Re: Ti Te Dominet The Market - Adebayor? L'uomo di Arcore ha detto no
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Reverend_Goldberg
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Re: Ti Te Dominet The Market - Biennale per Ronaldinho?
Già lo vedo presentarsi in questo modo a Milanello con tale sobrietà.


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jayone
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Re: Ti Te Dominet The Market - Biennale per Ronaldinho?
ieri sera ha chiamato Adriano per sapere dove andare ad abbeverarsi!Reverend_Goldberg wrote: Già lo vedo presentarsi in questo modo a Milanello con tale sobrietà.
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Dopo l'esecuzione di jayone MJ (Michael Jackson) è risorto! Predu17[/align]

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Re: Ti Te Dominet The Market - Biennale per Ronaldinho?
Michia :shocking:Ha due cosce che neanche Valeria Marinivittoliam wrote: beh oh magari in piscina si è esibito in 2-3 numeri degni di Flipper
intanto Ronaldo sì che è in gran forma
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Re: Ti Te Dominet The Market - Biennale per Ronaldinho?
ma ha il marsupio color carne????????????vittoliam wrote: beh oh magari in piscina si è esibito in 2-3 numeri degni di Flipper
intanto Ronaldo sì che è in gran forma
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BruceSmith
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Re: Ti Te Dominet The Market - Biennale per Ronaldinho?
Ronaldinho: ex fuoriclasse per una squadra al capolinea
di MARIO SCONCERTI
È difficile che un fuoriclasse che si butta via torni a essere un fuoriclasse. Rimettersi continuamente in moto significa aver sgarrato continuamente. Il fuoriclasse è un congegno perfetto quindi delicato. Se si gonfia e si sgonfia perde automatismi, resta un atleta diverso ma senza la sua vera differenza. Non importa quanto sia cosciente di aver già sbagliato troppo, di quanto siano umilianti le condizioni che va ad accettare. Il fuoriclasse perduto crede sempre di essere lui a gestire il destino mentre è già viceversa. A modo suo è una vera dipendenza dal lusso, dal facile, dalla materia. Il fuoriclasse è un mistico, o cerca stabilmente il proprio equilibrio o non potrà essere fuoriclasse la domenica dopo. Ronaldinho è molto di quello che non si deve fare. Probabilmente non è recuperabile ai suoi livelli.
La sua astenia è cresciuta con regolarità. Prima qualche allenamento saltato, poi molti allenamenti saltati, alla fine pochi allenamenti svolti. Quindi l'emarginazione, l'ufficializzazione della «malattia», la fase più dura, quella che conferma il cambiamento e dice a tutti cosa il campione è adesso. In tutto fanno un paio di stagioni perdute per uno che guadagna come nessun altro, 26 milioni l'anno. Può Ronaldinho tornare a essere un fuoriclasse? Probabilmente no. Nella vita reale nessuno investirebbe 40 milioni lordi in due anni su una causa così rischiosa. Ronaldinho da solo varrà da domani quasi il dieci per cento dell'intero fatturato del Milan. Nessuna azienda «seria» oserebbe tanto. Ma questo è calcio, ha bisogno di fantasia, ha bisogno di fede. Se Ronaldinho avesse anche solo una possibilità, nel mondo delle fascinazioni sarebbe comunque un affare, perché non ci sono più affari che valgano sentimenti. È probabile che il Milan stia commettendo un errore, ma è comprensibile il perché. Il Milan è una macchina grande ed estremamente complessa giunta quasi al capolinea. Andrebbe smontata, studiata, ripensata e ricostruita. Un tempo immenso per i tempi del calcio. Non potendo avere la strategia della logica, si è scelta quella del miracolo. Si costruisce la squadra a colpi di top men. Non si cerca l'amalgama, si cerca il singolo. Non la medicina ma lo stregone. È stato così con Ronaldo, è stato così con la gioventù eccessiva di Pato. È così adesso con Ronaldinho. Un concetto molto televisivo.
L'importante è il conduttore, poi viene il programma. E come le televisioni di Berlusconi avevano da oscurare la Rai, il Milan deve riprendersi lo spazio oscuratogli dall'Inter. Il Milan di questo ventennio o è vincente o non è. Se perde tradisce l'intero progetto. Ronaldinho non è altro che un'accelerazione, la più potente e problematica che ci sia. Provarla fa parte della grandezza del Milan, del suo saper giocare con il calcio. Se Ronaldinho tornasse un atleta, il Milan tornerebbe automaticamente a vincere, in barba a qualunque legge del tempo e delle cose. Forse non ci riuscirà, ma proprio per questo va rispettata l'umiltà di questo salto nel vuoto. Il Milan raddoppia. E la posta stavolta sono le sue regole. È se stesso. Nessuno reggerebbe a un altro fallimento.
http://www.corriere.it/sport/08_luglio_ ... aabc.shtml
di MARIO SCONCERTI
È difficile che un fuoriclasse che si butta via torni a essere un fuoriclasse. Rimettersi continuamente in moto significa aver sgarrato continuamente. Il fuoriclasse è un congegno perfetto quindi delicato. Se si gonfia e si sgonfia perde automatismi, resta un atleta diverso ma senza la sua vera differenza. Non importa quanto sia cosciente di aver già sbagliato troppo, di quanto siano umilianti le condizioni che va ad accettare. Il fuoriclasse perduto crede sempre di essere lui a gestire il destino mentre è già viceversa. A modo suo è una vera dipendenza dal lusso, dal facile, dalla materia. Il fuoriclasse è un mistico, o cerca stabilmente il proprio equilibrio o non potrà essere fuoriclasse la domenica dopo. Ronaldinho è molto di quello che non si deve fare. Probabilmente non è recuperabile ai suoi livelli.
La sua astenia è cresciuta con regolarità. Prima qualche allenamento saltato, poi molti allenamenti saltati, alla fine pochi allenamenti svolti. Quindi l'emarginazione, l'ufficializzazione della «malattia», la fase più dura, quella che conferma il cambiamento e dice a tutti cosa il campione è adesso. In tutto fanno un paio di stagioni perdute per uno che guadagna come nessun altro, 26 milioni l'anno. Può Ronaldinho tornare a essere un fuoriclasse? Probabilmente no. Nella vita reale nessuno investirebbe 40 milioni lordi in due anni su una causa così rischiosa. Ronaldinho da solo varrà da domani quasi il dieci per cento dell'intero fatturato del Milan. Nessuna azienda «seria» oserebbe tanto. Ma questo è calcio, ha bisogno di fantasia, ha bisogno di fede. Se Ronaldinho avesse anche solo una possibilità, nel mondo delle fascinazioni sarebbe comunque un affare, perché non ci sono più affari che valgano sentimenti. È probabile che il Milan stia commettendo un errore, ma è comprensibile il perché. Il Milan è una macchina grande ed estremamente complessa giunta quasi al capolinea. Andrebbe smontata, studiata, ripensata e ricostruita. Un tempo immenso per i tempi del calcio. Non potendo avere la strategia della logica, si è scelta quella del miracolo. Si costruisce la squadra a colpi di top men. Non si cerca l'amalgama, si cerca il singolo. Non la medicina ma lo stregone. È stato così con Ronaldo, è stato così con la gioventù eccessiva di Pato. È così adesso con Ronaldinho. Un concetto molto televisivo.
L'importante è il conduttore, poi viene il programma. E come le televisioni di Berlusconi avevano da oscurare la Rai, il Milan deve riprendersi lo spazio oscuratogli dall'Inter. Il Milan di questo ventennio o è vincente o non è. Se perde tradisce l'intero progetto. Ronaldinho non è altro che un'accelerazione, la più potente e problematica che ci sia. Provarla fa parte della grandezza del Milan, del suo saper giocare con il calcio. Se Ronaldinho tornasse un atleta, il Milan tornerebbe automaticamente a vincere, in barba a qualunque legge del tempo e delle cose. Forse non ci riuscirà, ma proprio per questo va rispettata l'umiltà di questo salto nel vuoto. Il Milan raddoppia. E la posta stavolta sono le sue regole. È se stesso. Nessuno reggerebbe a un altro fallimento.
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lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Re: Ti Te Dominet The Market - Biennale per Ronaldinho?
sbaglio o Sconcerti da quando stato accantonato dalle trasmissioni televisive sportive sta sparando a raffica su tutti?BruceSmith wrote: Ronaldinho: ex fuoriclasse per una squadra al capolinea
di MARIO SCONCERTI
È difficile che un fuoriclasse che si butta via torni a essere un fuoriclasse. Rimettersi continuamente in moto significa aver sgarrato continuamente. Il fuoriclasse è un congegno perfetto quindi delicato. Se si gonfia e si sgonfia perde automatismi, resta un atleta diverso ma senza la sua vera differenza. Non importa quanto sia cosciente di aver già sbagliato troppo, di quanto siano umilianti le condizioni che va ad accettare. Il fuoriclasse perduto crede sempre di essere lui a gestire il destino mentre è già viceversa. A modo suo è una vera dipendenza dal lusso, dal facile, dalla materia. Il fuoriclasse è un mistico, o cerca stabilmente il proprio equilibrio o non potrà essere fuoriclasse la domenica dopo. Ronaldinho è molto di quello che non si deve fare. Probabilmente non è recuperabile ai suoi livelli.
La sua astenia è cresciuta con regolarità. Prima qualche allenamento saltato, poi molti allenamenti saltati, alla fine pochi allenamenti svolti. Quindi l'emarginazione, l'ufficializzazione della «malattia», la fase più dura, quella che conferma il cambiamento e dice a tutti cosa il campione è adesso. In tutto fanno un paio di stagioni perdute per uno che guadagna come nessun altro, 26 milioni l'anno. Può Ronaldinho tornare a essere un fuoriclasse? Probabilmente no. Nella vita reale nessuno investirebbe 40 milioni lordi in due anni su una causa così rischiosa. Ronaldinho da solo varrà da domani quasi il dieci per cento dell'intero fatturato del Milan. Nessuna azienda «seria» oserebbe tanto. Ma questo è calcio, ha bisogno di fantasia, ha bisogno di fede. Se Ronaldinho avesse anche solo una possibilità, nel mondo delle fascinazioni sarebbe comunque un affare, perché non ci sono più affari che valgano sentimenti. È probabile che il Milan stia commettendo un errore, ma è comprensibile il perché. Il Milan è una macchina grande ed estremamente complessa giunta quasi al capolinea. Andrebbe smontata, studiata, ripensata e ricostruita. Un tempo immenso per i tempi del calcio. Non potendo avere la strategia della logica, si è scelta quella del miracolo. Si costruisce la squadra a colpi di top men. Non si cerca l'amalgama, si cerca il singolo. Non la medicina ma lo stregone. È stato così con Ronaldo, è stato così con la gioventù eccessiva di Pato. È così adesso con Ronaldinho. Un concetto molto televisivo.
L'importante è il conduttore, poi viene il programma. E come le televisioni di Berlusconi avevano da oscurare la Rai, il Milan deve riprendersi lo spazio oscuratogli dall'Inter. Il Milan di questo ventennio o è vincente o non è. Se perde tradisce l'intero progetto. Ronaldinho non è altro che un'accelerazione, la più potente e problematica che ci sia. Provarla fa parte della grandezza del Milan, del suo saper giocare con il calcio. Se Ronaldinho tornasse un atleta, il Milan tornerebbe automaticamente a vincere, in barba a qualunque legge del tempo e delle cose. Forse non ci riuscirà, ma proprio per questo va rispettata l'umiltà di questo salto nel vuoto. Il Milan raddoppia. E la posta stavolta sono le sue regole. È se stesso. Nessuno reggerebbe a un altro fallimento.
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che stia zitto...se lo portiam a casa a 15 milioni è un affare incredibile secondo me...non è così anziano e non è così finito quel giocatore...e specialmente non ha problemi fisici oltre al lardo in eccesso!!!
ma li basta solo provare a dimagrire e milan lab farà di tutto credo...
quindi sconcerti paranoia stai zitto per favore...
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acnumber7
Re: Ti Te Dominet The Market - Biennale per Ronaldinho?
Si cercano i top men e in quel discorso inserisce Pato che top ancora non lo è. Si prendono gli ex fuoriclasse e non va bene, si prendono quelli giovani, anzi dalla gioventù eccessiva(cosa che non fa solo il Milan :roll:) e non va bene lo stesso. Però poi andrebbe rispettata l'umiltà di questo salto nel vuoto...Poi leggo di miracoli, niente amalgama...come se Ancelotti non si fosse mai trovato in una situazione simile, come se non avesse già avuto a che fare in un paio di stagioni con elementi come Rui Costa, Rivaldo, Pirlo, Seedorf nel 2003 e l'anno successivo Kakà.
Last edited by acnumber7 on 15/07/2008, 10:46, edited 1 time in total.
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Re: Ti Te Dominet The Market - Biennale per Ronaldinho?
Mi sembra un articolo molto deludente, non in quanto a scrittura, quella è sempre ben fatta, ma riguardo al contenuto, alla fine non vi è nulla di nuovo sotto il solo, se non una trista offesa a quello che è il modo di essere di ronaldinho e al Milan. Il sig. Sconcerti dovrebbe indignarsi per alcune cifre spese per altri giocatori non certo (se sarà così)per i circa 15mil spesi dal Milan. Infatti, il milan fa una scomessa se va c'ha preso alla grande altrimenti c'ha perso poco....oggettivamente sono più assurdi i 12 mil per vucinic o i 14 dello scorso anno per suazo, piuttosto che i 15circa per ronaldinho (che comunque ti rilancia il marcheting alla grande)BruceSmith wrote: Ronaldinho: ex fuoriclasse per una squadra al capolinea
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È difficile che un fuoriclasse che si butta via torni a essere un fuoriclasse. Rimettersi continuamente in moto significa aver sgarrato continuamente. Il fuoriclasse è un congegno perfetto quindi delicato. Se si gonfia e si sgonfia perde automatismi, resta un atleta diverso ma senza la sua vera differenza. Non importa quanto sia cosciente di aver già sbagliato troppo, di quanto siano umilianti le condizioni che va ad accettare. Il fuoriclasse perduto crede sempre di essere lui a gestire il destino mentre è già viceversa. A modo suo è una vera dipendenza dal lusso, dal facile, dalla materia. Il fuoriclasse è un mistico, o cerca stabilmente il proprio equilibrio o non potrà essere fuoriclasse la domenica dopo. Ronaldinho è molto di quello che non si deve fare. Probabilmente non è recuperabile ai suoi livelli.
La sua astenia è cresciuta con regolarità. Prima qualche allenamento saltato, poi molti allenamenti saltati, alla fine pochi allenamenti svolti. Quindi l'emarginazione, l'ufficializzazione della «malattia», la fase più dura, quella che conferma il cambiamento e dice a tutti cosa il campione è adesso. In tutto fanno un paio di stagioni perdute per uno che guadagna come nessun altro, 26 milioni l'anno. Può Ronaldinho tornare a essere un fuoriclasse? Probabilmente no. Nella vita reale nessuno investirebbe 40 milioni lordi in due anni su una causa così rischiosa. Ronaldinho da solo varrà da domani quasi il dieci per cento dell'intero fatturato del Milan. Nessuna azienda «seria» oserebbe tanto. Ma questo è calcio, ha bisogno di fantasia, ha bisogno di fede. Se Ronaldinho avesse anche solo una possibilità, nel mondo delle fascinazioni sarebbe comunque un affare, perché non ci sono più affari che valgano sentimenti. È probabile che il Milan stia commettendo un errore, ma è comprensibile il perché. Il Milan è una macchina grande ed estremamente complessa giunta quasi al capolinea. Andrebbe smontata, studiata, ripensata e ricostruita. Un tempo immenso per i tempi del calcio. Non potendo avere la strategia della logica, si è scelta quella del miracolo. Si costruisce la squadra a colpi di top men. Non si cerca l'amalgama, si cerca il singolo. Non la medicina ma lo stregone. È stato così con Ronaldo, è stato così con la gioventù eccessiva di Pato. È così adesso con Ronaldinho. Un concetto molto televisivo.
L'importante è il conduttore, poi viene il programma. E come le televisioni di Berlusconi avevano da oscurare la Rai, il Milan deve riprendersi lo spazio oscuratogli dall'Inter. Il Milan di questo ventennio o è vincente o non è. Se perde tradisce l'intero progetto. Ronaldinho non è altro che un'accelerazione, la più potente e problematica che ci sia. Provarla fa parte della grandezza del Milan, del suo saper giocare con il calcio. Se Ronaldinho tornasse un atleta, il Milan tornerebbe automaticamente a vincere, in barba a qualunque legge del tempo e delle cose. Forse non ci riuscirà, ma proprio per questo va rispettata l'umiltà di questo salto nel vuoto. Il Milan raddoppia. E la posta stavolta sono le sue regole. È se stesso. Nessuno reggerebbe a un altro fallimento.
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Re: Ti Te Dominet The Market - Biennale per Ronaldinho?
Dinho al milan per 15 mln è un buon affare... qui non ci piove... basta guardare le cifre spese per altri giocatori che neanche al top della forma faranno mai le magie del dentone...
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BruceSmith
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Re: Ti Te Dominet The Market - Biennale per Ronaldinho?
non vi capisco.
ha detto una cosa lapalissiana: una squadra che non può\vuole spendere punta tutto quello che ha su un fenomeno in crisi (a causa soprattutto di una testa disabitata) con un progetto a breve termine.
l'anno scorso abbiamo puntato tutto su un ragazzino minorenne, due anni fa sulla voglia di tornare di un fenomeno in crisi (a causa soprattutto di una testa disabitata).
sono operazioni ad alto rischio. tutto qui.
detto questo, non sono contrario all'arrivo di ronaldinho.
ha detto una cosa lapalissiana: una squadra che non può\vuole spendere punta tutto quello che ha su un fenomeno in crisi (a causa soprattutto di una testa disabitata) con un progetto a breve termine.
l'anno scorso abbiamo puntato tutto su un ragazzino minorenne, due anni fa sulla voglia di tornare di un fenomeno in crisi (a causa soprattutto di una testa disabitata).
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lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
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Re: Ti Te Dominet The Market - Biennale per Ronaldinho?
abbiamo detto la stessa cosaBruceSmith wrote: non vi capisco.
ha detto una cosa lapalissiana: una squadra che non può\vuole spendere punta tutto quello che ha su un fenomeno in crisi (a causa soprattutto di una testa disabitata) con un progetto a breve termine.
l'anno scorso abbiamo puntato tutto su un ragazzino minorenne, due anni fa sulla voglia di tornare di un fenomeno in crisi (a causa soprattutto di una testa disabitata).
sono operazioni ad alto rischio. tutto qui.
detto questo, non sono contrario all'arrivo di ronaldinho.
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Gerry Donato
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Re: Ti Te Dominet The Market - Biennale per Ronaldinho?
Disastroso articolo per il livello dell'autore, perchè come dice giustamente Bruce tutto parte da un concetto innegabile, ovvero l'alto rischio dell'operazione, ma poi Sconcerti sviluppa il tema in modo davvero discutibile, pur come suo solito lasciando spunti di interesse su cui discutere.BruceSmith wrote: Ronaldinho: ex fuoriclasse per una squadra al capolinea
di MARIO SCONCERTI
È difficile che un fuoriclasse che si butta via torni a essere un fuoriclasse. Rimettersi continuamente in moto significa aver sgarrato continuamente. Il fuoriclasse è un congegno perfetto quindi delicato. Se si gonfia e si sgonfia perde automatismi, resta un atleta diverso ma senza la sua vera differenza. Non importa quanto sia cosciente di aver già sbagliato troppo, di quanto siano umilianti le condizioni che va ad accettare. Il fuoriclasse perduto crede sempre di essere lui a gestire il destino mentre è già viceversa. A modo suo è una vera dipendenza dal lusso, dal facile, dalla materia. Il fuoriclasse è un mistico, o cerca stabilmente il proprio equilibrio o non potrà essere fuoriclasse la domenica dopo. Ronaldinho è molto di quello che non si deve fare. Probabilmente non è recuperabile ai suoi livelli.
La sua astenia è cresciuta con regolarità. Prima qualche allenamento saltato, poi molti allenamenti saltati, alla fine pochi allenamenti svolti. Quindi l'emarginazione, l'ufficializzazione della «malattia», la fase più dura, quella che conferma il cambiamento e dice a tutti cosa il campione è adesso. In tutto fanno un paio di stagioni perdute per uno che guadagna come nessun altro, 26 milioni l'anno. Può Ronaldinho tornare a essere un fuoriclasse? Probabilmente no. Nella vita reale nessuno investirebbe 40 milioni lordi in due anni su una causa così rischiosa. Ronaldinho da solo varrà da domani quasi il dieci per cento dell'intero fatturato del Milan. Nessuna azienda «seria» oserebbe tanto. Ma questo è calcio, ha bisogno di fantasia, ha bisogno di fede. Se Ronaldinho avesse anche solo una possibilità, nel mondo delle fascinazioni sarebbe comunque un affare, perché non ci sono più affari che valgano sentimenti. È probabile che il Milan stia commettendo un errore, ma è comprensibile il perché. Il Milan è una macchina grande ed estremamente complessa giunta quasi al capolinea. Andrebbe smontata, studiata, ripensata e ricostruita. Un tempo immenso per i tempi del calcio. Non potendo avere la strategia della logica, si è scelta quella del miracolo. Si costruisce la squadra a colpi di top men. Non si cerca l'amalgama, si cerca il singolo. Non la medicina ma lo stregone. È stato così con Ronaldo, è stato così con la gioventù eccessiva di Pato. È così adesso con Ronaldinho. Un concetto molto televisivo.
L'importante è il conduttore, poi viene il programma. E come le televisioni di Berlusconi avevano da oscurare la Rai, il Milan deve riprendersi lo spazio oscuratogli dall'Inter. Il Milan di questo ventennio o è vincente o non è. Se perde tradisce l'intero progetto. Ronaldinho non è altro che un'accelerazione, la più potente e problematica che ci sia. Provarla fa parte della grandezza del Milan, del suo saper giocare con il calcio. Se Ronaldinho tornasse un atleta, il Milan tornerebbe automaticamente a vincere, in barba a qualunque legge del tempo e delle cose. Forse non ci riuscirà, ma proprio per questo va rispettata l'umiltà di questo salto nel vuoto. Il Milan raddoppia. E la posta stavolta sono le sue regole. È se stesso. Nessuno reggerebbe a un altro fallimento.
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Da giornalista preparato quale è, sembra caduto dal pero l'altro ieri ed ignora che siamo forse stati tutti vittime di una clamorosa messa in scena studiata a tavolino da circa due anni tra l'entourage di Ronaldinho e Galliani, sposi promessi. Non si spiega altrimenti Oliveira, i 100 incontri sull'asse Bronzetti-Assis-Milan dal 2005, il ruolo chiave di Kakà e la brasilianità forzata dei rossoneri, la presenza del fratello procuratore ad Arcore la sera della vittoria delle elezioni, le baruffe del Dinho col Barca spesso tirate per i capelli, il tempismo sulla situazione contrattuale del giocatore per arrivare alla mandrakata da 15-20 milioni (18 mesi fa si parlava di 60 milioni!) e le botte di arteriosclerosi di Berlusconi nelle dichiarazioni (oddio, su quest'ultime si potrebbe discutere a lungo).
Ma soprattutto, cosa diamine ne sa Sconcerti della vita privata di Ronaldinho? Ma la vicenda Inzaghi ("è un puttaniere, pensa solo alle donne" e poi "è finito, la caviglia è andata, ex giocatore, vada all'isola dei famosi") non ha insegnato nulla? Ma Maradona non si drogava anche prima di venire a Napoli ed entrare nel mito a Messico '86? Il capocannoniere Del Piero quante volte era finito in questi ultimi 10 anni? Ma storie come quella del nuotatore Vladimir Salnikov (e ce ne sono mille altre nello sport) me le sono inventate io?
Certo è un pò eccentrico il soggetto, ma figuriamoci se in tutti questi anni il Milan non si è preso le dovute precauzioni ed assicurazioni, già partendo come una società che caccia "le mele marce" come Davids e Contra.
Sconcerti mi sembra solo ottenebrato dai casi dei connazionali Rivaldo, Ronaldo ed Adriano, ma si dimentica di evidenziare le enormi differenze di caso in caso. Ben più preoccupante caso mai la situazione infortuni del giocatore, ma anche qui non è dato sapere la realtà. Della pancia estiva di Ronaldinho si parla dal 2005, in epoca Pallone d'Oro.
In quelle che a Sconcerti risultano "una paio di stagioni perdute", i miei conti dicono 76 partite disputate e 32 gol, a cui si aggiungono 20 partite e 5 gol con la nazionale.
La storia del capolinea Milan poi è veramente irritante. Sono 20 anni che sento parlare del ciclo del Milan esaurito e della squadra da rifondare, ma alla fine non è mai stato realmente così tranne forse l'era Zaccheroni, perchè il metodo di lavoro della società è la continuità grazie ai 5-6 big sempre confermati, attorno ai quali si innestano quelli nuovi.
Ci sono anni buoni e meno buoni, come ovvio, e campagne acquisti più generose ed altre meno, ma parlare di "capolinea e rifondazione" vuol dire proprio non conoscere il Milan, perchè con i suoi pregi ed i suoi difetti la società opererà sempre così.
Ed è qui che il Milan ha toppato negli ultimi anni post Kakà sul piano degli uomini nuovi, come ricordava Federico Buffa. Non si sono trovati altri uomini franchigia, primi violini, sia quando si è cercato il big da riciclare (Ronnie, Bobone, Emerson) sia quando si è andati sui giovani (franzoso, lo stesso Oliveira), ma mica si può fare di tutta l'erba un fascio e condannare a prescindere i prossimi acquisti ("Zambro è finito, Flamini non è manco nazionale francese, Ronaldinho è un ex atleta")!
Sorvolo infine sul "concetto molto televisivo" della "gioventù eccessiva" di Pato. Secondo Sconcerti Kakà è stato comprato per il nome, perchè era "uno stregone top man" preso solo per gli abbonamenti?
P.S.: non sono Mauro Suma
Last edited by Gerry Donato on 15/07/2008, 11:55, edited 1 time in total.
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Posso accettare la sconfitta, ma non posso accettare di rinunciare a provarci. (M.J. Jordan)
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pietro mira
Re: Ti Te Dominet The Market - Biennale per Ronaldinho?
nel 1997 Ronaldo a soli 21 anni era il piu forte giocatore del mondo, media di 1 gol a partita in spagna, grandi numeri, preso per 100 miliardi (o qualcosa simile) dall'inter con grande scalporevittoliam wrote: beh oh magari in piscina si è esibito in 2-3 numeri degni di Flipper
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Chi l'avrebbe detto allora che a soli 32 anni si sarebbe ridotto cosi?
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Re: Ti Te Dominet The Market - Biennale per Ronaldinho?
solo 32 anni!!!!!!!pietro mira wrote: nel 1997 Ronaldo a soli 21 anni era il piu forte giocatore del mondo, media di 1 gol a partita in spagna, grandi numeri, preso per 100 miliardi (o qualcosa simile) dall'inter con grande scalpore
Chi l'avrebbe detto allora che a soli 32 anni si sarebbe ridotto cosi?
sembra più vecchio di mio padre!!!!!anzi a dire il vero più vecchio no ma più ciccione si!!
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BruceSmith
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Re: Ti Te Dominet The Market - Biennale per Ronaldinho?
uè uè uè porta rispetto per i trentaduenni con un lieve accenno di panza.sonnechiosissimo wrote: solo 32 anni!!!!!!!
sembra più vecchio di mio padre!!!!!
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.




