GazzaTheBest wrote:
Si sa che i neri hanno una struttura diversa dalla nostra...infatti, avete mai visto un nero campione di nuoto? no!
In realtà proprio quest'anno nella staffetta che ha vinto per un pelo contro la francia (la terza o la quarta medaglia di phelps, ora non ricordo...) uno dei 4 statunitensi era di colore.
Dico la mia su questo argomento, sempre tirato in ballo durante certe manifestazioni sportive, in particolare in queste olimpiadi nello studio RAI del dopogara (che se appena posso evito come la peste, ma che a volte vedo) da un professore, di cui francamente non so il nome e di quale disciplina sia esperto visto che parla di tutti gli sport.
Per come la vedo io, sulla singola persona/atleta vanno considerate sia le doti genetiche, che le condizioni ambientali. Non so dirvi in che percentuale, forse non 50-50, ma sicuramente c'è chi ha talento, chi non ne ha, e chi ne ha tonnellate in più dei suoi avversari; e altrettanto sicuramente c'è chi ha possibilità sociali/economiche/tecniche/ecc ecc per fare una vita da sportivo, e chi meno o non ne ha del tutto.
A mio avviso però la questione genetica considerata per etnie, o per popoli, è una cagata pazzesca (cit). Può darsi, anzi accade spesso, che una determinata nazione o zona esprima più talenti in una determinata disciplina (per fare qualche esempio classico, kenia/etiopia=mezzofondo, caraibi=velocità, ecc ecc), ma secondo me più che per questioni genetiche ciò accade per questioni ambientali.
Ovvero nei caraibi, cito ora la giamaica perchè è la vincitrice morale delle corse sprint finora, da un punto di vista scolastico/sportivo l'atletica è molto diffusa, c'è una capillare organizzazione di gare fin dall'età scolare che mano a mano screma gli atleti potenzialmente più forti fino ad arrivare al professionismo.
Per quel che riguarda il mezzofondo il discorso è lo stesso, con in aggiunta il fatto che in kenia ed etiopia talvolta capita che anche un ragazzino che non ha iniziato da giovanissimo a compiere un percorso sportivo destinato a sfociare nel professionismo, ha "macinato" chilometri e chilometri fin da ragazzino per esigenze sue.
Quindi riguardo ai discorsi che si sentono fare tante volte, "i bianchi sono svantaggiati geneticamente rispetto ai neri nelle corse veloci dell'atletica" "i neri sono svantaggiati geneticamente rispetto ai bianchi per il nuoto", per me dipende tutto dalle condizioni ambientali.
La controprova non l'avremo mai, ma se provassimo in Italia (quasi 60 milioni di abitanti di base) a far correre i ragazzini fin dalle elementari, partendo dalla scuola per poi arrivare nelle società sportive, invece di mandarli principalmente a scuola calcio; o se prendessimo una nazione come l'etiopia, e con impianti/tecnici adeguati iniziassimo ad organizzare capillarmente gare di nuoto fin da ragazzini, sicuramente non avremmo il Bolt bianco o il Phelps nero già a Londra 2012, ma sul lungo periodo sicuramente ci sarebbero atleti di etnie diverse a confrontarsi alla pari per la vittoria nelle rispettive discipline.