Re: Sean Taylor "fighting for his life"

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Paperone
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by Paperone »

Jeremy wrote: Personalmente mi lascia, come dire, perplesso la facilità con cui negli USA si può morire per un colpo d'arma da fuoco.
Ok, lo so che non è il posto più adatto per affrontare una discussione come questa ma mi sembra veramente assurdo che in paese come quello sia così facile reperire armi; loro dicono che è la loro Costizione lo permette ma sono passati più di 200 anni da quando è stata scritta magari su certe cose è il caso dimettersi al passo con i tempi.
questo tuo discoro lo ha fatto anche da Mason, un giornalista che ha un blog sui Broncos.

io lo saluto come l'ho salutato sul mio blog: ciao Sean, ora tu e Darrent in cielo potrete giocare felici insieme.
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Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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azazel
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by azazel »

Jeremy wrote: Personalmente mi lascia, come dire, perplesso la facilità con cui negli USA si può morire per un colpo d'arma da fuoco.
Ok, lo so che non è il posto più adatto per affrontare una discussione come questa ma mi sembra veramente assurdo che in paese come quello sia così facile reperire armi; loro dicono che è la loro Costizione lo permette ma sono passati più di 200 anni da quando è stata scritta magari su certe cose è il caso dimettersi al passo con i tempi.
Come dici tu forse questo non è il luogo adatto per disquisire su queste cose, però l' industria delle armi ha un potere economico e una importanza e un peso politico che va al di là di qualsiasi vita umana (gran bella merda.), questo nel mondo in generale e in particolare in quello che purtroppo in tanti guardano come il Paese da prendere ad esempio anche in queste cose.

Nel leggere i vari articoli in giro per la rete, mi aveva colpito uno linkato da rocky, compare una dichiarazione di un vicino di casa di Sean che dice: ''I am going to make sure my gun is loaded,'' Jim Smith said. ``We never did have any problems here.'' Non so come esprimere bene il mio sentimento, ma sta cosa mi lascia veramente allibito. E' il Far West? Vivi in una zona in cui a tuo dire non ci sono mai stati di questi problemi, però hai una pistola in casa?! E perchè?? Ok, forse sto andando troppo off topic, però è tutto collegato...la società americana ha delle pecche e delle lacune, delle devianze che a volte vengono ad incocciare con il mondo che noi tutti seguiamo con passione ogni domenica.
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by Leviathan »

R.I.P. Sean

è brutto morire così giovani ed è ancora più brutto per il figlio che non potrà avere un padre vicino per il resto della sua vita
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rowiz
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by rowiz »

chissà oggi come ci delizierà studio aperto...
darioambro wrote:ahahah ro, tu sei davvero l'altra palla che vorrei avere :notworthy: :notworthy: :notworthy:
assioma 2
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by assioma 2 »

mr.kerouac wrote: quel periodo di miami fu effettivamente disumano...
talento che sgorgava e si percepiva nella fresca brezza proveniente dall'oceano.
miami quando la frequenti ti entra dentro: la stella di taylor è nata a pochi passi da cuba e lì si è spenta
Grande, grandissima squadra sul campo, ma in quello sport che si chiame college football.
Invece a questi ragazzi hanno mai insegnato cose importanti, oppure sono sempre stati lasciati a loro stessi, alle loro cattive compagnie, coperti e coccolati finchè sul campo erano fenomenali? Questi sono, purtroppo, i risultati.
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Doesn't matter, I'll probably get hit by a car anyways.
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by all3n »

assioma 2 wrote: Grande, grandissima squadra sul campo, ma in quello sport che si chiame college football.
Invece a questi ragazzi hanno mai insegnato cose importanti, oppure sono sempre stati lasciati a loro stessi, alle loro cattive compagnie, coperti e coccolati finchè sul campo erano fenomenali? Questi sono, purtroppo, i risultati.
Suvvia assioma, si chiama college football, mica recupero da cattive compagnie? Che devono fare i coach se frequentano brutte compagnie? Non reclutarli? Quello è un lavoro che, al massimo, doveva essere fatto prima, dalla famiglia. Non diamo colpe a chi non ne ha.
I programmi sportivi dei college si valutano anche e soprattutto sui risultati.
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by vikings11 »

Intanto ci ha già pensato la Gazza, seguita dall'ANSA a sparare cazzate come al solito... :disgusto:

Avevo quasi voglia di postargli il link al mio pezzo

http://www.playitusa.com/articolo.php?id=6941

Non tanto perchè è mio, ma quanto perchè almeno non denigra deliberamente la vita di una persona, di un ragazzo morto in modo assurdo a 24 anni, di un ragazzo che era cambiato profondamente dopo la nascita della figlia...
è vergognoso, tanto vergognoso, si da più risalto al matrimonio del calciatore, alla scopata del piedino d'oro di turno, alla nascita del figlio del campione prediletto, esaltandone qualsiasi misero secondo della vita come se fossero dei scesi in terra a predicare un loro vangelo, e poi quando si tratta di parlare di una persona morta in una situazione che non ha alcun senso non si fa altro che sparare a zero, accentuandone i lati negativi di una vita, come se ogni uomo, nel piccolo o grande segno che lascia passando per questo mondo, non avesse mai commesso un errore, od una serie di errori, prima di redimersi...

A Taylor era capitata la più bella cosa che può capitare ad un essere vivente, cambiare, maturare, vedere l'alba di una nuova fase della propria vita dopo aver contribuito a darne alla luce una...la nascita di un figlio è sempre qualcosa di unico, perchè i bambini portano gioia ovunque, con i loro schiamazzi, i loro sorrisi, le loro piccole scoperte, e nella sua aveva portato anche una grossa ventata di aria nuova, permettendogli di tagliare i ponti con il passato...

"la controversa safety dei Redskins" sottotitola quella porcata di giornale rosa che sta sui banconi dei gelati di tutta italia....controversa per cosa? perchè non si fidava di un mondo in cui tutti ti sono amici perchè sei qualcuno? O controversa perchè magari è un tipo semplicemente riservato? Certi giornalisti dovrebbero andare a zappare la terra per come si permettono di prendere posizioni sulla vita delle persone, andando a rivangarne solo i lati negativi, e ignorando completamnte quelli positivi....

sono disgustato, scusate lo sfogo... :censored:
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by all3n »

vikings11 wrote: Intanto ci ha già pensato la Gazza, seguita dall'ANSA a sparare cazzate come al solito... :disgusto:

Avevo quasi voglia di postargli il link al mio pezzo

http://www.playitusa.com/articolo.php?id=6941

Non tanto perchè è mio, ma quanto perchè almeno non denigra deliberamente la vita di una persona, di un ragazzo morto in modo assurdo a 24 anni, di un ragazzo che era cambiato profondamente dopo la nascita della figlia...
è vergognoso, tanto vergognoso, si da più risalto al matrimonio del calciatore, alla scopata del piedino d'oro di turno, alla nascita del figlio del campione prediletto, esaltandone qualsiasi misero secondo della vita come se fossero dei scesi in terra a predicare un loro vangelo, e poi quando si tratta di parlare di una persona morta in una situazione che non ha alcun senso non si fa altro che sparare a zero, accentuandone i lati negativi di una vita, come se ogni uomo, nel piccolo o grande segno che lascia passando per questo mondo, non avesse mai commesso un errore, od una serie di errori, prima di redimersi...

A Taylor era capitata la più bella cosa che può capitare ad un essere vivente, cambiare, maturare, vedere l'alba di una nuova fase della propria vita dopo aver contribuito a darne alla luce una...la nascita di un figlio è sempre qualcosa di unico, perchè i bambini portano gioia ovunque, con i loro schiamazzi, i loro sorrisi, le loro piccole scoperte, e nella sua aveva portato anche una grossa ventata di aria nuova, permettendogli di tagliare i ponti con il passato...

"la controversa safety dei Redskins" sottotitola quella porcata di giornale rosa che sta sui banconi dei gelati di tutta italia....controversa per cosa? perchè non si fidava di un mondo in cui tutti ti sono amici perchè sei qualcuno? O controversa perchè magari è un tipo semplicemente riservato? Certi giornalisti dovrebbero andare a zappare la terra per come si permettono di prendere posizioni sulla vita delle persone, andando a rivangarne solo i lati negativi, e ignorando completamnte quelli positivi....

sono disgustato, scusate lo sfogo... :censored:
Assolutamente d'accordo vik, appena l'ho letto ieri ho scritto il mio commento all'articolo, sommerso poi da altri commenti spazzatura di utenti che infestano il sito della :gazza:.
Purtroppo i giornalisti, o meglio, quelli presunti tali, ormai scrivono articoli senza nemmeno conoscere l'argomento nè i soggetti. Roba che la storia del "copia e incolla" di cui si parlava tempo fa, in confronto, fa ridere....
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by matteogb4 »

all3n wrote: Assolutamente d'accordo vik, appena l'ho letto ieri ho scritto il mio commento all'articolo, sommerso poi da altri commenti spazzatura di utenti che infestano il sito della :gazza:.
Purtroppo i giornalisti, o meglio, quelli presunti tali, ormai scrivono articoli senza nemmeno conoscere l'argomento nè i soggetti. Roba che la storia del "copia e incolla" di cui si parlava tempo fa, in confronto, fa ridere....
ma dai tanto i nostri giocatori di calcio sono tutti degli esempi di stile e per i più giovani....mi sa che ho detto un gran cazzata.
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by vikings11 »

assioma 2 wrote: Grande, grandissima squadra sul campo, ma in quello sport che si chiame college football.
Invece a questi ragazzi hanno mai insegnato cose importanti, oppure sono sempre stati lasciati a loro stessi, alle loro cattive compagnie, coperti e coccolati finchè sul campo erano fenomenali? Questi sono, purtroppo, i risultati.
purtroppo la realtà americana è questa, per 4 quartieri buoni ce ne sono il doppio cattivi, con malavita a gogo e ragazzi che rischiano il collo quotidianamente....
ora Sean non so se facesse parte di una qualche gang, suo padre era pur sempre un capo di polizia....
comunque Miami è una città con moltissima delinquenza....

PS. Quanto alle gang e alla redenzione ho visto in questi giorni il film documentario "Freedom Writers", li le famiglie erano le prime responsabili dell'appartenenza a gang e quant'altro dei loro figli, mentre una professoressa ha combattuto con tutta se stessa per riportarli sulla retta via, ma è stato un caso più unico che raro, una briciola negli'immensi USA....e si parla di un film che riporta una storia vera....
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by matteogb4 »

vikings11 wrote: purtroppo la realtà americana è questa, per 4 quartieri buoni ce ne sono il doppio cattivi, con malavita a gogo e ragazzi che rischiano il collo quotidianamente....
ora Sean non so se facesse parte di una qualche gang, suo padre era pur sempre un capo di polizia....
comunque Miami è una città con moltissima delinquenza....

PS. Quanto alle gang e alla redenzione ho visto in questi giorni il film documentario "Freedom Writers", li le famiglie erano le prime responsabili dell'appartenenza a gang e quant'altro dei loro figli, mentre una professoressa ha combattuto con tutta se stessa per riportarli sulla retta via, ma è stato un caso più unico che raro, una briciola negli'immensi USA....e si parla di un film che riporta una storia vera....
ora non è che si possa generalizzare il tutto. per quanto riguarda la criminalità penso che noi non siamo secondi a nessuno.
per gli states, poi, dalla mia esperienza personale posso dire che ci sono sicuramente quartieri percicolosi e lì si concentra la maggior parte delle delinquenza lasciando le altre zone molto tranquille. ho vissuto per una deicna di giorni in centro ad LA e posso dirti che la ragazza che stava con me, di LA, non l'ho mai vista chiudere la macchina o addirittura lasciare le finistre aperte anche se non era in casa.
nel caso di sean mi pare ci sia qualcosa di più di un balordo che voleva rapinare (ho letto che la settimana scora qualcuno era entrato in casa lasciando sul letto un coltello; sinceramente mi pare strano che un ladro si diriga direttamente in camera da latto ed esploda 2 colpi e poi scappi senza prendere niente, da quel che ho capito).
non è mia intenzione difendere gli usa a spada tratta ma neanche dimentincarsi di ciò che succede a casa nostra dove la situazione è anche peggiore.
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by chinasky »

all3n wrote: Suvvia assioma, si chiama college football, mica recupero da cattive compagnie? Che devono fare i coach se frequentano brutte compagnie? Non reclutarli? Quello è un lavoro che, al massimo, doveva essere fatto prima, dalla famiglia. Non diamo colpe a chi non ne ha.
I programmi sportivi dei college si valutano anche e soprattutto sui risultati.
Beh negli ultimi anni ci sono stati coach che hanno intrapreso proprio questa strada ed inserito regole nuove per limitare l'inserimento di pazzi scatenati.
Ho capelli da frocio!
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by all3n »

matteogb4 wrote: ora non è che si possa generalizzare il tutto. per quanto riguarda la criminalità penso che noi non siamo secondi a nessuno.
per gli states, poi, dalla mia esperienza personale posso dire che ci sono sicuramente quartieri percicolosi e lì si concentra la maggior parte delle delinquenza lasciando le altre zone molto tranquille. ho vissuto per una deicna di giorni in centro ad LA e posso dirti che la ragazza che stava con me, di LA, non l'ho mai vista chiudere la macchina o addirittura lasciare le finistre aperte anche se non era in casa.
nel caso di sean mi pare ci sia qualcosa di più di un balordo che voleva rapinare (ho letto che la settimana scora qualcuno era entrato in casa lasciando sul letto un coltello; sinceramente mi pare strano che un ladro si diriga direttamente in camera da latto ed esploda 2 colpi e poi scappi senza prendere niente, da quel che ho capito).
non è mia intenzione difendere gli usa a spada tratta ma neanche dimentincarsi di ciò che succede a casa nostra dove la situazione è anche peggiore.
:forza:
Ci sono zone talmente tranquille che tutti hanno una pistola, non scherziamo. In Italia nel 99% dei paesi puoi girare tranquillamente per strada senza aver paura che da qualche macchina esplodano verso di te una cinquantina di colpi, negli USA, invece non è così.
Ti consiglio un bel giro dall'altra parte dell'oceano, non solo nei quartieri più turistici...
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by all3n »

chinasky wrote: Beh negli ultimi anni ci sono stati coach che hanno intrapreso proprio questa strada ed inserito regole nuove per limitare l'inserimento di pazzi scatenati.
Ok, china, ma ripeto, non sono i coach che devono recuperare i ragazzi, spetta ad altri, loro al massimo possono dare una mano.
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Re: Sean Taylor "fighting for his life"

Post by chinasky »

matteogb4 wrote: ora non è che si possa generalizzare il tutto. per quanto riguarda la criminalità penso che noi non siamo secondi a nessuno.
per gli states, poi, dalla mia esperienza personale posso dire che ci sono sicuramente quartieri percicolosi e lì si concentra la maggior parte delle delinquenza lasciando le altre zone molto tranquille. ho vissuto per una deicna di giorni in centro ad LA e posso dirti che la ragazza che stava con me, di LA, non l'ho mai vista chiudere la macchina o addirittura lasciare le finistre aperte anche se non era in casa.
nel caso di sean mi pare ci sia qualcosa di più di un balordo che voleva rapinare (ho letto che la settimana scora qualcuno era entrato in casa lasciando sul letto un coltello; sinceramente mi pare strano che un ladro si diriga direttamente in camera da latto ed esploda 2 colpi e poi scappi senza prendere niente, da quel che ho capito).
non è mia intenzione difendere gli usa a spada tratta ma neanche dimentincarsi di ciò che succede a casa nostra dove la situazione è anche peggiore.
Guarda che il problema sta proprio qui. A Malibu puoi lasciare macchina e casa aperte, a Hoollywood Boulevard devi sapere a che miglio fermarti perché da un certo punto in avanti rischi la rapina o peggio. E' questo il controsenso. La ghettizzazione da una parte aiuta i quartieri tranquilli a vivere bene, dall'altra crea dei territori senza legge come gli Watts, per citarne uno, dove se non sei residente (quindi armato, duro, cattivo, senza dio e speranza) non entri neanche per farti un caffé sulla linea di confine. Eppure è la stessa nazione, ma è proprio la mentalità del "se si ammazzano tra negri chissene fotte" che porta a questo, a togliere chance in base al quartiere dove cresci. Il caso di Taylor è diverso, se vogliamo, si tratta di rapina, ma gli USA hanno un tasso di criminalità che è il doppio di quello europeo, per cui dire che noi non siamo secondi a nessuno è proprio sbagliato. La nostra è una repubblica delle banane, questo sì, ma il modo in cui si continua a far finta di niente su certi quartieri e sul potere delle lobby delle armi per poi dare la colpa all'heavy metal in ogni strage scolastica comincia ad essere patetico. E' facile puntare il dito contro l'Italia per le sue regioni scandalosamente controllate dalla malavita organizzata, ma prima di farlo bisognerebbe vedere perché della bande fatte di crack fanno il bello e il cattivo tempo in zone dove l'aspettativa di vita è scandalosamente più bassa rispetto a tre chilometri più a ovest. E sono tutti sotto la stessa bandiera...
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