I campioni in carica dell’AFC South ripartono con il solito carico di aspettative degli ultimi anni: arrivare al gran ballo di Febbraio a contendersi il Vince Lombardi Trophy. Ed ogni anno questo peso continua a diventare sempre più ingombrante: prima della vittoria del SBXLI non era possibile che un giocatore come Peyton Manning non avesse nemmeno un anello al dito, da quel momento in avanti è diventato un obbligo riconfermarsi per dimostrare che non è stata solo la fortuna di un mese a portare al titolo i Colts. L’anno scorso, la squadra di Tony Dungy si è fermata subito. Divisional game contro i Chargers, in quella che è stata l’ultima partita giocata all’RCA Dome. Una sconfitta che brucia tantissimo e che ha tolto la possibilità di andare ad affrontare i Patriots per l’accesso al Super Bowl.
Non ci sono state rivoluzioni, non ci sono stati sconquassi di mercato. Si è continuato a seguire quello stile che Bill Polian ha portato nell’Indiana da Buffalo, dove l’importanza del draft è nettamente superiore a quello della free agency. I nomi sono sempre i soliti in un roster che è stato rinvigorito solo attraverso le scelte del draft e che ha visto partire via free-agency Jake Scott, la guardia destra titolare degli ultimi anni. Si ricomincia da un Tony Dungy che ha deciso di proseguire ancora un anno e si riparte da quella che si presenta come la division più agguerrita di tutta la NFL. Poco è cambiato, ma quest’anno sarà fondamentale per preparare il futuro della franchigia. Tony Dungy sembra sempre più vicino ad abbandonare un mondo a cui ha dato tanto e che gli ha dato tanto. Jim Irsay e Bill Polian hanno già detto che il futuro della franchigia sarà affidato all’attuale assistano head coach Jim Caldwell, che sarebbe già stato pronto nel caso in cui Dungy avesse deciso di chiudere con un anno di anticipo. Vedremo come la squadra gestirà questa stagione di “transizione” visto che Peyton & C. dovranno sudare parecchio per dimostrare lo status di favoriti di division, considerato che tutte le franchige hanno chiuso la scorsa stagione con un record migliore o uguale di 8 vittorie e 8 sconfitte.
L’attacco si presenta al training camp come l’elemento di forza della franchigia, ma con qualche dubbio che potrà essere fugato solo con i primi snap della stagione regolare. Peyton Manning è la certezza di questa squadra e dovrà continuare il suo lavoro continuo di perfezionamento dei meccanismi di un attacco che è in grado di mettere punti a tabellone in qualunque istante della partita. I suoi numeri sono sempre eccezionali, ma quello che gli viene chiesto è di dimostrare quella stessa precisione e puntualità della regular season anche a Gennaio. Troppe volte si è lasciato prendere dalla smania di voler dimostrare di essere l’elemento chiave della squadra e troppe volte ha dovuto chinare la testa dopo una sconfitta cocente. Il secondo tempo del Championship contro i Patriots di 2 anni fa ha mostrato che Manning è in grado di dominare a livello offensivo anche nella postseason; purtroppo l’anno scorso non è riuscito a mostrare lo stesso livello di competitività contro i Chargers. Come backup di Manning, per il quinto anno consecutivo, ci sarà Jim Sorgi. Nelle poche azioni giocate ha dimostrato di poter fare il proprio compito, ma le fortune dei Colts iniziano e finiscono con la presenza del loro uomo simbolo. Il running game dei Colts può puntare sulla prima scelta del 2006 Joseph Addai che ha dimostrato di essere un runner in grado di spezzare gli equilibri della partita. Ottime mani in ricezione fuori dal backfield, unite ad una buona capacità nel guadagnare yard anche dopo il primo contatto, lo rendono un’arma totale in un attacco che obbliga le difese avversarie a dare molto credito al gioco aereo. Unica nota negativa è il dubbio relativo alla capacità di Addai di essere il RB a cui aggrapparsi ad ogni snap. Pur non essendo injury-prone ha subito una serie di acciacchi vari che lo hanno limitato nella seconda parte di stagione e nel divisional playoff. Per venire incontro a questa esigenza, Polian ha riportato in Indiana Dominic Rhodes reduce da una stagione non felicissima in quel di Oakland e ha draftato Mike Hart al sesto giro dell’ultimo draft. Da un lato Rhodes conosce già il sistema e ha dimostrato che è in grado di splittare le portate con Addai, dall’altro il rookie, che ha avuto spesso problemi di infortunio, potrà essere un’arma in più nei corti yardaggi e per far rifiatare il duo titolare. Il parco ricevitori si ripresenta con un Reggie Wayne che ha ormai dimostrato di essere diventato il go-to-guy di Peyton Manning. A causa dei gravi problemi di infortunio di Marvin Harrison, Wayne è diventato il ricevitore primario dell’attacco dei Colts. I suoi numeri, già in ascesa negli anni precedenti, hanno subito un incremento notevole e il ragazzo ha dimostrato di poter essere dominante. Grande fisico, ottime mani, deve migliorare la sua capacità di rispettare le tracce come fa il suo mentore Harrison. Proprio lui è il più grosso punto interrogativo all’inizio della nuova stagione: se dovesse ritornare ai livelli di due anni fa, i Colts si potrebbero presentare con un duo di ricevitori letteralmente devastante. Nel caso non dovesse farcela, Anthony Gonzales ha mostrato lampi delle sue qualità durante il primo anno tra i pro. Nonostante sia più produttivo nel ruolo di slot, Gonzales ha mostrato di poter essere molto utile anche come end. Da questa scelta, dipenderà anche l'utilizzo di Dallas Clark. Nel caso Harrison possa giocare a pieno regime, sarà probabile vedere Clark utilizzato molto come TE, nel caso contrario andrà ad occupare lo spazio lasciato libero da Gonzales nel ruolo di slot receiver. In entrambe le situazioni, Clark sarà uno dei bersagli privilegiati di Manning che ha trovato in lui un playmaker a cui consegnare i palloni che scottano. Sempre nell’ottica di salvaguardarsi dagli eventuali problemi fisici di Marvin Harrison vanno viste le due scelte spese su 2 TE: Jacob Tamme e Philip Santi. Entrambi i rookie avranno un impatto immediato sulla formazione in quanto andranno ad occupare il vuoto nel ruolo di secondo TE lasciato da Ben Utecht (destinazione Bengals), ma potranno giocarsi il ruolo di primo TE nel caso in cui Clark debba essere impiegato in pianta stabile come slot receiver. A completare il parco ricevitori troviamo Devin Aromashodu, che ha già giocato qualche azione l’anno scorso e Roy Hall su cui il front office conta per ampliare la rotazione dei WR. La linea offensiva dovrà chiudere il buco lasciato da Jake Scott. Molto probabilmente sarà una lotta tra Charlie Johnson e il rookie Mike Pollack (secondo giro del draft e prima scelta dei Colts). Il primo ha dalla sua l’esperienza maturata in 2 anni da backup, il secondo, centro al college, ha mostrato caratteristiche che sembrano rendere fattibile il suo passaggio al ruolo di guardia destra. A completare il lato destro della linea ci sarà il veterano Ryan Diem. Il lato sinistro, rifirmato Ryan Lilja, rimane confermato con Tony Ugoh chiamato a mostrare ulteriori segnali di crescita dopo un’ottima stagione da rookie in cui qualche acciacco di troppo ha limitato il suo playing time. Ad ancorare la linea Jeff Saturday, reduce da una stagione da Pro Bowl e perfetto prolungamento di Peyton Manning. In ottica futura è da vedere la scelta del centro Steve Justice, che dovrà imparare i segreti del mestiere per subentrare a Jeff quando deciderà di ritirarsi. Nel complesso un gruppo di alto livello che dovrebbe fornire un contributo notevole sia nella pass protection che nelle corse. Importante sarà anche il lavoro di Tom Moore, un coach che lavora in simbiosi con uno dei quarterback più meticolosi della lega e che può essere definito un offensive coordinator in campo. Nonostante a molti possa sembrare che la sua presenza sia un proforma, Moore ha dimostrato di essere abile nel definire schemi d’attacco che diano stabilità e allo stesso tempo libertà di decisione a Peyton. Sarà interessante osservare come sfrutterà la crescita di Gonzales e come sfrutterà il talento di Mike Hart in un attacco che potrebbe rivelarsi ancora più esplosivo degli ultimi anni.
La difesa continuerà lungo la linea tracciata negli ultimi anni da Tony Dungy e i suoi coordinatori, ma con alcuni dettagli modificati che Polian ha ritenuto necessario precisare. Ron Meeks dovrà trovare qualche soluzione per aumentare la pressione sul QB quando la linea difensiva non è in grado di vincere la battaglia delle trincee. Un maggior impiego dei LB e dei CB in blitz potrebbe essere la novità della stagione per i Colts. La velocità c’è, la fisicità per mettere in difficoltà gli uomini di linea e i migliori bloccatori è tutta da costruire. Meeks avrà un compito difficile perché dovrà dimostrare di poter guidare una difesa anche senza Dungy, nell’ottica di un suo addio al termine della stagione. Per il resto, una linea che dovrà mettere più pressione possibile al quarterback avversario, un corpo di linebacker in grado di muoversi con facilità sideline-to-sideline e un corpo di difensive back che sappiano evitare i big play. Cominciando dalle trincee, il ritorno a pieno regime di Dwight Freeney sarà la chiave di volta per la pass-rush dei Colts. Non solo per le doti di rushatore che Freeney ha sempre mostrato, ma perché i raddoppi della linea su di lui permetteranno a Robert Mathis di colpire dal lato opposto. Purtroppo, la rotazione degli end della squadra di Indianapolis non risulta essere così ampia e solo Josh Thomas dà garanzie per poter giocare qualche snap e far rifiatare i compagni di reparto. Inoltre, la presenza di Thomas permette agli attacchi di concentrarsi su altri uomini, in quanto le sue capacità di rusher sono notevolmente limitate. In quest’ottica potrà essere interessante l’inserimento del rookie Marcus Howard che dovrebbe portare un upgrade di velocità e che potrebbe essere molto utile per cercare la pressione sul QB. Le note dolenti per i Colts arrivano dal centro della linea difensiva: la leggerezza di Raheem Brock, Ed Johnson, Quinn Pitcock lascia grossi dubbi sulla capacità di coprire sulle corse, in una division che sta facendo di tutto per sfruttare questa debolezza. Proprio Pitcock e Johnson sono chiamati ad una crescita dopo l’anno di apprendistato. Jeff Charleston e Keyunta Dawson vanno a chiudere la rotazione. Il pacchetto dei LB si presenta con le sue tipiche caratteristiche di undersized e velocità. Gary Brackett si posizionerà al centro e dovrà mostrare ulteriori miglioramenti nella copertura sulle corse. Attorno a lui due ragazzi al secondo anno che hanno già dimostrato di poter essere molto utili alla causa: Freddy Keiaho che dal lato debole ha mostrato di essere un ottimo colpitore e non temere i RB pesanti, Tijuan Hagler che dal lato forte ha mostrato segnali per poter essere un LB polivalente. Quello che preoccupa maggiormente è l’inesperienza e la propensione di questi ragazzi a subire acciacchi che ne possono limitare l’impatto. Interessante sarà l’inserimento in rotazione del rookie Philip Wheeler che è stato scelto proprio perché possiede caratteristiche che lo rendono intercambiabile con entrambi gli OLB titolari. A completare la rotazione, Clint Session e Victor Warsley che potranno fornire un po’ di riposo ai titolari, ma nulla di particolare a livello di qualità aggiuntive. Le secondarie sembrano essere un punto di forza grazie alla presenza di una coppia di safety che può essere considerata tra le migliori della lega. Nel ruolo di strong safety Bob Sanders ha mostrato di essere un vero playmaker e di poter cambiare il livello di intensità della difesa con le sue giocate a tutto campo: pronto a diventare LB aggiunto nel box, e pronto a recuperare sui WR in profondità. Accanto a lui una delle perle pescate al draft da parte di Polian: Antoine Bethea. Il ragazzo, sesta scelta del 2006, ha mostrato capacità di gestire gli spazi lasciati dalle costanti incursioni nel box di Sanders e un notevole fiuto per la palla. La coppia titolare di CB composta da Marlin Jackson e Kevin Hayden può reggere l’impatto con la maggior parte dei WR, ma continuerà a soffrire contro i ricevitori molto dotati a livello fisico. Dalla loro parte un’esperienza accumulata durante la passata stagione che potrebbe portare ad un upgrade ulteriore nel loro livello di gioco. Anche la rotazione mostra un buon livello qualitativo con Tim Jennings e Dante Hughes che possono essere molto utili sia come backup che come nickel-back e Matt Giordano che ha dimostrato di poter essere uno starter a tutti gli effetti. La scorsa stagione, la difesa dei Colts è stata tra le migliori della lega ed è necessario che questo trend venga mantenuto. La più grossa preoccupazione sono gli infortuni, più o meno gravi, che hanno minato le energie dei titolari rimasti e hanno obbligato Dungy a tenere in campo sempre gli stessi uomini. Il draft non ha aggiunto molto a livello di numeri, e questo potrebbe essere il più grosso limite di questo reparto.
Gli special team sono da un po’ di anni il grosso tallone d’Achille dei Colts. Non è stato trovato mai un punto fisso a cui assegnare il ritorno dei punt e dei kickoff e in copertura si sono visti tante volte placcaggi sbagliati e grossi errori di tecnica individuale che hanno fornito agli attacchi avversari posizioni troppo vantaggiose. Se a questo uniamo una delle peggiori stagioni di Adam Vinatieri e i segni del calo fisico del punter Hunter Smith, la situazione non è per nulla rosea. Dungy dovrà lavorare moltissimo con i suoi assistenti per trovare una soluzione a questi problemi che obbligano attacco e difesa a sforzi maggiori che poi si pagano sotto forma di infortuni e logoramento. Se si può essere sicuri che il rendimento di Vinatieri potrà tornare ai suoi standard, è necessario che T.J Rushing fornisca un apporto più concreto sui ritorni. Un esperimento potrà essere l’utilizzo di Pierre Garcon (sesto giro al draft e proveniente da un college di seconda divisione) come ritornatore, per sfruttare le dote di esplosività che ha dimostrato di possedere a livello universitario. In mezzo a tutto questa serie di problemi, va sottolineato l’ottimo lavoro di Darrell Reid che ha mostrato tutte le doti per poter diventare un playmaker per gli special team dei Colts.
Come già detto, la AFC South si prospetta come una delle più complesse dell’intera NFL. I Jaguars si sono rinforzati e puntano a spodestare Peyton e soci dalla prima piazza, mentre Titans e Texans hanno tutte le carte in regola per diventare delle mine vaganti difficili da addomesticare. I Colts rimangono i favoriti per l’esperienza e perché sono un gruppo compatto e pieno di esperienza. Il calendario è tra i più complessi visto l’incrocio con la AFC North, i soliti scontri con Chargers e Patriots e l’abbinamento con la NFC North. Mentre scriviamo questo report, si aggiunge un altro problema alla rincorsa alla postseason dei Colts che è legata ad un’operazione al ginocchio che obbligherà Manning a perdere buona parte del training camp. Non è certo il miglior modo per cominciare una nuova stagione, ma gli obiettivi della squadra restano immutati.
La riposto dopo le aggiunte...
