polpaol wrote:
evitiamo generalizzazioni da ambo le parti però che adesso il male del calcio sia uno che tiene in mano un due aste e che per questo venga diffidato lo trovo più da corea del nord che da paese democratico.
Ps:ma con questa regola io quanti hanni mi prendevo per il due aste "hellas verona son mato par la mona"
Tifoso morto, legale agente: pallottola fu deviata da rete
FIRENZE (Reuters) - Dalla perizia balistica depositata stamani per l'indagine sulla morte di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio morto lo scorso 11 novembre, si evince inquivocabilmente che la pallottola che ha ucciso il giovane dj sia stata deviata da una rete nei pressi di un autogrill sull'autostrada A1.
Lo ha detto oggi il legale dell'agente Luigi Spaccarotella, accusato di omicidio volontario.
"C'è la certezza inequivocabile che pallottola è stata deviata sulla rete", ha spiegato oggi l'avvocato Francesco Molino.
Sandri è rimasto ucciso da un colpo sparato da Spaccarotella mentre due gruppi di tifosi -- uno di laziali e uno di juventini -- avevano ingaggiato uno scontro in un autogrill vicino ad Arezzo.
Intanto il prossimo 27 febbraio l'agente verrà interrogato dai magistrati che seguono le indagini.
Stando alla ricostruzione fornita allora dalla questura di Arezzo, l'agente Spaccarotella aveva sparato dalla carreggiata opposta dell'autostrada dopo avere visto la rissa in corso. Il colpo sarebbe partito quando le auto erano già in movimento.
10 ultras del Padova arrestati per aggressione con mazze ad un paio di tifosi della Cremonese, all'Autogrill di Soave, dopo la partita Padova-Cremonese.
Sono partiti da Padova, seguendo il pullman, hanno aspettato che si fermasse e si sono presentati in 10 con mazze e bastoni, picchiando un tipo talmente tanto che gli hanno dovuto asportare la milza..
Ne conosco 6 di questi 10, 3 addirittura molto bene visto che in vari periodi sono stati compagni di tornei di calcio o calcetto.
Gentaglia, sempre pronta alla violenza. La curva cosa dice? Solidarietà agli arrestati....
Teo wrote:
Sono partiti da Padova, seguendo il pullman, hanno aspettato che si fermasse e si sono presentati in 10 con mazze e bastoni, picchiando un tipo talmente tanto che gli hanno dovuto asportare la milza..
ok, però, sempre e solo per dovere di cronaca, è sempre meglio precisare alcune cose...
«Erano in cinque. Hanno attraversato di corsa il piazzale passando tra le auto in sosta alle pompe, inseguiti a breve distanza da un’altra ventina di ragazzi – racconta al quotidiano L’Arena, Paolo Faggionato, che lavora nel distributore Agip - le telecamere posizionate sulla tettoia hanno quasi sicuramente ripreso il gruppo perché il raggio di azione del sistema di controllo si allunga oltre la zona coperta. Quelli che scappavano avevano un’età tra i 20 e i 25 anni».
Faggionato domenica era di servizio: «I cinque non indossavano né berretti, né sciarpe di qualche tifoseria. Erano vestiti con pantaloni e giubbotti. Avevano le mani libere. Non ho visto né spranghe, né bottiglie, né caschi. Neppure gli altri venti avevano particolari segni di riconoscimento».
Secondo quanto ha visto Paolo Faggionato le automobili degli aggressori erano almeno tre: «Erano posteggiate tre auto. Non so dire da che ora di trovassero lì. Alle portiere di due dei tre veicoli erano appoggiati due ragazzi. Il conducente dell terza macchina forse era già al posto di guida.
Quando i cinque hanno raggiunto gli amici, sono saliti tutti velocemente a bordo delle auto partendo a tutta velocità. Cinque minuti dopo sono giunte l’ambulanza e le pattuglie delle forze dell’ordine. Ho saputo dagli agenti, che hanno immediatamente raccolto le prime testimonianze, quel che era capitato fuori dall’Autogrill, cioè che era stata rotta una bottiglia in testa ad un ragazzo e che era stato ricoverato al pronto soccorso». (cremonaweb, mi pare)
Sempre perche' bisogna difendere le persone a modo vero Shaq? Cos'è, lo spirito di appartenenza?
Comunque ripeto molti di loro li conosco benissimo, Ciccio Benessere era stato un capo della curva negli anni del Padova di Albertini e Di Livio, si era fatto della galera per i fatti di Padova-Vicenza e Lucchese-Padova, poi si era allontanato, ma ultimamente era ritornato.
Red era diffidato 3 anni e girava gli stadi (l'ho trovato fuori dal Bentegodi nel famoso Verona-Genoa) in cerca di risse.
Gli altri erano gente che ha pestato un tipo della curva perchè ha osato criticare l'atteggiamento durante la partita dei capetti.
Sono tipi che non mettono quasi mai la sciarpa, vanno vestiti normali, tutta gente tra i 30 e i 35 anni.
Ti posso assicurare che quei 10 c'erano e che avevano un paio di mazze da baseball e che il tipo alla fine della fiera è senza la milza.
Però solidarietà da parte della curva, perchè tutti uniti si vince! Poi Cestaro fa il moralista, ma alle partite va in mezzo agli stessi e gli regala pure biglietti a manetta.
Teo wrote:
Sempre perche' bisogna difendere le persone a modo vero Shaq? Cos'è, lo spirito di appartenenza?
no, sempre perchè non si può dire sempre qualsiasi cosa... scusa allora se uno uccide qualcuno possiamo mettergli sul groppone tutto ciò che vogliamo? dai su... che i giornali e la gente si limitino ad esporre i fatti, il che sarebbe il lavoro dei primi e il buonsenso dei secondi...
Comunque ripeto molti di loro li conosco benissimo, Ciccio Benessere era stato un capo della curva negli anni del Padova di Albertini e Di Livio, si era fatto della galera per i fatti di Padova-Vicenza e Lucchese-Padova, poi si era allontanato, ma ultimamente era ritornato.
Red era diffidato 3 anni e girava gli stadi (l'ho trovato fuori dal Bentegodi nel famoso Verona-Genoa) in cerca di risse.
Gli altri erano gente che ha pestato un tipo della curva perchè ha osato criticare l'atteggiamento durante la partita dei capetti.
Sono tipi che non mettono quasi mai la sciarpa, vanno vestiti normali, tutta gente tra i 30 e i 35 anni.
Ti posso assicurare che quei 10 c'erano e che avevano un paio di mazze da baseball e che il tipo alla fine della fiera è senza la milza.
Però solidarietà da parte della curva, perchè tutti uniti si vince! Poi Cestaro fa il moralista, ma alle partite va in mezzo agli stessi e gli regala pure biglietti a manetta.
ok, la precisazione comunque non serviva, se avevo qualcosa da dire avrei quotato il tuo messaggio sopra, e in ogni caso sono cose che non mi riguardano...
si però ragazzi qua credo che i conti non tornino eh, allora che tra i tifosi, i cosidetti ultrà ci sia un bel pò di gente che sfrutta il calcio solo per poter fare i porci comodi suoi è fuor di dubbio, però che anche tra le forze dell'ordine si aggiri gente che si copre e si fa scudo di una divisa e tutto quello che significa per potersela spassare o perlomeno farsi parare il culo in caso di cazzate non vi sembra oramai una realtà e non una maldicenza o un luogocomune?
In Italia ciclicamente ogni paio di anni succede qualche tragedia, qualche disgazia, con qualcuno che ci rimane sotto ma senza mai nessuno che paghi le proprie colpe, senza partire da Pinelli, mi ricordo di Giuliani e calcinacci o estintori devianti (per non parlare della sceneggiata dell'"lo hai ucciso tu, ti ho visto io la tua pietra lo ha ammazzato, sempre pronti a pararsi il culo a vicenda....), di molotov apparse e poi scomparse, di torture degne del Cile di Pinochet a Bolzaneto, del povero Aldovrandi che si spacca i manganelli tirandoseli in testa da solo, di sedicenni che non si fermano al posto di blocco magari semplicemente per non farsi sequestrare il "mezzo" ma casualmente e vengono raggiunti da un proiettile, adesso siamo arrivati alla rete che devia un colpo sparato dall'ennessimo agente innocente che per proteggere il popolo italiano fa esplodere un colpo di pistola a rissa più che conclusa,. Bah non so a che pensare.
Forse, anzi sicuramente, sono fuori topic, però certe cose non lasciano il dubbio solo a chi non vuole avere dubbi.
chiedo scusa se sono off topic, quello che volevo dire è che alla fine, e una e due e tre poi si arriva in una situazione in cui qualche dubbio comincia ad arrivarti, tutto qui.
Non ne parlo più su questo topic, dico solo che però certe cose che sono avvenute in passate quantomeno e purtroppo, ti fanno vivere la "tragedia di Arezzo" (per richiamarmi al topic) con quella disillusione e con quella sensazione di deja vu che ti fa cadere le braccia.
Per cui non dico giustificate, ma perlomeno date il beneficio del dubbio a quelli che dicono "proiettile deviato dalla rete? eh si, come no!"
Magari proprio stavolta è andata così ma tutta una serie di cose avvenute in passato ti fanno pensare, perlomeno alla legge dei grandi numeri.
partiamo da un articolo di corriere.it, che peraltro avevo già letto qualche giorno fa sulla gazzetta (cartacea)...
Il racconto della testimone dell'omicidio del tifoso laziale, ucciso sulla A1
"Puntò la pistola verso quell'auto. La teneva con entrambe le mani. Poi sparò"
Sandri, la superteste giapponese
"L'agente mirò per 10 secondi"
dal nostro inviato MARINO BISSO
Sandri, la superteste giapponese: "L'agente mirò per 10 secondi"
I rilievi sull'auto su cui viaggiava Gabriele Sandri
AREZZO - "Quel poliziotto prima di sparare puntò l'arma e prese la mira per dieci secondi...". È l'accusa della supertestimone dell'omicidio di Gabriele Sandri. Ma non solo: cinque giorni prima aveva superato con giudizio positivo l'addestramento al poligono di tiro. Era il 6 novembre 2006, qualche giorno dopo, domenica 11, l'agente della polstrada Luigi Spaccarotella estrasse la pistola d'ordinanza e sparò contro l'auto con a bordo Gabriele Sandri uccidendo il 28enne tifoso della Lazio.
"Non fu un colpo accidentale. Quell'agente mirò prima di premere il grilletto" hanno sempre sostenuto i famigliari di Sandri, assistiti dall'avvocato Michele Monaco. Una ricostruzione fatta propria dal pm Giuseppe Ledda che, a chiusura delle indagine, ha confermato l'imputazione di "omicidio volontario". Una conclusione basata su alcune dichiarazioni. Ad accusare il giovane poliziotto sono due donne e in particolare un'operatrice turistica giapponese che per caso quella domenica si trovava nell'area di servizio di Badia al Pino sull'A1, vicino ad Arezzo. Keiko H., 42 anni, è la supertestimone dell'inchiesta sull'uccisione di "Gabbo". Il 15 novembre ha raccontato la sua verità agli investigatori della guardia di finanza e ora le sue dichiarazioni sono finite tra le migliaia di pagine depositate dalla Procura di Arezzo.
"Dopo aver fatto colazione - si legge sul verbale - uscivo dall'autogrill per fumare una sigaretta nel piazzale antistante. All'improvviso sentii uno sparo. Ma non capivo la provenienza. Vidi allora dei ragazzi, dall'altra parte dell'autostrada, scappare e correre verso delle autovetture. Successivamente vidi i due poliziotti correre verso di me e in particolare uno dirigersi verso l'estremità del piazzale mentre dall'altra parte i ragazzi salivano su un'autovettura di colore chiaro. Il poliziotto dopo essersi fermato puntava una pistola tenendola con entrambe le mani protese in direzione dell'autovettura e dopo circa dieci secondi sparava. Ricordo bene il momento dello sparo: l'autovettura era in movimento e anche dopo proseguiva la marcia. A quel punto, impaurita, mi sono recata verso il pullman sul quale viaggiavo".
La versione della giovane giapponese trova conferma anche dal racconto da una cassiera dell'autogrill. La donna però riferisce di aver sentito uno solo sparo. "All'interno del market un mio collega aiutava a fare delle fotocopie, dopo alcuni minuti l'agente è uscito. Dopo un quarto d'ora udivo il suono di una sirena. Allora uscivo dal locale e vidi che c'erano due auto della polizia. Nell'area di servizio opposta vedevo delle persone correre con in mano dei bastoni o qualcosa di simile e raggiungere un'autovettura e saliti a bordo partire in direzione nord".
La dipendente dell'autogrill racconta poi il momento dello sparo. "In quell'istante uno dei poliziotti mi è passato davanti. Giunto alla fine del guardrail, all'altezza di un cumulo di terra smossa, ha disteso entrambe le mani impugnando la pistola. Ha aspettato che quell'auto imboccasse la rampa che da accesso all'autostrada e poi ho udito un colpo di pistola. E mentre l'auto continuava il suo viaggio, il poliziotto è tornato sui suoi passi, sempre correndo, e ha raggiunto i suoi colleghi". E ancora: "Non ho notato assolutamente se il poliziotto durante la corsa, sia all'andata che al ritorno, avesse in mano una pistola che, ripeto, gli ho visto impugnare solo poco prima della sparo". (11 marzo 2008)
poi un altro articolo, sempre stessa fonte, che riguarda indirettamente questa vicenda:
Inseguimento nel centro di Giarre. L'Arma: "Nella concitazione è partito un colpo"
Trentun anni la vittima; 19 il complice, arrestato. I parenti: "Sono assassini"
Catania, ladro di moto in fuga
ucciso dai carabinieri
Catania, ladro di moto in fuga ucciso dai carabinieri
CATANIA - Un colpo di pistola partito dall'arma di un carabiniere ha ucciso un ladro di motorini a Giarre, in provincia di Catania. Giovanni Grasso aveva 31 anni; viaggiava in sella ad uno scooter con un complice poco più che maggiorenne. Erano stati intercettati da una gazzella mentre attraversavano il centro del paese. Durante l'inseguimento, il carabiniere ha esploso in aria quattro colpi di pistola ma i fuggitivi, per evitare di essere fermati, hanno invaso la corsia opposta rischiando di scontrarsi frontalmente con un'auto.
Sono finiti a terra e quando il militare è sceso dall'auto per arrestarli "nella concitazione è partito un colpo", come ha detto il comandante provinciale dei carabinieri. Il proiettile ha colpito Giovanni Grasso alla testa: è morto poco dopo al pronto soccorso. La madre della vittima in ospedale è stata colta da malore. "Voglio sapere chi è quel carabiniere che ha sparato a mio figlio; voglio guardarlo in faccia" ha detto la donna, mentre altri parenti urlavano contro i carabinieri: "Sono degli assassini".
La procura di Catania ha aperto un'inchiesta. Il giovane complice della vittima è stato arrestato; come Giovanni Grasso, era stato già segnalato per furti. Lo scooter rubato aveva la targa di un altro ciclomotore. (28 febbraio 2008)
lo schema come si può vedere è sempre quello: colpo accidentale, screditiamo la vittima (cosa ci interesserà che questo era già stato segnalato per furti devo ancora capirlo), indagheremo, processeremo, puniremo, uccideremo ancora... :D
peraltro è interessante come questi colpi accidentali non colpiscano mai la gamba o il braccio ma sempre la testa, vorrei averla io una mira accidentale di questo tipo...! ed è altrettanto interessante notare come le "mele marce" da una siano diventate già due...
passiamo ad un altro articolo non strettamente legato ad arezzo, ma molto "chiarificatrice"... il commento finale non è mio, l'ho copiato pari pari, ma ovviamente mi trova perfettamente d'accordo...
I tifosi che hanno deciso di non patteggiare escono indenni dal processo
Derby: ultras assolti, scontro a Palazzo
Sarah Martinenghi
Il procuratore: "Siamo stupiti, impugneremo la sentenza" La procura aveva scelto la linea dura e aveva chiesto condanne esemplari per gli ultras arrestati nella zona dello stadio Olimpico subito prima del derby del 30 settembre. Ma la prima tranche del processo per direttissima contro una ventina di tifosi arrestati dai carabinieri, si è conclusa ieri con una decisione clamorosa: tutti gli imputati che avevano scelto di non patteggiare e di essere giudicati con rito abbreviato sono stati assolti per non aver commesso il fatto, tranne uno. Oggi è prevista l´udienza per il secondo gruppo, una decina di facinorosi che erano stati arrestati dalla polizia: la decisione dei giudici Bellone, Perelli e Meroni rischia inevitabilmente di influenzare anche questo processo parallelo.
Dodici patteggiamenti a un anno e due mesi, sette assoluzioni e una sola condanna, per Sergio Bruni, a un anno e quattro mesi: è la decisione dei giudici della prima sezione che hanno impiegato dieci camere di consiglio per emettere il loro verdetto, arrivando poi ad assolvere con formula dubitativa. La procura è rimasta duramente colpita da questa sentenza: «Siamo molto stupiti, impugneremo immediatamente». Dietro la dichiarazione tranchant del procuratore capo Marcello Maddalena, si nasconde tutta l´amarezza dei pm Paola Stupino e Carlo Pellicano che avevano condotto il processo profondamente convinti di avere nelle loro mani prove schiaccianti, e non solo indizi, della colpevolezza degli imputati. E´ stata una direttissima decisamente fuori dal comune quella che si è svolta in quasi sei mesi: gli scontri tra accusa e difesa sono stati molto accesi, e hanno coinvolto anche il procuratore aggiunto Francesco Saluzzo sceso in aula al fianco dei suoi sostituti per dare maggior peso alle ragioni della procura. Le accuse erano quelle di lesioni, resistenza, lancio di oggetti contundenti, istigazione a delinquere e danneggiamenti: i pm avevano chiesto inizialmente due anni di carcere, poi un anno e quattro mesi in abbreviato.
I difensori contestavano in particolare il fatto che fosse stato redatto dai carabinieri un verbale di arresto cumulativo. Visionando attentamente i filmati, alcuni avvocati, in particolare Monica Arossa, si erano accorti che le immagini che ritraevano i tifosi non risultavano omogenee, ma erano presenti alcune interruzioni: il filmato era stato riportato su una cassetta che conteneva già la registrazione di un corteo avvenuto i primi di settembre. Inoltre, secondo i legali, quegli stessi filmati non mostravano gli imputati durante momenti di scontri. Dopo alcune difficoltà nel riuscire a reperire e visionare i filmati originali, c´era stato un ulteriore colpo di scena: un sottufficiale della guardia di Finanza avevano fornito una versione sugli scontri differente dai carabinieri, che rafforzava ulteriormente la tesi dei difensori: «Quando abbiamo detto ai ragazzi di fermarsi loro l´hanno fatto, non ci sono stati momenti di violenza o tensione» avevano spiegato il finanziere. La procura aveva persino chiesto gli atti per poter procedere contro di loro per falsa testimonianza, ma i giudici hanno assolto gli imputati con il secondo comma (la vecchia insufficienza di prove) «salvando» così anche i due agenti da eventuali ripercussioni. «A questa sentenza si è giunti con un´attenta visione dei filmati - ha spiegato l´avvocato Arossa, il legale esperta di incidenti di stadio - sono davvero soddisfatta perché non doveva passare il messaggio che si possa arrestare un intero gruppo di persone con un verbale cumulativo».
La cosa bella è che non riescono a concepire che per essere condannati sia necessario essere colpevoli, anche se si è ultras!
inoltre leggendo queste notizie da corriere.it, ho notato come nella barra laterale trovino spazio dei link-cronologia sulla vicenda arezzo, quindi non posso esimermi dal prenderne spunto per fare una breve cronologia... (breve e usando pochi pezzi perchè ad usarli tutti o quasi ci sarebbe da ridere più di quanto di vorrebbe/dovrebbe)
- 12 novembre:
L'agente con la sua deposizione cerca di attenuare la propria posizione. "Non ho mirato a nessuno - spiega il poliziotto - ho sparato un colpo in aria e poi mi è partito un secondo colpo mentre correvo". Il questore difende il suo uomo e scarta l'ipotesi della volontarietà: ''Escludo l'idea che un poliziotto normalmente idoneo al servizio e all'uso delle armi spari volontariamente per ammazzare uno''. Quanto alla possibilità che l'agente abbia creato un danno più grande di quanto volesse il capo della polizia areatina prova a spiegare: "Ammesso che non avesse voluto sparare in aria e sia scivolato o chissà che cosa, nel caso in cui avesse voluto sparare alle gomme o al motore...''. E dopo la strana ricostruzione per cui due colpi sparati in aria uccidevano un giovane uomo dentro un'auto Giacobbe finalmente ammette: "Almeno uno dei due colpi è stato sparato ad altezza d'uomo".
- 13 novembre: Il ministro ammette lo sbaglio dell'agente e i ritardi nel fornire la versione giusta ma sottolinea le responsabilità degli ultrà e di uno sport malato: "Aspettavano solo un pretesto"
...pochissimi punti fermi sulla dinamica che ha portato all'uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri, ma molte certezze sul contesto che l'hanno prodotta e sulla reazione scatenata subito dopo dagli ultrà di mezza Italia...
"Sembra accertato", ha spiegato Amato, che il poliziotto "sparò con le braccia tese". Un elemento importante ma non sufficiente a fare piena luce."Non conosco ancora la verità, l'accerterà la magistratura", ha ammesso Amato. Le certezze riguardano invece il comportamento della polizia, che il ministro ha difeso con forza. "Il Viminale - ha assicurato - non ha occultato nulla, non avevamo interesse ad occultare, per noi sarebbe stato meglio far sapere tutto il prima possibile" (infatti alla radio le prime notizie erano di scontri con gli juventini e conseguente accoltellamento, ma forse mi sbaglio io). Amato ammette quindi i ritardi e le incertezze avvenute domenica nel fornire informazioni chiare su quanto era accaduto, ma, mette in guardia, anche se tutto fosse stato detto in tempo "assai difficilmente avrebbe impedito ai violenti di fare occasione per un ritorno alla violenza".
...ha osservato, "non sarebbe morto se un poliziotto non avesse sparato, e questo è comunque imperdonabile, ma non sarebbe morto neppure se i tifosi di due squadre diverse, incontrandosi in un autogrill, non si cimentassero in risse ma bevessero un caffè insieme". (e questa, mi spiace, ma è la migliore di tutte, chissà se avrebbe avuto lo stesso coraggio di fare una dichiarazione simile per altre situazioni, anche non troppo lontane nel tempo, che non riguardano il calcio...)
- 14 novembre:
Quanto ai tanti dubbi sul capo d'imputazione, il procuratore capo ha spiegato che "può cambiare, dal meno si va al più, non dal più al meno. Per ora è rimasto invariato"
In serata, poi, sono comparsi davanti al gip Guido Salvini due ultras dell'Inter, di 20 e 18 anni. Pesantissima per loro l'accusa: istigazione a commettere reati contro la personalità interna e internazionale dello Stato per aver scritto sulle pareti della biglietteria nord del piazzale dello stadio di San Siro: "Gabriele vive", "Da ora in poi a domenica è sinonimo di violenza", "Acab", "10-100-1000 Raciti", "Morte agli sbirri" e "Sbirri assassini"... (comportamenti veramente pesantissimi!)
15 novembre:
L'avvocato Francesco Molino, difensore del poliziotto annuncia battaglia (''Ci difenderemo a denti stretti, c'è qualcosa che non torna''), e rivela che Spaccarotella nega di aver sparato direttamente, "cioè mirando alla persona".
Secondo il procuratore capo di Arezzo Ennio Di Cicco, "i coltelli e un ombrello mezzo rotto" trovati nell'area di servizio ''evidentemente erano degli occupanti della macchina dove c'era Sandri"
Durante la trasmissione di Santoro Annozero, il giornalista Sandro Ruotolo ha svelato che nelle tasche di Gabriele Sandri, al momento dell'ispezione del corpo prima dell'autopsia, sono state trovate due pietre
16 novembre:
E quando il colpo assassino è partito, "Gabbo" non stava dormendo. Perché dai suoi indumenti, nell'obitorio di Arezzo, sarebbero saltati fuori due sassi "verosimilmente" caricati alla partenza da Roma.
Ieri, al capo della Polizia Antonio Manganelli è stata dunque consegnata da chi, tra i suoi funzionari, ha lavorato all'indagine, quella che viene proposta come "la ricostruzione definitiva" dei fatti.
Anche quella domenica mattina, alcuni dei nove viaggiano con "lame", sassi, biglie, fibbie. Armi buone per il corpo a corpo, che verranno ritrovate in terra, dopo le 9.15, sull'asfalto dell'autogrill Badia al Pino est e che a loro vengono attribuite dalla polizia sulla base delle impronte digitali.
Spaccarotella sostiene di aver "brandeggiato" l'arma in direzione dell'auto intimando l'alt e, in quel momento, di aver sentito partire il colpo ("Avevo il braccio destro teso e la mimica di chi vuole fermare qualcuno in fuga"). Il Dipartimento non gli crede. Non crede al "brandeggiamento" dell'arma.
''Di sassi non ne sono stati trovati, ma solo microformazioni calcaree'', dice l'avvocato di Sandri.
"Non esiste - ha continuato - che vengano pubblicati articoli che infangano il nome di mio fratello che era una persona meravigliosa, come invece successo. Un giornalista - ha continuato - ha indicato che Gabriele è stato diffidato, processato nel 2002 e assolto con uno stratagemma e che poi è stato combinato un Daspo. Questa - ha concluso - è tutta una farneticazione".
24 novembre:
Perquisizioni e arresti a Roma. La Digos della Capitale ha fermato, su disposizione del pool antiterrorismo, tre ultras nell'ambito delle indagini sugli incidenti seguiti alla morte di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso l'11 novembre nella stazione di servizio di 'Badia al Pino' nei pressi di Arezzo. A due dei fermati è stata contestata l'aggravante del terrorismo, legata agli assalti alle caserme della polizia avvenuti nella capitale la notte di domenca 11.
4 dicembre: Non c'è l'aggravante del terrorismo per i due ultrà arrestati a Roma la sera dell'11 novembre, dopo l'assalto alla caserma di polizia di via Guido Reni a Roma seguito alla morte in un autogrill di Arezzo del tifoso Gabriele Sandri. Lo ha deciso il tribunale del Riesame.
19 dicembre:
Stando alle prime analisi chimiche effettuate sul proiettile che lo scorso 11 novembre ha ucciso il tifoso laziale diretto a Milano, il colpo sparato dall'agente della Polstrada Luigi Spaccarotella prima di andare a bersaglio non sarebbe stato deviato da nessun urto.
15 febbraio:
La perizia balistica sul proiettile che ha ucciso il tifoso laziale Gabriele Sandri conferma che il colpo di pistola è stato deviato.
Per i difensori di Spaccarotella, Molino e Gianpiero Renzo, l'agente non avrebbe mirato verso l'auto dei tifosi laziali e lo sparo sarebbe partito accidentalmente, dopo un primo colpo in aria per fermare una rissa fra tifosi laziali e juventini. (quindi, dopo essergli partito "accidentalmente" un colpo, gliene parte pure un altro, sempre "accidentalmente" ovviamente...)
ma aggiorniamo anche qua, perchè no... son notizie nuove, ma basta indietreggiare un pò col topic per capire che era già tutto chiaro fin dall'inizio... per molti non ancora evidentemente... vabbè parlano i fatti:
ROMA- Luigi Spaccarotella, l'agente di polizia che ha ucciso il tifoso della Lazio Gabriele Sandri sparando due colpi di pistola all'Autogrill di Badia al Pino vicino ad Arezzo l'11 novembre scorso, ha ripreso servizio a Firenze. Dopo un lungo periodo di malattia, l'amministrazione della polizia di Stato ha deciso di trasferirlo alla Polfer di Santa Maria Novella, compartimento della Toscana. Lo scrive oggi "Il Giornale della Toscana".
quanto all'aggressione portata da sandri e i suoi amici a quella mercedes classe A su cui viaggiavano dei tifosi della juventus si è più saputo niente?
...ha osservato, "non sarebbe morto se un poliziotto non avesse sparato, e questo è comunque imperdonabile, ma non sarebbe morto neppure se i tifosi di due squadre diverse, incontrandosi in un autogrill, non si cimentassero in risse ma bevessero un caffè insieme". (e questa, mi spiace, ma è la migliore di tutte, chissà se avrebbe avuto lo stesso coraggio di fare una dichiarazione simile per altre situazioni, anche non troppo lontane nel tempo, che non riguardano il calcio...)
Scusa, ma cosa c'è di sbagliato in questa affermazione? A me sembra sacrosanta! Posso capire, molto a fatica ma posso capire, se ti riempi di mazzate per una idea politica o sociale, ma perchè tifi Roma anzichè Lazio, Juve o quel che ti pare, non cambia nulla, è fuori dalle mie capacità di comprensione.