Re: Le (quasi) Stelle cambiano cielo?

Il Punto d'incontro dei Fans NBA di Play.it USA
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dreamtim
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Re: Le (quasi) Stelle cambiano cielo?

Post by dreamtim »

Dino N wrote: Giusto per farmi un pò di pubblicità posto un commento fatto da un lettore al mio ultimo pezzo.

Il pezzo è questo:

http://www.playitusa.com/articolo.php?id=7962

il commento assolutamente pertinente e che mi vede completamente daccordo recita invece questo.

3) se la "tendenza" continua i "nostri" fenomeni alla Rubio credete vorranno andare di là a fare da comprimari a queste stelle che fanno 30 passi in partenza a partita oppure rimanere coperti di milioni (di una moneta che vale il doppio) e riconosciuti campioni nel nostro continente? L'NBA è il sogno di tutti noi ragazzi del basket dirà qualcuno. Bene dico. Ma vorreste voi giocare in questa NBA? oppure volevate giocare nella lega di VERI fenomeni dei Jordan, Magic, Larry, Dr.J, Kareem???[/i]


Per comprendere appieno alcune sfacettature è necessario leggere tutti i commenti postati al pezzo. Ne è uscita una discussione abbastanza interessante a mio dire.
Mi concentro su questo; Duncan,Kg, Paul, sheed Wallace, Pierce.
E mi tengo basso. Non inserendo  gli amanti dei passi come Wade e Lbj.
I fenomeni veri, sono e resteranno quelli, ne nascerano di nuovi, magari 1 o due verranno in Europa, ma la sostanza non cambia.

La molla sono solo i soldi, se prima saltavano il college adesso prendono gli euro, non impareranno a giocare lo stesso ma prenderanno subito tanti soldi, e non si svilupperanno mai come potrebbero.
Mancano i college, manca la voglia di rifinire il potenziale.

Il risultato è che queti amanti dei passi verrano in europa e le stelle resteranno di qua, il dramma del basket moderno è il crollo di qualità del giocatore medio, euro, dollari, eurolega, nba cambia poco.
Solo che in Nba coi passi puoi convivere, falli in Eurolega e mi faccio 4 risate.
Onore a Dreamtim. L'Ultimo prototipo di owner neanche preso in considerazione per una produzione di massa, troppo strano per vivere, troppo raro per morire (cit. Dr.Gonzo).
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Lilpol
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Re: Le (quasi) Stelle cambiano cielo?

Post by Lilpol »

dreamtim wrote: Mi concentro su questo; Duncan,Kg, Paul, sheed Wallace, Pierce.
E mi tengo basso. Non inserendo  gli amanti dei passi come Wade e Lbj.
I fenomeni veri, sono e resteranno quelli, ne nascerano di nuovi, magari 1 o due verranno in Europa, ma la sostanza non cambia.

La molla sono solo i soldi, se prima saltavano il college adesso prendono gli euro, non impareranno a giocare lo stesso ma prenderanno subito tanti soldi, e non si svilupperanno mai come potrebbero.
Mancano i college, manca la voglia di rifinire il potenziale.

Il risultato è che queti amanti dei passi verrano in europa e le stelle resteranno di qua, il dramma del basket moderno è il crollo di qualità del giocatore medio, euro, dollari, eurolega, nba cambia poco.
Solo che in Nba coi passi puoi convivere, falli in Eurolega e mi faccio 4 risate.
Assolutamente daccordo con drimme, quelli forti per ora restano di là (ringraziando il signore), il problema dei passi e quelle cacate là li possono risolvere e senza neanche troppi problemi, basta dare una sveglia agli arbritri (e in questo senso mi pare ci sia già mossi un pochino) e proibire il salto nei pro prima dei 20 anni.
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dreamtim
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Re: Le (quasi) Stelle cambiano cielo?

Post by dreamtim »

Lilpol wrote: Assolutamente daccordo con drimme, quelli forti per ora restano di là (ringraziando il signore), il problema dei passi e quelle cacate là li possono risolvere e senza neanche troppi problemi, basta dare una sveglia agli arbritri (e in questo senso mi pare ci sia già mossi un pochino) e proibire il salto nei pro prima dei 20 anni.
Onestamente chissenfrega di Childress e compagnia bella. Dai.
Io ho visto giocare da ragazzino la Tracer con Meneghin e McAdoo, embè?

La Nba trasforma un mestierante in una star e un prodotto, lo valorizza, la sua forza è quella.

In eurolega fai sbagliare 4 gare a Jennings (da Oak Hill ai mostri di eurolega con i passi automatici, ma scherziamo?) e vediamo che fine fa, bruciato coem si fa con gli americani nel vecchio continente.

Tutta sta emergenza non la vedo, con tutto il rsipetto per Childress che mi deve dimostrare se si adatta al basket fiba, ha faticato Duncan, vediamo lui.
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Re: Le (quasi) Stelle cambiano cielo?

Post by MagnusPinus »

dreamtim wrote: Onestamente chissenfrega di Childress e compagnia bella. Dai.
Io ho visto giocare da ragazzino la Tracer con Meneghin e McAdoo, embè?

La Nba trasforma un mestierante in una star e un prodotto, lo valorizza, la sua forza è quella.

In eurolega fai sbagliare 4 gare a Jennings (da Oak Hill ai mostri di eurolega con i passi automatici, ma scherziamo?) e vediamo che fine fa, bruciato coem si fa con gli americani nel vecchio continente.

Tutta sta emergenza non la vedo, con tutto il rsipetto per Childress che mi deve dimostrare se si adatta al basket fiba, ha faticato Duncan, vediamo lui.



non scherziamo eh.. in europa gli americani si bruciano con le loro stesse mani con comportamenti on & off the court piuttosto discutibili. Se un talento americano ha la testa sulle spalle in Europa può migliorare uno sproposito come giocatore
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Re: Le (quasi) Stelle cambiano cielo?

Post by dreamtim »

MagnusPinus wrote:
non scherziamo eh.. in europa gli americani si bruciano con le loro stesse mani con comportamenti on & off the court piuttosto discutibili. Se un talento americano ha la testa sulle spalle in Europa può migliorare uno sproposito come giocatore
Come fa? se si gioca 3 volte a settimana, e i coach chiedono sempre di più e rischiano sempre meno?
Cosa cambia rispetto a una regular season nba?

Quando imparano i fondamentali e chi glieli insegna?
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Re: Le (quasi) Stelle cambiano cielo?

Post by Mike »

alla fine è molto probabile che si possa arrivare ad un mercato globale, com'è, per fare l'esempio più banale, per il calcio. l'unica differenza potrebbe rimanere soltanto la concezione e la struttura dei campionati.
con quest'euro forte, con l'aumento dei tifosi e dell'interesse nelle piazze europee (purtroppo non troppo in quelle italiane), con nuovi imprenditori, tutto questo credo sia possibile.
se poi i veri fenomeni vorranno rimanere di là o fare un salto di qui dipenderà da tante cose, ma le prospettive di un appianamento dei livelli USA-Europa sono molto probabili, anche se lontane, ma non più lontanissime.
la cosa più importante è togliere di mezzo quella concezione, incontrastata e mai messa in discussione (finora), che l'NBA è il campionato più importante del mondo con il secondo che arriva giù dal podio.
è un sogno (o un incubo) che potrebbe un giorno avverarsi.
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Re: Le (quasi) Stelle cambiano cielo?

Post by dreamtim »

Mike wrote: alla fine è molto probabile che si possa arrivare ad un mercato globale, com'è, per fare l'esempio più banale, per il calcio. l'unica differenza potrebbe rimanere soltanto la concezione e la struttura dei campionati.
con quest'euro forte, con l'aumento dei tifosi e dell'interesse nelle piazze europee (purtroppo non troppo in quelle italiane), con nuovi imprenditori, tutto questo credo sia possibile.
se poi i veri fenomeni vorranno rimanere di là o fare un salto di qui dipenderà da tante cose, ma le prospettive di un appianamento dei livelli USA-Europa sono molto probabili, anche se lontane, ma non più lontanissime.
la cosa più importante è togliere di mezzo quella concezione, incontrastata e mai messa in discussione (finora), che l'NBA è il campionato più importante del mondo con il secondo che arriva giù dal podio.
è un sogno (o un incubo) che potrebbe un giorno avverarsi.
La NBA (meglio.....Stern) ha reiscritto le regole dello sport marketing e tirato su un brand che è semplicemente impensabile da riproporre. Ci sono pro, contro, ma la "lega" resta quella in nordamerica.

Lega che fa tifare, appassione e accomuna gente che spazia dalle filippine a Manila.

Ora, se un Childress dimostra che le regole rfa sono da rivedere cambia poco, la crisi del mid player resta.
Il livello medio dei campionati in europa resta basso (In Italia ci sono solo 2-3 squadre di livello), a parte qualche picco in eurolega dove giocano anche squadra zozzone, e dove per anni le squadra il diritto se lo compravano e non lo conquistavano.

In Europa rende un Anthony Parker, un Sato, da vedere se lo fa un Childress.
Si gioca due basket troppo diversi.
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Re: Le (quasi) Stelle cambiano cielo?

Post by Mike »

dreamtim wrote: La NBA (meglio.....Stern) ha reiscritto le regole dello sport marketing e tirato su un brand che è semplicemente impensabile da riproporre. Ci sono pro, contro, ma la "lega" resta quella in nordamerica.

Lega che fa tifare, appassione e accomuna gente che spazia dalle filippine a Manila.
non ci sono dubbi, ma a me tutto questo merchandising, quando è diventato eccessivo ha cominciato a stare sulle palle. è stato molto bravo lui a vendere bene il prodotto, come dici tu in tutto il mondo (anche se dalle filippine a manila non è tanto largo il mondo, anzi), ma alla fine lo ha snaturato e non poco, non trovi? questa nba sta rischiando di divenire una caricatura di se stessa.
dreamtim wrote: Ora, se un Childress dimostra che le regole rfa sono da rivedere cambia poco, la crisi del mid player resta.
Il livello medio dei campionati in europa resta basso (In Italia ci sono solo 2-3 squadre di livello), a parte qualche picco in eurolega dove giocano anche squadra zozzone, e dove per anni le squadra il diritto se lo compravano e non lo conquistavano.
concordo su questa crisi del giocatore di rotazione e sul fatto che è stato trovato un buco del regolamento rfa che verrà prontamente fallato ma per entrambe le questione ci saranno dei risvolti.
provando l'europa, anche gli americani capiranno che i fondamentali e la completezza sono un valore imprescindibile per qualsiasi professionista serio. e lo capiranno ancora di più ad ogni sberla che inevitabilmente prenderanno con la nazionale in qualsiasi competizione fiba con arbitraggio fiba.
per i viaggi USA-to-Europe non verrà più sfruttata la falla degli RFA ma potranno sempre sfruttare il termine del contratto e tante altre opzioni: alla fine sono i soldi che la fanno da padrone in quest'accenno di rivoluzione che stiamo commentando, ed un contratto in euri alla stessa cifra di un contratto in dollari vale il doppio, tra tasse e cambio. ed è questo che conta.
dreamtim wrote: In Europa rende un Anthony Parker, un Sato, da vedere se lo fa un Childress.
Si gioca due basket troppo diversi.
giustissimo. c'è chi si adatterà subito, chi col tempo, chi per nulla. ci saranno crack, buoni giocatori e fallimenti totali. ma fatto sta che in quanto basket diversi si continuerà (parlo per me e credo anche altri) a preferire quello europeo, alla base. poi logico che gli interpreti al di là dell'oceano facciano sembrare più bella l'nba.
a tal proposito, un primo punto di incontro dovrà essere quello dei regolamenti.
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Re: Le (quasi) Stelle cambiano cielo?

Post by dreamtim »

Mike wrote: (anche se dalle filippine a manila non è tanto largo il mondo, anzi),
Era un reprise di una battuttacia che facevo da giovine :)
nun ce fà caso  :gogogo:
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Re: Le (quasi) Stelle cambiano cielo?

Post by Toni Monroe »

I soldi, da soli, non bastano per rendere appetibile l'europa. Almeno non per quegli americani che hanno (fondate o meno) speranze di eccellere nella NBA. Ma il discorso cambia per i non-americani. Che siano europei o asiatici o sudamericani. Tuttavia il discorso economico è importante, e allora va detto che le cifre che sono in grado di muovere in america qui da noi non sono molto facili da spostare. Per adesso c'è questo cambio favorevole Euro-Dollaro, ma quanto durerà? La tradizione è (più) dura da soppiantare. Guardate come  è finita, in passato, alle leghe che volevano fare concorrenza alla NBA o alla NFL. E c'erano stati fortissimi investitimenti da parte di persone che conoscevano il prodotto. La differenza tra baket europeo e basket NBA sarà sempre filosofica. Il discorso dei passi, in fondo, lo testimonia: non li fischiano perchè non vogliono. Salvo trovarsi nell'impossibilità (e vorrei vedere) di contestare il regolamento FIBA nelle manifestazioni internazionali.. Quindi il divario rimane, perchè non è solo economico (quello, occasionalmente, si può colmare) ma di approccio al gioco.
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Re: Le (quasi) Stelle cambiano cielo?

Post by kobe 84 »

Kobe Bryant admitted over the weekend that he would consider leaving the NBA for Russia if a sizable contract could be arranged, according to The Sport Express Daily.
"Of course," Bryant said when asked if he'd consider playing overseas. "By the way, are you the owner of a Russian team? It can be arranged for $40 million per year."  :lol2:

A number of NBA players have left the NBA for Europe this offseason, in a somewhat surprising turn of events. It's highly doubtful that Bryant would ever actually sign with a Russian team, but anything could become possible for the right price.

It seems as though everyone wants a piece of Kobe though.

"I would love Kobe to come to Duke University to play for me," added Team USA coach Mike Krzyzewski. "I can't offer him that kind of salary, but he would receive a university diploma instead."
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Re: Le (quasi) Stelle cambiano cielo?

Post by Mike »

Toni Monroe wrote: I soldi, da soli, non bastano per rendere appetibile l'europa. Almeno non per quegli americani che hanno (fondate o meno) speranze di eccellere nella NBA. Ma il discorso cambia per i non-americani. Che siano europei o asiatici o sudamericani. Tuttavia il discorso economico è importante, e allora va detto che le cifre che sono in grado di muovere in america qui da noi non sono molto facili da spostare. Per adesso c'è questo cambio favorevole Euro-Dollaro, ma quanto durerà? La tradizione è (più) dura da soppiantare. Guardate come  è finita, in passato, alle leghe che volevano fare concorrenza alla NBA o alla NFL. E c'erano stati fortissimi investitimenti da parte di persone che conoscevano il prodotto. La differenza tra baket europeo e basket NBA sarà sempre filosofica. Il discorso dei passi, in fondo, lo testimonia: non li fischiano perchè non vogliono. Salvo trovarsi nell'impossibilità (e vorrei vedere) di contestare il regolamento FIBA nelle manifestazioni internazionali.. Quindi il divario rimane, perchè non è solo economico (quello, occasionalmente, si può colmare) ma di approccio al gioco.
li vogliamo contare? guarda che son davvero pochi pochi pochi. alla fine la maggior parte di essi vanno dove intascano la moneta, non ci sono ragioni. ed il cambio favorevole può aiutare adesso ad appianare la situazione, ma più in là, quando la situazione monetaria sarà diversa, diciamo di parità, se gli investimenti fatti dalle squadre europee saranno oculati, non vedo perchè un "abramovich" del basket non possa mettere su corazzate con grandi giocatori europei e americani.
a mio parere la situazione si sta facendo interessantissima. negli ultimi anni avevo un po' perso di vista il basket europeo e non sapevo a che cifre erano arrivati i top team e devo dire che ne sono rimasto sbalordito: col solo contratto di childress qualche anno prima giocavi i playoff minimo in spagna o italia. poi quando vedo le rose di alcune corazzate come olympiakos, panathinaikos o cska, io mi convinco sempre di più, che con regole fiba, riuscirebbero a battere in gara singola o in serie di playoff qualsiasi squadra nba.

edit: per quanto riguarda bryant, sono convinto che a fine carriera potrebbe seriamente pensare di tornare in europa, anche in italia, il giorno in cui non avrà più nulla da dire in nba.
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Re: Le (quasi) Stelle cambiano cielo?

Post by Lilpol »

Mike wrote: non ci sono dubbi, ma a me tutto questo merchandising, quando è diventato eccessivo ha cominciato a stare sulle palle. è stato molto bravo lui a vendere bene il prodotto, come dici tu in tutto il mondo (anche se dalle filippine a manila non è tanto largo il mondo, anzi), ma alla fine lo ha snaturato e non poco, non trovi? questa nba sta rischiando di divenire una caricatura di se stessa.

Questo purtroppo è vero.
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Re: Le (quasi) Stelle cambiano cielo?

Post by Toni Monroe »

Mike wrote: li vogliamo contare? guarda che son davvero pochi pochi pochi. alla fine la maggior parte di essi vanno dove intascano la moneta, non ci sono ragioni. ed il cambio favorevole può aiutare adesso ad appianare la situazione, ma più in là, quando la situazione monetaria sarà diversa, diciamo di parità, se gli investimenti fatti dalle squadre europee saranno oculati, non vedo perchè un "abramovich" del basket non possa mettere su corazzate con grandi giocatori europei e americani.
a mio parere la situazione si sta facendo interessantissima. negli ultimi anni avevo un po' perso di vista il basket europeo e non sapevo a che cifre erano arrivati i top team e devo dire che ne sono rimasto sbalordito: col solo contratto di childress qualche anno prima giocavi i playoff minimo in spagna o italia. poi quando vedo le rose di alcune corazzate come olympiakos, panathinaikos o cska, io mi convinco sempre di più, che con regole fiba, riuscirebbero a battere in gara singola o in serie di playoff qualsiasi squadra nba.

edit: per quanto riguarda bryant, sono convinto che a fine carriera potrebbe seriamente pensare di tornare in europa, anche in italia, il giorno in cui non avrà più nulla da dire in nba.
Se i soldi porteranno abbastanza buoni giocatori in europa e, di conseguenza, il livello delle competizioni dovesse innalzarsi, allora sì le cose potrebbero cambiare; perchè io immagino che oltre ai soldi ci sia anche passione per il gioco e voglia di competere ai livelli più alti possibili. Il problema della NBA è che il talento è diluito in troppe squadre. Ce ne fossero dieci in meno forse non ci porremmo neanche il problema. Ma io sono ancora scettico al riguardo. Per il momento non ce lo vedo un Cristiano Ronaldo che va a giocare in America (tanto per fare un parallelo tra le due passioni) o un LeBron James che viene in europa. I soldi fanno tanto, d'accordo, ma non tutto. In fondo vincere l'eurolega o l'anello non sono ancora la stessa cosa..
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Re: Le (quasi) Stelle cambiano cielo?

Post by doc G »

dreamtim wrote: Mi concentro su questo; Duncan,Kg, Paul, sheed Wallace, Pierce.
E mi tengo basso. Non inserendo  gli amanti dei passi come Wade e Lbj.
I fenomeni veri, sono e resteranno quelli, ne nascerano di nuovi, magari 1 o due verranno in Europa, ma la sostanza non cambia.

La molla sono solo i soldi, se prima saltavano il college adesso prendono gli euro, non impareranno a giocare lo stesso ma prenderanno subito tanti soldi, e non si svilupperanno mai come potrebbero.
Mancano i college, manca la voglia di rifinire il potenziale.

Il risultato è che queti amanti dei passi verrano in europa e le stelle resteranno di qua, il dramma del basket moderno è il crollo di qualità del giocatore medio, euro, dollari, eurolega, nba cambia poco.
Solo che in Nba coi passi puoi convivere, falli in Eurolega e mi faccio 4 risate.
Quella ventina di giocatori sensazionali è ancora la vera differenza fra NBA ed Europa, ed il motivo per cui un CSKA non può battere i Celtics così come il Pana non poteva impensierire gli Spurs.
Comunque una Eurolega ha 32 squadre, più o meno quanto l'NBA, ed il livello medio del gioco in RS non regge il paragone con il livello medio della prima fase Eurolega.
Tu avresti mai scambiato una partita, che so io, Memphis vs Wolves, o Bucks vs Sonics con una qualsiasi della tua Lottomatica in Eurolega?
Poi già ai play off la differenza con la top 16 inizia ad esserci, fra final four e finali di conference in genere non esiste paragone, non tanto di spettacolo, ad esempio lo scorso anno sono state più interessanti le partite europee, ma il livello di gioco è proprio un'altro, ancora nemmeno paragonabile.
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