Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili
- Ciombe
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La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabilità?
E' da un po che volevo parlarne, e dopo aver visto il cambiamento di atteggiamento (in peggio) della scuola slava, che ora non è più fucina di talenti, ma di idioti gasati, vorrei proporre un altro spunto.
5/10/15/20 anni fa la differenza tra una grande squadra ad un squadra mediocre era dettata dalla scelta degli americani, erano loro a fare il bello e cattivo tempo per le proprie squadre anche ai livelli più alti (basti pensare in tempi recenti a Vic Alexander, Rashard Griffith autori di una finale di eurolega mozzafiato).
Sbarcavano dalla nba come ultime ruote del carro ed in europa potevano cambiare i destini di una squadra.
Negli ultimi 2/3 anni invece il contingente americano in forza alle squadra europee è sempre importante, ma meno decisivo, anzi, a volte totalmente nullo.
La scorsa eurolega è stata vinta da una squadra che aveva un solo americano in rotazione, Batiste, che nemmeno era tra i primi 6/7 giocatori della squadra e ha fatto marcire Tony Delk in panchina per tutto l'anno, uno capace di fare 53 punti in una gara NBA.
Guardando in Italia, le varie Treviso, Fortitudo, Milano hanno grossi problemi con i loro americani, chiamati a far fare il salto di qualità ma vuoi per un motivo e vuoi per un altro stanno tutti facendo ridere.
Dove sta la spiegazione a tutto questo???
Io mi sono fatto un idea...
5/10/15 anni fa arrivavano americani sicuramente più preparati tecnicamente, erano pochi i rookie di 22/23 anni mandati allo sbando e il talento di chi arrivava era di gran lunga superiore al talento di chi arriva ora.
Ed ora l'intelaiatura della squadre di alto livello non è composto da americani in grado di spostare, ma da giocatori europei in grado di spostare, con gli amerciani confinati ad essere panchinari di lusso o sperduti tra le mille squadrette di medio livello dove possono giocare altro che loro.
Facciamo una lista degli americani di alto livello che giocano questa eurolega e questi campionati in Europa e facciamone una a 10 anni fa... la differenza sarà enorme!!!!
5/10/15/20 anni fa la differenza tra una grande squadra ad un squadra mediocre era dettata dalla scelta degli americani, erano loro a fare il bello e cattivo tempo per le proprie squadre anche ai livelli più alti (basti pensare in tempi recenti a Vic Alexander, Rashard Griffith autori di una finale di eurolega mozzafiato).
Sbarcavano dalla nba come ultime ruote del carro ed in europa potevano cambiare i destini di una squadra.
Negli ultimi 2/3 anni invece il contingente americano in forza alle squadra europee è sempre importante, ma meno decisivo, anzi, a volte totalmente nullo.
La scorsa eurolega è stata vinta da una squadra che aveva un solo americano in rotazione, Batiste, che nemmeno era tra i primi 6/7 giocatori della squadra e ha fatto marcire Tony Delk in panchina per tutto l'anno, uno capace di fare 53 punti in una gara NBA.
Guardando in Italia, le varie Treviso, Fortitudo, Milano hanno grossi problemi con i loro americani, chiamati a far fare il salto di qualità ma vuoi per un motivo e vuoi per un altro stanno tutti facendo ridere.
Dove sta la spiegazione a tutto questo???
Io mi sono fatto un idea...
5/10/15 anni fa arrivavano americani sicuramente più preparati tecnicamente, erano pochi i rookie di 22/23 anni mandati allo sbando e il talento di chi arrivava era di gran lunga superiore al talento di chi arriva ora.
Ed ora l'intelaiatura della squadre di alto livello non è composto da americani in grado di spostare, ma da giocatori europei in grado di spostare, con gli amerciani confinati ad essere panchinari di lusso o sperduti tra le mille squadrette di medio livello dove possono giocare altro che loro.
Facciamo una lista degli americani di alto livello che giocano questa eurolega e questi campionati in Europa e facciamone una a 10 anni fa... la differenza sarà enorme!!!!
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libertàxgliultras
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili
il basket europeo si è semplicemente differenziato dall'nba negli ultimi tempi molto più di quanto non fossero differenti ai tempi.
il campo più largo in nba, l'area più piccola, la linea del tiro da tre troppo vicina in europa...ci sono diversi fattori che, introdotti negli ultimi tempi, stanno allargando la forbice.
forbice che non è necessariamente basata su livello più alto oppure più basso imho, semplicemente sport diversi, uno basato su atletismo 1c1 e l'altro sulla tecnica.
è chiaro che gli americani facciano fatica di qua, è normale, perchè crescono in una certa maniera e cambiare a 25 anni è dura quasi per tutti. c'è chi è sveglio e ben consigliato e ci riesce, c'è chi non è così intelligente (oh, se il 50% dei giocatori di nba vengono dal ghetto non è che possano essere tutti delle cime) e fa fatica.
penso che non sia un problema di talento, ma di adattabilità. tra l'altro, se uno esce dal ghetto a 20 anni e si trova un contratto minimo sopra al milione di dollari per il primo anno, non dico che sia automatico smettere di giocare, ma sedersi un minimo a fare una vita che uno non si è mai potuto permettere prima, sia quasi fisiologico.
penso a gente come pippen, che viveva con 7 fratelli in un appartamento con 2 stanze da letto e un disabile (uno dei 7 fratelli) che al primo di novembre si trova il primo mese di stipendio. poi al 15 dello stesso mese ne arriva un altro, e al primo di dicembre un terzo.
ci si può improvvisamente permettere tutta quella serie di vizi ai quali hai dovuto precedentemente rinunciare, e non è poco....è una distrazione notevole dal basket giocato secondo me.
è chiaro a quel punto che se non hai il talento, o semplicemente non hai la testa, per rimanere a un livello accettabile in nba, vieni di qua in europa. e non è detto che tu sia in grado di giocare alla stessa maniera in un basket completamente differente.
guardavo dermarr johnson in difesa contro pesaro...lui ci provava anche a difendere, ma non aveva la minima idea di come muoversi nei momenti in cui avevano palla gli altri. se il suo uomo era sul perimetro a lui veniva automatico raddoppiare in area, e proprio non capiva che in italia la linea da tre punti è più vicina di un metro rispetto agli states.
allo stesso tempo, holland dice che al quarto anno di europa, fatica ancora a capire del tutto certe infrazioni di passi...o conroy chiama timeout per evitare l'infrazione di cinque sec. dalla rimessa, anche se in europa il timeout lo può chiamare solo il coach.
e poi parliamone. questi a 22-25 anni vengono catapultati dall'altra parte del mondo in organizzazioni totalmente diverse, in mezzo a città che non conoscono e che seguono stili di vita a loro ignoti. intanto che si abituano alla vita all'estero, devono fare anche 20 di media...insomma, non è proprio semplicissimo.
paradosso. è successo che a uno sia saltata la luce, a settembre, in casa, e sia rimasto senza luce per una sera e una mezza giornata dopo, perchè non sapeva assolutamente chi chiamare. o uno che alla prima stagione fuori dal college veniva pagato con assegni e li nascondeva sotto il materasso perchè non sapeva come cambiarli in banca.
ok, devono giocare a basket, ma in europa ci devono anche vivere, e si trovano ad affrontare problemi di questo tipo. c'è quello che viene seguito e si fa aiutare, c'è quello che non ne vuol sapere mezza e non si fa aiutare. la "fauna" è differente, i problemi sono sia di gioco che di ambientamento.
poi è chiaro, non sono tutti così, ma quando vengono per la prima volta dagli stati uniti, i rischi che si corrono sono questi.
c'è chi è bravo ed esperto ad ammortizzarli, e chi non ha la minima idea di come fare, il tutto da sommare a un'etica del lavoro che raramente è pari a un italiano medio, meno talentuoso ma più costante soprattutto in allenamento.
credo di avere detto tutto.
il campo più largo in nba, l'area più piccola, la linea del tiro da tre troppo vicina in europa...ci sono diversi fattori che, introdotti negli ultimi tempi, stanno allargando la forbice.
forbice che non è necessariamente basata su livello più alto oppure più basso imho, semplicemente sport diversi, uno basato su atletismo 1c1 e l'altro sulla tecnica.
è chiaro che gli americani facciano fatica di qua, è normale, perchè crescono in una certa maniera e cambiare a 25 anni è dura quasi per tutti. c'è chi è sveglio e ben consigliato e ci riesce, c'è chi non è così intelligente (oh, se il 50% dei giocatori di nba vengono dal ghetto non è che possano essere tutti delle cime) e fa fatica.
penso che non sia un problema di talento, ma di adattabilità. tra l'altro, se uno esce dal ghetto a 20 anni e si trova un contratto minimo sopra al milione di dollari per il primo anno, non dico che sia automatico smettere di giocare, ma sedersi un minimo a fare una vita che uno non si è mai potuto permettere prima, sia quasi fisiologico.
penso a gente come pippen, che viveva con 7 fratelli in un appartamento con 2 stanze da letto e un disabile (uno dei 7 fratelli) che al primo di novembre si trova il primo mese di stipendio. poi al 15 dello stesso mese ne arriva un altro, e al primo di dicembre un terzo.
ci si può improvvisamente permettere tutta quella serie di vizi ai quali hai dovuto precedentemente rinunciare, e non è poco....è una distrazione notevole dal basket giocato secondo me.
è chiaro a quel punto che se non hai il talento, o semplicemente non hai la testa, per rimanere a un livello accettabile in nba, vieni di qua in europa. e non è detto che tu sia in grado di giocare alla stessa maniera in un basket completamente differente.
guardavo dermarr johnson in difesa contro pesaro...lui ci provava anche a difendere, ma non aveva la minima idea di come muoversi nei momenti in cui avevano palla gli altri. se il suo uomo era sul perimetro a lui veniva automatico raddoppiare in area, e proprio non capiva che in italia la linea da tre punti è più vicina di un metro rispetto agli states.
allo stesso tempo, holland dice che al quarto anno di europa, fatica ancora a capire del tutto certe infrazioni di passi...o conroy chiama timeout per evitare l'infrazione di cinque sec. dalla rimessa, anche se in europa il timeout lo può chiamare solo il coach.
e poi parliamone. questi a 22-25 anni vengono catapultati dall'altra parte del mondo in organizzazioni totalmente diverse, in mezzo a città che non conoscono e che seguono stili di vita a loro ignoti. intanto che si abituano alla vita all'estero, devono fare anche 20 di media...insomma, non è proprio semplicissimo.
paradosso. è successo che a uno sia saltata la luce, a settembre, in casa, e sia rimasto senza luce per una sera e una mezza giornata dopo, perchè non sapeva assolutamente chi chiamare. o uno che alla prima stagione fuori dal college veniva pagato con assegni e li nascondeva sotto il materasso perchè non sapeva come cambiarli in banca.
ok, devono giocare a basket, ma in europa ci devono anche vivere, e si trovano ad affrontare problemi di questo tipo. c'è quello che viene seguito e si fa aiutare, c'è quello che non ne vuol sapere mezza e non si fa aiutare. la "fauna" è differente, i problemi sono sia di gioco che di ambientamento.
poi è chiaro, non sono tutti così, ma quando vengono per la prima volta dagli stati uniti, i rischi che si corrono sono questi.
c'è chi è bravo ed esperto ad ammortizzarli, e chi non ha la minima idea di come fare, il tutto da sommare a un'etica del lavoro che raramente è pari a un italiano medio, meno talentuoso ma più costante soprattutto in allenamento.
credo di avere detto tutto.
- Ciombe
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabilità?
la tua riflessione è interessante ed evindenzia una tendenza ormai appurata negli ultimi anni.
Si prendono americani molto giovani, dai 22 ai 25 anni, non atleti già formati di 28/30/32 anni, che allungano la carriera in europa.
Poi è anche vero che quelli di 22 e 25 anni che arrivano sono i primi scarti nelle leghe americane, giocatori senza nome e senza riscontro in campo, mentre un 30enne lo devi pagare 10 volte di più perchè un minimo lo ha dimostrato in carriera.
Ma la % di rischio per questi giocatori è enorme, perchè scommettere su un talento di 24 anni, alla prima esperienzai in carriera lontano da casa ti può andare bene 1 volta su 3, se hai fiuto 2 volte su 3.
Ovviamente è un discorso in generale che non tiene conto delle eccezioni.
Si prendono americani molto giovani, dai 22 ai 25 anni, non atleti già formati di 28/30/32 anni, che allungano la carriera in europa.
Poi è anche vero che quelli di 22 e 25 anni che arrivano sono i primi scarti nelle leghe americane, giocatori senza nome e senza riscontro in campo, mentre un 30enne lo devi pagare 10 volte di più perchè un minimo lo ha dimostrato in carriera.
Ma la % di rischio per questi giocatori è enorme, perchè scommettere su un talento di 24 anni, alla prima esperienzai in carriera lontano da casa ti può andare bene 1 volta su 3, se hai fiuto 2 volte su 3.
Ovviamente è un discorso in generale che non tiene conto delle eccezioni.
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kimi
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabilità?
d'accordo su tutto meno che su questo. I serbi hanno vinto TUTTE e ripeto TUTTE le manifestazioni giovanili ( europei / mondiali) giocate in estate.....Ciombe wrote: E' da un po che volevo parlarne, e dopo aver visto il cambiamento di atteggiamento (in peggio) della scuola slava, che ora non è più fucina di talenti, ma di idioti gasati, vorrei proporre un altro spunto.
Nice guys finish last
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabilità?
i serbi hanno vinto tutto quello che potevano a livello giovanile, ma i loro esempi ora sono i vari Milicic, Pavlovic, Radmanovic, che fanno parte di quel vuoto generazionale che ha colpito gli slavi dopo i Bodiroga, Danilovic, Rebraca ecc...
Dal 1980 al 1984 sono venute fuori delle grandi teste di cazzo viziate senza palle.
Il problema è che gli Slavi degli anni 90 ricevevano il primo grande contratto o venivano messi in grandissime squadre o andavano in NBA a prendere soldoni a 23/24 anni, dal 2000 in poi a 20 anni, ancora da svezzare, venivano catapultati con tutti gli onori delle star in NBA o in Europa, salvo sfracellarsi piano piano.
Speriamo che questa niova generazione sappia far tesoro di quella di adesso.
Dal 1980 al 1984 sono venute fuori delle grandi teste di cazzo viziate senza palle.
Il problema è che gli Slavi degli anni 90 ricevevano il primo grande contratto o venivano messi in grandissime squadre o andavano in NBA a prendere soldoni a 23/24 anni, dal 2000 in poi a 20 anni, ancora da svezzare, venivano catapultati con tutti gli onori delle star in NBA o in Europa, salvo sfracellarsi piano piano.
Speriamo che questa niova generazione sappia far tesoro di quella di adesso.
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Lilpol
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabilità?
Dico anch'io la mia
Il livello si è un pò abbassato in generale come dice Myers? Mah io non credo più di tanto, forse si tende a essere troppo nostalgici.
Il fatto è che una volta gli americani erano pochi e quei pochi erano automaticamente dei leader e le prime opzioni offensive, vuoi perchè venivano da un campionato più difficile, vuoi perchè il livello degli europei (o non americani) era secondo mè più basso di quello attuale.
Ovvio che adesso gli stranieri, sopratutto dopo la sentenza Bosman, sono di più e non tutti riescono a fare la differenza è ovvio ma non direi che il livello si è abbassato più di tanto.
Il livello si è un pò abbassato in generale come dice Myers? Mah io non credo più di tanto, forse si tende a essere troppo nostalgici.
Il fatto è che una volta gli americani erano pochi e quei pochi erano automaticamente dei leader e le prime opzioni offensive, vuoi perchè venivano da un campionato più difficile, vuoi perchè il livello degli europei (o non americani) era secondo mè più basso di quello attuale.
Ovvio che adesso gli stranieri, sopratutto dopo la sentenza Bosman, sono di più e non tutti riescono a fare la differenza è ovvio ma non direi che il livello si è abbassato più di tanto.
Last edited by Lilpol on 31/10/2007, 21:22, edited 1 time in total.
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libertàxgliultras
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili
lilpol non ha detto una stronzata.
bisogna riconoscere che ora i fenomeni dall'america non arrivano più così spesso, ma bisogna dire pure che proprio il mercato aperto ha permesso - soprattutto alle medio piccole - di prendere stranieri che prima non era possibile vedere.
penso a un pape sow a rieti, alla serie di americani sfornati da biella...anni fa non è che ce ne fossero così tanti come negli ultimi anni.
bisogna riconoscere che ora i fenomeni dall'america non arrivano più così spesso, ma bisogna dire pure che proprio il mercato aperto ha permesso - soprattutto alle medio piccole - di prendere stranieri che prima non era possibile vedere.
penso a un pape sow a rieti, alla serie di americani sfornati da biella...anni fa non è che ce ne fossero così tanti come negli ultimi anni.
- Ciombe
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabilità?
Una domanda che mi gira nel capo da diverso tempo, sono migliorati gli europei o sono peggiorati gli americani?
Dopotutto gli europei hanno invaso la NBA e dominano a livello europeo nei loro club di punta. Ma hanno cambiato il loro modo di giocare rispetto agli anni passati?
Sono diventati più fisici, ma hanno sempre il solito bagaglio tecnico che molti americani invidiano.
Però 10 anni fa un europeo veniva preso da una squadra NBA ed automaticamente era bollato come un soft, scarso in difesa, senza fisico per le lotte in area.
Oggi invece in Europa ci sono tra i più forti difensori al mondo, e la nba guarda all'impostazione difensiva delle squadre europee.
Gli americani che arrivano qui invece hanno grossissimi problemi difensivi, di uno contro uno e a livello di squadra, basta vedere Gaines, DeMarr Johnson e molti altri.
Dopotutto gli europei hanno invaso la NBA e dominano a livello europeo nei loro club di punta. Ma hanno cambiato il loro modo di giocare rispetto agli anni passati?
Sono diventati più fisici, ma hanno sempre il solito bagaglio tecnico che molti americani invidiano.
Però 10 anni fa un europeo veniva preso da una squadra NBA ed automaticamente era bollato come un soft, scarso in difesa, senza fisico per le lotte in area.
Oggi invece in Europa ci sono tra i più forti difensori al mondo, e la nba guarda all'impostazione difensiva delle squadre europee.
Gli americani che arrivano qui invece hanno grossissimi problemi difensivi, di uno contro uno e a livello di squadra, basta vedere Gaines, DeMarr Johnson e molti altri.
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili
imho il problema sta nella scarsa competività della RS in NBA: per 82 gare l'anno questi erano abituati a non difendere,tranne magari nell'ultimo quarto di partite più tirate, quindi la maggior parte di questi players hanno perso "l'abitudine" al sacrificio ed alla voglia,visto che i "talenti" che passano aldiquà dell'atlantico non hanno praticamente esperienza di PO, che resta ancor oggi il miglior banco difensivo del mondo.Ciombe wrote: Una domanda che mi gira nel capo da diverso tempo, sono migliorati gli europei o sono peggiorati gli americani?
Dopotutto gli europei hanno invaso la NBA e dominano a livello europeo nei loro club di punta. Ma hanno cambiato il loro modo di giocare rispetto agli anni passati?
Sono diventati più fisici, ma hanno sempre il solito bagaglio tecnico che molti americani invidiano.
Però 10 anni fa un europeo veniva preso da una squadra NBA ed automaticamente era bollato come un soft, scarso in difesa, senza fisico per le lotte in area.
Oggi invece in Europa ci sono tra i più forti difensori al mondo, e la nba guarda all'impostazione difensiva delle squadre europee.
Gli americani che arrivano qui invece hanno grossissimi problemi difensivi, di uno contro uno e a livello di squadra, basta vedere Gaines, DeMarr Johnson e molti altri.
Addirittura oggidì giocatori che qui erano conosciuti come attaccanti e poco più(mi riferisco ad un Mo Evans),quando fanno il salto vengono riscoperti difensori affidabili..

Gli attacchi vendono i biglietti, le difese vincono le partite
I pazzi osano dove gli angeli temono d'andare
Sono brutto, rozzo, sporco, maleducato, irascibile, fastidioso, intollerante, intemperante, indeciso, incostante, stupidament
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili
l'esempio dell'americano che arriva in europa ed è del tutto sperduto non mi convince fino in fondo..certo, è normale, ovvio che uno che arriva dagli usa debba abituarsi al ritmo europeo, ma ginobili allora???era argentino eppure è stato un campione in europa e in nba. e gli europei che vanno negli usa???oggi ci sono moltissimi europei che nella nba sono grandi giocatori, da nowitzki in giù. eppure anche loro hanno dovuto adattarsi a uno stile di vita completamente diverso e a un basket diverso. secondo me il fatto è che in europa i giocatori si fanno il culo x migliorare la loro tecnica, i loro fondamentali, la loro comprensione del gioco in attacco e in difesa, perciò una volta che fanno la differenza qui, possono farla anche li.gli americani invece si imbottiscono di proteina, si fanno un gran fisico ma come comprensione siamo lontani anni luce...e non è solo un problema di americani in europa, ma anche di americani in nba. e questa crisi della scuola americana si vede anche in nazionale, dove nonostante ci siano i migliori giocatori statunitensi fanno magre figure ad ogni manifestazione.
in sintesi credo che lo scarso impatto degli americani negli ultimi anni sia dovuto a un loro atteggiamento supponente e poco professionale (simile a quello dell'ormai ex dream team) che a una reale difficoltà ad ambientarsi alla vita e al gioco europeo. e lo dico perchè a parti inverse ci sono esempi di grandi campioni europei che in poco tempo si adattano a stile di vita e di gioco in america.
in sintesi credo che lo scarso impatto degli americani negli ultimi anni sia dovuto a un loro atteggiamento supponente e poco professionale (simile a quello dell'ormai ex dream team) che a una reale difficoltà ad ambientarsi alla vita e al gioco europeo. e lo dico perchè a parti inverse ci sono esempi di grandi campioni europei che in poco tempo si adattano a stile di vita e di gioco in america.
FORZA TREVISO!!!COL CUORE!!
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili
Magari non sarà un fattore decisivo ma imho l'allargamento del bacino d'utenza nell'NBA con le 30 squadre attuali comporta anche un minor numero di americani che potrebbero fare la differenza in Europa.
Giusto per fare un esempio attuale:Boykins e Howard nonostante siano ancora senza contratto hanno la fila alla porta di casa,almeno 2-3 franchigie ciascuno.
Magari 10-15 anni fà non avrebbero semplicemente trovato spazio e avrebbero cercato un contratto in Europa.
A parer mio la scusa dell'adattamento regge fino a un certo punto,non penso che 10-15 anni fà fosse più facile ambientarsi in un mondo totalmente nuovo rispetto a oggi,l'unica differenza è l'abbassamento dell'età media,ma qui ci ricolleghiamo al problema della permanenza al college ecc...
Giusto per fare un esempio attuale:Boykins e Howard nonostante siano ancora senza contratto hanno la fila alla porta di casa,almeno 2-3 franchigie ciascuno.
Magari 10-15 anni fà non avrebbero semplicemente trovato spazio e avrebbero cercato un contratto in Europa.
A parer mio la scusa dell'adattamento regge fino a un certo punto,non penso che 10-15 anni fà fosse più facile ambientarsi in un mondo totalmente nuovo rispetto a oggi,l'unica differenza è l'abbassamento dell'età media,ma qui ci ricolleghiamo al problema della permanenza al college ecc...
Fui buttato fuori dall'Universita' il primo anno. Mi scoprirono mentre copiavo allo scritto di metafisica.Sbirciavo nell'anima del mio vicino.
Non so se Dio esista. Ma se esiste spero che abbia una buona scusa.
Grazie a Dio sono ateo.
Grazie Woody.
Non so se Dio esista. Ma se esiste spero che abbia una buona scusa.
Grazie a Dio sono ateo.
Grazie Woody.
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili
secondo me i "problemi" sono 2.
1° le squadre nba, hanno finalmente capito da diversi anni a questa parte che il talento e il carattere di un giocatore vanno messi sullo stesso piano. ci sono giocatori NCAA dotati di talento superiore rispetto a molti giocatori coetanei ,se la scelta si basasse solo sul talento ovviamente al draft questi giocatori verrebbero scelti con pick altissimi ;purtroppo molti di questi "fenomeni" oltre al talento si portano dietro un carattere pessimo e a parte alcune rare eccezioni (es. rasheed wallace) molti di questi non riescono a trovare una squadra NBA che creda in loro,visto che molti di loro con il caratteraccio che hanno possono letteralmente distruggere l'armonia di un intero spogliatoio!molti di questi giocatori "problematici" tentano il salto in europa convinti che il percoso verso la fama sarà più facile,soprattutto il campionato italiano, viene considerato quasi un campionato amatoriale convinti che il loro smisurato atletismo li porterà a mettersi in luce con il minimo sforzo.gli ultimi in ordine di tempo(holland e de marr johnson) stanno provando sulla propria pelle cosa vuol dire prendere alla leggera il campionato italiano: DE MARR in campo non capisce un solo schema del suo coach e in difesa ha il vizio di raddoppiare su qualsiasi avversario, salvo poi perdere il suo uomo che sistematicamente va a segno.iHOLLAND invece...beh holland...E' SEMPLICEMENTE UN IDIOTA
per concludere alcuni di questi giocatori riescono (dopo essere stati umiliati per vario tempo) a diventare un po più umili e iniziano a dar retta al proprio coach,diventando cosi giocatori discreti tanto da esser richiamati in NBA ,alcuni di loro riescono a diventare uomini fondamentali per la franchigia, magari come giocatori da rotazione o specialisti difensivi!
2°nel 1998 se non sbaglio arrivo in italia un certo OLOWOKANDI questo futuro "bidone" venne spedito grazie allo sciopero dei giocatori NBA venne mandato a farsi le ossa nella miglior squadra europea di quel periodo la virtus bologna fresca vincitrice diell'eurolega e dominatrice di vari campionati italiani. :stressato:BEI TEMPI QUELLI
la cosa che voglio far risaltare è il significato di quel prestito .Supponiamo che tutt'ora si verifichi un altro sciopero in NBA non credo che la prima scelta venga mandata in italia per imparare ,verrebbe spedita in grecia o in spagna dove si gioca un basket ad un livello superiore del nostro! La stessa cosa si puo dire degli europei di ritorno dall'america Jasikevicius tanto per citarne uno non ci ha pensato neanche minimamente a venire a giocare in italia
in sintesi gli americani che arrivano in italia, non sono solo gli scarti della NBA ma anche quelli del campionato greco e spagnolo. i motivi sono tanti:gli ingaggi sono più alti il livello tecnico è più alto e la visibilità internazionale è maggiore lo stesso discorso vale anche per gli europei che ritornano!
il nostro campionato sta regredendo e a parte siena non penso che qualche italiana possa partecipare alle topo 16 di eurolega e questo la dice lunga sullo stato del nostro basket
1° le squadre nba, hanno finalmente capito da diversi anni a questa parte che il talento e il carattere di un giocatore vanno messi sullo stesso piano. ci sono giocatori NCAA dotati di talento superiore rispetto a molti giocatori coetanei ,se la scelta si basasse solo sul talento ovviamente al draft questi giocatori verrebbero scelti con pick altissimi ;purtroppo molti di questi "fenomeni" oltre al talento si portano dietro un carattere pessimo e a parte alcune rare eccezioni (es. rasheed wallace) molti di questi non riescono a trovare una squadra NBA che creda in loro,visto che molti di loro con il caratteraccio che hanno possono letteralmente distruggere l'armonia di un intero spogliatoio!molti di questi giocatori "problematici" tentano il salto in europa convinti che il percoso verso la fama sarà più facile,soprattutto il campionato italiano, viene considerato quasi un campionato amatoriale convinti che il loro smisurato atletismo li porterà a mettersi in luce con il minimo sforzo.gli ultimi in ordine di tempo(holland e de marr johnson) stanno provando sulla propria pelle cosa vuol dire prendere alla leggera il campionato italiano: DE MARR in campo non capisce un solo schema del suo coach e in difesa ha il vizio di raddoppiare su qualsiasi avversario, salvo poi perdere il suo uomo che sistematicamente va a segno.iHOLLAND invece...beh holland...E' SEMPLICEMENTE UN IDIOTA
2°nel 1998 se non sbaglio arrivo in italia un certo OLOWOKANDI questo futuro "bidone" venne spedito grazie allo sciopero dei giocatori NBA venne mandato a farsi le ossa nella miglior squadra europea di quel periodo la virtus bologna fresca vincitrice diell'eurolega e dominatrice di vari campionati italiani. :stressato:BEI TEMPI QUELLI
la cosa che voglio far risaltare è il significato di quel prestito .Supponiamo che tutt'ora si verifichi un altro sciopero in NBA non credo che la prima scelta venga mandata in italia per imparare ,verrebbe spedita in grecia o in spagna dove si gioca un basket ad un livello superiore del nostro! La stessa cosa si puo dire degli europei di ritorno dall'america Jasikevicius tanto per citarne uno non ci ha pensato neanche minimamente a venire a giocare in italia
in sintesi gli americani che arrivano in italia, non sono solo gli scarti della NBA ma anche quelli del campionato greco e spagnolo. i motivi sono tanti:gli ingaggi sono più alti il livello tecnico è più alto e la visibilità internazionale è maggiore lo stesso discorso vale anche per gli europei che ritornano!
il nostro campionato sta regredendo e a parte siena non penso che qualche italiana possa partecipare alle topo 16 di eurolega e questo la dice lunga sullo stato del nostro basket

senti Imene Perenne, perchè non vai a farti una passeggiata in autostrada? (From Maialone to Luca 10)
- the lynx
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili
lo stato critico e il livello sempre più basso del nostro basket è cosa risaputa. però secondo me dipende anche dal fatto che quasi tutte le grandi squadre rivoluzionano il roster ogni anno...una o due volte ti va bene,ottieni lo stesso risultati, ma poi???guardate noi e la fortitudo..ogni anni si cambiavae nelle ultime due stagioni sia noi che loro stiamo facendo pena..milano ha sempre fatto pena, roma non riesce mai ad arrivare in finale..solo siena, che ha confermato quasi in toto il roster dell'anno passato sta giocando bene e vince.secondo me la scarsità delle italiane in europa dipende anche da quello..ad esempio, prendete il quintetto di treviso 2005-2006: zisis (attualmente al cska e futuro campione d'europa), nicholas (emigrato all'efes istambul, ottima squadra di eurolega), siska (al pana ha vinto l'eurolega 2007, al cska vincerà quella 2008), goree (idem come zisis), bargnani (prima scelta nba, e ottimo giocatore anche in america). questa squadra ha tutte le carte in regola per andare almeno in final four no???eppure ci siamo fermati al top16....perchè???semplice, perchè erano solo pochi mesi che giocavano insieme, se la squadra fosse stata la stessa anche la stagione successiva (fadini permettendo) sarebbero sicuramente andati in F4..
FORZA TREVISO!!!COL CUORE!!
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Pollack
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabili
Topic molto interessante.
Io premetto che seguo il basket solo da un paio d'anni e non mi sono ancora fatto un'idea sulla situazione degli americani.
Però riprendendo l'ultimo post, non capisco assolutamente perchè le squadre rivoluzionano quasi sempre il loro roster.
Per esempio capisco il caso di Pavia dell'anno scorso dove tutti i giocatori si erano messi in luce durante i playoff ed era diventato impossibile trattenerli proprio dal punto di vista economico.
Però non capisco questa tendenza a rinnovar tutti gli anni.
Io premetto che seguo il basket solo da un paio d'anni e non mi sono ancora fatto un'idea sulla situazione degli americani.
Però riprendendo l'ultimo post, non capisco assolutamente perchè le squadre rivoluzionano quasi sempre il loro roster.
Per esempio capisco il caso di Pavia dell'anno scorso dove tutti i giocatori si erano messi in luce durante i playoff ed era diventato impossibile trattenerli proprio dal punto di vista economico.
Però non capisco questa tendenza a rinnovar tutti gli anni.

- Ciombe
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Re: La crisi dei giocatori americani in Europa: meno talento o scarsa adattabilità?
un'altra tendenza in luce negli ultimi anni è che le grandi italiane anzichè fare il mercato con americani rodati provenienti dall'Europa, fa il mercato con gli americani delle piccole o delle squadr di legadue.
I casi McIntyre, Shumpert, Jobey Thomas sono esempi lampanti.
Siena ha preferito scommettere su un McIntyre che dava poche garanzie di riuscita, anzichè spendere di più su un Nicholas ad esempio.
Ma è anche vero che c'è una Upim che ha poco o nulla da Jenkins...
Ormai trovare l'americano giusto è un terno al lotto e non solo per la vastità di scelta che ti permette di trovare giocatori ad un prezzo minore ma con delle grosse incognite.
Poi ormai in Italia ci stiamo riciclando come scopritori di talenti USA, che compiono il salto verso l'europa delle grandi (Brion Rush ad esempio), complice il ridotto budget di squadre importanti nel nostro paese, che ha abbassato ancora di più il livello del nostro basket, passato dall'essere il migliore d'Europa, quando impazzavano nel nostro campionato Jaric, Nesterovic, Ginobili, Nachbar, Garbajosa, Basile, Delfino ecc...
Ora a volte ti trovi per le mani giocatori che possono dire la loro, ma spesso questi americani non sono in grado di alzare il livello del proprio gioco, e conseguentemente affossano anche il livello delle proprie squadre.
I casi McIntyre, Shumpert, Jobey Thomas sono esempi lampanti.
Siena ha preferito scommettere su un McIntyre che dava poche garanzie di riuscita, anzichè spendere di più su un Nicholas ad esempio.
Ma è anche vero che c'è una Upim che ha poco o nulla da Jenkins...
Ormai trovare l'americano giusto è un terno al lotto e non solo per la vastità di scelta che ti permette di trovare giocatori ad un prezzo minore ma con delle grosse incognite.
Poi ormai in Italia ci stiamo riciclando come scopritori di talenti USA, che compiono il salto verso l'europa delle grandi (Brion Rush ad esempio), complice il ridotto budget di squadre importanti nel nostro paese, che ha abbassato ancora di più il livello del nostro basket, passato dall'essere il migliore d'Europa, quando impazzavano nel nostro campionato Jaric, Nesterovic, Ginobili, Nachbar, Garbajosa, Basile, Delfino ecc...
Ora a volte ti trovi per le mani giocatori che possono dire la loro, ma spesso questi americani non sono in grado di alzare il livello del proprio gioco, e conseguentemente affossano anche il livello delle proprie squadre.


