d'accordo... pensavo fosse molto peggio invece non è male. chiaro, gli americani sto vizio di far sembrare qualsiasi scontro a fuoco una guerra non se lo levano mai, però nel complesso un 6,5 glielo si da...nefastto wrote: Mamma mia keira in domino![]()
tra l'altro il film non è neanche male
Re: I cinemaniaci
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Re: I cinemaniaci
Ci sono squadre che a certe temperature si squagliano, altre che lievitano. Classe, storia: Milan.
"mr.kerouac [...] sa essere cattivo con pochissime parole". (Angyair)

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Re: I cinemaniaci
Mi sa che vado domani poi.. no, del nudo della Portman non mi importa, anche se lei come attrice mi piace davvero molto. Sarà contento il mio fidanzato :DVic Vega wrote: A me non è piaciuto granchè.
Dietro il grande lavoro tecnico (direttore della fotografia, costumista, scenografi), da me molto apprezzato, il giochino comincia a mostrare un po'la corda e a puzzare di autoreferenzialità (vedi il cameo di Bill Murray).
Cinema vagamente masturbatorio, per dirla tutta, fatto per piacere a quella nicchia di pubblico ed a quella critica che conosce a memoria le opere precedenti di Anderson, e va in brodo di giuggiole nel riconoscere un certo stile di regia, un'inquadratura o anche solo una faccia già utilizzata.
Due sequenze molto belle, IMHO (il tentativo di salvare dei ragazzini che rischiano di annegare, la carrellata finale con tutti i personaggi), per il resto mi è parso un film che vive di equilibri troppo labili, perennemente stralunato e burlesco. Equilibri che trovai mirabili ne I Tenembaum, ma che nelle pellicole successive mi han dato di annacquato.
Per finire, le interpretazioni dei tre protagonisti sono "appiattite" sullo stesso registro semi-catatonico, evidentemente c'è dietro una precisa scelta di regia. Ma anche questo è un elemento che mi ha lasciato interdetto. A dire il vero, un motivo irrefutabile per pagare il biglietto di ingresso c'è, ed è il nudo di Natalie Portman, ma dubito te ne freghi qualcosa.![]()
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dreamtim
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Re: I cinemaniaci
Non so se rientro nel novero degli ammiratori di Anderson, ma mi sa che Vic ci ha dato giù un pò troppo pesante con il Il treno per il Darjeeling.
Il film vale il prezzo del biglietto (cameo della Portman a parte) perchè secondo la mia impalbabile opinione è anni luce avanti rispetto ai prodotti che ci propinano al cinema di solito, mantenendo sempre un piacevole equilibrio tra la pellicola d'autore e la commedia, fregandosene altamente di ammiccare al pubblico, la storia scorre serena e gagliarda, srotolata da un cast che è senza pari. Cast perfetto che è azzeccato dall'ultima comparsa ai treni e alle divise utilizzate, il tutto è curato in ogni dettaglio.
Dalla prima all'ultima inquadratura, è cinema da respirare a pieni polmoni, forse c'è un leggero eccesso di citazioni, qua e là, ma in fondo ogni regista ha il suo trademark, da Pieraccioni a Tarantino allora tutti sono alla ricerca di cinema vagamente masturbatorio (come diceva Vic.) Eppoi è colmo di episodi e di storie parallele, a cui può essere dato un diverso significato in modo del tutto personale, e per una volta tanto non abusano della grande maschera di Billone Murray. Forse qualche limite di sceneggiatura se gli fai le pulci, ma chissenefrega.
In fondo quando sono costretto a stare con parenti e affini nn penso di avere la faccia meno stralunata dei 3 protagonisti :)
io lo promuovo, perfetti anche montaggio e fotografia, l'antidoto piacevole alla maggior parte dei filmacci che infestano i cinema.
E che piace anche ai buzziconi popcornari di turno. (almeno quelli del mio cinema).
Il film vale il prezzo del biglietto (cameo della Portman a parte) perchè secondo la mia impalbabile opinione è anni luce avanti rispetto ai prodotti che ci propinano al cinema di solito, mantenendo sempre un piacevole equilibrio tra la pellicola d'autore e la commedia, fregandosene altamente di ammiccare al pubblico, la storia scorre serena e gagliarda, srotolata da un cast che è senza pari. Cast perfetto che è azzeccato dall'ultima comparsa ai treni e alle divise utilizzate, il tutto è curato in ogni dettaglio.
Dalla prima all'ultima inquadratura, è cinema da respirare a pieni polmoni, forse c'è un leggero eccesso di citazioni, qua e là, ma in fondo ogni regista ha il suo trademark, da Pieraccioni a Tarantino allora tutti sono alla ricerca di cinema vagamente masturbatorio (come diceva Vic.) Eppoi è colmo di episodi e di storie parallele, a cui può essere dato un diverso significato in modo del tutto personale, e per una volta tanto non abusano della grande maschera di Billone Murray. Forse qualche limite di sceneggiatura se gli fai le pulci, ma chissenefrega.
In fondo quando sono costretto a stare con parenti e affini nn penso di avere la faccia meno stralunata dei 3 protagonisti :)
io lo promuovo, perfetti anche montaggio e fotografia, l'antidoto piacevole alla maggior parte dei filmacci che infestano i cinema.
E che piace anche ai buzziconi popcornari di turno. (almeno quelli del mio cinema).
Last edited by dreamtim on 17/05/2008, 0:57, edited 1 time in total.
Onore a Dreamtim. L'Ultimo prototipo di owner neanche preso in considerazione per una produzione di massa, troppo strano per vivere, troppo raro per morire (cit. Dr.Gonzo).


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Re: I cinemaniaci
Vic Vega wrote: A me non è piaciuto granchè.
Dietro il grande lavoro tecnico (direttore della fotografia, costumista, scenografi), da me molto apprezzato, il giochino comincia a mostrare un po'la corda e a puzzare di autoreferenzialità (vedi il cameo di Bill Murray).
Cinema vagamente masturbatorio, per dirla tutta, fatto per piacere a quella nicchia di pubblico ed a quella critica che conosce a memoria le opere precedenti di Anderson, e va in brodo di giuggiole nel riconoscere un certo stile di regia, un'inquadratura o anche solo una faccia già utilizzata.
Due sequenze molto belle, IMHO (il tentativo di salvare dei ragazzini che rischiano di annegare, la carrellata finale con tutti i personaggi), per il resto mi è parso un film che vive di equilibri troppo labili, perennemente stralunato e burlesco. Equilibri che trovai mirabili ne I Tenembaum, ma che nelle pellicole successive mi han dato di annacquato.
Per finire, le interpretazioni dei tre protagonisti sono "appiattite" sullo stesso registro semi-catatonico, evidentemente c'è dietro una precisa scelta di regia. Ma anche questo è un elemento che mi ha lasciato interdetto. A dire il vero, un motivo irrefutabile per pagare il biglietto di ingresso c'è, ed è il nudo di Natalie Portman, ma dubito te ne freghi qualcosa.![]()
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Conoscete il titolo della canzone che ascolta sempre Jack nell'I-Pod?dreamtim wrote: Non so se rientro nel novero degli ammiratori di Anderson, ma mi sa che Vic ci ha dato giù un pò troppo pesante con il Il treno per il Darjeeling.
Il film vale il prezzo del biglietto (cameo della Portman a parte) perchè secondo la mia impalbabile opinione è anni luce avanti rispetto ai prodotti che ci propinano al cinema di solito, mantenendo sempre un piacevole equilibrio tra la pellicola d'autore e la commedia, fregandosene altamente di ammiccare al pubblico, la storia scorre serena e gagliarda, srotolata da un cast che è senza pari. Cast perfetto che è azzeccato dall'ultima comparsa ai treni e alle divise utilizzate, il tutto è curato in ogni dettaglio.
Dalla prima all'ultima inquadratura, è cinema da respirare a pieni polmoni, forse c'è un leggero eccesso di citazioni, qua e là, ma in fondo ogni regista ha il suo trademark, da Pieraccioni a Tarantino allora tutti sono alla ricerca di cinema vagamente masturbatorio (come diceva Vic.) Eppoi è colmo di episodi e di storie parallele, a cui può essere dato un diverso significato in modo del tutto personale, e per una volta tanto non abusano della grande maschera di Billone Murray. Forse qualche limite di sceneggiatura se gli fai le pulci, ma chissenefrega.
In fondo quando sono costretto a stare con parenti e affini nn penso di avere la faccia meno stralunata dei 3 protagonisti :)
io lo promuovo, perfetti anche montaggio e fotografia, l'antidoto piacevole alla maggior parte dei filmacci che infestano i cinema.
E che piace anche ai buzziconi popcornari di turno. (almeno quelli del mio cinema).
Edit: trovata.. "Where Do You Go To (My Lovely)" - Peter Sarstedt. Stupenda.
Last edited by margheritoni10 on 18/05/2008, 12:08, edited 1 time in total.
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Re: I cinemaniaci
Ecco, grazie, la scarico anche io.margheritoni10 wrote: Conoscete il titolo della canzone che ascolta sempre Jack nell'I-Pod?
Edit: trovata.. "Where Do You Go To (My Lovely)" - Peter Sarstedt. Stupenda.
A me il film è piaciuto.. ogni tanto ho sbadigliato devo ammetterlo, ma nel complesso non è malaccio, un 6 glielo dò.
Ah, alla Portman si vede solo il culo.. e le costole (brrrr).
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Re: I cinemaniaci
Gomorra. che mi dite?
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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Re: I cinemaniaci
embè buttalo via :lol2:davidvanterpool wrote: Ecco, grazie, la scarico anche io.
A me il film è piaciuto.. ogni tanto ho sbadigliato devo ammetterlo, ma nel complesso non è malaccio, un 6 glielo dò.
Ah, alla Portman si vede solo il culo.. e le costole (brrrr).
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Re: I cinemaniaci
Purtroppo ne so dire molto poco, ho avuto un crollo di stanchezza e ho dovuto abbandonare il cinema a metà film (ma, credimi, ero veramente in condizioni pietose). Per quello che ho visto ti posso dire che Servillo si riconferma uno dei grandi del cinema nostrano, che lo spettatore si trova faccia a faccia con una realtà di Scampia che nemmeno i vari Report, Annozero sono riusciti a dipingere (non per altro, ma perchè non sono riusciti ad accedervi) e che è bene che ti prepari, ci sono scene che mi hanno veramente sconvolto. Non parlo di fatti di sangue, bensì, per esempio, di bambini che guidano camion pieni di rifiuti tossici. E stavolta non puoi dirti : "beh, tanto è solo un film", no, è la realtà, la realtà di un Paese che per certi aspetti andrebbe annoverato tra quelli del Terzo Mondo. Che vergogna. Buona visione.Paperone wrote: Gomorra. che mi dite?
Nam Sibyllam quidem Cumis ego ipse oculis meis vidi in ampulla pendere,
et cum illi pueri dicerent: Σίβυλλα τί θέλεις; respondebat illa: ἀποθανεῖν θέλω.
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Re: I cinemaniaci

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Re: I cinemaniaci
dio mio guardate il profilo della moglie di woody... madonna ma non c'era nulla di meglio nella mela da sposare con i soldi che si ritrova?


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Re: I cinemaniaci
Un paio di sere fa ho visto In Bruges, primo lungometraggio di Martin McDonagh.
Due sicari, dopo un lavoretto svolto a Londra, vengono inviati dal loro mandante nella città belga di Bruges, per restarci fino a quando le acque non si saranno calmate. Il più anziano dei due entra subito in sintonia con il meraviglioso borgo medioevale, mentre il più giovane inizia a maturare un profondo disagio nei confronti dell'ambiente circostante, oltre che un tremendo rimorso per un errore commesso. Fanno strani incontri (un terzetto di turisti americani spaventosamente obesi, un canadese attaccabrighe, una truccatrice che arrotonda rapinando i turisti con l'ex fidanzato skinhead, un nano raffinato, tossicodipendente e puttaniere), ma la situazione precipita quando il killer più anziano riceve un ordine dall'Inghilterra...
Strano pesce, questo film di McDonagh. Parte quasi come un buddy movie, puntando su un contrasto di caratteri già visto, ma sempre gustoso: il compassato, maturo, riflessivo Ken (interpretato dal caratterista di razza Brendan Gleason), e l'esuberante, rozzo, arrogante Ray (Colin Farrell, di cui ho letto in una recensione che il sodalizio con Allen l'avrebbe assai migliorato....beh, condivido). Sprazzi di commedia, eccellente atmosfera da vecchia Europa....poi, però, il copione si complica, si scivola lentamente nel dramma morale, la tensione sale man mano che i protagonisti sprofondano in una situazione apprentemente senza uscita...fino alla splendida sequenza finale: suggestiva, crudele, grottesca, violentissima, sospesa.
Ho particolarmente apprezzato il trio di protagonisti: Gleason, solida tempra di attore con una lunga gavetta alle spalle; Farrell, che crea con il collega più anziano una speciale alchima, ed è a mio parere ormai lontano dall'essere semplicemente una bella faccia da schiaffi; Ralph Fiennes, magari un po' gigione e manieristico (ed il ruolo balzano che gli è affidato ben si presta), ma sempre abile ad illuminare la scena con il suo carisma.
Molto arguti e spiazzanti i dialoghi, opera dello stesso regista, che rivelano la sua formazione teatrale, al pari della estrema "pulizia" della messa in scena; meravigliosa la fotografia, che rende tutto il fascino della cittadina belga, ma anche lo straniamento dei protagonisti nei confronti di essa.
Difetti?
La difficoltà di catalogarlo in un genere, visto che In Bruges è destinato a deludere sia chi si aspetti una commedia tout court, sia chi si attenda una feroce e movimentata vicenda di killers. Non è un difetto di per se, ma potrebbe scoraggiare qualche spettatore (dopo un quarto d'ora abbondante, ed in generale prima che si scopra il misfatto che è all'origine del malessere di Ray, si fa fatica a comprendere dove la pellicola voglia andare a parare.).
Ed una parentesi sentimentale probabilmente non necessaria all'economia della trama.
Ma mi sento di consigliarlo a chi ami la buona scrittura anche al cinema.
Due sicari, dopo un lavoretto svolto a Londra, vengono inviati dal loro mandante nella città belga di Bruges, per restarci fino a quando le acque non si saranno calmate. Il più anziano dei due entra subito in sintonia con il meraviglioso borgo medioevale, mentre il più giovane inizia a maturare un profondo disagio nei confronti dell'ambiente circostante, oltre che un tremendo rimorso per un errore commesso. Fanno strani incontri (un terzetto di turisti americani spaventosamente obesi, un canadese attaccabrighe, una truccatrice che arrotonda rapinando i turisti con l'ex fidanzato skinhead, un nano raffinato, tossicodipendente e puttaniere), ma la situazione precipita quando il killer più anziano riceve un ordine dall'Inghilterra...
Strano pesce, questo film di McDonagh. Parte quasi come un buddy movie, puntando su un contrasto di caratteri già visto, ma sempre gustoso: il compassato, maturo, riflessivo Ken (interpretato dal caratterista di razza Brendan Gleason), e l'esuberante, rozzo, arrogante Ray (Colin Farrell, di cui ho letto in una recensione che il sodalizio con Allen l'avrebbe assai migliorato....beh, condivido). Sprazzi di commedia, eccellente atmosfera da vecchia Europa....poi, però, il copione si complica, si scivola lentamente nel dramma morale, la tensione sale man mano che i protagonisti sprofondano in una situazione apprentemente senza uscita...fino alla splendida sequenza finale: suggestiva, crudele, grottesca, violentissima, sospesa.
Ho particolarmente apprezzato il trio di protagonisti: Gleason, solida tempra di attore con una lunga gavetta alle spalle; Farrell, che crea con il collega più anziano una speciale alchima, ed è a mio parere ormai lontano dall'essere semplicemente una bella faccia da schiaffi; Ralph Fiennes, magari un po' gigione e manieristico (ed il ruolo balzano che gli è affidato ben si presta), ma sempre abile ad illuminare la scena con il suo carisma.
Molto arguti e spiazzanti i dialoghi, opera dello stesso regista, che rivelano la sua formazione teatrale, al pari della estrema "pulizia" della messa in scena; meravigliosa la fotografia, che rende tutto il fascino della cittadina belga, ma anche lo straniamento dei protagonisti nei confronti di essa.
Difetti?
La difficoltà di catalogarlo in un genere, visto che In Bruges è destinato a deludere sia chi si aspetti una commedia tout court, sia chi si attenda una feroce e movimentata vicenda di killers. Non è un difetto di per se, ma potrebbe scoraggiare qualche spettatore (dopo un quarto d'ora abbondante, ed in generale prima che si scopra il misfatto che è all'origine del malessere di Ray, si fa fatica a comprendere dove la pellicola voglia andare a parare.).
Ed una parentesi sentimentale probabilmente non necessaria all'economia della trama.
Ma mi sento di consigliarlo a chi ami la buona scrittura anche al cinema.
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Re: I cinemaniaci
bene, sono intenzionato a vederlo e questa recensione mi ha favorevolmente intrigatoVic Vega wrote: Un paio di sere fa ho visto In Bruges, primo lungometraggio di Martin McDonagh.
Due sicari, dopo un lavoretto svolto a Londra, vengono inviati dal loro mandante nella città belga di Bruges, per restarci fino a quando le acque non si saranno calmate. Il più anziano dei due entra subito in sintonia con il meraviglioso borgo medioevale, mentre il più giovane inizia a maturare un profondo disagio nei confronti dell'ambiente circostante, oltre che un tremendo rimorso per un errore commesso. Fanno strani incontri (un terzetto di turisti americani spaventosamente obesi, un canadese attaccabrighe, una truccatrice che arrotonda rapinando i turisti con l'ex fidanzato skinhead, un nano raffinato, tossicodipendente e puttaniere), ma la situazione precipita quando il killer più anziano riceve un ordine dall'Inghilterra...
Strano pesce, questo film di McDonagh. Parte quasi come un buddy movie, puntando su un contrasto di caratteri già visto, ma sempre gustoso: il compassato, maturo, riflessivo Ken (interpretato dal caratterista di razza Brendan Gleason), e l'esuberante, rozzo, arrogante Ray (Colin Farrell, di cui ho letto in una recensione che il sodalizio con Allen l'avrebbe assai migliorato....beh, condivido). Sprazzi di commedia, eccellente atmosfera da vecchia Europa....poi, però, il copione si complica, si scivola lentamente nel dramma morale, la tensione sale man mano che i protagonisti sprofondano in una situazione apprentemente senza uscita...fino alla splendida sequenza finale: suggestiva, crudele, grottesca, violentissima, sospesa.
Ho particolarmente apprezzato il trio di protagonisti: Gleason, solida tempra di attore con una lunga gavetta alle spalle; Farrell, che crea con il collega più anziano una speciale alchima, ed è a mio parere ormai lontano dall'essere semplicemente una bella faccia da schiaffi; Ralph Fiennes, magari un po' gigione e manieristico (ed il ruolo balzano che gli è affidato ben si presta), ma sempre abile ad illuminare la scena con il suo carisma.
Molto arguti e spiazzanti i dialoghi, opera dello stesso regista, che rivelano la sua formazione teatrale, al pari della estrema "pulizia" della messa in scena; meravigliosa la fotografia, che rende tutto il fascino della cittadina belga, ma anche lo straniamento dei protagonisti nei confronti di essa.
Difetti?
La difficoltà di catalogarlo in un genere, visto che In Bruges è destinato a deludere sia chi si aspetti una commedia tout court, sia chi si attenda una feroce e movimentata vicenda di killers. Non è un difetto di per se, ma potrebbe scoraggiare qualche spettatore (dopo un quarto d'ora abbondante, ed in generale prima che si scopra il misfatto che è all'origine del malessere di Ray, si fa fatica a comprendere dove la pellicola voglia andare a parare.).
Ed una parentesi sentimentale probabilmente non necessaria all'economia della trama.
Ma mi sento di consigliarlo a chi ami la buona scrittura anche al cinema.

Però, fra tutti menzione d'onore per Nefastto, più subdolo e convincente, meno palese e più credibile di tutti nei suoi interventi.(Dazed)
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Re: I cinemaniaci
Suvvia... anche lui non è propriamente brad pitt. :Dmr.kerouac wrote: dio mio guardate il profilo della moglie di woody... madonna ma non c'era nulla di meglio nella mela da sposare con i soldi che si ritrova?

"Mentre gli altri disegnano spam Dazed dipinge su tela."(Sine)
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