Re: Il Ciclismo - Vol. II
- Peccio89
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Re: Il Ciclismo - Vol. II
Cavendish ha dimostrato oggi di poter dominare le volate per il prossimo decennio, ha solo 22 anni eppure non sembra avere grandi rivali. Tra i velocisti i giovani sono solo i vari Bennati, Ciolek, Greipel, Napolitano; la concorrenza insomma potrebbe anche diminuire nei prossimi anni. Interessante sarà vedere il prossimo anno dei confronti tra Cavendish e Petacchi, rientrato dalla squalifica, ma personalmente la vedo dura per lo spezzino.


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Mike
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Re: Il Ciclismo - Vol. II
brus, senza entrare in polemica, ma che lance corresse con certificati e prescrizioni di prodotti per tenere a bada la malattia altresì dopanti credo lo sappiano anche i sassi del mont vantoux.
bannato
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- Jason Fly
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Re: Il Ciclismo - Vol. II
Cavendish fenomenale, questo di tappe nei grandi giri ne vincerà a iosa, infortuni permettendo. Bravo davvero!!!
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IL Poz
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Re: Il Ciclismo - Vol. II
Si, tra gli altri giovani velocisti non sottovaluterei Henrich Haussler della Gerolsteiner, il nostro Daniele Colli che al Giro della Svizzera ha fatto moleto bene e l'americano Farrar che correva con la Cofidis.Peccio89 wrote: Cavendish ha dimostrato oggi di poter dominare le volate per il prossimo decennio, ha solo 22 anni eppure non sembra avere grandi rivali. Tra i velocisti i giovani sono solo i vari Bennati, Ciolek, Greipel, Napolitano; la concorrenza insomma potrebbe anche diminuire nei prossimi anni. Interessante sarà vedere il prossimo anno dei confronti tra Cavendish e Petacchi, rientrato dalla squalifica, ma personalmente la vedo dura per lo spezzino.
Comunque sia Cavendish ha una velocità di base mostruosa.
- MakeoLBJ
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Re: Il Ciclismo - Vol. II
dico solo che in quegli anni sicuramente c'erano cose meno chimiche di ora...andiamo dai...era IL CICLISMO...la VERA FATICAThe blues brothers wrote: 1)Le medie non erano quelle attuali.
2)Non sono rari i casi di morti sospette nemmeno a quei tempi(Simpson sul mont ventoux è solo il primo esempio che mi viene in mente.)
3)Chi ti dice che non ci fosse anche allora della roba che permetteva di migliorare le prestazioni?C'erano forse dei controlli antidoping?
appunto...non capisco perchè il ciclismo non possa tornar ad essere quello...no...vogliamo dei ciclisti o dei cavalli?!Vicram wrote: Coppi e Bartali non facevano le salite a 30 di media e non finivano le tappe da 200 km in 4 ore.
è impensabile che gente vada su così forte!
ne ho viste di tappe in montagna e vederli venir su così forte mette i brividi infatti!
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Re: Il Ciclismo - Vol. II
A.F.D.U.I. President wrote: Si ma scusami,perchè mai bisognerebbe ritenere Armstrong(prendo lui come esempio) un disonesto rimasto impunito?
Gli avranno fatto migliaia di controlli,sono stati anni ad aspettare di trovarlo positivo ed invece mai nulla.Ognuno può avere le proprie convinzioni ma io ragiono sui dati di fatto perchè le convinzioni lasciano il tempo che trovano,giuste o sbagliate che siano.
Ragionare in questo modo,oltre che irrazionale, mi sembra anche masochista francamente.
Il concetto è che a me di Armstrong interessa poco in questo momento.BruceSmith wrote: la verità "giudiziaria" però è supportata (o dovrebbe esserlo) da prove. possiamo discutere sul fatto che l'ematocrito al 51% non è necessariamente una prova di doping, ma dire che tutti sono dopati indipendemente dal fatto che siano stati trovati o meno positivi ad un controllo è un "ragionamento di comodo" basato su impressioni e pareri personali.
se sostieni che armostrong è dopato dovresti spiegare in quale modo gabbava i controlli. dire che "andava troppo forte" non basta.
E' evidente che non si può condannare qualcuno se non ci sono elementi idonei a dimostrarne la colpevolezza in base alle rogole normative esistenti.
Quindi, non si può dire che Armstrong era dopato, come non si può dire che Berlusconi ha pagato i giudici, mentre si può dire che Sofri è il mandante di un omicidio.
Va bene. E' giusto così.
Ma a me interessa il ciclismo come sport, come movimento, come evento.
Per questo dico: puniamo pure chi è positivo e lasciamo correre chi non viene beccato.
Però, non prendiamoci in giro: certe prestazioni sono oggettivamente improponibili in mancanza di "aiuti".
Non riesco a credere in Armstrong "pulito" che di colpo diventa imbattibile su tutti i campi, massacrando un Ullrich "sporco", fino a un anno prima molto più competitivo nelle corse a tappe.
Non ci sono prove, ma la logica consente di sollevare qualche dubbio.
Chi ama questo sport deve guardare in faccia questa realtà e intervenire per modificare la dinamiche perverse del sistema.
Non basta accanirsi con il Riccò di turno...
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Re: Il Ciclismo - Vol. II
non è qualunquismo gli ultimi tour hanno visto capovolgimenti di classifica non indifferenti grazie alle squalifiche di landis rasmussen eccIL Poz wrote: E la madonna!! Qualunquismo allo stato puro!
da noi al giro negli ultimi 3 anni quanti corridori sono stati beccati?

senti Imene Perenne, perchè non vai a farti una passeggiata in autostrada? (From Maialone to Luca 10)
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Re: Il Ciclismo - Vol. II
la soluzione per la lotta totale al dopig può essere nel controllo incrociato esami SANGUE/URINE dopo ogni tappa e per tutti i corridori che hanno gareggiato!
cosi non si può scappare
cosi non si può scappare

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IL Poz
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Re: Il Ciclismo - Vol. II
20 corridori a Tour??? Sono un po' tantini non credi?tobos84 wrote: non è qualunquismo gli ultimi tour hanno visto capovolgimenti di classifica non indifferenti grazie alle squalifiche di landis rasmussen ecc
da noi al giro negli ultimi 3 anni quanti corridori sono stati beccati?
Comunque certamente l'antidoping ha stravolto spesso le classifiche del Tour
Ti do ragione su quest'anno, visto che la squalifica di Riccò è per un controllo antidoping prima della cronometro. Ci sono ancora i controlli dei tapponi pirenaici.
Riguardo al secondo post che hai scritto, Tobos il problema quì non è l'antidoping, quello funziona benissimo!!
I problemi sono i corridori che continuano a cercare di eluderlo e il doping che fa sempre un passettino avanti all'antidoping
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Eric Cartman
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Re: Il Ciclismo - Vol. II
Bè volevo solo sostenere che Riccò nel caso non venisse sospeso dall' Uci potrà comunque essere invitato solo alle corse organizzate dall'Uci stessa, quelle cioè facenti parti del circuito pro tour quando esistevaIl pro tour da l'altro ieri non esiste più
Il problema è che concretamente il ciclismo, pur con tutti i problemi di gestione (scontro tra Uci e organizzatori grandi giri) fa il massimo per opporsi al doping (con risultati migliori in Francia per le questioni già discusse), che continua ad evolversi più velocemnte delle tecniche per smascherarlo.Non ci sono prove, ma la logica consente di sollevare qualche dubbio.
Chi ama questo sport deve guardare in faccia questa realtà e intervenire per modificare la dinamiche perverse del sistema.
Non basta accanirsi con il Riccò di turno...
a soluzione per la lotta totale al dopig può essere nel controllo incrociato esami SANGUE/URINE dopo ogni tappa e per tutti i corridori che hanno gareggiato!
cosi non si può scappare
Al tour, praticamente, questo avviene, ma per questioni economiche non è sempre praticabile
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Red
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Re: Il Ciclismo - Vol. II
Beh, intanto si tollera che gli spagnoli siano trattati con i guanti, lasciando in giro gente come Valverde o Contador senza imporre approfondimenti (nel caso di Valverde basterebbe un'analisi del DNA).Eric Cartman wrote:
Il problema è che concretamente il ciclismo, pur con tutti i problemi di gestione (scontro tra Uci e organizzatori grandi giri) fa il massimo per opporsi al doping (con risultati migliori in Francia per le questioni già discusse), che continua ad evolversi più velocemnte delle tecniche per smascherarlo.
Poi, opporsi al doping non significa solo aumentare i controlli e migliorare la capacità di indagine, ma anche intervenire sulla struttura delle competizioni, rendendole meno impraticabili o imporre alle squadre un controllo effettivo sui propri atleti, con meccanismi di responsabilità oggettiva. Mi rifiuto di credere che chi gestisce tutta la preparazione di un atleta, poi, caschi dalle nuovole quando scoppia il caso. E' ridicolo. Se il medico sportivo ti segue per tutta la stagione, prima e dopo, possibile che non noti niente?
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Eric Cartman
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Re: Il Ciclismo - Vol. II
Su Contador personalmente non sono così prevenuto, cmq che in Spagna la politica contro il doping sia da rivedere è obbiettivamente vero e te ne do atto.Beh, intanto si tollera che gli spagnoli siano trattati con i guanti, lasciando in giro gente come Valverde o Contador senza imporre approfondimenti (nel caso di Valverde basterebbe un'analisi del DNA).
Qui ci sono diverse scuole di pensiero: sei convinto che con percorsi più agevoli ci sarebbero meno dopati? Secondo me no: i corridori penso utilizzino pratiche illegali per vincere, non per giungere al traguardo entro il tempo massimo (a parte eccezioni).intervenire sulla struttura delle competizioni, rendendole meno impraticabili
imporre alle squadre un controllo effettivo sui propri atleti, con meccanismi di responsabilità oggettiva
Questo è stato fatto: molte squadre, con risorse per farlo, hanno istituito un controllo interno, inoltre se un atleta (specie se importante) viene trovato positivo non è raro che lo sponsor decida di abbandonare l'avventura ciclistica e la squadra cessa di esistere (penso al caso Landis)
Se venisse dimostrata la complicità di un medico sociale penso che verrebbe allontanato, se non denunciato, però chiunque è innocente fino a prova contraria.Se il medico sportivo ti segue per tutta la stagione, prima e dopo, possibile che non noti niente?
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Re: Il Ciclismo - Vol. II
Se Riccò prende due avvocati decenti fa piangere all'ASO lacrime di sangue.
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Re: Il Ciclismo - Vol. II
sono sempre più dell'idea che siano tutti più o meno compromessi. quando quindi c'è la volontà di beccare qualcuno con le mani nella marmellata si sà dove guardare..non vuole essere una giustificazione per quelli che si dopano, semplicemente mi sembra che questo sia l'andazzo generale.
per dire, andiamo a controllare il sella di turno al giro: scommettiamo che se si fanno tutti gli esami possibili qualcosa salta fuori?
per dire, andiamo a controllare il sella di turno al giro: scommettiamo che se si fanno tutti gli esami possibili qualcosa salta fuori?

è sempre più crisi inter
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Eric Cartman
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Re: Il Ciclismo - Vol. II
Credo che per curare il ciclismo si debbano proporre delle soluzioni concrete: la politica è quella di opporsi al doping e la strada da seguire, a costo che i più furbi passino per eroi, è quella.
Chiaramente chi ama questo sport tornerà a gioire per le grandi gesta di chi trionferà e puntualmente potrà essere deluso da coloro che ha sostenuto e difeso, però è un compromesso da accettare per provare a migliorare le cose e cmq vivere questo sport.
Secondo me molto è già stato fatto: rispetto a 10 anni fa barare è diventato molto più impegnativo e rischioso; ci sono cose però, all'interno di questo mondo, che stonano e altre cose da fare:
come prima cosa bisogna porre fine alle lotte ai vertici del ciclismo;
limitare il numero di gare: sono troppe, alcune inutili, e risultano dispersive nella lotta al doping;
cercare di giungere a un metro di giudizio omogeneo ovunque, proporzionato alla pena commessa;
si potrebbe istituire un "diario genetico" che contenga i dati della cariera dei corridori, per confrontare eventuali anomalie da un periodo all'altro;
imporre tasse alle squadre per organizzare un controllo anti doping efficiente ed omogeneo in tutte le corse;
pene particolarmente aspre per chi aiuta i corridori a scegliere scorciatoie;
Se si riuscisse a giungere a tutto ciò con impegno costante, ispirandosi al modello del tour, accettando cmq che si sarà sempre un passo indietro alla tecnologia di chi produce il doping (è inevitabile) credo col tempo il fenomeno doping nel ciclismo possa essere solo ad appannaggio delle mosche bianche.
Chiaramente chi ama questo sport tornerà a gioire per le grandi gesta di chi trionferà e puntualmente potrà essere deluso da coloro che ha sostenuto e difeso, però è un compromesso da accettare per provare a migliorare le cose e cmq vivere questo sport.
Secondo me molto è già stato fatto: rispetto a 10 anni fa barare è diventato molto più impegnativo e rischioso; ci sono cose però, all'interno di questo mondo, che stonano e altre cose da fare:
come prima cosa bisogna porre fine alle lotte ai vertici del ciclismo;
limitare il numero di gare: sono troppe, alcune inutili, e risultano dispersive nella lotta al doping;
cercare di giungere a un metro di giudizio omogeneo ovunque, proporzionato alla pena commessa;
si potrebbe istituire un "diario genetico" che contenga i dati della cariera dei corridori, per confrontare eventuali anomalie da un periodo all'altro;
imporre tasse alle squadre per organizzare un controllo anti doping efficiente ed omogeneo in tutte le corse;
pene particolarmente aspre per chi aiuta i corridori a scegliere scorciatoie;
Se si riuscisse a giungere a tutto ciò con impegno costante, ispirandosi al modello del tour, accettando cmq che si sarà sempre un passo indietro alla tecnologia di chi produce il doping (è inevitabile) credo col tempo il fenomeno doping nel ciclismo possa essere solo ad appannaggio delle mosche bianche.
Last edited by Eric Cartman on 17/07/2008, 20:53, edited 1 time in total.




