randyjohnson wrote:
questa teoria di utilizzo dei rilievi, è relativamente nuova rene?
chi la sta utilizzando, io sapevo gli indians l'anno scorso se non sbaglio però niente altro.
La teoria è di Bill James, di anni fa, dei Red Sox. Non la impiega nessuno in realtà. Gli Indians l'anno scorso, con profitto, ma già adesso Betancourt è closer.
I Red Sox l'hanno impiegata pienamente nel 2003, ma poi Little nella famosissima gara-7 non avendo una depth chart acclarata, dovendo fare una scelta e non sapendo chi mettere, ha lasciato dentro Pedro ed i Sox hanno perso tutto.
Il closer è una coperta di Linus se usato nel nono. La critica è disposta a perdonare un vantaggio bruciato nell'ottavo col closer seduto nel bullpen, ma difficilmente perdona un vantaggio bruciato nel nono col closer usato nell'ottavo in una situazione "vitale". Fa parte della conventional wisdom e non può essere sconfitta, soprattutto non dai manager, che sono quanto di più old school rimasto nel baseball.
Seattlefan wrote:
Cosa che considero giusta. Soprattutto nel baseball dove si giocano 162 partite. Giudicare un giocatore per quello che fa in 2-3 settimane, anche 1 mese non ha molto senso.
Per esempio per una settimana non riesco a sopportare Sexson, gira di tutto, anche dei ball clamorosi. Poi magari gioca una settimana benissimo in cui batte HR di continuo. Quindi avere un'idea chiara non è semplice e soprattutto sarebbe sbagliato. Poi a fine stagione è sempre criticabile, però durante la RS capita che passino settimane in cui lo ami. Ma il baseball è lo sport più bello del mondo anche per questo.
Aspetta, hai frainteso. Si parlava di manager. Ed il discorso è che non siano necessariamente migliori gli americani. Perchè non decidono in base alla qualità delle scelte, ma in base agli esiti. Grady Little è l'esempio: nel 2003 ha fatto schifezze di ogni tipo per tutto l'anno, e tutti zitti. Poi in gara 7 dell'ALCS ne ha fatta un'altra, molto più piccola di decine e decine di altre se vogliamo. Gli poteva andare bene, invece gli è andata male. E lui come manager è stato giudicato sostanzialmente in base a
quella decisione. Anzi, in base all'
esito di quella decisione. Se gli fosse andata bene (ed il pop di Posada poteva benissimo finire in qualche guanto), sarebbe stato un genio. Gli è andata male, è un cretino. Ma tutta la stagione, 173 partite fino a quel momento non erano sufficienti per giudicarlo? Tutti zitti durante l'anno nonostante sciagure su sciagure come e peggio di Francona. Poi alla fine i Red Sox perdono e lui viene massacrato solo in base a quella singola scelta? E' francamente incoerente. Quello che sto dicendo è che se anche gli fosse andata bene quella scelta, non avrebbe cancellato un anno di disastri. Invece se gli fosse andata bene, la critica l'avrebbe reso un eroe per aver riportato i Sox alle World Series (magari vincenti, chissà). Personalmente trovo tutto ciò tanto demagogico quanto ciò che facciamo in Italia - solo in una maniera diversa. Noi facciamo processi dopo ogni partita, in ogni sport. Loro li fanno a fine stagione, ma nonostante abbiano centinaia e centinaia di partite per giudicare, si riducono anche loro a una partita, o ad una singola scelta, proprio come noi.