AEM wrote:
Rene: Forse hai ragione, ma forse no. Io ti dico che come "scout" di talento ho dei giocatori che un HC mi dice "neanche come 3a soluzione" e altri che mi dicono "lo voglio a tutti i costi".
Beasley (NCAABB) miglior giocatore che esce quest anno NON va primo!
McFadden (NCAAFB) miglior giocatore che c'era alla NFL Draft e` andato 4o.
Ci sono squadre che non prendono giocatori da certi colleges. Ci sono colleges che non prendono giocatori da certi licei. Succede.
Non mi metto a discutere di uno sport che so di essere molto ignorante con uno come te Rene (che valuto molto intelligente nel campo). Sara' come dici tu, pero` per me non e` sempre solo UNA cosa che fa andare un ragazzo giu` (o su) nella draft.
AEM
Lo so che non c'è solo una cosa. Per questo non ho citato uno come Porcello (sceso per la signability) o Heyward (sceso perchè alcune squadre hanno dei dubbi nei suoi confronti mentre altre sono pazze di lui) o altri ancora. Ho citato Crow e Savery perchè loro hanno avuto (Crow lo avrà, non lo ha ancora avuto) solo questo "concern" da parte delle squadre che draftano. Ossia il mileage appunto. Se non ci fossero preoccupazioni del genere nei confronti di Crow, sarebbe il primo assoluto con quel talento speciale che ha secondo scout, esperti e quant'altro. Il suo braccio è stato chiamato in causa troppe volte. Purtroppo ogni tanto queste cose succedono nel college baseball, perchè le squadre devono vincere. Il discorso è un po' diverso da basket e football. Lì escono giovani formati, quindi l'istruzione è importante, essere un coach è importante (forse più che esserlo in NBA o NFL, per estremizzare). C'è uno stile, puoi veramente dire ad un giovane che vuoi arruolare "guarda X come va bene dopo 3 anni da noi" e roba del genere.
Nel baseball invece no. Nel baseball un giovane che esce dal college (ed ancora di più dal liceo ovviamente) è solo un giocatore "raw", con "tools" da affinare, da potenziare. Insomma, il college nel baseball è più una vetrina che un istituto formativo per forza di cose (è formativo ovviamente, ma non si avvicina neanche a basket e football in questo), perchè anche i college seniors (e sono sempre meno quelli buoni che non firmano prima del senior year) poi dovranno essere plasmati da 2-3-4 anni di minors in cui spesso e volentieri vengono "ricostruiti" tecnicamente.
I ragazzi vogliono giocare per le squadre che arrivano in fondo, alle College World Series, perchè ci sono più scout, ci sono più possibilità di essere notati in quel torneo ed in generale in quelle conference. Vogliono giocare nella Big Ten, nella Pac10, nella ACC, per dirne 3. Vogliono essere ammessi alla Cape Cod League o (secondariamente) all'Alaska League d'estate. Vogliono essere notati insomma. I programmi sportivi sono importanti, ma fino ad un certo punto. Solo i risultati ti danno una certa vetrina, solo le statistiche accumulate contro determinate squadre possono aver senso (Crow ha una strikeout rate inferiore ad Eric Beaulac di Le Moyne, ma nessuno guarda Le Moyne perchè gioca contro gente scarsissima), e gli scout non cercano certo dei giocatori fatti, ma gente che possa fornire del potenziale su cui lavorare attraverso le minors.
Se ci sono delle preoccupazioni, le squadre staranno attente a non firmare i giocatori. A volte può essere la firmabilità di un giocatore. A volte le sue capacità difensive (che potrebbero richiedere un cambio di posizione), a volte altro ancora, ma per un pitcher è importantissimo il carico di lavoro. Quando è pesante, e per certi giocatori lo è davvero, le squadre ci pensano 10 volte prima di draftare il giocatore. Nel caso di Crow ci sono molti scout che sono terrorizzati, perchè la storia è piena di pitchers troppo usati che poi si infortunano. La gente si ricorda di Brad Lincoln (4° assoluto del 2006), che ha saltato tutto il 2007 col braccio a pezzi. Oppure si ricorda del trio di pitchers di Rice del 2004, ossia Humber (3°), Niemann (4°) e Townsend (8°). Humber ha avuto problemi a ripetizione nel 2005 e nel 2006, lanciando pochissimo (160 IP in 2 anni), Niemann pure di più visto che in quei 2 anni a causa di infortuni ha lanciato solo 100 IP complessivi. Townsend fisicamente è andato meglio, ma ha fatto schifo e molti osservatori dicono che non ha più "life" nel braccio e che i tessuti sono logori per un 25enne. Non è più un prospetto e potrebbe non arrivare mai in Major League.
Insomma, questo è il discorso... alcune università spremono i propri pitchers come limoni.
Saro diverso nel pensare, ma perche` si dice che arrivato i prossimo a 300 potrebbe essere l ultimo nella MLB a mai piu farlo? Perche` i pitchers di MLB stanno diventando "signorine". Vent`anni fa 5 man rotation chi la mai sentita? Reliever/set up man/closer, 30 anni fa chi li aveva tutti sti qui?
Beh, qui però scusami ma c'è molto qualunquismo. Purtroppo i media continuano a pompare questi argomenti, ma bisognerebbe guardare meglio.
Questione 300 W: Glavine ci è arrivato? Bene, lui ha fatto tutta la carriera con la rotazione a 5 in pratica, facendo lo stesso numero di partenze (annuali) che si fanno oggi. Alla stessa età, CC Sabathia ha più W giusto per fare un esempio e se avrà la stessa fortuna fisica ed un attacco forte che lo supporti, non c'è ragione per cui non debba arrivare a 300. Non per discutere la qualità, è ovvio, ma il discorso è che ce ne saranno altri. Forse non adesso, forse tra 10 anni, forse tra 20, ma ci saranno. E' un ciclo.
Di sicuro non è perchè i pitchers stanno diventando signorine dai. Il baseball è cambiato. Negli anni 60 era un altro sport. Non esisteva la cultura del "working the count". Gli hitters non pensavano all'on-base percentage, ma a girare gli strike. Oggi lanciare contro Oakland o Boston è davvero difficile perchè ti fanno sudare da questo punto di vista. Fino anche solo a 10 anni fa non c'era niente del genere. In più il monte di lancio era alto quanto si voleva. A Los Angeles c'era il "Mount Dodger" come monte di lancio... lanciavano da 3 metri di altezza (si dice che il monte fosse di più di 2 piedi). La zona dello strike era più ampia (soprattutto molto più alta, dove è difficilissimo battere una fastball), i campi erano più grandi (tenendo basse le segnature), le palle erano meno "lively", più pesanti e le mazze lo erano pure (guarda adesso quelle d'acero che sono leggerissime) e soprattutto avevano un "cuore" diverso, che rendeva più difficile battere duramente.
Oggi è uno sport diverso. Il pitcher è sotto molto più stress. Se fa un errore viene punito immediatamente. Negli anni 60 se faceva un errore era un flyout profondo. Oggi è un 3-run home run dopo due basi su ball (che all'epoca erano molto meno "importanti"). Non ci si può permettere di avere un pitcher stanco, senza contare che potevano fare complete games, ma facendo 80 lanci in 2 ore. Oggi la partita dura 3 ore o 3 ore e mezzo, la zona dello strike è piccola, il monte è basso, la battono lontano e se vuoi fare un CG devi sempre andare sopra i 100.
Le cose sono cambiate perchè non funzionavano più, non perchè un giorno i lanciatori sono andati in massa dai manager a dire "guardate che siamo troppo stanchi, vogliamo lanciare di meno". Sono nati i rilievi perchè si è scoperto che dopo 3 ore è meglio mettere uno specialista che altro. Prova a mettere Bob Gibson a St. Louis adesso... lo riempiono di botte. Sarà sempre uno dei migliori, certo, ma se proverà a fare 28 complete games verrà abbattuto dopo il settimo inning per eutanasia dopo 150 lanci prima o poi, quando prima li faceva in 70 quando andava male.
Poi vogliamo ancora dover vedere un talento come Sandy Koufax ritirarsi a 30 anni, dopo soli 5 anni al massimo, perchè gli hanno smontato il braccio? Vogliamo perdere ancora tantissimi giovani con gli infortuni solo perchè così possiamo avere dei pitchers più "duri"? I cambiamenti che ci sono stati non sono autolesionistici (da parte delle squadre) o casuali, ma sono motivati. Il baseball è più competitivo, ed ogni novità (magari la tattica del "working the count") deve avere una contromossa. Ripeto, vogliamo che qualche squadra dica ai propri lanciatori: "Vi paghiamo per lanciare 9 innings, quindi andate fuori e lanciate!" nel baseball di oggi? Va bene, ma con tutte le modifiche che ci sono state a fine stagione:
- Nessuno avrà meno di 6.00 di ERA
- Due si infortuneranno gravemente
- Uno chiuderà la carriera
Io non capisco mai perchè quando i media parlano del fatto che non ci siano più complete games non citano i tantissimi career-ending injuries che c'erano un tempo, o il fatto che nel 1968 la zona dello strike si estendesse fino alle spalle. Una fastball alla gola poteva pure essere uno strike alto. Scusate, ma era
lievemente più facile per i lanciatori... ovvio che lanciassero di più.