Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili

la pallacanestro europea ed italiana
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tobos84
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili

Post by tobos84 »

un'altra tendenza in luce negli ultimi anni è che le grandi italiane anzichè fare il mercato con americani rodati provenienti dall'Europa,
Poi ormai in Italia ci stiamo riciclando come scopritori di talenti USA, che compiono il salto verso l'europa delle grandi (Brion Rush ad esempio), complice il ridotto budget di squadre importanti nel nostro paese, che ha abbassato ancora di più il livello del nostro basket,
più ho meno è lo stesso discorso che ho fatto io qualche post più su...a mio parere siamo passati in secondo piano sia per il budget che per il talento in secondo piano rispetto ad altri campionati europei(spagna grecia e russia)! ora molti giocatori vengono scoperti dalle nostre squadre e poi vengono ceduti all'estero perche ci sono più soldi e più visibilità...l'unica speranza è dar sempre più spazio a giovani italiani e farli crescere
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili

Post by libertàxgliultras »

per la maggior parte dei giocatori la questione è di ricchezza.
se sei ricco e non hai un soldo ti fai il culo per guadagnare. se sei già decentemente sistemato come in italia o in serbia adesso, di voglia di andare via dalla tua nazione a 17 anni ne hai poca.
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tobos84
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili

Post by tobos84 »

se sei già decentemente sistemato come in italia o in serbia adesso, di voglia di andare via dalla tua nazione a 17 anni ne hai poca.
esatto :applauso: perciò meglio puntare sui giovani italiani che mmagari sono fieri di giocare per la squadra del cuore e soprattutto conoscono la storia di questi club dando l'anima per quella casacca
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili

Post by Gerry Donato »

Piccolo supporto-rassegna stampa sul tema, senza entrare nelle soluzioni:

Varese, tagliato Hodge.
Chiapparo, AD: Volevamo un tipo di giocatore in grado di attaccare il canestro ma queste sue caratteristiche erano esasperate nonostante il suo talento, inoltre i suoi atteggiamenti non in sintonia col gruppo hanno aumentato le difficoltà di ambientamento. La colpa è probabilmente anche nostra non essendo riusciti a metterlo in condizione di esprimersi al meglio; sta di fatto che non sia andato a genio a nessuno e, vista la situazione di difficoltà, è stato meglio interrompere il rapporto.

Treviso, tagliato Johnson.
Atripaldi, GM: Posso dire che è una sconfitta per tutti, perchè DerMarr, ferme restando le sue qualità, non è riuscito ad inserirsi nel nostro sistema e questa è anche una responsabilità nostra. Johnson è un giocatore di talento, scelto per le sue doti sia in fase offensiva sia per la sua nomea di buon difensore: purtroppo le sue caratteristiche, tecniche ma anche fisiche ed umane, non lo hanno aiutato ad integrarsi in breve tempo in una situazione comunque non semplice. Lui ha dato il massimo, sia negli allenamenti che nelle partite.

Milano, a rischio Gaines.
Corbelli, PRES: Gaines ha talento, ma non sta rendendo, ed evidentemente la colpa non è solo sua. Abbiamo preso giocatori di grande talento. Tutto il nostro quintetto, ma aggiungo anche Vukcevic e non solo, è fatto da giocatori di talento, se non si riconosce questo possiamo pure parlare di rugby. Poi, certo, si può discutere sulla chimica e forse abbiamo sbagliato qualcosa.

Bologna, a rischio Holland.
Sabatini, PRES: Capisco la rabbia e la frustrazione, ma allora cosa dovrei dirgli io per come ha giocato? È imperdonabile, la decisione stavolta è collegiale. Anche a me scoccia perdere, ma non vado a insultare i giocatori. Forse non ero stato chiaro, basta con i perdoni, bisogna rispettare i nostri principi ed accettare le scelte tecniche. In quel ruolo non siamo affatto scoperti e il mercato ci consente di muoverci. Con lui abbiamo tre anni di contratto, è un giocatore valido, ha grande talento perciò non è detto che rinunciandoci perderemmo dei soldi.

:penso: :penso:
Last edited by Gerry Donato on 31/10/2007, 19:59, edited 1 time in total.
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Posso accettare la sconfitta, ma non posso accettare di rinunciare a provarci. (M.J. Jordan)
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili

Post by libertàxgliultras »

sì ma metti anche le date.
sabba certe cose le ha dette 2 settimane fa.
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Ciombe
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabilità?

Post by Ciombe »

conta poco, il leit motiv è il talento e l'uso che questi giocatori ne fanno.
Poi forse c'è anche un grosso, anzi enorme errore di fondo: confondere il talento per la qualità.

Il mercato aperto, i pochi limiti agli extra comunitari e tante altre variabili, negli ultimi anni, ha fatto abbondare la nostra lega di talento, ma non della stessa dose di qualità.
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili

Post by Lilpol »

PENNY wrote: Magari non sarà un fattore decisivo ma imho l'allargamento del bacino d'utenza nell'NBA con le 30 squadre attuali comporta anche un minor numero di americani che potrebbero fare la differenza in Europa.
Giusto per fare un esempio attuale:Boykins e Howard nonostante siano ancora senza contratto hanno la fila alla porta di casa,almeno 2-3 franchigie ciascuno.
Magari 10-15 anni fà non avrebbero semplicemente trovato spazio e avrebbero cercato un contratto in Europa.
A parer mio la scusa dell'adattamento regge fino a un certo punto,non penso che 10-15 anni fà fosse più facile ambientarsi in un mondo totalmente nuovo rispetto a oggi,l'unica differenza è l'abbassamento dell'età media,ma qui ci ricolleghiamo al problema della permanenza al college ecc...
Ferma ferma ferma non mi paragonare Boykins all'attuale Howard per favore, l'11 è fra i migliori se non il miglior sesto uomo della lega e ha una cpacità di cambiar ritmo alla gara più unica che rara.
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabilità?

Post by Ciombe »

boooommmmmmm!!!!!

Lil non ti sbilanciare... Boykins è chiaramente il miglior play della lega...  :gogogo:
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabilità?

Post by Lilpol »

Ciombe wrote: boooommmmmmm!!!!!

Lil non ti sbilanciare... Boykins è chiaramente il miglior play della lega...  :gogogo:
Senza dubbio, Nash who?
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili

Post by tobos84 »

Varese, tagliato Hodge.
Chiapparo, AD:  nonostante il suo talento,  i suoi atteggiamenti non in sintonia col gruppo hanno aumentato le difficoltà di ambientamento.  sta di fatto che non sia andato a genio a nessuno

Treviso, tagliato Johnson.
Atripaldi, GM:  perchè DerMarr, ferme restando le sue qualità, non è riuscito ad inserirsi nel nostro sistema  Johnson è un giocatore di talento, purtroppo le sue caratteristiche, tecniche ma anche fisiche ed umane, non lo hanno aiutato ad integrarsi

Milano, a rischio Gaines.
Corbelli, PRES: Gaines ha talento, ma non sta rendendo, ed evidentemente la colpa non è solo sua

Bologna, a rischio Holland.
Sabatini, PRES: Capisco la rabbia e la frustrazione, ma allora cosa dovrei dirgli io per come ha giocato? È imperdonabile, la decisione stavolta è collegiale. Anche a me scoccia perdere, ma non vado a insultare i giocatori.

tutto questo lascia intravedere i motivi per i quali questi giocatori sono stati chimere o forse non vi hanno messo neanche piede in NBA: sono tutti giocatori di talento ok! ma vuoi per il loro carattere , vuoi per la loro mancanza di applicazione,per mancanza di adattabilità a situazioni nuove e diverse questi giocatori diventano pesi morti in campo e distruggono l'armonia dello spogliatoio!

l'NBA ha deciso di non perdere più chiamate al draft  per questo tipo di giocatori(x i motivi sopracitati) , ormai vengono scelti sempre più europei consapevoli del fatto che già a 20 anni un giocatore europeo si può ritenere  un professionista! professionalità raggiunta grazie alla società che da la possibilità ai giovani di esordire in campionato e magari durante l'eurolega con il risultato di far maturare iol giocatore e abituandolo alle responsabilità!

in NCAA i giocatori con del talento si trovano a essere le superstar della propria squadra.alcuni di passano dal campetto del proprio quartiere(molte volte povero) a palezzetti dove la gente li ossanna,Giocano partite contro i loro pari età e sanno che l'importante è dimostrare che valgono una chiamata ai piani superiori.queste "SUPERSTAR" hanno 3000palloni giocabili a partita, cosi facendo si intravedono si ottime cose, ma a volte esce anche il loro ego e indisponibilità verso chi li  circonda!


ovviamente non voglio far di tutta l'erba un fascio, xò ormai questo differenza di  PROFESSIONALITàfra giocatore europeo di 20 e giocatore NCAA di 20 è enorme
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili

Post by MagnusPinus »

Quello che non va è facile facile: non hanno la voglia di giocare di squadra..E' banalissimo ma basta vedere una partita di Gaines per capire il concetto..ed è soprattutto colpa sua/loro(almeno dal mio punto di vista).. Fare il do it all funziona se giochi in legadue,o in una squadra fatta da te + 4 figuranti, in un buon team di A1 no.
E alla lista aggiungiamoci pure Horace Jenkins(altro membro dell' all alone club)
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili

Post by PENNY »

Lilpol wrote: Ferma ferma ferma non mi paragonare Boykins all'attuale Howard per favore, l'11 è fra i migliori se non il miglior sesto uomo della lega e ha una cpacità di cambiar ritmo alla gara più unica che rara.
Ho fatto un paragone? :gazza:

A parte che sul Boykins miglior sesto uomo ci sarebbe da discutere  :forza: ,comunque ho solo citato 2 free-agent appettibili ancora a spasso.

Imho alla fine l'unico vero problema sono i budget ridotti rispetto alle altre squadre europee.Abbiamo voglia di dire che si dovrebbero mantenere rose più stabili,cercare americani più rodati ecc.,ma se non c'è la grana son le uniche soluzioni percorribili.
Se hai disponibilità economica puoi rischiare un triennale con un giovane americano in modo da blindarlo per il futuro,puoi partecipare alla corsa per i Big,magari di ritorno (Jasi,Spanoulis...),puoi fare una scommessa su un americano ma andare sul sicuro con gli altri e tante altre piccole cose che danno stabilità ad una squadra e una pervenza di serietà al progetto.
Tutte le cose dette,sono oggi impraticabili,mentre fino a 7-8 anni fà (anche meno) era la normalità.
Fui buttato fuori dall'Universita' il primo anno.  Mi scoprirono mentre copiavo allo scritto di metafisica.Sbirciavo nell'anima del mio vicino.

Non so se Dio esista. Ma se esiste spero che abbia una buona scusa.

Grazie a Dio sono ateo.

Grazie Woody.
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili

Post by tobos84 »

rileggendo un pò tutte le risposte del topic stiamo dicendo più o meno tutti la stessa cosa:

gli americani che arrivano in italia sono gli scarti non solo NBA ma anche gli scarti di altre leghe Europee che in questo momento ci superano in tutto

i giocatori di ritorno dall'NBA (spanoulis jasi ecc) sarebbero venuti a fare spettacolo in italia, visto che fino a 10 anni fa era considerato il miglior campionato europeo e gente come rivers o wilkins sono venuti da noi alzando il livello del nostro campionato

molti giovanissimi europei o sudamericani venivano a farsi le ossa in italia prima di partire x l'NBA(nesterovic jaric ginobili delfino ecc) adesso quei giocatori li vediamo con il binocolo a parte un po siena il campionato italiano deve riprendere  qualità e sono convinto che si tornerà ad avere fior fiore di giocatori a deliziare i nostri palazzetti! in fin dei conti è una ruota che gira
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