Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

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BruceSmith
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato

Post by BruceSmith »

shilton wrote: si potrebbe aprire un topic sulla discussione iuliano-ronaldo che tanto è sempre attuale  :hehe:
non ci provate nemmeno  :forza:
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Teo
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by Teo »

Pove wrote: Allora bisognerebbe dirglielo anche agli arbitri di calcio dal momento che non ne ho mai visto fischiare uno..

Che tu non ne abbia mai visto fischiare uno non lo metto un dubbio, ma te conti come il 2 di bastoni quando va a danari.
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Spree
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by Spree »

vikings11 wrote: http://it.youtube.com/watch?v=82wyh1bRcGw

Attorno al secondo 40 del riassunto della partita...ditemi dove Del Piero si butta e vi faccio un monumento...

Nell'inquadratura larga pare un rigore che ci può stare come no, nell'inquadratura stretta mi pare molto + evidente che Santacroce arriva, si ferma, e quando si vede saltato da Del Piero allarga la gamba destra incocciando la direzione di corsa di Alex....il dischetto può essere indicato benissimo...

...anche se Santacroce rispetto a Iuliano è molto meno irruento, e molto + astuto...

PS. E per la cronaca io il fallo di Iuliano nel '98 l'ho sempre considerato rigore...come questo di Santacroce...
Come al solito esagerate ogni cosa. Io non dico che è un tuffatore: dico che nel caso in questione, si lascia cadere dopo aver sentito il contatto. E' un po' diverso. E in ogni cqaso, non nego che il rigore potesse starci: il contatto c'è, quindi se lo fischiavano mica era scandaloso. Solo, mi pare che quello del '98 fosse un po' più evidente
La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by Pove »

Teo wrote: Che tu non ne abbia mai visto fischiare uno non lo metto un dubbio, ma te conti come il 2 di bastoni quando va a danari.
Per fortuna che ci sei tu che sei l'asso di denari.... :lol2:..

....senza di te ad illuminarci non so proprio come faremmo...

Tra l'altro mi posteresti il punto in cui, nel regolamento del calcio, si parla di fallo di sfondamento?...
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Come si può rifondare questa Inter?.Servirebbe una nuova Calciopoli ma senza la Telecom sarà dura. (L.Moggi)
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato

Post by rene144 »

vikings11 wrote: Nell'inquadratura larga pare un rigore che ci può stare come no, nell'inquadratura stretta mi pare molto + evidente che Santacroce arriva, si ferma, e quando si vede saltato da Del Piero allarga la gamba destra incocciando la direzione di corsa di Alex....il dischetto può essere indicato benissimo...

...anche se Santacroce rispetto a Iuliano è molto meno irruento, e molto + astuto...
Hai detto bene: si può dare o si può non dare. Santacroce si ferma, prende posizione e cerca di ostruire la corsa di Del Piero (riuscendoci). Ha preso posizione, non è stato irruento ed ha usato mestiere. Alcuni l'avrebbero dato, altri no, ma di certo si è mosso pochissimo e più che altro è stato intelligente a capire cosa avrebbe fatto Del Piero mettendosi sulla sua linea di corsa e lasciando che l'attaccante gli andasse addosso. Iuliano è stato molto più plateale, ed è andato lui addosso a Ronaldo. Non aveva proprio posizione, è arrivato in ritardo creando uno scontro con tutti e due in pieno movimento. Quando c'è l'impatto Santacroce è praticamente immobile, Iuliano invece sta andando in avanti.
Secondo me contro Santacroce si può darlo. Contro Iuliano si deve. E' la sostanziale differenza tra il mestiere (ed intelligenza) del primo e l'irruenza (ed ingenuità) del secondo, ma non si può negare che ci siano delle differenze tra le due azioni. Se poi per voi sono uguali, chevvedevodì?
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by vikings11 »

rene144 wrote: Hai detto bene: si può dare o si può non dare. Santacroce si ferma, prende posizione e cerca di ostruire la corsa di Del Piero (riuscendoci). Ha preso posizione, non è stato irruento ed ha usato mestiere. Alcuni l'avrebbero dato, altri no, ma di certo si è mosso pochissimo e più che altro è stato intelligente a capire cosa avrebbe fatto Del Piero mettendosi sulla sua linea di corsa e lasciando che l'attaccante gli andasse addosso. Iuliano è stato molto più plateale, ed è andato lui addosso a Ronaldo. Non aveva proprio posizione, è arrivato in ritardo creando uno scontro con tutti e due in pieno movimento. Quando c'è l'impatto Santacroce è praticamente immobile, Iuliano invece sta andando in avanti.
Secondo me contro Santacroce si può darlo. Contro Iuliano si deve. E' la sostanziale differenza tra il mestiere (ed intelligenza) del primo e l'irruenza (ed ingenuità) del secondo, ma non si può negare che ci siano delle differenze tra le due azioni. Se poi per voi sono uguali, chevvedevodì?
Analisi perfetta, infatti io Iuliano lo ritengo un difensore senza cervello, tanto per ricordare in una partita con la Lazio mi pare fece un bellissimo mani in area che manco a pallavolo poteva riuscirgli così bene....Santacroce è stato bravo, infatti mi è piaciuto molto e lo ritengo un centrale che in prospettiva può fare molta strada...
Io non avevo parlato di azioni uguali, ma simili...
uguale uguale a quella famosa c'è ne è una della scorsa stagione, ripeto, mi pare in Premiership....non fischiata....e l'avevo portata ad esempio proprio per dire che purtroppo a volte l'arbitro decide con la sua testa, e quando a noi sembra + ovvio il rigore, zac, non viene dato...
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by BruceSmith »

Gilbertology wrote: Toh....

dalla sentenza con cui il Tar del Lazio ha respinto tutti i ricorsi del signor Moggi Luciano

"(...) le intercettazioni raccolte sono certamente sufficienti a supportare l'intero impianto probatorio con la conseguenza che, ove pure ne fossero state aggiunte altre, la conclusione non muterebbe. L'interpretazione del significato delle intercettazioni coinvolgenti Moggi e' adeguatamente e
logicamente motivata nelle decisioni degli organi federali e risulta compatibile con il senso comune e con i limiti di una plausibile opinabilita' di apprezzamento, secondo la formula ricorrente nella giurisprudenza penale. E' infine escluso che le intercettazioni sulle quali gli organi di giustizia sportiva si sono basati per comminare le sanzioni non siano idonee ad assurgere a prova dell' illecito contestato a Moggi (...)''

''(...) le sanzioni in questione per la loro natura assumono rilevanza anche al di fuori dell'ordinamento sportivo ove solo si considerino non soltanto i riflessi sul piano economico (il ricorrente potrebbe essere chiamato a rispondere, a titolo risarcitorio, sia alla Juventus, societa' quotata in Borsa, che ai singoli azionisti) ma anche e soprattutto il giudizio di disvalore che da detta sanzione discende sulla personalita' del soggetto in questione in tutti i rapporti sociali. Dunque, le impugnate sanzioni disciplinari sportive, in se' considerate, sono certo rilevanti per l'ordinamento sportivo, ma intingono altresi' su posizioni regolate dall'ordinamento generale, onde la relativa tutela spetta a questo giudice (...)''

Santo Subito :lol2: :lol2: :lol2:
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaato

Post by vikings11 »

"Libero" di oggi pubblica un botta e risposta tra Paco D'Onofrio, docente di diritto sportivo, e Luciano Moggi in merito alla sentenza del TAR Lazio.
Questo è l'intervento del prof. D'Onofrio.

La sentenza pronunciata dal TAR Lazio nei confronti di Luciano Moggi risulta singolare per alcuni aspetti e manchevole per altri. Innanzitutto i giudici amministrativi sono istituzionalmente investiti del potere di esprimersi sulla legittimità dell’azione delle pubbliche amministrazioni, nel nostro caso della Figc, vale a dire di censurare ed annullare gli atti ed i provvedimenti assunti in violazione della legge oppure nei casi di eccesso di potere.
Nel caso della recente sentenza, invece, il TAR finisce per diventare giudice di merito, vale a dire di interessarsi della fondatezza e della completezza delle intercettazioni telefoniche, nonché della presunta sudditanza psicologica degli arbitri, addirittura arrivando a considerare i “falli compiuti sul campo da giocatori della società protetta”, quasi come se si volesse ulteriormente celebrare un ennesimo processo sulla colpevolezza di Moggi. Il giudizio davanti al TAR, per legge, è finalizzato solo ed esclusivamente a verificare l’irregolarità e l’illegittimità delle decisioni federali, mentre in questo caso si è sottoposto a nuovo giudizio chi chiedeva giustizia !
Nella sentenza si specifica che le intercettazioni erano assolutamente idonee a formare prova a carico di Moggi, benché palesemente parziali ed incomplete, poiché, anche se la Figc avesse avuto tutte le intercettazioni disposte, la posizione dello stesso ex DG della Juventus non sarebbe cambiata: non importa che, forse, molti altri adottavano la stessa modalità con i designatori arbitrali e che, quindi, non si dovrebbe parlare di “metodo Moggi” ma, semmai, di “metodo federale”. Tuttavia, ciò di cui proprio i giudici del TAR non riescono a dar conto è la non giudicabilità in ambito federale di chi, dimissionario prima dell’inizio del processo, non fa più parte dell’ordinamento sportivo.
Se durante Calciopoli si è deciso di procedere contro ogni logica giuridica, poiché chi si voleva condannare era da tempo già dimissionario, la stessa Federazione, in un procedimento successivo, correttamente considerava la impossibilità di procedere nei confronti di Moggi, poiché ormai estraneo al processo sportivo. Questa evidente contraddittorietà è stata sollevata all’attenzione del TAR lazio che, tuttavia, ha deciso di non decidere.
Ancora, nella sentenza, tentando di dare legittimazione allo straripamento federale, si paragona Moggi ad un pubblico dipendente che risulta passibile di procedimento disciplinare anche se è cessato dal servizio. In sostanza, con questo accostamento si ignora che un Ds non presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e che, forse, l’interesse nazionale al buon andamento della Pubblica Amministrazione sia difficilmente rinvenibile in una partita di calcio.

Così risponde Luciano Moggi.

Lette le considerazioni dell’avvocato D’Onofrio, vi dico la mia punto per punto.

1) La sentenza mi dà ragione su un punto fondamentale: quello della sussistenza della giurisdizione amministrativa sulle sanzioni disciplinari comminate dal giudice sportivo, così respingendo il tentativo pregiudiziale della Figc.
2) Mi viene invece dato torto su un altro punto: quello della caduta del potere disciplinare della stessa Figc dopo le mie dimissioni e quindi in un momento successivo alla caduta del vincolo associativo. Su questo punto è già pronto l’appello al Consiglio di Stato.
3) In tale appello si provvederà a censurare alcune affermazioni di questi giudici palesemente erronee, visto che sono assolutamente in grado di dimostrare che, con riferimento alla “questione intercettazioni”, non è vero che i miei avvocati hanno omesso di notificare il ricorso alla Telecom e tantomeno che negli atti prodotti dagli stessi si sia omesso di indicare e documentare gli episodi di disparità di trattamento su cui fondano la censura di eccesso di potere, sbrigativamente liquidata come inammissibile dal TAR.
4) Nella sentenza c’è un paragrafo da cui emerge la sostanziale disparità di trattamento con gli altri soggetti giudicati dalla Figc e dalla Camera di Arbitrato del Coni: è la parte dedicata ad un’ulteriore rivisitazione del concetto di illecito sportivo che, per il TAR, solo per il sottoscritto, torna ad essere reato di semplice pericolo a consumazione anticipata, mentre tutti gli altri (società e tesserati) si sono tranquillamente potuti avvalere delle sostanziali modifiche dottrinarie di Ruperto e Sandulli che, invece, hanno fondato le loro decisioni andando a valutare in concreto gli effetti delle varie condotte incriminate.
5) E poi, ancora in tema di intercettazioni, è incredibile che il TAR abbia ritenuto, oltre che utilizzabili, quelle contro di me “sufficienti a supportare l’intero impinto probatorio”. Mi sembra di cogliere una mancanza di rispetto dei miei diritti nel momento in cui viene formulato un giudizio di così grave portata, poiché legittima solo certe frasi estrapolate da un numero limitatissimo di intercettazioni che è facile leggere, con diversa chiave, addirittura come favorevoli alle mie tesi. A queste conclusioni non saremmo mai arrivati se, dopo avere esaminato tutte quelle raccolte, se ne fosse verificata l’autenticità confrontando il contenuto dei primi brogliacci con quello effettivo, allo scopo di andare a vedere cosa era realmente accaduto anche in danno della Juve. Si tratta di un giudizio assolutamente parziale in quanto è impensabile che il TAR non si sia posto il problema di esaminare le classifiche finali dei vari campionati di quel periodo, che si erano conclusi con le vittorie di Milan, Roma e Lazio. E’ credibile che il sottoscritto faticasse tanto per instillare la sudditanza e poi fossero gli altri a vincere ?
6) In conclusione: nessuna partita taroccata, nessun arbitro corrotto e colpe assegnate in un’unica direzione. Cui prodest ?
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by The goat »

uppo con questa notizia presa dalla gazzetta.

http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2008/03_Marzo/31/moggi.shtml


ROMA, 31 marzo 2008 - L'ex d.g. della Juventus Luciano Moggi, uno degli imputati al processo sui presunti illeciti della Gea, è stato ammonito formalmente, con minaccia di espulsione dall'aula, dal presidente della X sezione del tribunale Luigi Fiasconaro per dei segnali con la mano rivolti al testimone Franco Baldini, ex ds della Roma e attuale general manager dell'Inghilterra.
L'EPISODIO - Testimoniando davanti al processo Gea, nel quale sono imputati imputati Luciano e Alessandro Moggi, Davide Lippi, Franco Zavaglia, Pasquale Gallo e Francesco Ceravolo per associazione a delinquere finalizzata all'illecita concorrenza, Baldini si è rivolto all'ex dirigente bianconero, seduto accanto al suo difensore Marcello Melandri, e gli ha detto: "Luciano, hai 18 avvocati, se mi lasci in pace... ho già dato con te". Nella circostanza stava rispondendo a una domanda su un colloquio avuto con Moggi nel 2001 in occasione di una cena di Natale della Federcalcio.
I SEGNALI - Alla richiesta di spiegazioni da parte di Fiasconaro, il teste ha dichiarato che il riferimento era ad alcuni atteggianti definiti come "soliti segnali minatori che mi sta facendo e che ha sempre fatto". Baldini stava parlando di un colloquio in cui Moggi lamentava le difficoltà della Gea ad acquisire le procure dei giovani del vivaio giallorosso. Fiasconaro ha invitato tutti i presenti ad evitare gesti, battute e accenni di qualsiasi genere.
PARLA CAPELLO - "C'erano più di cento giocatori con la procura alla Gea e non mi sembrava una cosa normale". L'ha detto il c.t. dell'Inghilterra, Fabio Capello spiegando così i motivi di un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport nel 2002. "Ritenevo di fare qualcosa a favore della Roma, perché in quel periodo non riuscivamo a comprare i giocatori della lista che presentavo a Baldini".



:D
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by BruceSmith »

The goat wrote:
ROMA, 31 marzo 2008 - L'ex d.g. della Juventus Luciano Moggi, uno degli imputati al processo sui presunti illeciti della Gea, è stato ammonito formalmente, con minaccia di espulsione dall'aula, dal presidente della X sezione del tribunale Luigi Fiasconaro per dei segnali con la mano rivolti al testimone Franco Baldini, ex ds della Roma e attuale general manager dell'Inghilterra.


la classica ammonizione pilotata.
salta la prossima udienza?
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by Reverend_Goldberg »

BruceSmith wrote: la classica ammonizione pilotata.
salta la prossima udienza?
Si attende il referto dell'arbitro, Paul Green o Graham Poll non ricordo il nome.
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by BruceSmith »

Reverend_Goldberg wrote: Si attende il referto dell'arbitro, Paul Green o Graham Poll non ricordo il nome.
adesso arriva.
è rimasto chiuso dentro lo spogliatoio.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by BruceSmith »

Capello rinviato a giudizio per falsa testimonianza.  :lol2:

Ominicchio.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by nefastto »

ci faremo delle gran risate (cit.)  :forza:
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Però, fra tutti menzione d'onore per Nefastto, più subdolo e convincente, meno palese e più credibile di tutti nei suoi interventi.(Dazed)
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Re: Un Giorno in Pretura - Tribunali, Ricorsi, Scandali : E' un Calcio malaaaaat

Post by vikings11 »

Guardate, ho un lutto in famiglia quindi non posso star qui a gozzovigliare...l'altro lato della medaglia è che adesso la difesa si sta difendendo e il processo delle banane comincia a dare i primi frutti...
LIPPI : “LE MIE SCELTE FURONO AUTONOME”

Escludo di aver subito pressioni da parte di Luciano Moggi sulla scelta dei giocatori della Nazionale”. A quasi due anni di distanza, al processo Gea è piombata la testimonianza (acquisita ieri dalla decima sezione penale del Tribunale di Roma) che l’ex CT azzurro Marcello Lippi fornì al pm Palamara il 19 maggio 2006. Lippi ha rivendicato ogni sua decisione (come le convocazioni di Blasi e Chiellini, entrambi Gea) come “scelta tecnica autonoma” e ha detto di non essere a conoscenza delle procure del figlio Davide. Sulla sua nomina a CT il tecnico ha detto che si trattò di una iniziativa dell’allora presidente federale Carraro pur ammettendo che gli fu “comunicata da Giraudo”. E i colloqui intercettati con Moggi sulle convocazioni? “E’ accaduto – è stata la replica del CT – che io chiedessi a Moggi come stavano alcuni giocatori come Miccoli o Del Piero per convocarli e tanti altri”. E ancora riguardo al ruolo del figlio nella Gea : “Non mi sono mai direttamente interessato delle modalità con le quali acquisiva le procure sportive”.
Nel corso dell’udienza di ieri ha tenuto banco il maggiore dei Carabinieri Attilio Auricchio, che ha guidato l’indagine. “Alla Gea nel 2004, anno dell’inizio delle indagini della Procura di Roma e di Napoli su Calciopoli, facevano capo 154 calciatori, di cui 99 di serie A e B, e cinque allenatori”, ha ricordato Auricchio che si è soffermato sul “quadro normativo” che ha consentito alla società di assumere una posizione dominante. I legali di Franco Zavaglia hanno anticipato la strategia della difesa, che sembra puntare sulla inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche, sulla amicizia tra Auricchio e Franco Baldini, testimone chiave, e sul credito che meritano le deposizioni dello stesso Baldini e di Stefano Antonelli, ex agente. Sono stati ascoltati in aula anche due calciatori, Baiocco (Catania) e Allegretti (Triestina): entrambi hanno dichiarato di essere passati alla Gea senza subire pressioni.

Andrea Antognoni
Processo Gea: Baldini chiama in causa Corvino
News - 02/04/2008 16.19.00


Nel corso delle deposizioni per il processo Gea è stato ascoltato dalla Procura della Repubblica di Roma anche Franco Baldini, ex dirigente della Roma e attuale collaboratore di Capello nella nazionale inglese. Baldini ha tirato in ballo anche il direttore sportivo della Fiorentina Pantaleo Corvino, parlando di "un potenziale conflitto di in­teressi simile alla Gea. Mi riferisco ai fratelli Pastorello, il figlio di Pantaleo Corvino, la figlia di Spartaco Landini, Enrico Alberti e il figlio di Fedele", si legge sulle pagine di Tuttosport. In base a queste affermazioni il pm Luca Palamara aprirà un'inchiesta.

REGOLE SBAGLIATE - Baldini ha raccontato di rapporti difficili avuti con la Gea e di aver contestato per molto tempo «soprattutto le regole che permettevano alla Gea di operare in quel modo. C’era un conflitto d’interessi, ma c’erano dei regolamenti che in un certo senso favorivano questa egemonia». Baldini ha detto che Luciano Moggi era il punto di riferimento della Gea pur non facendone parte e ha raccontato soprattutto un episodio: «Durante la consueta cena di Natale organizzata dalla Lega Calcio a Milano, Luciano Moggi mi chiese come mai ci fossero tante difficoltà tra la Juve e la Roma e come mai ci fossero difficoltà con Alessandro Moggi per avere procure di giocatori giallorossi. Poi mi disse anche "Sai, bisogna darci una mano perché qui un anno si lavora da una parte, un anno si lavora da un’altra e un anno non si lavora". Io gli risposi "Sei uno sfigato, io non vedo l’ora di smettere di fare questo lavoro"».
Giorni fa erano stati i pm di Napoli del caso Calciopoli/2 ad accusare il sistema di corrutela sportiva definendolo come la P2 del calcio. Oggi l’udienza del processo in corso a Roma sul caso Gea, gli investigatori rivelano che alla Gea, nel 2004 anno dell’inizio delle indagini della procura di Roma e di Napoli su Calciopoli, facevano capo 154 calciatori, di cui 99 di serie A e B, e cinque allenatori.

È questo quanto ha spiegato, nel corso della sua testimonianza al processo Gea che si sta celebrando a Roma davanti alla decima sezione del Tribunale, il maggiore dei carabinieri Attilio Auricchio, ex ufficiale del reparto operativo di via in Selci a Roma e investigatore di Calciopoli, firmatario dei rapporti di maggior peso e importanza investigativa.
IL SECOLO XIX - 01 aprile 2008
circa l'11,8 % di giocatori presenti tra e B, se mi/ci spiegate dov'era questo monopolio... :penso:
BALDINI e AURICCHIO
Durante il controesame degli avvocati difensori, Auricchio ha ricordato i suoi rapporti con l’ex ds della Roma Franco Baldini. Rapporti che datavano da una denuncia fatta dalla As Roma e da Baldini per un presunto ricatto dopo la vicenda delle false fidejussioni. Alla fine Auricchio ha detto di aver avuto rapporti di amicizia con l’ex ds della Roma.
DAVIDE BAIOCCO "Non ho ricevuto pressioni"
AGI) - Roma, 1 apr. -"Non ero soddisfatto della procura sportiva affidata a Giovanni Allegrini. Ero reduce da due buone stagioni nel Perugia, confidavo nel salto di qualita', attraverso il trasferimento in un club importante, ma questo passaggio non avveniva mai. Ecco perche', dopo aver contattato alcuni agenti, scelsi di affidarmi ad Alessandro Moggi. Ci siamo parlati piu' volte, mi presentai alla Gea, a Roma, e lui contatto' anche mio padre". E' il racconto di Davide Baiocco, centrocampista del Catania, sentito come teste nel processo in tribunale sulla Gea. Rispondendo alle domande del pm Luca Palamara, Baiocco ha detto che, dopo aver firmato per Alessandro Moggi nel gennaio 2002, passo' a fine stagione alla Juventus: "Mi presentai in sede accompagnato dal mio nuovo procuratore. Erano presenti Bettega, Giraudo e Luciano Moggi.
Alessandro mi fece presente che esisteva il problema del conflitto di interessi e mi fece firmare un documento in cui dichiaravo di essere informato della questione". Con i bianconeri, Baiocco firmo' un quadriennale che prevedeva un fisso annuo di 700 milioni di lire, piu' una serie di benefit legati al raggiungimento di certi obiettivi. "Al Perugia - ha rivelato il centrocampista - l'ultimo anno presi 400 milioni".
La permanenza alla Juve, pero', duro' solo sette mesi: nel gennaio 2003 il calciatore passo' in prestito alla Reggina, poi, dopo un breve ritorno a Torino, ritorno' a titolo definitivo al Perugia: "Decisi di tornare alle origini per mia scelta personale. Alla Juve non avevo spazio e l'unica prospettiva offertami da Alessandro Moggi era il Piacenza che rifiutai".
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