare importanti di altetica leggera saranno i mondiali ad agosto del 2009,senza lasciar fuori i vari meeting.
ho trovato questo articolo di atleticanet che parla della situazione della nostra atletica
Non giriamoci troppo attorno, non è mai andata peggio di così per l'atletica italiana. Contate le medaglie olimpiche, mondiali, europee di questo quadriennio e del precedente o del precedente ancora. Questi ultimi quattro anni sono stati i peggiori. Ora, mi piacerebbe lanciarmi in una spassionata e approfondita analisi tecnica della cosa ma farei un lavoro inutile. Il problema è solo ed esclusivamente politico. E allora parlerò di quello.
Caduto un Gola oggettivamente logoro e strozzato da mille equilibri divenuti ingestibili, l'attuale dirigenza che proveniva da un gruppo proclamatosi “progetto Atletica” ha preso in mano le redini della federazione al grido di “adesso vi facciamo vedere noi come si fa”. Visti i risultati, qualcosa, anzi quasi tutto, non è andato per il verso giusto.
Partiamo dal dato più preoccupante. Questa dirigenza ha chiaramente fatto capire che la ricerca delle medaglie pesanti è stata la prima se non unica preoccupazione del quadriennio. Hanno accantonato altre cose (società di base, scuola, formazione, tecnici sociali, comunicazione, ecc...) per dedicarsi solo ai più bravi nella consapevolezza che in Italia, dove tutto è politica, le medaglie sono quelle cose tonde che messe sulla giusta bilancia portano denaro, visibilità e peso specifico maggiore nel delicato equilibrio tra le federazioni.
Quindi per fissare un primo punto, l'obiettivo di acchiappare tante succulente medaglie è andato a farsi benedire. Calcolatrice e annuari alla mano, ne abbiamo prese di meno. Obiettivo primario fallito di brutto con l'aggravante che le ultime due medaglie vinte nella marcia non sono frutto dell'ambiente federale bensì dell'esatto contrario. Sono frutto dell'ecosistema (chiuso) della marcia. L'oro e il bronzo di Schwazer e Rigaudo sono addirittura il risultato del lavoro di un unico tecnico (Sandro Damilano) e di un unico ambiente, quello di Saluzzo dove, al riparo dalle inconcludenze teorico-progettuali dei politici gli atleti si allenano, i tecnici lavorano sereni e quando è ora si gareggia, si vince o quantomeno ci si piazza bene e sempre col giusto atteggiamento mentale.
Ma non finisce qui perchè la noncuranza di tutto quello che è stato considerato secondario ha generato altri fallimenti. I Master sono incazzati neri. Sborsano una marea di soldi per attività e tesseramenti ma servono solo da polo di attrazione per acquisire manifestazioni internazionali master che portano ancora soldi. Insomma oramai sono da considerare una sorta di bancomat.
E la scuola? Mentre in tv Andrea Lucchetta spiega ai ragazzi che Kinder in collaborazione con non so chi regaleranno un kit per la pallavolo ad ogni scuola, l'atletica si gratta. In passato c'erano i Giochi della Gioventù, i Campionati Studenteschi, il Concorso Esercito Scuola e tanti professori che insegnavano le specialità dell'atletica. Adesso un bel fico secco. In compenso però abbiamo la figlia di Fiona May e Andrew Howe che in tv mangiano merendine come altoforni. Bel messaggio! Da una parte Lucchetta con ragazzi entusiasti in palestra a parlare di pallavolo e dall'altra i nostri migliori uomini-immagine che mangiano merendine. Un fulgido esempio di comunicazione efficace e mirata!
Ma le società non ridono, specie quelle piccole e le militari che sono rispettivamente il serbatoio per trovare il talento e il giusto ambiente per farlo crescere serenamente senza l'assillo di un lavoro da dover fare per potersi mantenere. Anche qui questa dirigenza ce l'ha messa tutta per distruggere il più possibile. Un regolamento per i CdS studiato ad hoc ha messo in difficoltà sia le une che le altre. Chi ci ha giovato? Non mi va nemmeno di parlarne, fate voi.
Arriviamo agli atleti. Per questo ambito arrivo a dire che la gestione è stata scellerata. I risultati internazionali sono carenti oggi più che mai ma questi dirigenti si prendono il lusso di lasciare a casa atleti in possesso di minimo (IAAF). Forse pensano sia inutile far fare esperienza a questi livelli e infatti poi nelle gare importanti siamo pieni di controprestazioni con ragazzi che affermano di "essere contenti di poterci essere", quasi fosse la gita di quinto superiore. E' accaduto in manifestazioni passate ed è accaduto anche per Pechino. Impedire la partecipazione ad un evento internazionale ad un atleta che ne ha il diritto è quanto di più scorretto, cattivo, inutile e controproducente si possa fare ad un giovane in possesso del suo sacrosanto minimo di partecipazione. E non stiamo a filosofeggiare sui particolari, sulle a e sulle b dei minimi. Abbiamo portato a Pechino una sfilza di non atleti da far paura. Non mi si venga a parlare di scelte tecniche, di opportunità o motivazioni economiche! Chi ha il minimo deve andare. Lasciare i ragazzi a casa significa mortificare, demotivare e punire l'atleta con il suo tecnico. Poi non ci si venga a lamentare se i tecnici vanno a fare i preparatori atletici in altri sport e gli atleti vanno a giocare a qualcos'altro.
Per chiudere. Non credo che il Coni apprezzerà il risultato della Fidal e vista la scadenza imminente del quadriennio olimpico e relativo rinnovo delle cariche, magari chiederà la testa di qualcuno. Non sarà quella del Presidente Arese per due motivi fondamentali. In primo luogo Arese è un Presidente rappresentativo e non operativo e quindi non è certo sua la responsabilità di tutto questo casino (sarebbe come dare la colpa al Presidente Napolitano della caduta del governo Prodi). In secondo luogo Franco Arese è anche il titolare dell'azienda che rappresenta uno sponsor tecnico primario di tutto lo sport italiano e quindi il Coni non è interessato a conflitti con chi di fatto spende soldi per aiutare lo sport. In definitiva, se Arese non si fa da parte da solo (e non ne vedo il motivo) e nessuno presenta una candidatura alternativa (e non ne vedo il coraggio), questo sarà il Presidente della Fidal del prossimo quadriennio.
Allora di chi sarà la testa che cadrà? I latini dicevano: promoveatur ut amoveatur e cioè promuoviamo per poter rimuovere. Succederà questo. Ci sarà un avvicendamento nelle cariche e tutto rimarrà com'è ora. Solo qualche consigliere verrà realmente mandato a casa perchè, anche se la cosa è rimasta quasi esclusivamente tra le pareti federali, qualche membro del consiglio, di tanto in tanto ha contestato la linea ufficiale della dirigenza e questo non è stato gradito. Per questi garbati quanto inefficaci oppositori ci sarà un'uscita dal consiglio federale il cui impatto e visibilità sarà proporzionale all'impatto e alla visibilità che hanno dato al loro dissenso: nulla.