Re: Tennis Mon Amour - Part IV

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chinasky
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Re: Tennis Mon Amour - Part IV

Post by chinasky »

Wildthink wrote: certo,nn credo di aver detto il contrario..a me il tennis su erba piace moltissimo

per il "giurassico"..era riferito all'autore del commento al mio post che ha scritto che nadal è un truzzo perchè salta sulle tribune,che gli atleti nn sono eleganti e addirittura si lamentava "dell'imbastardimento" del pubblico...concetti veramente assurdi nel 2008!
Beh, il tennis ha i suoi cliché... a volte dispiace che cambino, ma è il segno dei tempi. E poi, ripeto, se avessi vinto io Wimbledon a 21 anni dopo due finali perse forse a Federer gli mostravo anche il culo. Così, per sfregio.  :lol2: :lol2: :lol2:
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Re: Tennis Mon Amour - Part IV

Post by SafeBet »

chinasky wrote: La patente di campione no, stilisticamente uno dei più belli di sempre, lasciando stare i paragoni tra epoche. Nel mio personale Olimpo dei tennisti che più ho apprezzato (diciamo 10 giocatori) però non ce lo metto. Anche se ha vinto tanto, tantissimo, proprio perché non è riuscito a sviluppare una strategia che gli permettesse di rimediare al gap che, sempre più spesso, lo ha frenato con Nadal per me è un limite immenso. Come dicevo ieri, non ricordo un campione che abbia sofferto così tanto e così a lungo lo stesso avversario, terra o non terra.
Potenziale spiegazione: gli altri campioni non andavano con quella sistematicità in finale sulle superfici a loro meno congeniali.
Mi spiego: se Edberg fosse arrivato in finale al RG, a Roma, a Montecarlo in anni consecutivi, magari avrebbe perso cento volte da Lendl, e cento da Wilander. Invece spesso si fermava prima. Federer è possibilmente il secondo tennista pèiù forte del mondo sulla superficie a lui meno congeniale. Gli altri campioni, tolo forse Agassi, faticavano ad arrivare in finale.
Ad ogni modo, ora che Nadal ha battuto Federer sull'erba, concordo: il discorso si potrebbe fare più complesso. Però aspettiamo un po' di tempo prima di dare valutazioni nette. Perché finora mi risulta che Federer avesse sofferto così tanto Nadal esclusivamente sulla terra.
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Re: Tennis Mon Amour - Part IV

Post by chinasky »

rene144 wrote: Bene, grazie e rigrazie.

A me non dispiace che abbia vinto Nadal in sè. Non dispiace il fatto neanche che ci siano pochi dominatori a vincere su ogni superficie, ma addolora il fatto che giochino allo stesso modo ovunque.

Al di là della qualità dei giocatori e delle preferenze (che tutti possiamo avere, e possiamo pensare che Edberg fosse migliore di Nadal senza che questo sia necessariamente vero, ma non è questo il punto), è l'omologazione la parte brutta.

Ieri sulla terra si giocava in un certo modo. Vedere Berasategui era una specie di piacere (conte Von Masoch? :lol2: ), perchè era quello il modo in cui si giocava su terra e lui era un maestro. Però poi finiva la terra e si andava a Wimbledon, e c'era una diversificazione del gioco. Non solo nuovi nomi e nuovi protagonisti, che pure erano rinfrescanti, ma soprattutto un contrasto di stili che dava un senso al gioco. L'erba costringeva a quel tipo di gioco, non perdonava. Al tempo stesso, chi era portato all'erba poi faticava sulla terra, come è giusto che sia. Probabilmente non ci crederete, ma se avessero ultravelocizzato la terra, uccidendo gli Squillari di questo mondo, starei facendo un discorso uguale... il tennis sarebbe stato meno noioso con la velocizzazione delle superfici lente, ma avrebbe ugualmente perso quell'appeal di diversificazione che me lo fa amare.

Al di là delle epoche, ci ricordiamo cosa è stato costretto a fare Lendl per provare a vincere Wimbledon (avrebbe venduto l'anima forse :forza: )? Sampras e Becker hanno provato a fare gli arrotini per giocare al Rolando. Era un periodo in cui le superfici avevano una loro dignità e richiedevano una loro forma di rispetto. Erano loro che si imponevano e dettavano il gioco. Questo non implicava che un "fondocampista" non potesse vincere in Inghilterra e d'altra parte Champion è arrivato ai quarti a Wimbledon, Courier in finale, e Borg ed Agassi l'hanno vinto, ma tutti i fondocampisti che hanno avuto successo hanno dovuto effettuare variazioni al tipo di tennis da loro giocato.

Adesso questo, che piaccia o no, non avviene più. E per me non è declinato il tennis perchè "Nadal non avrebbe mai battuto _______" (inserite il nome del passato che vi piace). Ma perchè Nadal non avrebbe potuto vincere senza cambiare almeno un po' il suo gioco. Io non so cosa sarebbe accaduto, perchè Nadal ogni 2 mesi migliora drammaticamente. Magari avrebbe usato la rotazione mancina sul servizio ed avrebbe imparato a giocare di volo, vincendo ugualmente. Ma cavolo, almeno avrebbe dovuto adeguarsi alla superficie, e non il contrario.

E ripeto, non è Nadal. E' l'erba, è il tennis. Giocano tutti da fondo su ogni superficie, mica solo lui. Anche Federer ha aggirato spesso il rovescio per colpire di dritto (e non sempre era per colpire un winner), chiara dimostrazione del fatto che l'erba sia così lenta da permettere recuperi dall'altra parte. Dire che anni fa non sarebbe successo non significa rimanere bloccati in un passato idealizzato, ma è la pura e semplice verità: era diverso. Adesso è cambiato, ad alcuni piace, a me no e non piace perchè se dobbiamo vedere lo stesso identico tipo di tennis su ogni superficie, dalla terra all'erba, con variazioni di risultati davvero minime rispetto alle rivoluzioni ed ai cambiamenti di anni fa, allora per me il circuito diventa molto più noioso. E sono gusti.

Comunque si: questo concetto è applicabile da diversi anni, ma Federer era la foglia di fico dietro la quale si nascondeva un problema nato forse 6-7 anni fa. Adesso la foglia non c'è più, ma non è certo morta adesso quella concezione di tennis per la quale a Wimbledon si attaccava ed al Rolando si remava.
Questo mi sembra, tutto sommato, il concetto più condivisibile. Esula da Nadal in sé, e porta il punto cruciale della questione in sé sullo sport. C'è però da ricordare che il tennis è uno degli sport che più si sono modificati nel tempo, ogni epoca fa storia a sé. Le superfici, poi le racchette,m poi le palline, di nuovo le superfici. C'è più fisicità oggi, come in ogni disciplina al mondo, va detto, ma è semplicemente l'ennesimo cambio dei tempi di uno sport che, del suo primo giorno, non ha mantenuto nulla.
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Re: Tennis Mon Amour - Part IV

Post by Spree »

Wildthink wrote: dai,per cortesia,siete più giurassici di gianni clerici.
va bene tutto:l'atmosfera,la tradizione,la lotteria per comprarsi i biglietti,le fragole con la panna.ma rendetevi conto che siamo nel 2008.nn nel '32.
come sta buffonata di federer di scendere in campo con la tuta a mo di abito o il gilerino retrò.tutte cose forzate e superate.
Perché? Siccome siamo nel 2008, va bene tutto? Non vedo il punto. Si vive anche di tradizioni, di usi, anche di inutilia che si amano (anche, e soprattutto, perché sono inutili) solo per il fatto di essere sempre state così: a te piace così? Liberissimo. A me - e a molti altri - no. A me piace la compostezza, piace che siano vestiti di bianco, piace che ci sia un'atmosfera elitaria, piace che al pubblico venga detto di tacere e di sedersi, piace che non si possa fare quello che si vuole. C'è il campetto per quelle cose. Se sono cose forzate e superate (:roll:) sono grato di essere forzato e superato. Quando vai a un matrimonio, vai in bermuda e camicia hawaiana scoperta? Non credo. E non lo fai per rispetto del luogo e delle persone, dell'evento. Wimbledon è anche questo: Nadal a volte va un po' sopra le righe. Non lo crocifiggerò per questo e, soprattutto, questo non toglie una virgola alle sue straordinarie doti di giocatore di tennis. Mi riservo il diritto, però, di esprimere un rammarico, una preferenza per l'eleganza che fu e che, oggi, è propria di altri.

Rene: molto bene.
La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.
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Re: Tennis Mon Amour - Part IV

Post by Vic Vega »

SafeBet wrote: La vediamo in maniera talmente simile che mi viene il sospetto di essere un tuo fake.
E infatti la semifinale tra Stich ed Edberg del '91 resta, a mia memoria, la partita esteticamente più bella che io abbia avuto la fortuna di vedere. Metto sullo stesso piano forse solo la semifinale della Gran Slam Cup del '93, tra Korda ( :notworthy: ) e Sampras, ma quella soprattutto per il pathos. Peraltro anche la finale di quella Cup contro Stich fu memorabile.


Tra i top match degli anni '90, quanto a spettacolarità, inserirei anche la finale del Masters '96 tra Becker e Sampras....una delizia, una battaglia tra titani ed il canto del cigno del grande Boris.
Purtroppo non posso esserti utile quanto al reperimento delle vecchie partite, è un cruccio che affligge anche me; un paio di anni fa agganciai un tizio su E-Bay che per delle sgangheratissime vhs riversate su DVD pretendeva 14/15 euro a partita. Lasciai perdere.
SafeBet wrote: Potenziale spiegazione: gli altri campioni non andavano con quella sistematicità in finale sulle superfici a loro meno congeniali.
Mi spiego: se Edberg fosse arrivato in finale al RG, a Roma, a Montecarlo in anni consecutivi, magari avrebbe perso cento volte da Lendl, e cento da Wilander. Invece spesso si fermava prima. Federer è possibilmente il secondo tennista pèiù forte del mondo sulla superficie a lui meno congeniale. Gli altri campioni, tolo forse Agassi, faticavano ad arrivare in finale.
Ad ogni modo, ora che Nadal ha battuto Federer sull'erba, concordo: il discorso si potrebbe fare più complesso. Però aspettiamo un po' di tempo prima di dare valutazioni nette. Perché finora mi risulta che Federer avesse sofferto così tanto Nadal esclusivamente sulla terra.
Discorso condivisibile, anche se IMHO pure le 3 finali consecutive di Roger al Rolando sono il sintomo del fatto che la specializzazione non esiste più. Oggi Roger sul rosso trova quasi sempre gente che cerca il winner e tira forte, avversari impostati con due fondamentali piatti da fondo; ad inizio anni '90 avrebbe affrontato sin dai primissimi turni dei rematori mica male, dei muri da fondocampo, dei signori arrotini....una tipologia che soffre. Non dico che avrebbe perso da Agenor e Perez Roldan, ma con i vari Gomez, Berasategui, Muster, Corretja, Albert Costa sarebbero state battaglie non sempre vittoriose, almeno credo.

rene144 wrote: Bene, grazie e rigrazie.

A me non dispiace che abbia vinto Nadal in sè. Non dispiace il fatto neanche che ci siano pochi dominatori a vincere su ogni superficie, ma addolora il fatto che giochino allo stesso modo ovunque.

Al di là della qualità dei giocatori e delle preferenze (che tutti possiamo avere, e possiamo pensare che Edberg fosse migliore di Nadal senza che questo sia necessariamente vero, ma non è questo il punto), è l'omologazione la parte brutta.

Ieri sulla terra si giocava in un certo modo. Vedere Berasategui era una specie di piacere (conte Von Masoch? :lol2: ), perchè era quello il modo in cui si giocava su terra e lui era un maestro. Però poi finiva la terra e si andava a Wimbledon, e c'era una diversificazione del gioco. Non solo nuovi nomi e nuovi protagonisti, che pure erano rinfrescanti, ma soprattutto un contrasto di stili che dava un senso al gioco. L'erba costringeva a quel tipo di gioco, non perdonava. Al tempo stesso, chi era portato all'erba poi faticava sulla terra, come è giusto che sia. Probabilmente non ci crederete, ma se avessero ultravelocizzato la terra, uccidendo gli Squillari di questo mondo, starei facendo un discorso uguale... il tennis sarebbe stato meno noioso con la velocizzazione delle superfici lente, ma avrebbe ugualmente perso quell'appeal di diversificazione che me lo fa amare.

Al di là delle epoche, ci ricordiamo cosa è stato costretto a fare Lendl per provare a vincere Wimbledon (avrebbe venduto l'anima forse :forza: )? Sampras e Becker hanno provato a fare gli arrotini per giocare al Rolando. Era un periodo in cui le superfici avevano una loro dignità e richiedevano una loro forma di rispetto. Erano loro che si imponevano e dettavano il gioco. Questo non implicava che un "fondocampista" non potesse vincere in Inghilterra e d'altra parte Champion è arrivato ai quarti a Wimbledon, Courier in finale, e Borg ed Agassi l'hanno vinto, ma tutti i fondocampisti che hanno avuto successo hanno dovuto effettuare variazioni al tipo di tennis da loro giocato.

Adesso questo, che piaccia o no, non avviene più. E per me non è declinato il tennis perchè "Nadal non avrebbe mai battuto _______" (inserite il nome del passato che vi piace). Ma perchè Nadal non avrebbe potuto vincere senza cambiare almeno un po' il suo gioco. Io non so cosa sarebbe accaduto, perchè Nadal ogni 2 mesi migliora drammaticamente. Magari avrebbe usato la rotazione mancina sul servizio ed avrebbe imparato a giocare di volo, vincendo ugualmente. Ma cavolo, almeno avrebbe dovuto adeguarsi alla superficie, e non il contrario.

E ripeto, non è Nadal. E' l'erba, è il tennis. Giocano tutti da fondo su ogni superficie, mica solo lui. Anche Federer ha aggirato spesso il rovescio per colpire di dritto (e non sempre era per colpire un winner), chiara dimostrazione del fatto che l'erba sia così lenta da permettere recuperi dall'altra parte. Dire che anni fa non sarebbe successo non significa rimanere bloccati in un passato idealizzato, ma è la pura e semplice verità: era diverso. Adesso è cambiato, ad alcuni piace, a me no e non piace perchè se dobbiamo vedere lo stesso identico tipo di tennis su ogni superficie, dalla terra all'erba, con variazioni di risultati davvero minime rispetto alle rivoluzioni ed ai cambiamenti di anni fa, allora per me il circuito diventa molto più noioso. E sono gusti.

Comunque si: questo concetto è applicabile da diversi anni, ma Federer era la foglia di fico dietro la quale si nascondeva un problema nato forse 6-7 anni fa. Adesso la foglia non c'è più, ma non è certo morta adesso quella concezione di tennis per la quale a Wimbledon si attaccava ed al Rolando si remava.
Post apprezzabilissimo.  :applauso:
Personalmente mi acontenterei delle piccole cose. Se il signor Gerry Weber mettesse i soldi per trasformare prima o poi il torneo di Halle in un AMS (o come si chiameranno dall'anno venturo...); se Gasquet mettesse a posto quelle due o tre cose a livello di testa che gli impediscono di esprimersi ad altissimi livelli....; se Tsonga tornasse competitivo dall'infortunio.....inezie, a fronte della evoluzione (che non piace a tutti) sottolineata da Renè. Ma temo sia il progresso.  :D :D
In ogni caso, viva Roger col cardigan del nonno sul Centrale di Wimbledon....molti di noi lo adorano anche perchè tiene alle stesse cose per cui andiamo in brodo di giuggiole noi.  :gogogo:
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Re: Tennis Mon Amour - Part IV

Post by Wildthink »

Spree wrote: Perché? Siccome siamo nel 2008, va bene tutto? Non vedo il punto. Si vive anche di tradizioni, di usi, anche di inutilia che si amano (anche, e soprattutto, perché sono inutili) solo per il fatto di essere sempre state così: a te piace così? Liberissimo. A me - e a molti altri - no. A me piace la compostezza, piace che siano vestiti di bianco, piace che ci sia un'atmosfera elitaria, piace che al pubblico venga detto di tacere e di sedersi, piace che non si possa fare quello che si vuole. C'è il campetto per quelle cose. Se sono cose forzate e superate (:roll:) sono grato di essere forzato e superato. Quando vai a un matrimonio, vai in bermuda e camicia hawaiana scoperta? Non credo. E non lo fai per rispetto del luogo e delle persone, dell'evento. Wimbledon è anche questo: Nadal a volte va un po' sopra le righe. Non lo crocifiggerò per questo e, soprattutto, questo non toglie una virgola alle sue straordinarie doti di giocatore di tennis. Mi riservo il diritto, però, di esprimere un rammarico, una preferenza per l'eleganza che fu e che, oggi, è propria di altri.

Rene: molto bene.

Per me improvvisarsi bacchettoni su concetti che nn ci appartengono come mentalità italiana è ridicolo e superato.E te lo dico da detrattore di questi atteggiamenti,ma conscio che ci caratterizzano agli occhi del mondo.
Noi siamo quelli che quando Volandri vince contro Federer cantano "poporopopopo" al foro italico(io c'ero.e di cantare me ne sono guardato bene.),che mitizzano materazzi che insulta la mamma e la sorella di zidane ecc ecc.
E ora stiamo qua a parlare di pubblico rozzo,sacralità,elite ed eleganza perduta?Noi???
Quando si dice la coerenza..
Ad esempio:prendi questo topic.sembra il circolo del tennis,tutti indice e pollice nei commenti.la sagra dei moderati.poi si scannano nelle sezioni nba,calcio ecc ecc
Tutti parlano alla rino tommasi e gianni clerici:italianizzando i nomi,ricordando i bei tempi delle racchette di legno e del treno a vapore.
Nella sezione Nba invece tutti a parlare come buffa e tranquillo.
E' un atteggiamento che mi sta troppo sulle palle,nn ci posso fare niente :lol2:

Comunque senza estremizzare il concetto..dico solo che bisogna stare al passo coi tempi.
Si,bello ed affascinante wimbledon nelle sue,più o meno,assurde tradizioni.siamo tutti daccordo.
Però ora nn facciamo i lord criticando persino il pubblico chiassoso e la maglietta di nadal,per cortesia!
Non è che sia sbagliato apprezzare le inutilità,è sbagliato permettersi il lusso di fare persino i puntigliosi!

Ps:
che la tuta-abito e il gilerino intarsiato ai fili d'oro di federer siano forzati e fuori luogo nn lo penso solo io.
Lo disse anche tommasi l'anno scorso.
E poi basta conoscere un pò la vita di federer per sapere che dietro tutto questo c'è mirka.
Per stessa ammissione dello svizzero,prima di conoscere lei,lui era sempre in maglietta e pantaloncini persino nelle occasioni importanti,si faceva i capelli ossigenati biondi,a volte nn si radeva prima di scendere in campo.
A buon intenditor poche parole?
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Re: Tennis Mon Amour - Part IV

Post by Vic Vega »

Wildthink wrote:
Per me improvvisarsi bacchettoni su concetti che nn ci appartengono come mentalità italiana è ridicolo e superato.E te lo dico da detrattore di questi atteggiamenti,ma conscio che ci caratterizzano agli occhi del mondo.
Noi siamo quelli che quando Volandri vince contro Federer cantano "poporopopopo" al foro italico(io c'ero.e di cantare me ne sono guardato bene.),che mitizzano materazzi che insulta la mamma e la sorella di zidane ecc ecc.
E ora stiamo qua a parlare di pubblico rozzo,sacralità,elite ed eleganza perduta?Noi???
Quando si dice la coerenza..
Scusa, il discorso reggerebbe se Spree fosse un abituale fan di quei comportamenti, cosa che tenderei ad escludere.  :D
Non penso esista una responsabilità collettiva in quanto italiani.  :D
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Re: Tennis Mon Amour - Part IV

Post by Spree »

Wildthink wrote:
Per me improvvisarsi bacchettoni su concetti che nn ci appartengono come mentalità italiana è ridicolo e superato.E te lo dico da detrattore di questi atteggiamenti,ma conscio che ci caratterizzano agli occhi del mondo.
Noi siamo quelli che quando Volandri vince contro Federer cantano "poporopopopo" al foro italico(io c'ero.e di cantare me ne sono guardato bene.),che mitizzano materazzi che insulta la mamma e la sorella di zidane ecc ecc.
E ora stiamo qua a parlare di pubblico rozzo,sacralità,elite ed eleganza perduta?Noi???
Piccolo errore in partenza. l'uso del noi. Io, sicuramente, no.
La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.
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Re: Tennis Mon Amour - Part IV

Post by Paperone »

a me darebbe fastidio anche se a comportarsi non da gentleman fosse un italiano.
chiamatelo galateo del tennis, sarà antico e forse anche un po' rigido, ma c'è, e io vorrei che rimanesse tale. per fare i cori da stadio ci sono appunto gli stadi, per vedere una partita da tennis bastano applausi.

quindi, bene il bamos, purché composto, e soprattutto solo se fatto in polo (Lacoste, of course :figo:)
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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Re: Tennis Mon Amour - Part IV

Post by chinasky »

Paperone wrote: a me darebbe fastidio anche se a comportarsi non da gentleman fosse un italiano.
chiamatelo galateo del tennis, sarà antico e forse anche un po' rigido, ma c'è, e io vorrei che rimanesse tale. per fare i cori da stadio ci sono appunto gli stadi, per vedere una partita da tennis bastano applausi.

quindi, bene il bamos, purché composto, e soprattutto solo se fatto in polo (Lacoste, of course :figo:)
Meglio Fred Perry (anche come tennista, si dice...)  :gazza:
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Re: Tennis Mon Amour - Part IV

Post by SafeBet »

Spree wrote: Perché? Siccome siamo nel 2008, va bene tutto? Non vedo il punto. Si vive anche di tradizioni, di usi, anche di inutilia che si amano (anche, e soprattutto, perché sono inutili) solo per il fatto di essere sempre state così: a te piace così? Liberissimo. A me - e a molti altri - no. A me piace la compostezza, piace che siano vestiti di bianco, piace che ci sia un'atmosfera elitaria, piace che al pubblico venga detto di tacere e di sedersi, piace che non si possa fare quello che si vuole. C'è il campetto per quelle cose. Se sono cose forzate e superate (:roll:) sono grato di essere forzato e superato.
Stavolta non sono d'accordo. Un conto è chiedere che il pubblico sia rispettoso e silenzioso durante una partita di tennis, che non si possa fare ciò che si vuole. Altra cosa è puntualizzare sulla necessità di vestirsi di bianco, e sulla pretesa del clima elitario. Perdonami, ma queste sono proprio questioni di etichetta, di forma senza contenuto, e come tutte le questioni di etichetta sono culturalmente e storicamente variabili, quindi necessariamente relative. Ben vengano gli operai e le classi popolari, nel tennis come altrove. Ben vengano i cambiamenti nel look e negli atteggiamenti, che non per forza sono un male. Ben venga il tennis giocato, meno le dissertazioni sull'eleganza, sulla prassi, sulla buona creanza.
Ovvio che siamo tutti liberissimi di avere un'opinione in merito, ma ciò non ha niente a che spartire con il cambiamento del tennis, con la sua presunta volgarizzazione, con la perdità di sacralità del tempio, e tutto il resto.
A me, personalmente, i pantaloncini ad altezza uccello di Edberg fanno schifo.
Spree wrote: Quando vai a un matrimonio, vai in bermuda e camicia hawaiana scoperta? Non credo. E non lo fai per rispetto del luogo e delle persone, dell'evento.
No, non lo faccio. Non per una questione di rispetto, ma perché esistono vincoli sociali che sconsigliano, stigmatizzano, sanzionano tale comportamento. Il rispetto per quel luogo e per quelle persone (ammesso che ci sia) lo si può manifestare in altro modo. Il mio vestiario, a tal fine, è del tutto irrilevante.
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Re: Tennis Mon Amour - Part IV

Post by Wildthink »

Vic Vega wrote: Scusa, il discorso reggerebbe se Spree fosse un abituale fan di quei comportamenti, cosa che tenderei ad escludere.  :D
Non penso esista una responsabilità collettiva in quanto italiani.  :D
Spree wrote: Piccolo errore in partenza. l'uso del noi. Io, sicuramente, no.
Il mio nn era un discorso diretto a te spree,l'uso del "noi" era voluto.Per parlare di tutti e di nessuno in particolare.
Ora siamo (noi) diventati tutti puristi,tutti filoinglesi e classisti.
Mah,mi sbaglierò,ma certi discorsi fanno sorridere :lol2:


Nadal è brutto e truzzo,che schifo.chi se ne frega se è un tennista straordinario?è truzzo!
Suda addirittura!!!!!!veramente inqualificabile....
Mica come federer che dopo 7 ore di partita sembra appena uscito dal solarium

e via dicendo...
a me fa ridere.poi,fate vobis!
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Re: Tennis Mon Amour - Part IV

Post by Spree »

SafeBet wrote: Stavolta non sono d'accordo. Un conto è chiedere che il pubblico sia rispettoso e silenzioso durante una partita di tennis, che non si possa fare ciò che si vuole. Altra cosa è puntualizzare sulla necessità di vestirsi di bianco, e sulla pretesa del clima elitario. Perdonami, ma queste sono proprio questioni di etichetta, di forma senza contenuto, e come tutte le questioni di etichetta sono culturalmente e storicamente variabili, quindi necessariamente relative. Ben vengano gli operai e le classi popolari, nel tennis come altrove. Ben vengano i cambiamenti nel look e negli atteggiamenti, che non per forza sono un male. Ben venga il tennis giocato, meno le dissertazioni sull'eleganza, sulla prassi, sulla buona creanza.
Ovvio che siamo tutti liberissimi di avere un'opinione in merito, ma ciò non ha niente a che spartire con il cambiamento del tennis, con la sua presunta volgarizzazione, con la perdità di sacralità del tempio, e tutto il resto.
A me, personalmente, i pantaloncini ad altezza uccello di Edberg fanno schifo.

No, non lo faccio. Non per una questione di rispetto, ma perché esistono vincoli sociali che sconsigliano, stigmatizzano, sanzionano tale comportamento. Il rispetto per quel luogo e per quelle persone (ammesso che ci sia) lo si può manifestare in altro modo. Il mio vestiario, a tal fine, è del tutto irrilevante.
La fiera delle banalità. Messa come la metti tu, non ne esci più. Messa come la metti tu, TUTTO è culturalmente e storicamente variabile. Il rispetto, il bianco, gli applausi, gli urli. La fede (le fedi), l'etichetta, il vestiario, il comportamento a tavola, il rispetto. Dio, le razze umane, le nozze gay, la "famiglia naturale". Semplicemente, tutto.
E siccome tutto è socialmente e culturalmente determinato, lo è anche il tennis. Che non è solo uno sport, ma è anche tutto quello che ci sta intorno. Soprattutto a Wimbledon. Compresi e, anzi, forse più di tutto il resto, il bianco, gli inchini al duca di Kent e il clima elitario. Perché, altrimenti, quel qualcosa non è più lui. Tutto cambia, ovviamente: ci mancherebbe. Ma non è la stessa cosa. Non è irrilevante. Chi sei t (e chi sono io), per dire al mondo cosa è forma e cosa è sostanza? Stante il fatto che tutto è voluto e creato dall'uomo, non è immutabile, non è sempre stato così e non lo sarà per sempre, tutto è forma e tutto è sostanza. Nel caso del tennis, e di Wimbledon in particolare, quindi, la forma è sostanza. E saper tirare un dritto a 150 all'ora all'incrocio delle righe non conta più che sapersi comportare.

L'esempio che fai sul rispetto è esplicativo della confusione che si può fare quando si cerca di tirare linee nette in amterie che non lo consentono. Perché il vestito non è segno di rispetto e invece gli altri modi sì? Perché tu la pensi così: ma quello che conta, in un'occasione sociale (quale un matrimonio, o un torneo di tennis) è come la pensano gli altri (gli sposi, l'inventore del tennis, gli organizzatori del torneo). Non sta a te valutare come si mostra rispetto nelle occasioni che riguardano anche gli altri.
La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.
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Re: Tennis Mon Amour - Part IV

Post by Porsche 928 »

Wildthink wrote: certo,nn credo di aver detto il contrario..a me il tennis su erba piace moltissimo

per il "giurassico"..era riferito all'autore del commento al mio post che ha scritto che nadal è un truzzo perchè salta sulle tribune,che gli atleti nn sono eleganti e addirittura si lamentava "dell'imbastardimento" del pubblico...concetti veramente assurdi nel 2008!
Ma erba di adesso o 10 anni fa?

Comunque  Wimbledon e` Wimbedon perche ha anche i suoi anni essendo nato nel 1877, bisogna rispettare anche la "sacralita sportiva" di certi posti!
Se aver rispetto per le tradizioni vuol dire essere giurassico, bene allora io sono il piu giurassico che si trova in giro.

Se a voi piaciono i cori da derby ad una finale di Wimbledon (ma anche agli altri tornei dello slam) bene, ma permettimi tu come altri di essere in disaccordo, io penso che vada bene modernizzare tutto, ma cosi facendo si leva anche un po (molto) di quel fascino che un torneo si e` creato in centinaia d'anni.
Perche senno Wimbledon come gli altri slam diventa solo un torneo come gli altri ed e` questo a cui io e altri ci riferiamo (almeno penso) quando parliamo di "morte" di un certo tipo di tennis.
Le traddizioni esistono perche si sono create in decine e decine d'anni e per colpa del potere che ricopre gli sponsor oggi se ne sbattono tutti.

Io non penso che se facessero un bel ovale a Montecarlo e lo chiamassero "gran premio di Montecarlo" (magari in notturna) solo per gli sponsor, tutti ne sarebbero contenti, oppure un bel 20 crono per fare il Tour de France o anche giocare a polo con delle moto da cross al posto dei cavalli, esagero volutamente per far capire che il rispetto di tradizioni "giurassiche" NON e sempre una brutta cosa, anzi nel mondo moderno e una qualita non da poco IMHO.
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Re: Tennis Mon Amour - Part IV

Post by SafeBet »

Spree wrote: La fiera delle banalità. Messa come la metti tu, non ne esci più. Messa come la metti tu, TUTTO è culturalmente e storicamente variabile. Il rispetto, il bianco, gli applausi, gli urli. La fede (le fedi), l'etichetta, il vestiario, il comportamento a tavola, il rispetto. Dio, le razze umane, le nozze gay, la "famiglia naturale". Semplicemente, tutto.
Direi di si. Poi ci sono aspetti su cui una persona può decidere di non scendere a compromessi: nel mio caso, l'uguaglianza, la non violenza, il rispetto, la tolleranza. Banale? Forse, ma non per questo mi sento di dover cambiare la mia posizione.
Spree wrote: E siccome tutto è socialmente e culturalmente determinato, lo è anche il tennis. Che non è solo uno sport, ma è anche tutto quello che ci sta intorno. Soprattutto a Wimbledon. Compresi e, anzi, forse più di tutto il resto, il bianco, gli inchini al duca di Kent e il clima elitario. Perché, altrimenti, quel qualcosa non è più lui.
Questione di punti di vista, non disputabili. Per me è innanzi tutto uno sport. C'è anche dell'altro, indubbiamente. Ma la costante, a tutti i livelli, sono due tizi che si tirano una palla con due racchette. Tutto il resto è fondamentalmente superfluo. Perché se togli i due tizi, la palla, la rete e la racchetta, non c'è il tennis. Se togli il bianco, il duca di Kent, le fragole e la panna, i Vip a bordo campo, Clerici, Tommasi, e qualsiasi altra cosa, il tennis resta. Magari al campetto, come dici tu. Ma meglio il campetto senza tutto il resto, che viceversa. Per me, ovviamente.
Spree wrote: Tutto cambia, ovviamente: ci mancherebbe. Ma non è la stessa cosa. Non è irrilevante. Chi sei tu (e chi sono io), per dire al mondo cosa è forma e cosa è sostanza? Stante il fatto che tutto è voluto e creato dall'uomo, non è immutabile, non è sempre stato così e non lo sarà per sempre, tutto è forma e tutto è sostanza. Nel caso del tennis, e di Wimbledon in particolare, quindi, la forma è sostanza. E saper tirare un dritto a 150 all'ora all'incrocio delle righe non conta più che sapersi comportare.
Discutibile, ancora una volta, ma non cercherò di convincerti del contrario. Per me il dritto, a 20 o a 150 l'ora, è il tennis. Il resto è corollario. Io sono uno che ha questa opinione. Tu uno che ne ha un'altra. Per me forma e sostanza, almeno nel tennis, sono ben definite e difficilmente confondibili.
Spree wrote: L'esempio che fai sul rispetto è esplicativo della confusione che si può fare quando si cerca di tirare linee nette in amterie che non lo consentono. Perché il vestito non è segno di rispetto e invece gli altri modi sì? Perché tu la pensi così: ma quello che conta, in un'occasione sociale (quale un matrimonio, o un torneo di tennis) è come la pensano gli altri (gli sposi, l'inventore del tennis, gli organizzatori del torneo).
Indubbiamente si tratta di materie in cui è difficile tirare linee nette. E non mi vergogno di essere confuso, o perlomeno indeciso a tal riguardo. Meglio continuare a porsi domande, che presumere di avere molti risposte. Quello che penso io, comunque, dovrebbe contribuire a creare il vincolo dell'occasione sociale. Perché io sono gli altri, per tutti gli altri. Quindi la mia posizione conta quanto tutte le altre, almeno in linea di principio.
Spree wrote: Non sta a te valutare come si mostra rispetto nelle occasioni che riguardano anche gli altri.
Però il dubbio mi sorge: a chi sta? Agli altri? O alla tradizione? E perché la tradizione è meglio dell'innovazione?
Continuo a pormi domande.
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