Scusami se non rispondo in modo oraganico ma scindo in due puntiCammellaio Patto wrote: è proprio quello che mi ha deluso, l'andreotti di sorrentino è un personaggio debole, che non esce mai fuori dallo schermo completamente, non è un personaggio credibile (non parlo di andreotti vero, ma della forza narrativa di un personaggio all'interno della storia). e questo dipende solo in parte dalla volontà del regista di usare toni grotteschi e caricaturali, perchè si tratta di una debolezza strutturale del racconto.
ok non è un resoconto cronachistico, nessuno lo può prendere per tale, e questo mi dispiace quasi perchè la scelta di entrare in un personaggio del genere senza il peso del dovere di cronaca ma potendosi concetrare solo sulla sua mente, sulla sua figura è una scelta eccezionale, molto intelligente. sorrentino prende questa via ma non riesce a portarla in fondo.
in generale mi è sembrato un film molto caotico, anche la volontà di giocare a spiazzare lo spettatore mi è sembrata troppo calcolata e anche un po rozza (la sequenza dello skate a palazzo chigi su tutte). i personaggi di sfondo sono presentati in pompa magna e poi non hanno praticamente nessun ruolo reale nel racconto. sorrentino ha costruito questo film per accumulazione e non per sottrazione, e il risultato ne è la chiara conseguenza, macchinoso, con delle trovate che hanno un barlume di bellezza ma sono svilite snaturate dall'eccesso che le circonda. come dice una persona molto più saggia di me un film è come una scultura, da un pezzo di pietra devi scavare, togliere e la scultura prende forma.
il personaggio che trae beneficio dal caos generale del film è la figura più semplice e remissiva, quella meno invadente, cioè la "governante" di andreotti (piera degli espositi).
poi ho sentito voci che dicevano che la prima versione del film durava un'ora di più, ma che per esigenze di produzione ha dovuto tagliare. così si spiegherebbe pure il personaggio di fanny ardant, visto che nella versione definitiva rimane un mistero il suo ruolo.
1) Skate: io l'ho trovata agghiacciante ma meravigliosa. Nel pieno della prima elezione del presidente della repubblica post tangentopoli, negli androni si mercanteggiano voti, si consuma il solito teatrino da mercato del pesce ed improvvisamente uno skate decreta il silenzio, cambia gli scenari, rovescia tutto come un calzino. Se fai caso lo skate incontra i volti lungo il percorso, mette davanti alla realtà (per qualche secondo, ed già tanto…) i volti tronfi di gente infame che non sa cos’è il pudore. Chiaro, poteva calcare il climax, rendere meno surreale uno dei momenti più drammatici della nostra storia repubblicana, ma s'è adeguato alla sua sensibilità, al taglio generale del film.
2) I personaggi alla Pomicino o alla Lima sono presentati per quello che erano: semplici correntisti, pezzi di un puzzle di potere temporale concesso ciascuno in un ambito di competenza. Chiaro, anche qui devi entrare nella visione “colpevolista” di Sorrentino per dare la giusta collocazione alla corte del Re. Per lui comanda 1. Gli altri sono subalterni, vassalli, quasi “inutili” se vuoi andare al nocciolo e parlare del Sire (sono volontariamente sminuiti e resi rozzi per marcare più netto il contrasto con il Divo). Ma lo stesso Andreotti li presenta così in confessionale “un grande albero per crescere sano e rigoglioso ha bisogno d'esser circondato di concime..” .
Io l'ho apprezzato molto però capisco che per tema trattato e scelte narrative si presti a critiche anche feroci.














