Per Del Piero, con me, sfondate una porta aperta...è il giocatore che in assoluto ho ammirato di più in questi anni, soprattutto perchè ha sempre unito le prestazioni che ci ha regalato sul campo a dei comportamenti inattacabili fuori, anteponendo sempre la sua figura di uomo a quella di atleta. Sembra un giocatore come quelli di una volta, uno di quelli che non dice mai troppe parole ma che ama rispondere con i fatti, e di fatti, lui, nella sua carriera, ne ha dimostrati molti.
Quando "cadeva", e nell'arco di questi anni è caduto diverse volte, sapevi sempre, in cuor tuo, che sarebbe tornato più forte di prima, perchè la rabbia, la voglia di tornare grande, gliela leggevi negli occhi, negl'atteggiamenti, nell'attaccare insistentemente l'avversario per strappargli via il pallone, ad ogni costo; tra i cosidetti "fantasisti" non mi ricordo nessuno così pronto a sudare per dare una mano anche in fase difensiva, pronto ad "ergersi" come primo baluardo difensivo della squadra quando ancora gli avversari erano nella loro metacampo.
I suoi goal, i suoi numeri, li ho ancora davanti agl'occhi, uno ad uno, in fila, a partire da quello indelebile, con la Fiorentina nella sua prima stagione alla Juve, fino ai tre di domenica sera, passando per Tokio, per la finale persa con il Borussia Dortmund, per le 5 reti alla Del Piero in fila nell'edizione Champions 95/96, per le sfide con Napoli e Samp nel 1998, per gli anni bui in cui segnava solo su rigore, fino a quel magico pallonetto di Bari, dove Alex da ragazzo spensierato divenne uomo, lasciandosi andare in un pianto che forse ha fatto da collante tra il vecchio e il nuovo Del Piero, quello pronto a rialzarsi e a timbrare il cartellino ogni qual volta si presenti un'occasione importante, una partita da non dimenticare, o che merita qualcosa di speciale perchè serve a ricordare qualcuno; e qui veniamo alle reti più recenti, su tutte quella al Piacenza nella domenica successiva alla scomparsa dell'avvocato, ma poi ce ne sono tante altre, quelle della stagione che ci ha portato al 5 maggio, quella al Real un'anno dopo, in un 3-1 tra le mura del Delle Alpi che ci aprì le porte della prima finale tutta Italiana, e quelle dell'era Capello, merce rara, ma sempre e comunque prelibata, come quell'assist in rovesciata che sancisce la vittoria dello scudetto numero 28, e come quella punizione incredibile, calciata sempre a San Siro, lo stadio che lo esalta maggiormente, con cui superiamo i nerazzurri 2-1 e ci involiamo verso il 29simo scudetto, il settimo della sua grande carriera in bianconero....e ce ne sono ancora tanti, dalla parentesi in B fino a questo ritorno in A da grande squadra e da grande capitano, che non molla e trascina i ragazzi verso traguardi insperati a suon di goal e di risposte a tutti quelli che già 9 anni fa l'avevano bollato come finito.
Alex è questo, un fuoriclasse in campo e fuori, uno che è legato alla Juve e agli Juventini con un nodo indissolubile....
"Semplicemente....Alex Del Piero"
