di quale pregiudicato state parlando?nefastto wrote: cioè tu manderesti via tutti? per che cosa? Per aver parlato con uno che è pregiudicato?
Franci aiutami...

di quale pregiudicato state parlando?nefastto wrote: cioè tu manderesti via tutti? per che cosa? Per aver parlato con uno che è pregiudicato?

già tanto che Figo non l'abbia tirata sotto con l'autovikings11 wrote: PS. Ma alla fine, quelle stampelle, dove le hanno infilate alla ragazzina in questione??![]()



in realtà sono due, non uno.DuncanScarsone wrote: di quale pregiudicato state parlando?
Franci aiutami...![]()
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Tutto molto bello il post, da applausijoesox wrote: Arbitri
EDIT
Il gol di Camoranesi era in fuorigioco.
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Non penso che serva dire altro.
Gli errori sono ritornati finalmente casuali.
Che poi ci voglia la moviola in campo è un altro discorso.
Ed anche qui non voglio fare polemiche.

PROCESSO GEA: MOGGI FA NOMI E COGNOMI DAVANTI AI GIUDICI
ROMA - «Ho ricevuto tanti pugni in faccia, e c'è l'amarezza di chi ha lavorato ed è stato costretto a lasciare i campi di calcio per frequentare le aule di tribunale con la mia famiglia e quella di mio figlio che si è disgregata». Luciano Moggi ha rilasciato dichiarazioni spontanee al tribunale di Roma dove si sta svolgendo il processo Gea (la società di procuratori che gestiva molti personaggi del calcio) che vede indagati l'ex direttore generale della Juve, il figlio e altre quattro persone.
«COLPA DI BALDINI E AURICCHIO» - Moggi ha parlato per oltre mezz'ora accusando tutti quelli che hanno testimoniato contro di lui, a cominciare dall'ex dg della Roma, Franco Baldini, e poi il maggiore del carabinieri Attilio Auricchio (che ha svolto le indagini per Gea e Calciopoli a Napoli). «La vicenda appare come una cosa macchinata e predisposta», ha detto Moggi. «Sono molto sconcertato: non ci sono prove ma solo chiacchiere contro di me». Moggi e le altre persone imputate sono accusati di associazione per delinquere finalizzata all'illecita concorrenza con minaccia e violenze.
RIUNIONI SEGRETE - «Il maggiore Auricchio e Baldini si conoscevano benissimo», ha detto Moggi. «Per più di un mese i due si sono visti, facevano riunioni segrete, Auricchio gli disse di fare una denuncia contro di me». Poi, lamentandosi di alcune archiviazioni disposte dal gip su richiesta della procura di Roma nell'inchiesta Calciopoli, l'ex dg della Juventus ha aggiunto: «Ora mi ritrovo in questa aula e scopro che la Geronzi si è dileguata, De Mita si è dileguato. Ma come è possibile? La Geronzi era parte integrante della Gea, era la socia fondatrice. Siamo rimasti noi con il cerino in mano, e non va bene». Moggi, poi, è entrato nello specifico replicando a chi, in precedenti udienze, è venuto a testimoniare «cose non vere».
CHIELLINI - «Sul caso Chiellini, Baldini ha detto solo menzogne, dalla prima all'ultima parola. Non è vero che il calciatore gli disse che preferiva andare alla Juventus perché Marcello Lippi, padre del suo procuratore, allenava la nazionale. La realtà è che il terzino era in comproprietà tra la Roma e il Livorno e che in Lega Calcio al presidente livornese Aldo Spinelli fu detto che il club giallorosso non poteva fare acquisti. Così il calciatore fu proposto alla Juve, il ragazzo ci interessava, lo avevamo anche seguito ma avevamo preferito lasciare in pace la Roma. Quando ci dicemmo interessati, Chiellini ancora non sapeva che sarebbe venuto da noi e solo dopo apprendemmo che il suo procuratore era Davide Lippi».
MICCOLI - L'ex dirigente bianconero si è poi scagliato contro i calciatori ex Gea che gli hanno rivolto accuse: «Miccoli è venuto a dire che è rimasto in pullman quando la Juve festeggiò lo scudetto in Comune a Torino: era stato Franzo Grande Stevens a organizzare la festa e Miccoli non faceva parte della Juve che aveva vinto il campionato. E poi era pieno di orecchini, sulle orecchie, sul naso magari li metteva anche sulle gambe e questo alla Juve non va bene». Infine frecciate anche per Corrado Grabbi («non ha mai giocato bene da nessuna parte, stava in mezzo al campo a guardare gli altri giocare»). Per Nicola Amoruso («un buon giocatore per squadre come la Reggina e dovrebbe solo ringraziarci per aver guadagnato con noi 14 miliardi di lire». L'udienza è proseguita con la testimonianza di alcuni testi delle difese, tra cui ex dipendenti Gea.
17 giugno 2008
BALDINI E AURICCHIO SI DOVREBBERO VERGOGNARE
"Ho ricevuto troppo pugni in faccia. La mia famiglia ha subìto e quella di mio figlio si è disgregata". Così l'ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi, ha detto al termine di una lunga 'dichiarazione spontanea' nell'ambito del processo Gea, che lo vede imputato, insieme ad altre cinque persone, tra cui il figlio Alessandro e Davide Lippi, per associazione a delinquere finalizzata all'illecita concorrenza con minacce e violenza. Secondo l'ex re del calciomercato tutti i problemi, le inchieste delle procure di Napoli e Roma che hanno portato allo scandalo 'Calciopoli', hanno avuto la stessa genesi.
"Il maggiore Attilio Auricchio dei carabinieri e Franco Baldini (ex ds della Roma) si dovrebbero vergognare. Dalle testimonianze di questi due la vicenda appare come una cosa macchina e predisposta. Non prove ma chiacchere". In base al resoconto fatto da Moggi in aula, davanti ai giudici della X sezione, la questione è tutta dovuta alle "manfrine" tra Baldini e Auricchio, e alle "riunioni segrete" che i due facevano prima che scoppiasse il caso che ha travolto nell'estate del 2006 il mondo del calcio.
AliceSport

Bertini: ''Denuncio Gussoni e la Federcalcio''
News - 06/07/2008 10.37.13
UNA FURIA. Eh sì, l’ex arbitro internazionale di Arezzo Paolo Bertini spara a zero: «Sono stato dismesso dall’Aia, da Gussoni, per normale avvicendamento. Ma vi rendete conto? Vogliono far passare per cosa seria una motivazione che è una barzelletta. Un arbitro può essere dismesso per motivi tecnici. Ebbene, prima che venisse fuori l’intera vicenda il mio comportamento e il mio rendimento erano esemplari. Per cui l’Associazione Italiana Arbitri poteva punirmi per motivi disciplinari ma soltanto al termine del processo in corso, se dovessi risultare colpevole. Così è una carognata bella e buona. Per cui, d’accordo con il mio avvocato, ho deciso di denunciare Gussoni e l’Aia che si sono comportati molto peggio della giustizia sportiva. Ce l’ho con loro, ce l’ho con la Federazione, ce l’ho con chi mi vuole cucire addosso reati che non mai commesso».
A PROPOSITO di giustizia sportiva Paolo Bertini ricorda che è stato assolto dall’accusa di frode mentre c’è un giudizio in corso per quanto riguarda le schede svizzere. Già, le schede svizzere sono, forse, il peso più grosso che grava sulla testa dell’ex arbitro di Arezzo, nonché di Paparesta e Pieri. E qui Bertini parte di nuovo all’attacco: «Secondo gli inquirenti Luciano Moggi avrebbe posseduto un centinaio di queste schede da cui risulta qualche telefonata con Arezzo. Telefonata che è stata associata al mio nome. Punto primo: io non ho mai posseduto quelle schede e di conseguenza non ho mai parlato con Moggi. Punto secondo: nessun giudice, finora, è stato in grado di dimostrare il contrario. Fra l’altro se avessi parlato con Moggi dovevano accusarmi di illecito sportivo, invece sono stato incriminato per violazione dell’articolo 1, ovvero per comportamento scorretto. Un’accusa che mi fa cadere le braccia dal momento che agli arbitri non era vietato parlare con i dirigenti. Tanto è vero che Collina, intercettato in colloqui con Galliani e Meani del Milan, non solo non è stato rinviato a giudizio ma è stato nominato designatore arbitrale. La giustizia è uguale per tutti? Macchè, è vero l’esatto contrario».
Però anche la procura di Napoli contesta a Bertini il reato di associazione a delinquere finalizzato alla frode sportiva, nell’ambito dell’inchiesta penale su Calciopoli.
E qui l’ex arbitro aretino sputa tutto il veleno che è stato costretto a ingoiare in questi due anni: «Io mi domando: ci sono in Calciopoli partite comprate e vendute? No, assolutamente. E ancora: cosa c’entro io con le schede svizzere? Nulla. E infine: c’è una sola intercettazione telefonica in cui io pronuncio qualche frase compromettente? Neanche per sogno. Per esempio con i designatori Bergamo e Pairetto parlavo spessissimo e non c’è una parola che non sia corretta. Posso avere commesso, questo sì, errori tecnici. Un errore clamoroso, ad esempio, lo feci in Perugia-Inter danneggiando pesantemente la squadra nerazzurra. Faccio presente che la partita fu giocata a gennaio e da quel momento a fine stagione arbitrai solo due volte. Siccome ero diventato da poco arbitro internazionale non credevo che fosse applicata nei miei confronti una censura tecnica così pesante. Ciò sta a dimostrare, appunto, che non ero un privilegiato».
PAOLO BERTINI è un uomo che si sente travolto da un mare di ingiustizie: «C’è stato in questi giorni un patteggiamento fra Paparesta padre e figlio e la Juventus. Ebbene, io e il mio avvocato, assaliti da dubbi legittimi, abbiamo chiesto di vedere quegli atti e non ce li hanno fatti vedere. Le sembra giusto, le sembra corretto? Vede, mi vogliono distruggere ma io che al calcio ho dato tanto nel calcio voglio restare. Magari come dirigente di una squadra oppure in seno all’Aia. Ovviamente quando l’Aia si sarà liberata di personaggi come Gussoni e compagni. Sa perché vorrei restare dentro il calcio? Anche e soprattutto per avere un peso decisionale ed evitare che certe atroci ingiustizie non abbiano a ripetersi. Tutti finora hanno parlato, scritto, sentenziato. Adesso tocca a me. E non avrò riguardo per nessuno, proprio come hanno fatto gli altri con il sottoscritto».
La Nazione
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concetti semplici, dubbi che verrebbero a chiunque....eppure in questo paese si fatica a parlarne...L'ex arbitro Paolo Bertini è intervenuto in diretta nella trasmissione di Telelombardia Qui Studio a Voi Stadio. Ecco le sue dichiarazioni principali:
Come mai non aveva ancora parlato?
C'era e c'è la speranza di essere reintegrato.Teoricamente ero l'unico a rispettare le regole: gli altri continuavano a commentare le vicende, ma in realtà bisognava parlare davanti al tribunale sportivo e penale. Alla fine ho dovuto parlare anch'io.
Noi siamo sospesi dall'aprile 2007. Quale altro episodio non ha avuto un procedimento in 15 mesi dalla giustizia sportiva? Abbiamo il diritto di avere un giudizio. Sono stato allontanato dalla Can senza avere un giudizio. Io non vi sto dicendo che il calcio era pulito, ma che Bertini era pulito. Nel processo del 2006, dall'unico giudizio che c'è stato, sono uscito pulito.
Conferma di non avere mai ricevuto alcuna scheda svizzera da Moggi?
Lo confermo.
Sulle schede svizzere e le 31 telefonate pre Milan-Juve:
I dati mettono in luce o una persona demente o non capisco... 31 telefonate per uno che faceva parte di un'associazione a delinquere: vuol dire che non ha capito come funziona il meccanismo. Quel pareggio, oltretutto, non cambiò l'esito della stagione.
Nessuno mi ha mai interrogato sul possesso di schede svizzere. Questo non lo ritengo accettabile. Hanno dato tutti per scontato cose incredibili, alluncinanti. Si è detto che il sorteggio era truccato, ma poi venne fuori che era regolare. Si è parlato di partite truccate, ma poi gli episodi non tornano. Non c'è una logica. Si è proceduto per necessità mediatiche. Tutto è andato per inerzia, senza verificare mai quello che si stava dicendo.
Quando hanno accostato il nome di Bertini con la Juve nessuno si è preoccupato, ad esempio, di verificare lo score di Bertini con le altre squadre rivali della Juve.
Io mi sono reso conto di aver commesso errori in quel Milan-Juve in base alle moviole che fecero però vedere un'altra realtà. Il mio unico errore in realtà fu l'interruzione del gioco su Kakà per l'ammonizione a Thuram anziché lasciar continuare il gioco per il vantaggio. Nella stessa partita nessuno lo ha mai ricordato, ci fu un presunto fallo di mano di Costacurta che avrebbe consentito a un arbitro in malafede di concedere un rigore alla Juve. Bertini ha visto protagonista anche un famoso Atalanta-Milan in cui i rossoneri vinsero nell'extra-recupero con un gol di Pirlo, con contestazioni atalantine - successivamente giustificate perché mi accorsi della trattenuta di Nesta che non sanzionai. Nessuno si è preso la briga di dire che Bertini favorì il Milan. Non è vero che Bertini era un arbitro vicino a Moggi e alla Juve, ma sono i dati a dirlo.
Sul rigore invocato da Kaladze in Milan-Juve:
In campo non ho ricevuto nessuna protesta sull'episodio. Quello che si vede alla moviola è diverso da quello che si vede in campo...
Su Collina:
Che ci siano state conversazioni telefoniche con dirigenti di società lo dicono le indagini, che sono state parziali. Se avessero effettuato altre indagini probabilmente avrebbero trovato altri colloqui. Ma molti dialoghi intercettati sono stati considerati non rilevanti penalmente e sportivamente... Avrei voluto conoscere tutte le telefonate effettuate da tutti i dirigenti di società. Mi risulta che anche altri dirigenti chiamassero i designatori con parole di censura sugli arbitraggi e queste non sono emerse: vorrà dire che mi sbaglio...
Su Perugia-Inter:
Le dico che sono anche stato punito per quell'episodio. Fu un errore mostruso. In campo alcuni giocatori dell'Inter non si accorsero neppure del gol di mano di Vryzas. Il sottoscritto era appena stato nominato internazionale, eppure nelle rimanenti gare di campionato ho pagato e andai ad arbitrare solo 3 partite... Si è detto che venivano puniti solo alcuni errori, in realtà erano puniti tutti gli errori. Il mio errore nei confronti dell'Inter lo pagai. Il rigore concesso per mani di Cordoba che non c'era lo ritengo un errore minore.
Sui tragitti delle sue telefonate:
Il lavoro dei carabinieri è una presunzione, ma a me nessuno ha chiesto se ero in quei luoghi in coincidenza delle telefonate. Evidentemente faceva comodo questo...Questa scheda telefona anche quando Bertini non è ad Arezzo e telefona da luoghi in cui Bertini non è mai stato.

lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.

si, infatti ammette anche lui di aver sbagliato in pieno in Milan-Juve durante quell'intervista; però dice anche che se voleva punire il Milan come molti pensano avrebbe avuto diverse altre occasioni per farlo. Ciò che colpisce è che è il primo coinvolto oltre a Moggi a dire come stanno davvero le cose, ovvero che per ora, da ciò che ci è dato sapere a noi comuni mortali, ma da quanto ho capito pure a loro che sono immischiati, è che questa fantomatica calciopoli si basa su mere congetture.BruceSmith wrote: meglio che bertini non arbitri più: fermare un giocatore che va in porta per ammonirne un altro a 20 metri è un abominio.

Ma come?? Non era solo Moggi ad incontrare giocatori ancora sotto contratto con le altre squadre? Non era solo il mostro a non voler trattare con i procuratori ma solo con i giocatori stessi??PROCESSO GEA: CASSETTI, INTER NON VOLLE MOGGI JR
La Gea World, la societa' di procuratori sportivi, era ben inserita nel mondo del calcio ma uno dei fondatori, Alessandro Moggi, figlio dell'ex dg della Juventus, non era gradito a tutti. Di sicuro, non piaceva all'Inter. La circostanza e' emersa oggi dall'audizione di Marco Cassetti durante il processo che vede imputati i due Moggi, assieme a Franco Zavaglia, Pasquale Gallo, Francesco Ceravolo e Davide Lippi, per associazione per delinquere finalizzata all'illecita concorrenza con minaccia e violenza per le modalita' di gestione di un congruo pacchetto di calciatori di A e B. "Quando ancora avevo un anno di contratto con il Lecce, era il gennaio 2005 - ha raccontato l'attuale terzino della Roma, convocato in aula come teste della difesa -, mi contatto' Evaristo Beccalossi (ex giocatore dell'Inter, ndr), dicendomi di salire a Milano per incontrare i dirigenti del club nerazzurro, senza portare pero' Alessandro Moggi, mio procuratore da anni. A Milano incontrai l'allenatore Mancini e i dirigenti Oriali e Branca che mi chiesero di firmare una carta libera, una sorta di precontratto, perche' erano interessati ad acquistarmi per l'anno dopo. I tre ribadirono che non avrebbero voluto trattare con Moggi, senza chiarirmi il motivo. L'affare pero' salto' perche' avevo comunque informato lo stesso Moggi e perche' ero ancora sotto contratto con il Lecce".
Oltre a Cassetti, il tribunale ha sentito l'attaccante Dino Fava, ex Bologna, che ha spiegato di aver scelto Franco Zavaglia (Gea) come procuratore al posto di un altro senza aver subito minacce o pressioni, e l'ex difensore del Cagliari, Gianluca Grassadonia, il quale, dopo aver battibeccato con il presidente Luigi Fiasconaro ("io sono tranquillo, casomai e' lei a non essere sereno", ha detto al magistrato che lo invitava a rispondere serenamente alle domande) ha raccontato di aver affidato la sua procura a Pasquale Gallo, pur avvalendosi della collaborazione di Alessandro Moggi e dello stesso Zavaglia ("erano amici") nei trasferimenti presso altre squadre.
Ma l'accusa non sosteneva il contrario? Ovvero che erano Moggi & Co. a far pressioni per non avere procuratori al di fuori della GEA?Una curiosita' e' emersa anche dall'audizione di Nicola Lai, attualmente alla Torres, con un passato nelle giovanili del Cagliari: "Al primo giorno di ritiro con la Primavera del cagliari mi fu detto dal responsabile del settore Gianfranco Matteoli e poi dall'allenatore Giorgio Melis di evitare agenti Gea perche' avrei subito ripercussioni negative. (AGI)

kobe 84 wrote: Processo Gea: Del Piero e Buffon 'Nessuna pressione da Moggi'
Giornata di testimoni al processo Gea. Nella giornata hanno sfilato quelli della difesa di Luciano Moggi e Pasquale Gallo. Sul banco sono saliti Gastaldello, Birindelli, Mirante, Del Piero, Nedved, Ferrara, Legrottaglie, Pessotto, Buffon, il ds Alessio Secco, Walter Sabatini, il presidente del Livorno Aldo Spinelli e Ciro Ferrara. Ai calciatori gli avvocati della difesa hanno chiesto a quanto ammontassero i propri ingaggi: tutti, tranne Legrottaglie, hanno risposto facendo nomi di procuratori non della Gea e hanno negato di avere subito alcun tipo di pressione da parte di Moggi per cambiare agente.
Alessandro Del Piero: "Sono alla Juve dal 1993. Come procuratore ho avuto prima Rizzato e poi Pasqualin, con il quale ho avuto due rinnovi contrattuali, e ora mi assiste mio fratello. Le provvigioni le ho sempre pagate io. Il mio contratto era da 70-120 milioni di lire con Rizzato; con Pasqualin ho avuto un rinnovo di contratto da 1-2 miliardi, il terzo rinnovo è stato da 10 miliardi di lire. Il quarto e quinto rinnovo li ho firmati a 4 milioni di euro a stagione. Non ho mai subito pressioni da parte di Luciano Moggi per cambiare procuratore".![]()
Gigi Buffon: "Il mio procuratore è sempre stato Martina e non ho mai subito pressioni da Luciano Moggi per cambiarlo. Ho già rinnovato quattro-cinque volte il contratto con la Juve".![]()
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vikings11 wrote: CVD... :gazza:
Non credo proprio, fossimo in un altro paese ci sarebbe stata una rivolta da parte di qualcuno, oppure il giudice dopo una sequela di baggianate avrebbe invitato Palamara a chiudere questa farsa, visto che stanno sputtanando soldi di cittadini a gogo...invece nessuno fa nulla, salvo incriminare chi accenna a testimonianze che non piacciono all'accusa di falsità....predu17 wrote: I conti torneranno prima o poi no Vik?![]()
beh, quelle di Facchetti, pace all'anima sua, o di altri vertici nerazzurri, scordiamoci di trovarle, visto chi e cosa ha condotto le intercettazioni per la procura.....semmai desta perplessità il fatto che nessuno abbia tenuto conto di certe fatture trovate nell'agenzia investigativa di Cipriani, che collaborava con Tavaroli nelle intercettazioni, intestate all'Internazionale FC... e che non le abbia collegate all'intervista rilasciata da Moratti in cui ammise di aver fatto pedinare qualche personaggio dell'ambiente calcio, tra cui De Sanctis (che ha fatto partire una bella denuncia al presidentissimo nerazzurro), salvo poi ritrattare davanti a Borrelli, dando la colpa a Facchetti, con la famosa frase poi apparsa sui giornali "Di certe cose se ne occupava Facchetti"Kratòs wrote: non potranno mai restituirci quello che ci hanno tolto. l'ho postato un paio di pagine fa l'articolo in cui si dice che in due anni sono stati capaci di sbatterci in B senza avere un cazzo in mano, scusate la volgarità, ma quanno ce vò ce vò...
non hanno niente, non sono riusciti a provare l'esistenza della cupola su cui si è basato tutto il processo, questo perchè non esisteva. moggi non era un santo, ma quello che faceva lui lo facevano tutte le squadre, come testimoniò pure pairetto parlando di telefonate di facchetti stranamente scomparse, chissà perchè...

Il solo Legrottaglie è seguito oggi da Alessandro Moggi. "E le cose non sono certo andate bene perché ero alla Gea - ha detto il difensore centrale - Perché se non dai tutto in campo, se non ti impegni, si può perdere tutto in un attimo. Io ero arrivato in nazionale quand'ero al Chievo e poi però ho giocato male e sono stato mandato in prestito"
che dire...alla faccia dei Grabbi e dei Miccoli che piagnucolavano per una carriera al di sotto delle prospettive dando la colpa solo a Moggi, dimenticandosi un certo esamino di coscienza...."Alessandro Moggi è il mio procuratore da cinque anni e non ne ho ricavato alcun beneficio, anzi -ha detto Legrottaglie-: da quando sono arrivato alla Juve per le mie cattive prestazioni ho perso tutto, compreso il posto in Nazionale. Per prendere Alessandro Moggi non ho subito pressioni o minacce".









Calciopoli, quello GEA lo stanno facendo a Roma, però le intercettazioni a cui hanno attinto, sono di fatto le stesse...Teo wrote: Ma il processo di NApoli è sulla GEA o sulla Juve?


